NABOKOV PARLA DI NABOKOV

Sempre dalla miniera di YouTube, un prezioso video su Nabokov che credo sia tratto da una trasmissione televisiva francese, ma non so quale.

In esso vediamo Nabokov presentarsi (dice la voce fuori campo) “come un pittoresco cacciatore di farfalle”, e poi sentiamo parlare lo stesso Nabokov.

Legge il famosissimo incipit di Lolita prima nella versione originale inglese e poi nella versione russa (ricordiamo che Lolita venne scritto in inglese e che fu poi lo stesso Nabokov, anni dopo, a curarne la traduzione in russo).

Nabokov parla poi della Russia, del suo modo di lavorare, degli autori che ama e delle cose che detesta.

A proposito del suo paese di origine, la Russia, dice “Non ci tornerò mai, per la semplice ragione che la Russia che mi manca, di cui sento il bisogno è in me, è sempre dentro di me: la letteratura, la lingua e la mia infanzia in Russia. Non ci tornerò mai, e mai rinuncerò ad essa.”

1.54

Fa vedere il suo metodo di lavoro, le schede scritte a mano. Parla del progetto di uno scritto che ha per tema Il Tempo. Parla dei problemi che pone costruire un testo narrativo con al centro il Tempo, di quanto sia difficile scrivere del Tempo senza ricorrere alle metafore: “Voglio che la storia nasca dal flusso delle metafore”, dice.

3.25

E’ noto quanto selettivo fosse Nabokov nel giudicare libri ed autori e quanto  al vetriolo fossero spesso i suoi giudizi.

“Sono rimasto intrigato e divertito dalla nozione abituale di ciò che vengono chiamati “Grandi Libri” . Per esempio, Morte a Venezia di Mann, il melodrammatico e pessimo Dottor Zivago di Pasternak, o ancora le cronache a buon mercato di Faulkner non sono certo capolavori, e nemmeno “grandi libri”. E’ un’assurda illusione, è come pensare di poter fare l’amore con una sedia”.

I capolavori della letteratura del XX° secolo per Nabokov? Sono nell’ordine: Ulisse di Joyce, La Metamorfosi di Kafka, Petersbourg di Bély e la prima parte di quel “racconto di fate” che è Alla ricerca del tempo perduto di Proust.

4.29

Con aria sorniona, ci fa vedere un quaderno in cui, dice “Annoto le cose che detesto, le cose fastidiose, che mi irritano”.

Tra queste, ci sono “la musica di sottofondo, la musica di consumo, la musica da supermercato, la musica portatile, la musica cuscinetto, la musica imposta, i luoghi comuni dei giornalisti…il “momento della verità”….”

Molte delle cose che sentiamo dire a Nabokov in questo video si possono leggere nella raccolta di interviste pubblicata da Adelphi con il titolo Intransigenze, di cui avevo già parlato >> qui e che tengo sempre a portata di mano perchè è un libro che mi piace sfogliare spesso.

Ma se i contenuti di ciò che dice li conoscevo in gran parte, vedere e sentire parlare Nabokov è davvero delizioso, e non mi stupisce che i suoi studenti stravedessero, per il loro professore.

5.13

Nell’ultima parte del video ci sono alcune rare immagini di Vladimir e Véra ripresi in Svizzera, al Palace Hotel di Montreux dove la coppia trascorse gli ultimi anni della loro vita.

Si vede Véra a pranzo con Vladimir, mentre gioca a scacchi con Vladimir, la si vede scherzare e ridere.

Queste immagini di Véra varrebbero da sole il video, perchè sappiamo quanto questa donna straordinaria  non amasse per nulla mettersi in mostra, farsi fotografare, filmare.

Che altro dire? Spero vi godiate questo video almeno quanto me lo sono goduto io.

Informazioni su gabrilu

https://nonsoloproust.wordpress.com
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13 risposte a NABOKOV PARLA DI NABOKOV

  1. arden ha detto:

    Odiava, tra l’altro, la musica di sottofondo…
    Mi ricorda qualcuno, Gabriella:-))))

  2. arden ha detto:

    ….senza dire di Proust, poi 🙂

  3. sabrinamanca ha detto:

    merci pour ce nabokov de chez nabokov!

  4. gabrilu ha detto:

    Arden, non raccolgo le due provocazioni sulla musica e su Proust   
    Per quanto riguarda i gusti letterari di N., c’è un autore che lui adora  e che io detesto esattamente per gli stessi  motivi per cui lui  lo apprezza, ed è Joyce.
    E ce n’è un altro che sia io che lui non consideriamo un "grandissimo" e    sui motivi io  e lui siamo perfettamente d’accordo. Si tratta  del  Dosto (o "Dusty", come lo chiama lui in "Disperazione") 

    Ciao  🙂

    Sabrina  

  5. utente anonimo ha detto:

     Grazie mille del link, Gabrilù! Ti confermi un "pozzo senza fondo" per consigli di lettura, letture critiche di libri interessanti e link utili… Certo fa effetto sentire la "viva voce" di Nabokov (e concordo con te sul fatto che dovette essere un prof. davvero autorevole per i suoi studenti del Wellesley College). Ma ancora più impressionante è vedere il rapporto che lo lega alla moglie: ho acquistato da poco la biografia di Vera scritta da Stacy Schiff – e presa su tuo consiglio indiretto – e sono molto curioso di vedere come una donna del genere abbia contribuito a fare di Nabokov quello che è…
    Thanks a lot!
    Rendl

  6. gabrilu ha detto:

    Rendl, ti rispondo con una YouTubata 

    Il video è pessimo, ma l’audio è ottimo.

    E poi… i due valgono, come si dice, la candela 

    Lei è la Mirellona (Mirella Freni). Il tizio che la accompagna al pianoforte è un signore che si chiama Riccardo Muti.

    Ah, già.. Dimenticavo: il brano è il "Io son l’umile ancella del genio creator" dall’Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea

  7. dreca ha detto:

    grazie! veramente piacevole da vedere e sentire…

  8. utente anonimo ha detto:

    Quale onore, Gabrilù! Grazie mille! E’ la prima volta che qualcuno risponde a un mio commento con una … YouTubbata! Ja ja! Ora corro a leggere queste ultime "impressioni" dickensiane sull’Italia; nel mentre, ti consiglio al volo questo saggio: Attilio Brilli, "Il viaggio in Italia", Bologna, il Mulino, 2008
    Rendl

  9. gabrilu ha detto:

    Ciao, Dreca  🙂

    Rendl, grazie per  la segnalazione del libro. Quello del "Viaggio in Italia" è un filone ricchissimo, come sai.

  10. utente anonimo ha detto:

    interessantissimo!!! L’autore del mio libro preferito! Complimenti!

  11. gabrilu ha detto:

    Grazie, dautretemp e benvenuta

  12. Dario ha detto:

    Che grande scrittore… Magnifico. Parla di “prima metà” di “Alla Ricerca del Tempo Perduto”, forse perché l’ultima parte dell’opera non è stata revisionata da Proust, credo. E che comunque, per noi profani, resta sempre magistrale.

    • gabrilu ha detto:

      @Dario
      non so perchè Nabokov amasse di più la prima parte della RTP. Non sapendolo, ipotizzo, e la mia ipotesi (non suffragata da nulla se non da un accenno che compare in una delle interviste raccolte nel volume Adelphi “Intransigenze”) è che nella prima parte lo colpisse particolarmente il lato, come dire “fiabesco” dei ricordi d’infanzia del Narratore e della rievocazione del microcosmo di Combray (affinità con i ricordi d’infanzia dello stesso Nabokov in una Russia perduta per sempre ma sempre presente nella sua mente — come scrive nella sua splendida autobiografia “Parla, ricordo!”).
      Magnifici scrittori entrambi, comunque.
      Ciao! 🙂

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