LA PROMESSE DE L’AUBE – ROMAIN GARY

La promesse de l'aube
Romain GARY, La promesse de l’aube, Gallimard, Folio Plus Classique, numéro 169, 2009

Devo alla lettura di quello splendido libro di Tzvetan Todorov Memoria del male, tentazione del bene di cui ho già parlato >> qui la mia scoperta di Romain Gary.

Todorov considera infatti Romain Gary una di quelle figure esemplari di uomini e di donne  del Novecento che — come Vasilij Grossman, Primo Levi, Margarete Buber-Neuman — pur avendo vissuto in un periodo storico atroce e pur avendo attraversato esperienze orrende sono riusciti a mantenere intatto il senso dell’umano e a non lasciarsi prendere dal demone del manicheismo.

Non poteva perciò non venirmi la curiosità di leggere qualcosa di Gary e questo La promesse de l’aube è il mio primo approccio con quest’autore.

In questo romanzo autobiografco o, se preferite, autobiografia romanzata, Romain Gary (o più precisamente Romain Kacew, perchè Gary non era che uno dei suoi pseudonimi) racconta la propria infanzia e la propria giovinezza dai primi anni trascorsi a Vilnius, in Lituania, dopo aver percorso tutta la Russia con la madre Nina, un’ex mediocre attrice ebrea abbandonata dall’uomo che è il padre di Romain e che il bambino non ha mai conosciuto.

La donna alleva il proprio figlio da sola, tra mille problemi e difficoltà. Nina ha un vero e proprio culto della Francia. Non l’ha mai vista, ma ne conosce lingua, cultura e storia quanto e più di una francese autentica. Stabilirsi in Francia, portare il figlio in Francia, vederlo un giorno Ambasciatore francese è il suo sogno. E finalmente il suo sogno si realizza: madre e figlio finiscono per riuscire ad arrivare in Francia e a stabilirsi a Nizza.

Madre e figlio contano, per sopravvivere, sulla vendita di un antico servizio d’argento che sono convinti valga milioni, ma non riescono a venderlo, non lo vuole nessuno, nemmeno gli antiquari. La madre di Romain dovrà allora ancora una volta inventarsi mille mestieri finendo per aprire un piccolo Hotel. Diventa diabetica, la sua salute si deteriora sempre di più. Le mille privazioni, i sacrifici, hanno reso questa donna non ancora sessantenne una vecchia.

Jules Dassin  La promesse de l'aube

Romain rappresenta realmente tutto, per sua madre, che nel figlio investe tutte le sue speranze, i suoi desideri; per lui, per non fargli mancare nulla nemmeno nei momenti di più nera miseria fa mille sacrifici, progetta per lui un avvenire in cui il suo ragazzo sarà come minimo un ambasciatore ed un grande scrittore (e Romain lo diventerà davvero, ambasciatore e scrittore). Si barcamena in mille modi per guadagnare del denaro, sacrificando la sua vita personale e la sua salute per l’avvenire del figlio, che non manca di nulla e che deve solo pensare a studiare e a scrivere.

Romain diventa allievo ufficiale alla scuola di aviazione di Salon-de-Provence e promette alla madre che tornerà ufficiale, ma benchè sia uno dei primi del proprio corso gli viene rifiutata la promozione perchè è uno straniero naturalizzato francese da troppo poco tempo, e rimane soltanto caporale. Come fare a comunicare questa grande delusione alla madre? A Romain non rimane che inventarsi una bugia.

Quando scoppia la seconda guerra mondiale e non rassegnandosi alla sconfitta della Francia parte per l’Inghilterra per continuare la guerra a fianco degli inglesi come semplice caporale, lasciando la madre già molto malata.

Scrive molti libri di cui la madre è fiera. Rischia la vita molte volte, si ammala gravemente ma riuscirà a guarire.

Durante tutti gli anni di lontananza e di guerra la madre riesce comunque a non fargli mancare il suo sostegno. Gli invia tante lettere, non smette mai di incoraggiarlo, di dirgli quanto sia fiera di lui.

Raggiunta l’aviazione della Francia Libera combatte in Gran Bretagna, in Africa, termina la guerra con il grado di capitano, è nominato Compagnon de la Libération. Si tratta di un’onorificenza istituita dal Generale De Gaulle e come prestigio è seconda solo alla Legione d’Onore.

Jules Dassin  La promesse de l'aube

Considerato un eroe nazionale, si vede offrire l’ingresso in diplomazia per “servizi eccezionali”. In Inghilterra ha intanto   pubblicato Educazione europea, un romanzo sulla guerra partigiana in Polonia scritto nelle pause tra un’incursione aerea e l’altra.

Tornato finalmente a Nizza, alla fine della guerra, fa una scoperta che, una volta di più, gli testimonia il grande amore di sua madre.

Nel romanzo di Gary la guerra è certo presente, soprattutto nella seconda parte in cui Gary parla delle incursioni per bombardare la Germania, dei suoi rapporti con i colleghi della RAF, delle tante morti cui ha dovuto assistere.

Ma La promesse de l’aube (>> qui l’edizione italiana del libro) è però e soprattutto un libro sull’amore materno. Su come una madre straripante d’amore e di ambizione riesce a fare arrivare il figlio al di là di quanto forse lui stesso avrebbe potuto sperare.

Per suo figlio essa crede in un destino straordinario nutrito di tutte le speranze deluse di una ex attrice ebrea esiliata. E’ un amore materno, il suo, al tempo stesso esuberante e costruttivo ed è questo il nucleo centrale, l’ancoraggio di tutto il romanzo. Il giovane Gary non giudica e nemmeno commenta il comportamento della madre, si lascia trasportare da esso con fiducia e riconoscenza.

Questa “promessa dell’alba” che l’autore ha scelto come titolo è una doppia promessa: la promessa che la vita ha fatto al narratore per mezzo di una madre appassionata ma anche la promessa che egli ha tacitamente fatto a sua madre di riuscire a compiere tutto quello che lei si aspetta da lui per quanto riguarda la realizzazione di se stesso.

Il ritratto — affettuoso ed ironico — che emerge dalle pagine di Gary è quello di una russa idealista, sognatrice ed allo stesso tempo dotata di un eccezionale senso pratico, innamorata della Francia, una donna in cui coraggio straordinario e grande ingenuità, indomabile energia, spiccato senso degli affari, credulità, sono tutti mescolati.

Il romanzo di Gary esprime l’amore madre-figlio (e viceversa) con grandissima tenerezza, sensibilità ed anche humor (ci sono pagine addirittura esilaranti) ma…

… ma i bambini, i ragazzi allevati da questo genere di madri restano sempre, dice anche Gary, gravati di un debito che non sono mai certi di essere riusciti a pagare del tutto.

Diventati uomini, saranno poi sempre alla ricerca (quasi sempre vana) di una donna che sia in grado di riempire il vuoto lasciato da una madre così.

“Avec l’amour maternel, la vie vous fait à l’aube une promesse qu’elle ne tient jamais. On est obligé ensuite de manger froid jusqu’à la fin de ses jours. Après cela, chaque fois qu’une femme vous prend dans ses bras et vous serre sur son coeur, ce ne sont que des condoléances. On revient toujours gueuler sur la tombe de sa mère comme un chien abandonné. Jamais plus, jamais plus, jamais plus. Des bras adorables se referment autour de votre cou et des lèvres très douces vous parlent d’amour, mais vous êtes au courant. Vous êtes passé à la source très tôt et vous avez tout bu. Lorsque la soif vous reprend, vous avez beau vous jeter de tous côtés, il n’y a plus de puits, il n’y a que des mirages. Vous avez fait, dès la première lueur de l’aube, une étude très serrée de l’amour et vous avez sur vous de la documentation. Je ne dis pas qu’il faille empêcher les mères d’aimer leurs petits. Je dis simplement qu’il vaut mieux que les mères aient encore quelqu’un d’autre à aimer. Si ma mère avait eu un amant, je n’aurais pas passé ma vie à mourir de soif auprès de chaque fontaine.”.

“Con l’amore materno, la vita vi fa all’alba una promessa che non mantiene mai. Si è in seguito obbligati a mangiar freddo fino alla fine dei propri giorni. Dopo quello, tutte le volte che una donna vi prende tra le braccia e vi stringe al cuore, non sono che condoglianze. Si torna sempre a guaire sulla tomba della propria madre come un cane abbandonato. Mai più, mai più, mai più. Braccia adorabili circondano il vostro collo e labbra dolcissime vi parlano d’amore, ma voi sapete. Siete passati molto presto dalla sorgente ed avete bevuto. Quando la sete vi riprende, avete un bel gettarvi da tutte le parti, non ci sono più pozzi, non ci sono che miraggi. Avete fatto, alla prima luce dell’alba, uno studio molto approfondito dell’amore e portate con voi tutta la documentazione. Io non dico che occorra impedire alle madri di amare i loro piccoli. Dico semplicemente che sarebbe meglio che le madri abbiano anche qualcun altro da amare. Se mia madre avesse avuto un amante, io non avrei trascorso la mia vita a morire di sete vicino ad ogni fontana.”

Ho letto questo libro in francese per la semplice ragione che quando l’ho visto sugli scaffali della Feltrinelli l’ho comprato subito, senza chiedermi se esistesse anche un’edizione italiana (che invece esiste, come ho scoperto dopo, e che dunque segnalo). E’ per questo motivo che la traduzione della citazione è mia, abbastanza rozza e di questo mi scuso.

Sono però decisamente contenta di aver acquistato questa edizione Folioplus classiques, perchè il volume contiene non solo il testo integrale ma anche, in appendice, una notevole mole di materiale biografico, storico, e di approfondimento.

In copertina, la bella foto di Romain Gary con la sua seconda moglie Jean Seberg scattata da Raymon Depardon nel 1968

E, giustappunto, nel volume Gallimard c’è anche un interessantissimo studio iconografico intitolato De la photographie au texte che analizza proprio questa foto di copertina e parla di “ce décalage […] entre une tendresse indéniable et une absence sourde” (ma mi accorgo che sto divagando e rischio di andare alla deriva).

Romain Gary  Jean Seberg
Raymond Depardon
Jean Seberg et Romain Gary, 1968
Photo © Raymond Depardon/Magnum

Le altre immagini del post sono tratte dal film di Jules Dassin Promise at Dawn del 1970 in cui Nina Kacew, la madre, è interpretata da Melina Mercouri e Romain a 25 anni da Assi Dayan.

Jules Dassin Promise at dawn
  • L’autore >>
  • Il libro in francese >>
  • La scheda del libro nell’edizione italiana >>
  • Un bell’articolo di Daria Galateria su “La doppia vita di Romain Gary” >>
  • La scheda del film di Dassin su imdb >>
  • Un breve video su Romain Gary e  La promesse de l’aube
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Informazioni su gabrilu

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16 risposte a LA PROMESSE DE L’AUBE – ROMAIN GARY

  1. utente anonimo ha detto:

    “La promessa dell’alba” ancora mi manca… provvederò al più presto, perché gli altri tre romanzi di Gary che ho letto sono tutti bellissimi.
    Ti consiglio soprattutto “La vita davanti a sé”, struggente e tenero inno d’amore.

    Sei sempre preziosa, un abbraccio. Elena

  2. gabrilu ha detto:

    Elena
    So che apprezzi molto Gary, seguo le tue letture su aNobii e mi fido dei tuoi consigli.
    Non dimentico che devo a te la scoperta del libro di Todorov, che è ormai un mio fermo punto di riferimento.
    Vedi che catene…
    Ciao e grazie 🙂

  3. utente anonimo ha detto:

    Sto anch’io per entrare nel mondo di Romain Gary (del resto anche Artemide Diana me lo ha consigliato caldamente da tempo). Ho deciso di cominciare con “Formiche a Stalingrado”, che credo sia anche il suo primo libro.
    Insomma, altre strade che si incrociano nelle nostre letture 🙂
    un caro saluto
    Bartleboom

  4. gabrilu ha detto:

    Bartleboom
    Credo di capire che con “Formiche a Stalingrado” ti riferisci a “Educazione europea”.

    Si, anch’io voglio leggerlo, ma negli ultimi tempi ho letto troppi libri bellissimi ma terribilissimi, e per ora ho deciso di darmi un attimo di respiro. Ma poi ricomincerò.
    E’ una promessa e una minaccia.

    … A proposito, hai visto che è uscito per Mondadori il libro di Orlando Figes “Sospetto e silenzio. Vite private nella Russia di Stalin”?

    E’ questo, uno dei libri che mi tallonano.
    Sempre per la serie: “Allegria!” ^__^

  5. utente anonimo ha detto:

    Si, mi riferisco ad “Educazione europea”, che nella prima versione italiana di Mondadori era uscita con il titolo “Formiche a Stalingrado”. Libro durissimo, davvero durissimo.
    Per quanto riguarda Figes sapevo che quel libro doveva uscire. Non sto a dirti che mi precipiterò… 🙂
    Bartleboom

  6. utente anonimo ha detto:

    Venerdì girellavo in libreria, ho visto questo libro e l’ho subito comprato, anche se chissà quando avrò tempo di leggerlo.
    Poi arrivo qui e tu ne parli.
    Buffo, no ?

    Ciao da Angelita

  7. gabrilu ha detto:

    Bartleboom
    Sempre per la serie “facciamoci del male,” eh?
    Scherzo, dai, giusto per sdrammatizzare.
    Figes non mi scapperà.
    (Però, ‘sti inglesi, come sono bravi a scrivere di storia, eh?)

    Angelita
    Quando l’avrai letto, se vorrai dirci che pensi mi farà molto piacere.
    Ciao 🙂

  8. utente anonimo ha detto:

    ho iniziato a leggere la promessa dell'alba. il mio primo di gary.io l'ho conosciuto attraverso il romanzo the sound of fishsteps di buket uzuner, letto in inglese. credo proprio esista una traduzione italiana.dopo la promessa che cosa consigli di leggere di gary?

  9. utente anonimo ha detto:

    scusate. correggo. intendevo dire credo proprio non esista una traduzione in italiano. della uzuner in italiano a quanto so io è reperibile il solo, bellissimo ada d'ambra. sellerio. che ovviamnete segnalo. ilsuo blog è in inglese. e turkce, ovviamente.

  10. utente anonimo ha detto:

    Ciao…innanzitutto complimenti per il commento a La Promesse de l'aube: molto interessante ed esauriente. Io non conoscevo Romain Gary prima di trovarmelo nel programma di letteratura francese all'università! Ho seguito le lezioni e mi sono subito detta: su questo autore farò la mia tesi di specialistica. E così è stato. Ho appena iniziato la stesura e come testi da analizzare ho scelto La promesse de l'aube e La vie devant soi. Ti chiedo: avresti del materiale di critica da suggerirmi? Parlavi del testo in francese di La Promesse de l'aube che è ricco di materiale biografico, storico e di approfondimento: potresti dirmi se lo hai acquistato di recente e dove lo hai trovato?Ti ringrazio infinitamente!

  11. gabrilu ha detto:

    Anonimo #8Può sembrare strano,  ma  La promessa dell'alba mi è piaciuto  così completamente, così totalmente che  poi pur ripromettendomelo non ho ancora letto altro, di Gary.Tra chi frequenta questo blog  ci sono però parecchi lettori e lettrici di Gary,  che possono consigliarti sicuramente meglio di me.Per quel che ho letto in giro, tra i suoi libri più amati ci sono "La vita davanti a se" e "L'educazione europea" (apprezzatissimo, ad esempio, da Todorov,  il cui parere io personalmente tengo in gran conto).Anonimo #10L'edizione francese di "La promesse de l'aube" che ho letto io la puoi trovare seguendo l'apposito  link già presente in fondo al post.Buona lettura e buon lavoro per la tua tesi  🙂

  12. utente anonimo ha detto:

    Cara Gabrilù,
    da tempo non commento sul tuo blog anche se sono una tua fedele lettrice. Sto leggendo e quasi terminato ora il libro che hai recensito. Mi ritrovo in quello che dici.  Certo vivere solo con una mamma deve essere un bel problema e mi sembra che tra le righe lui lo dica. Certo si ama una donna che gli dedica tutto il tempo, ma non deve essere stato facile.
    ne approfitto per salutarti e ringraziarti per i tuoi sempre preziosi suggerimenti.
    Io sono tornata al Blog, ma con poco tempo. Sto cercando anche di farne uno solo per i libri che leggo… Ma quando problemi vari troveranno una soluzione ci dedicherò più tempo.
    Giulia

  13. gabrilu ha detto:

    Giulia
    che piacere vederti qui.
    penso non ti sorprenderà se ti dico che  non mi sorprende affatto che tu apprezzi Gary, e mi fa piacere che concordi su quello che  ho scritto di questo libro.
    Ciao!

  14. nicole ha detto:

    sto leggendo “la promessa dell’alba”, era in nota da tempo.Dopo ” cane bianco” e “le vie devant soi”. Mi ha turbato molto quest’ultimo.
    Mi piace molto la sua totale assenza di giudizio, a volte sembra scusarsi col lettore, come dire
    ” cosa volete era fatta così”.Donna che come dici giustamente era uno strano miscuglio di sogni impossbili, di ferme certezze, di improvvise cadute, di risalite grazie a un senso degli affari notevoli, sapeva cogliere occasioni e comunque nulla era ” sacrificio”, lo faceva e basta.
    La ironia di alcune pagine è impagabile. L’amore per la Francia quando erano in Polonia e la Francia era un miraggio, la terra promessa.Quando dice che stessa fiducia e amore per la Fancia la aveva sentita solo nel discorso di De Gaulle ..
    Forse in certi tempi bisognava per sopravvivere avere grandi sogni, se non per sè almeno per i figli.Devo finire tutto, ma questa donna mi fa pensare, devo capire meglio.Era così visceralmente russa, ma non in modo antipatico, io devo dire che ho allergia a certe manifestazioni, ma qui ilfiglio scrittore ha il dono di un raccontare leggero.

  15. nicole ha detto:

    Mi permetto di lasciare un link, foto della statua bronzea di Romain Gary, a Vilnius.
    E’ lui bambino con scarpa in mano che guarda il cielo..
    E’ angolo dove innamorati e non solo si danno appuntamento. Chi ha letto il libro sa che è un episodio del libro, la faccenda della scarpa!!

    http://www.vanderkrogt.net/statues/object.php?webpage=ST&record=lt070

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