DI QUEL CHE HO LETTO NEL 2009 E DELLA MIA NON VOLONTA’ DI COMPILAR CLASSIFICHE

Szvetan Todorov
Quali sono i libri più belli letti nel 2009?

Ho provato anch’io a compilare una sorta di classifica, come in questi giorni vedo si sta facendo in molti blog.

Ma ho rinunciato quasi subito.

Mi ritengo fortunata (ma anche, mi sia concesso un pizzico di autocompiacimento, lettrice che tutto sommato sa verso quali scaffali dirigersi e a quali referenze dare ascolto) perchè pochissimi dei libri letti quest’anno mi hanno delusa o annoiata. Di questi non ho parlato prima e non intendo certo parlare adesso.

Tutti gli altri, di molti dei quali ho scritto anche qui sul blog, mi hanno interessata, appassionata, divertita, comunque coinvolta.

Non mi sento però di definire priorità perchè i motivi per cui questi libri mi sono piaciuti sono stati i più diversi e non riesco proprio (ma soprattutto non voglio) metterli in fila utilizzando un unico, riduttivo criterio di valutazione.

Come potrei infatti scegliere, ad esempio, tra Lezione di tedesco di Siegfried Lenz e Easter Parade di Richard Yates, oppure paragonare Tentazione di János Székely con Martin Chuzzlewit di Charles Dickens o, ancora, La promessa dell’alba di Romain Gary con L’ultimo dono di Sándor Márai o con il bellissimo Gli scomparsi di Daniel Mendelsohn?

Anche tra la saggistica, non potrei scegliere, ad esempio, tra Todorov e Allen, tra Citati e Magris, o paragonare Anna Funder ad Enzensberger.

Ciascuno di questi romanzi e/o saggi mi ha dato molto, ciascuno di questi libri mi ha arricchita facendomi conoscere cose diverse ed imparagonabili.

Vasilij GrossmanNo, proprio non mi sento di metterli uno dietro l’altro costringendoli in una classifica.

E poi, io preferisco parlare di autori piuttosto che di singoli testi e molti dei libri che ho amato in questo anno che sta per concludersi sono di autori che già apprezzavo e che ho cercato di approfondire.

Vasilij Grossman,  innanziutto.
Che   considero la mia più grande grande “scoperta” non solo del 2008 ma degli ultimi anni, la cui vita e opera ho appena solo cominciato ad esplorare e a cercare di approfondire.

Nabokov. Di cui ho tanto parlato e del quale parlerò ancora.

Vladimir Nabokov

E poi Irène Némirovsky, Sándor Márai, Magda Szabó, per citarne solo alcuni.

Irène Némirovsky Sandor MaraiMagda Szabo

Naturalmente ci sono state le riletture, che sono sempre, per un motivo o per l’altro, portatrici di sorprese e proficui  stupori.

Le riletture arricchiscono in ogni caso, sia   che il  libro riletto ci piaccia  più e quanto  la prima volta, sia nel caso in cui ci succede  (e può succedere,  come no)  di dire a noi stessi: “Ma come caspita ha fatto   ‘sto  libro a piacermi, in quel dì d’antan?!”

Le riletture  sono indicatori formidabili per dirci quanto “noi”  siamo rimasti eguali e quanto il libro regga al tempo ed ai  cambiamenti  dei suoi lettori, oppure se e quanto siamo cambiati e/o quanto quel libro non tollera lettori e contesti diversi da quelli in cui  comparve e venne letto  le prime volte.

Ho lasciato per ultime quelle che considero le mie “scoperte” del 2009.

Prima scoperta quel meraviglioso autore che è W. G. Sebald.

W.G. Sebald

Seconda scoperta, il coup de foudre di questi ultimissimi giorni

Thomas Bernhard
Thomas Bernhard

Ebbene sì, l’ho incontrato solo adesso, con imperdonabile ritardo, ma in compenso è stato subito amore a prima vista.
Questo signore è già entrato a pieno titolo nel mio personale Pantheon letterario.

Sono ancora stordita dall’incontro e per questo di lui non ho ancora scritto quasi nulla, nel blog.

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Informazioni su gabrilu

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30 risposte a DI QUEL CHE HO LETTO NEL 2009 E DELLA MIA NON VOLONTA’ DI COMPILAR CLASSIFICHE

  1. mitteleuropa ha detto:

    anch’io ho scoperto T.Bernhard da poco grazie anche a Fabrizio della libreria Modusvivendi che un giorno (dopo aver conversato del magnifico "Austerlitz" di Sebald) mi ha consigliato di leggere, di B., "La cantina" in risposta alla mia richiesta di comprare "La fornace",ormai introvabile.

    ho letto quindi "La cantina" (uno dei cinque pannelli dell’autobiografia, come dice il risvolto di copertina di Adelphi) rimanendo ammirato dalla sua scrittura circolare, con quasi niente punteggiatura, che mi ha fatto venire in mente il grande "Il male oscuro", 500 pagine di quasi periodo unico che si leggono d’un fiato, di G. Berto.

    di Bernhard, zampettando poi su internet, mi sono fatto una visione d’insieme necessariamente approssimativa che mi ha fatto però intuire la grandezza dell’austriaco (evidentemente dal ceppo della finis Austria sono scaturite delle buone eredità) ed adesso ho cominciato "Perturbamento" che, secondo C. Magris, è il suo capolavoro.

    a presto Gabrilù,

    chissà che non ci si possa incontrare, magari in quel magnifico porto di mare di carta che è la Feltrinelli

    Giovanni P.
    sgpizzo@alice.it
     
     

  2. annaritav ha detto:

    Sono d’accordo con te, Gabrilu, sottoscrivo in pieno le tue parole sull’impossibilità di fare una selezione.
    Questo 2009 è stato l’anno di Richard Yates, (la struggente malinconia di Revolutionary Road e di Easter parade!), della continua scoperta del talento ironico di Elizabeth von Arnim, della riscoperta di un’altra forma di talento ironico, quello di Jane Austen (complice la viscerale passione di mio marito per lei), dell’evasione all’insegna delle serrate trame di Fred Vargas (amo il piccolo commissario Adamsberg!), del divertimento verbale più sfrenato una volta addentrata nella tragicomica saga del mondo Disco di Terry Pratchett. E poi non posso tralasciare le letture per ragazzi, il mio pane quotidiano: questo è stato l’anno di Harry Potter, di Neil Gaiman e ancora di Terry Pratchett, e di tanti altri libri che mi hanno insegnato qualcosa come Un ponte per Terabithia di Katherine Paterson, il dolcissimo coniglio Edward Tulane e il coraggioso topino Desperaux di Kate Di Camillo, la semplice potenza interiore di Nel paese dei mostri selvaggi di Maurice Sendak e di Il viaggiatore di Daren e Daniel Simkin.

    E mi riprometto per il 2010 di continuare su questa strada, anche grazie ai tuoi preziosi consigli che mi fanno fare scoperte emozionanti.

    I più affettuosi auguri per un nuovo anno pieno di soddisfazioni e di serenità, all’insegna di tante altre buone letture
    Salutissimi, Annarita

  3. giuba47 ha detto:

    Ciao Gabrilù,
    già da tempo sono tornata a rileggerti e ho trovato sempre spunti di riflessioni, suggerimenti di lettura che tu sai da tempo apprezzo.
    Per cui molti degli scrittori che citi sono quelli che anche io amo e che continuo a leggere, alcuni anche per merito tuo, per cui ti ringrazio e ti auguro buon anno.

  4. gabrilu ha detto:

    Giovanni P.
    Cioè ti è stato consigliato  La cantina solo perchè tu  cercavi La fornace?!  Ma cantine e fornaci son mica la stesa cosa 
    E La cantina non è l’origine.

    …No, io   i    pannelli me li voglio leggere in   rigoroso bernardesco  ordine, e perciò comincerò   dall’origine, e cioè da  Origine.

     E che, mica  mi voglio   mica perdere  la SA Gurkrantz,  l’infanzia  trascorsa   nel tristo collegio nazionalsocialista  immediatamente riciclato (appena cambiato il vento) in collegio cattolicissimo apostolicissimo e romanissimo?!

    Nei cinque pannelli ci sono i pilastri in cemento armato di fornaci etc., ed io voglio farmi tutto il percorso.
    Pietra  dopo pietra.

    Pensa te: in casa ho già  Estinzione, ma freno  la mia brama e ho deciso che me lo  leggerò se non per ultimo, sicuramente non prima di essermi spolpata altri volumi precedenti, del Nostro.

    Tu scrivi:
    "la grandezza dell’austriaco (evidentemente dal ceppo della finis Austria sono scaturite delle buone eredità)"

    Beh, per quel poco che ora come ora mi sento di azzardare su Bernhard, a legger questa tua frase mi vien da pensare che   meno male  che non l’ha letta lui 

    Ti avrebbe tirato un calcio sulle tonsille,  vedendosi  etichettare  come  una "buona eredità della Felix Austria"  .
     
    Perturbamento è considerato, è vero,  il suo  capolavoro, ma il  libro che lui amava di più sembra fosse Amras.

    Incontrarci nel castello di carta di Feltrinelli? Certo, perchè no.
    Io ci vado  molto spesso (sempre di mattina).
    Sicuramente capiterà di incrociarci.

    Annarita
    Il tuo consorte ha con me una pazienza da santo.
    Mi sopporta solo perchè forse ha capito che anch’io adoro Miss Jane    e dunque è molto indulgente, con me…
    Ciao  🙂

    Giulia, sai bene che sei sempre la benvenuta
    Ciao e grazie 

  5. carloesse ha detto:

    Per me questo 2009 è stato l’anno di Murakami Haruki, così come l’anno precedente è stato quello di Roberto Bolano, e quello prima ancora quello di Sebald. Quando un autore mi colpisce (ho letto Kafka sulla spiaggia sul finire del 2008 e ne sono stato folgorato) nel corso dell’anno  o in quello successivo cerco di leggerne tutto il possibile. E peraltro di Murakami so che a Gennaio verrà pubblicato il suo primo romanzo, ancora inedito in italiano (e non aspettavo altro).
    Di Bernhard ho già detto in altri post. Ribadisco che non escludo il 2010 (o il 2011) possano diventare il mio anno a lui dedicato.
    Attendo una nuova folgorazione.

  6. amfortas ha detto:

    Mah, io quest’anno non ho scoperto alcun scrittore nuovo, sarò stato sfortunato, non so.
    Alcuni nomi che citi non li ho mai sentiti, quindi direi che posso cominciare dai tuoi consigli, che già mi hanno fatto scoprire la Marai, per esempio.
    Detto questo, ti faccio i miei migliori auguri.
    Ciao!

  7. gabrilu ha detto:

    carloesse
    non ho letto nulla di Murakami Haruki,  non so perchè non mi ispira…
    Così come non ho letto nulla di Bolano, che però mi incuriosisce e magari prima o poi chissà 

    Amfortas, gli scrittori che ho citato  erano "nuovi" solo per me visto che sono già tutti molto famosi e molti anche   abbondantemente defunti …

      … Ma ora voglio fare a       tutte/i   i miei  auguri  per un 2010 non dico meraviglioso, ma almeno  sereno.
                                                      Buon Anno!

  8. utente anonimo ha detto:

    Il libro che più è mi è piaciuto nel 2009 è stato Via Katalin, la scoperta più piacevole Olive Kitteridge di Elizabeth Strout, il regalo più gradito The dome di Stephen King, tornato il Re dei romanzi psicologici e corali che me lo hanno fatto amare. Buon anno Gabrilù!
    Gloria

  9. annaritav ha detto:

    Gabrilu, vorrei dedicarmi anche io alla lettura di Thomas Bernhard, colmando una delle numerose lacune che ho.
    Nella biblioteca di Pino ho a disposizione: Il soccombente, A colpi d’ascia, Perturbamento e Eventi. Lui mi suggerisce di cominciare con A colpi d’ascia, tu che ne dici?
    Inoltre vorrei un chiarimento da te, perché tra Wikipedia e altre fonti ho fatto un po’ di confusione. I cinque libri autobiografici sono: L’origine, La cantina, Il respiro, Il freddo e Un bambino? Però tu citi anche La fornace e Estinzione. Illuminami
    Salutissimi, Annarita

  10. gabrilu ha detto:

    Gloria, grazie per gli auguri che ricambio.
    Sempre un piacere vederti qui  

    Stephen King è un geniaccio,  una vera e propria forza della natura.  Ci sono cose sue che mi sono piaciute moltissimo, specialmente  racconti e romanzi brevi, dove riesce ad essere davvero attanagliante e fulminante, con idee   eccezionali.
    Indimenticabile un breve racconto  del quale non ricordo il titolo  tutto centrato  su un tizio che la mattina entrando in bagno vede uscire un dito umano dallo scarico del lavandino  
    Lo trovo meno efficace nei romanzoni  fiume,  dove purtroppo  sbrodola a destra e a manca risultando  a volte  persino  un po’…ehm… sgangherato.
    Ho sempre avuto il sospetto che queste sbrodolature non siano  il frutto di una sua incontinenza o incapacità di controllo e di progettazione, ma  che  le case editrici   a volte gli dicono/impongono  di allungare il brodo ritenendo  probabilmente  che un romanzo fiume si possa vendere  di più.
    Ma è solo una mia ipotesi.
    La Szabo è una grande (in primavera uscirà l’ultimo suo romanzo, quello scritto poco prima di morire).
    Della Kitteridge ho sentito  e letto ottime cose, ma in questi mesi ho privilegiato alte piste di interesse.

    Annarita ho letto ancora solo due libri di Bernhard, non mi azzardo  certo a  definirmi una sua conoscitrice.
    Posso dirti solo che per qunto  ho capito io,  i cinque libri più dichiaratamente  autobiografici non rispettano, nei contenuti, un ordine cronologico  — come dire — strettamente anagrafico.  Infatti quello che tratta dell’infanzia (Il bambino) è stato scritto  e pubblicato per ultimo.
    La fornace  è un romanzo, non fa parte della sua autobiografia, anche se basta conoscere anche superficialmente  qualcosa della sua vita per rendersi  subito  conto che in qualche modo tutti i   libri  di B.  sono autobiografici…

    Per quanto riguarda me,  posso dirti  che personalmente quando  un autore mi piace e desidero approfondirlo preferisco andare  in ordine  cronologico di  creazione, se mi è possibile.
    Perciò, ripeto, pur avendo  già in casa Estinzione vorrei prima leggere altre cose, di B., visto che a quanto pare Estinzione (di cui tutti gli  estimatori di B.dicono un gran bene) rappresenterebbe un po’ la summa, il bilancio finale della sua produzione.

    Questi sarebbero i miei  progetti di lettura, poi magari domani cambio idea e mi fiondo direttamente su Estinzione  

  11. utente anonimo ha detto:

    Vero, certi racconti di King sono davvero eccezionali, delle vere chicche. Ma a me piace molto anche il respiro epico di It e L’ombra dello scorpione (che ho letto solo nella versione integrale e che in effetti ha almeno un centinaio di pagine di troppo) anche se nei finali il Nostro crolla miseramente. Insomnia, l’altro "malloppone", ha qualche colpo di genio ma nel complesso è quasi imbarazzante. Di The Dome mi manca solo il finale, e mi auguro che sia all’altezza di quanto letto finora, aspettavo un King così da tempo.

  12. utente anonimo ha detto:

    uh che sbadata, la firma
    Gloria

  13. bamborino ha detto:

    A proposito del commento 8, non avrei mai creduto che prima di morire mi sarebbe capitata anche questa, di trovare qualcuno che dice di Stephen King che è il Re (con tanto di maiuscola) dei romanzi psicologici. Del resto in IT raggiunge tali vette di raffinata abilità nel dare la psicologia dei personaggi, che deve interrompere la narrazione per descriverli. Nel mio piccolo, continuo ad accontentarmi di psicologie meno regali e sostanzialmente di mezza tacca, come quelle magari di Jane Austen o di Dickens o di Balzac. O di Richard Yates, per rimanere in America e nel contemporaneo.

  14. utente anonimo ha detto:

    Si metta il cuore il pace, bamborino, ne troverà molti.
    A partire da tutti i miei compagni del corso di Psicologia dell’età evolutiva all’università, ad esempio, e degli allievi della professoressa che indicava "It" come un mirabile compendio della suddetta materia.
    Gloria

  15. utente anonimo ha detto:

    Dimenticavo: King è soprannominato "il Re", per un puro gioco di parole, da decenni.
    Gloria

  16. stephi ha detto:

    sono reduce dell’ultimo King, appunto "the Dome" e non avrei voluto una pagina in meno!! tutte le 1036 (!) hanno la loro ragion d’essere e consiglio caldamente la lettura.
    Tra l’altro è uscito  in Italia in prima mondiale e non è certo un caso che il paese Chester’s Mill è a forma di calzino!
    un libro che mi ha preso molto, convinta tanto e continua a frugarmi in testa.
    P.S.: non in  ultimo ,Gabriella, l’ho pure collegato al tuo post odierno su i Quaderni di guerra di Grossman in un intervento sul sito di Fahrenheit.
    i libri che collegano  mi piacciono tanto…

    Buon anno, gabriella!!!

  17. bamborino ha detto:

    A eterna Gloria del commento 14 e a proposito dei corsi di psicologia evolutiva e di moltri altri eventuali possibili corsi, "He who can does. He who cannot, teaches" (George Bernard Shaw, Man and Superman). Col cuore in perfetta pace.

  18. gabrilu ha detto:

    Stephi e Gloria,   leggerò The Dome, ma non adesso.Adesso ho troppa altra carne al fuoco ed altre piste di interesse.
    A me Stephen King piace, pur con alcune riserve e  molti distinguo  ad alcuni dei quali ho accennato nel mio commento precedente.
    Non sono una di quelle persone che davanti a King arricciano  il  naso, tutt’altro.
    Credo solo che  a volte la quantità e l’eccesso di creatività giochino paradossalmente a suo sfavore, un po’ come negli ultimi tempi succede (mutatis mutandis) a Joyce Carol Oates,  eccellente scrittrice che però secondo me adesso dovrebbe darsi una calmata e badare più alla qualità che alla quantità:  uno dei suoi ultimi libri La figlia dello straniero avrebbe avuto bisogno   di drastiche sforbiciate e di essere ridotto ad almeno la metà. Ma sto divagando.
    Stephi ho dato un’occhiata al tuo intervento sul forum di Fahreneit e ti ringrazio per la citazione.
    Mi sono segnata  l’indirizzo dell’intero thread su King, che però leggerò dopo aver letto The Dome perchè  sono terrorizzata di incappare in qualche  spoiler, e  per i libri  di  King, a differenza che per altri libri e/o autori, le anticipazioni sulla trama  posso risultare fatali 

    Bamborino, il sarcasmo  nei confronti di persone di cui non si sa nulla, e  per giunta non sostenuto  da argomentazioni ma esercitato a colpi di  battutine e   dotte citazioni  non  mi pare una proficua modalità di dialogo.

    Padronissimo tu  di non apprezzare Stephen King o chicchessia  e di criticare anche duramente, ci mancherebbe.

    Ma padronissima io, spero, di ritenere che  ci sono modi e modi di  esprimere una critica e di pensare che quella che tu  hai messo in atto   *in questo  caso*   (come vedi mi guardo bene dal generalizzare)  non è   una modalità delle più produttive.
    Grazie e saluti
     

  19. utente anonimo ha detto:

    Gabrilu, come commento alla frase di Shaw (e ultimo a questo post), permettimi solo di dire che, evidentemente, non tutti hanno avuto la fortuna di avere buoni insegnanti. Screditare un’intera categoria a sostegno di non si sa poi bene quale tesi mi pare davvero molto poco produttivo.
    Gloria

  20. bamborino ha detto:

    Faccio tuttavia presente, nel ripetere le scuse, che non mi sembra di avere esercitato del sarcasmo nei confronti di persone. Persone nei cui confronti, non sapendo appunto nulla di loro, nulla potevo dire. Il sarcasmo era rivolto alle opinioni espresse, non alle persone. Due piani di realtà profondamente differenti. Peraltro, se Gloria vuol leggere il post nel nostro blog su Anoressia e desiderio mimetico di René Girard, vi troverà alcune opinioni sulla psicologia attuale che le potrebbero interessare. Quanto alla citazione di Shaw, non è affatto dotta, ma è delle più note.

  21. gabrilu ha detto:

    Bamborino
     i blog purtroppo si prestano molto ad equivoci  e a  "scivolate comunicative" che a volte possono anche portare a   derive disastrose.
    Te lo dico io che, negli anni,  di scivolate m’è capitato di farne tante, ed ho imparato sulla mia pelle.
    L’importante è riuscire a parlarsi  francamente  e a chiarire.
    Per quanto mi riguarda l’argomento  è chiuso   e amici come prima
    Ciao 
     

  22. bamborino ha detto:

    Ça va sans dire. E buon anno a tutti.

  23. bamborino ha detto:

    Non posso tuttavia omettere il mio più vivo apprezzamento alla sig.ra Gloria per avere usato il Lei, modo di rivolgersi agli sconosciuti purtroppo in disuso sia nei blog che nei negozi. Sono convinto che la conservazione di un minimo di formalismo renderebbe tutto più facile, in questo difficilissimo campo dei rapporti interpersonali.

  24. utente anonimo ha detto:

    Surveillance, exercices, manœuvres, notations, rangs et places, classements, examens, enregistrements, toute une manière d’assujettir les corps, de maîtriser les multiplicités humaines et de manipuler leurs forces s’est développée au cours des siècles classiques, dans les hôpitaux, à l’armée, dans les écoles, les collèges ou les ateliers : la discipline. Le XVIIe siècle a sans doute inventé les libertés ; mais il leur a donné un sous-sol profond et solide – la société disciplinaire dont nous relevons toujours. La prison est à replacer dans la formation de cette société de surveillance. La pénalité moderne n’ose plus dire qu’elle punit des crimes ; elle prétend réadapter des délinquants. Voilà deux siècles bientôt qu’elle voisine et cousine avec les " sciences humaines ". C’est sa fierté, sa manière, en tout cas, de n’être pas trop honteuse d’elle-même : " Je ne suis peut-être pas encore tout à fait juste ; ayez un peu de patience, regardez comme je suis en train de devenir savante. " (Surveiller et punir, Michel Foucault)

    dagrandevolevofarelamammaatempopieno.org

  25. gabrilu ha detto:

    #25
    Va bene,  va  bene, non ti agitare.
    Mo’ datti una calmata, però.
     
    Michel Foucault    era una  persona  appassionata e   al tempo stesso   molto  lucida e  razionale.

    Non sarebbe  stato   certo contento  nel vedere utilizzato se stesso e  le sue riflessioni sul Panopticon       per fare dello spam.

    Se    apprezzi   davvero     Foucault  non dovresti     strumentalizzarlo così.

    Pensaci. 

  26. utente anonimo ha detto:

    sussù, gentile Tenutaria del blog, ora non mi si adombri.
    so much ado, per un banale caso di citazionismo strumentale. faccinacheride.

  27. bamborino ha detto:

    In proporzione con la massa dell’umanità gli alfabetizzati cerebrali – non abbiamo un termine adeguato – sono pochi. (George Steiner, Dieci (possibili) ragioni della tristezza del pensiero)
    Bello, il citazionismo strumentale. Ci piacerebbe averne un po’ anche nel nostro blog.

  28. selva1 ha detto:

    Bene. Notizie, notizie e notizie. Questa volta ho dovuto prendere appunti!
    Condivisione generale e pare di trovarmi a casa.
    Concordo con te su Stephen King.
    Non ti ho augurato buon anno, lo faccio adesso. Il 2009 per me è stato un anno da non ripetere, confido nel prossimo.

    Grazie sempre.
    clelia.

  29. gabrilu ha detto:

    Selva1/Clelia
    Anch’io vorrei  che il 2010 fosse  almeno  un po’ meno peggio del 2009.
    Per me e per noi tutti.
    Speriamo.
    Ciao cara, e grazie  🙂

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