LA CASA DI THOMAS BERNHARD

Thomas Bernhard Haus

Foto Christiaan Tonnis, 1992

 

 

Continua la mia esplorazione dell'”universo Thomas Bernhard”.

Procedo con cautela,con astute (?) tattiche di avvicinamento e per successive approssimazioni.
Devo andar cauta, con questo Maelstrom.

Oggi parlo della casa di Bernhard.

Mi rendo conto, può apparire bizzarro che invece di scrivere un post su un libro di Bernhard ne faccia uno sulla sua casa.

Ma la casa di Bernhard non è una casa qualunque.

Basta leggere anche solo qualcuno dei suoi libri per rendersi conto di quanto questo edificio, con la sua austera geometria, le finestre con le grate (e quando non ci stanno le grate ci stanno comunque i vetri severamente suddivisi da bacchette di legno), il paesaggio che lo circonda, richiami immediatamente personaggi e contesti che si ritrovano nelle sue opere.

A me per esempio guardare questa casa anche solo in foto ha fatto molta impressione; mi è sembrato di vedere l’edificio descritto minuziosamente ne La Fornace, in cui si è autosegregato Konrad, il personaggio ossessionato dalla eterna e mai finita  compilazione di un Saggio sull’udito, assieme alla moglie paralitica che — già nella prima pagina del romanzo — ci viene detto che finirà per uccidere.

Da quel che so di altri suoi romanzi, che ancora non ho letto ma che prima o poi leggerò sicuramente, costruzioni analoghe a questa se ne incontrano parecchie.

La casa di Bernhard si trova a Obernathal 2, A-4964 Ohlsdorf.
Si tratta di un casolare contadino vecchio di cinquecento anni che lo scrittore acquistò negli anni Sessanta e della cui ristrutturazione Bernhard si occupò in prima persona per circa quindici anni, finchè il suo stato di salute non peggiorò al punto tale da impedirglielo.

Bernhard detestava (o diceva di detestare) il suo paese natale, l’Austria.
Ma fu in Austria che nonostante tutto “mise su casa”.

Prima di morire, Bernhard espresse la volontà che la casa venisse conservata e mantenuta nello stato in cui la lasciava.

Ma, al di là degli elementi squisitamente architettonici, è l’atmosfera che mi sembra eccezionalmente evocativa.

Merito anche, certamente, di questo bel video che ho trovato su YouTube realizzato da Cristiaan Tonnis con alcune fotografie da lui scattate dall’esterno dell’edificio, nel 1992.
Una di queste fotografie l’ ho inserita all’inizio del post.

Molte altre notizie su Bernhard e sulla sua casa (compreso l’indirizzo esatto, le modalità e gli orari in cui è possibile visitarla) si possono trovare sul bel sito de

Informazioni su gabrilu

https://nonsoloproust.wordpress.com
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22 risposte a LA CASA DI THOMAS BERNHARD

  1. stephi ha detto:

     mi piace e mi ti sento molto vicina in quel modo di avvicinamento "eclettico" ad una nuova scoperto/amore/fascinazione…
    e la propria casa è anche secondo me un elemento importante e rivelatore del personaggio.
    non conosco Bernhard per niente e incuriosita del  tuo appassionato racconto mi sono immersa nel materiale di you tube, interviste ecc. devo dire che il primo impatto è stato scostante, mi è sembrato una persona sicuramente complessa ma, ed è questo che mi ha colpito in un modo del tutto spontaneo ed "epidermico", oltre questo molto "buio", molto tagliente, molto scostante per l’appunto.
    ho deciso di tenerlo nelle retrovie, abbastanza convinta che prima poi lo rincontrerò!

  2. utente anonimo ha detto:

     Che meraviglia questo post. Potrebbe assorbire da solo ore o mesi di conversazione sugli ambienti e su quanto possano contaminare o rapprendere una qualsiasi idea di poetica, a volte per una particolare inclinazione, un taglio di luci, uno scorcio di paesaggio, una figura lontana.
    Il mondo di Bernhard è intriso di certi luoghi precisi, in profondità, luoghi che hanno definito, ornato e attratto il suo linguaggio e il suo stile; io li ho visti e avvertiti soprattutto nella prospettiva contraria, forse nella stessa luce della loro sonora mancanza, in un negativo: nel bellissimo libro "Il respiro", nell’allucinante e gelido viaggio nel trapassatoio di un ospedale, dove non c’è casa. Eppure, nella copertina di quell’edizione, stacca la figura di un bellissimo albero, da un quadro di Léon Spilliaert, forse come una lontana risonanza alle sue radici, in controluce…
    Luigi Salerno

  3. utente anonimo ha detto:

     Non avevo mai pensato a come potesse essere la casa di Bernhard. Adesso che la vedo capisco che non poteva essere altrimenti. Cemento, Gelo, Perturbamento. Tutti i suoi libri che ho letto contengono proprio questa casa. Bellissima suggestione.
    chik67 (via Anobii)

  4. utente anonimo ha detto:

    Ciao, sono finito nel tuo blog per caso, digitando su google "penna stilografica psicoanalisi". Ho letto con entusiasmo il post circa le stilografiche, ma non era ciò che cercavo.
    Poi scorrendo ho notato una sezione del tuo blog su Nabokov. In realtà sto leggendo "Lolita" e a pagina 251 parlando del misterioso Fratello-CuginoSvizzero che ha rapito Lo, riferisce il particolare del "non usava la stilografica, il che, come vi dirà qualsiasi psicoanalista, significa che il paziente è un ondinista represso". Bhe ecco cercavo il significato di ondinista. 
    Spero tu possa aiutarmi con questa piccola curiosità.
    Mi ha fatto molto piacere essere "inciampato" nel tuo blog.
    _passando-

    P.s. Non ho ancora finito il libro.

  5. gabrilu ha detto:

    Stephi innanzitutto, come puoi immaginare, ti invidio moltissimo perchè  essendo tedesca puoi capire quello che dice Bernhard nei tanti filmati  che anche io ho trovato e visto su YouTube…
    Per il resto, capisco  le tue perplessità, che sono state in passato in  parte anche mie. Come   io ed altri abbiamo detto già  più volte,  qui dentro,   B. non è un autore di facile approccio.
    Però se si trova la chiave giusta  ti assicuro che  è uno di quegli autori che poi non ti mollano più…
    Ma avremo  modo di riparlarne.
    Io sono al terzo libro, sono  quasi a metà di Estinzione e lo sto letteralmente divorando… 

    Luigi Salerno
    Innanzitutto benvenuto 🙂
    Hai notato che quasi tutte le copertine Adelphi dei libri di B. sono  opere di Léo Spillaert? La trovo una scelta formidabile, perfettamente in sintonia con i contenuti e con lo stile di  scrittura di B.   e non saprei quale preferire (forse l’inquietantissimo  autoritratto   che compare nella copertina de Il soccombente?)
    Grazie e spero che tornerai a trovarmi 🙂

    chik67
    I tre libri che hai citato non  li ho ancora a letti ma prima o poi li leggerò tutti  
    Adesso sono alle prese, come ho detto, con il magnifico Estinzione.
    Ciao,   grazie  e arrivederci anche a te  🙂

    Anonimo  #4
    Nelle leggende dell’Europa del  Nord l’ondina è una ninfa del mare, cioè una…ninfetta.  Come Lolita…

    Per quanto riguarda il collegamento con la penna stilografica, spesso presente nell’universo simbolico di molti psicoanalisti che assegnano a qusto oggetto una valenza di carattere sessuale, io interpreto questa frase  attribuita nel libro ad Humbert Humbert  come uno dei tanti  sberleffi che Nabokov  non  perde occasione di lanciare contro la psicoanalisi — in particolare  di scuola feudiana — nei confronti della quale  ha innumerevoli volte (sia nei suoi  libri che nel corso di interviste)  ostentato grande disprezzo.

     

  6. selva1 ha detto:

    Incredibile come ci si incontri ancora e soprattutto di fronte ad un tuo intervento (…ma molto di più) su Bernhard. Quante volte speranzosa ho chiesto  ad un amico o amica "hai mai letto Bernhard?" gli occhi vuoti di rimando erano uno schiaffo per me.
    Ho letto – A colpi d’ascia – e me ne sono innamorata. Non l’ho mai più lasciato.

    Ti abbraccerei.
    Torno a rileggerti e soprattutto a rileggermi di nuovo questo tuo intervento.
    Grazie.

    clelia

  7. amfortas ha detto:

    Che poi le Ondine sono parenti strette delle Figlie del Reno che a loro volta sono parenti lontane (?) di tante altre femmine, spesso sfortunate: da Rusalka alla Fanciulla di Neve, volendo.
    In psicoanalisi, tanto per restare (fuori) tema la casa ha un proprio significato simbolico nell’interpretazione dei sogni versione del tanto vituperato Freud.
    A me servì molto per capire certe cose, il vecchio porcello barbuto.
    Ciao gabrilu.

  8. gabrilu ha detto:

     Selva1/Clelia,
    ricordo che tu sei stata una delle pochissime persone   che ha apprezzato il mio post sul  film di Istvan Szabo  A torto o a ragione
    Ora vedo   con molto piacere che sei anche una lettrice  di Bernhard!  

    Amfortas
    Figurati  se non avevo pensato anch’io alle Figlie del Reno  
    Ma ho preferito parlare di  ondine in generale, perchè di  "ondinismo" in generale parla Nabokov.

    Il simbolismo della casa è uno dei più gettonati, e non solo da Freud.
    Dall’idea che mi sto facendo io leggendo i  libri di B., però collego  "la casa" molto più ad un universo mentale che alla sfera  sessuale. Che è importantissima e fondamentale, è vero, ma che non è l’unica  e totalizzante  dimensione umana.

    Freud    ha dato un contributo enorme alla conoscenza della psiche dell’essere umano soprattutto con la "scoperta" dell’inconscio  e su questo secondo me non ci piove checchè ne dicano i molti che oggi lo vorrebbero demolire in toto (ma Freud non si lascia demolire tanto facimente, è un osso duro).   La sua visione  del mondo  però  è troppo unidimensionale e non tiene conto di troppe variabili legate a contesto, cultura etc.  ed è giusto che venga  preso un po’ cum grano salis  e relativizzato.
    Augh, ho sentenziato   

  9. AnnaSetari ha detto:

    Sto proprio in questi giorni leggendo "I miei premi" di Bernhard. Una raccolta di discorsi e considerazioni relativi a premi letterari ricevuti. Chi conosce Bernhard può già nell’immaginazione pregustare…
    La lettura è da non perdere.

  10. oyrad ha detto:

    ODDIO!

    Questa casa mi affascina…
    mi inquieta profondamente…

    mi ipnotizza…

    Ho già riguardato il video non so quante volte…
    Forse saranno quelle finestre così regolari… così "razionali"…

    Comunque… ho preso ieri "Perturbamento"… (ma forse lo sai già)
    Ho letto la prima pagina… a metà della seconda ero già IN ANSIA.

    Ho dovuto smettere…
    Sento che è un capolavoro inaudito… ma… aspetterò.

    Voglio leggerlo al momento giusto, per assaporarlo come si deve.

    Oh yes!

    Grazie Gabrilù (anche) per i tuoi post su questo autore a me (ancora) del tutto sconosciuto…

    … e anche se con penoso ritardo… ti auguro (di ) un Lieto 2010

  11. gabrilu ha detto:

    AnnaSetari
    L’ho comprato stamattina ed ho già letto il primo  sul Premio Grillparzer.
    Semplicemente strepitoso. Una goduria!
    Da far leggere a tutti   

    Oyrad
    Vero, il     video è ipnotico come la prosa di B.
    Bravissimo  Cristiaan Tonnis  anche per la scelta della musica, perfettamente in atmosfera.

    Hai letto due pagine di Perturbamento e ti è venuta  subito   l’ansia?! ANSIA!?  Mi hai fatto morire dal ridere 
    Però  è vero,  capisco benissimo,  B. può produrre quest’effetto, anche se a me, al contrario e  cosa che può apparire paradossale, leggerlo mette invece grande calma e serenità… fenomeno stranissimo su cui sto indagando. 
    Forse  il segreto è la grandissima musicalità della sua scrittura.
    E poi, nelle pieghe  dei suoi libri  c’è talmente tanta ma tanta di quell’ironia dissacrante   ed iconoclasta che  ci sono pagine e pagine in cui  fa rotolare dalle risate…
    Stamattina ho comperato  I miei premi che, come  ho detto   qui sopra ad Anna Setari ho già cominciato a leggere con grandissimo diletto ed ho comprato anche  Perturbamento  che però, se resisto alla tentazione, non vorrei leggere subito.
    Perturbamento è considerato dai più la sua opera migliore  (ma io ho terminato stamattina Estinzione che è semplicemente im–men–so  e mi ha lasciato senza fiato e senza parole, per l’ammirazione), anche se il  libro preferito di B. era Amras. Arriverà anche il suo turno.

    Però con B. non  bisogna forzare le cose, altrimenti se non è il momento  giusto si rischia di  "bruciarlo"  e sarebbe un vero delitto perchè  è davvero uno scrittore  gigantesco.

  12. Esterazy ha detto:

    Sono sempre stata una appassionata ricercatrice delle case in cui Grandi Maestri ( e con questo intendo gli artisti a me profondamente cari) hanno abitato, soprattutto di quelle che loro stessi hanno scelto e amato. Ne conosco molte : alcune purtroppo solo in immagine, altre visitate live con deliziosa emozione.Ho trovato quasi sempre una arcana corrispondenza fra l’essenza della casa ( almeno laddove non è stata troppo manipolata da esigenze turistiche e riesce ancora a farsi sentire) e la personalità del loro grande abitatore.
    Non conoscevo questa di Bernhard che trovo , in questo senso, una delle più calzanti.

  13. gabrilu ha detto:

    Esterazy, che bello  vederti qui  
    Non sono una feticista dei luoghi, ed in genere non mi fiondo sulle case  degli artisti (in senso lato) che amo.

    Stendhal detestava Grenoble con tutte le sue forze (e ci aveva pure il suo   bravo perchè), eppure a Grenoble sono tutti tronfi e  ci hanno fatto un bel museo  su Stendhal  e mandrie  di turisti  si affollano ad ammirare una  cittadina da cui Henry Beyle si affettò, appena gli fu possibile, a fuggire  a gambe levate.

    La penso come Proust  (che a proposito di luoghi —  ma non solo  —   ho visto ripreso, guarda un po’, proprio da Bernhard, e la cosa mi ha fatto  gran piacere) il quale, a proposito di Ruskin, disse e scrisse che non  ha senso  visitare i luoghi in cui un artista è nato o è morto, perché questi avvenimenti possono essere avvenuti  in certi luoghi  e non in altri  del tutto casualmente, ma che ha senso invece visitare i luoghi che l’artista che noi amiamo ha lui stesso amato.

    E’ interessante  visitare le case  che certi  artisti  ***hanno scelto***  di abitare.  Questo si. E come tu stessa dici.

    Per esempio, a me hanno  fatto molta impressione la casa di  Balzac  a Parigi e lo studio/atelier di Gustave Moreau  (sempre Parigi).

    Perché  in quei posti   Balzac e Moreau  **hanno scelto** di stare,  e dunque vederli può dirci  anche qualcosa su di loro.

    …Ma il  luogo in cui la mamma dell’artista partorisce, o il luogo in cui il  poveretto alla fine ha tirato le cuoia  non  mi pare  di per sè  granchè significante.
    (Caso a parte  ovviamente  alcuni  illustri  suicidi, che hanno scelto accuratamente  il uogo in cui  passare ad altra vita. Migliore o peggiore o nulla che fosse)

    Per rendere  significante   un luogo, insomma, occorrono tante cose.

    Ciao  e grazie 🙂

  14. Esterazy ha detto:

    http://ester[..] Un bel post LA CASA DI THOMAS BERNHARD in un bel blog ( “non solo Proust”) ha rinfocolato una mia vecchia passione, quella per le case dei Grandi Maestri ; e uso questi termi [..]

  15. utente anonimo ha detto:

    un senso di gelo, di esclusione: chi ha montato un video così freddo (e tu che l’hai divulgato) non ha reso un bel servizio a Bernhard. Per chi come me sta fuori nella neve è difficile essere attratti da un monumento all’orgoglio, all’egoistico orgoglio del padrone restauratore. Dopo i suoi premi penso non leggerò altro.
    caterina

  16. gabrilu ha detto:

    Caterina,
    non a caso uno dei  libri più importanti di  Bernhard si intitola proprio   "Gelo" 🙂
    Ma a parte la battutaccia, quel che davvero  voglio   dire  è  che chi ha già letto qualcosa di Bernhard che non sia soltanto  I miei premi  e che  conosce un minimo la sua dolorosa  biografia sa bene che dietro il rigido sbarramento di freddezza  molto spesso  ostentatamente e provocatoriamente  esibita c’era    non solo una persona, ma qualcuno che era   "umano, sin troppo umano".
    Nel senso umanissimo che intendeva Niesztche.

    Il video  e il mio post non  sono   fatti per  accattivare e per procacciar lettori.
     Sono rivolti a chi di Bernhard ha letto già qualcosa di significativo  ed ha imparato  ad amarlo.

    Una sorta di ammiccamento, se vuoi, tra persone che si dicono  l’un  l’altro ed affettuosamente:  "Lo vedi? Era proprio così…".

    Dove il  "così" non sta necessariamente per  gelo ed insensibilità.

    In quanto alle  "pastette di Moravia" (a proposito del tuo commento precedente)… beh,  su Moravia non  parlo perchè non sono imparziale.
     Mai piaciuto nè come uomo  nè come scrittore  salvo  i primissimi libri tipo "L’indifferente", i "Racconti romani".
    L’aneddoto che riporti  a proposito di Berto  perciò  mi ha divertita  proprio  tanto  

    Ciao 🙂

  17. utente anonimo ha detto:

    Questo Bernhard, un GRANDE!!!  Finora ho letto I miei premi, Il Soccombente,  A colpi d'ascia,  ma non mi fermo qui, sono stata conquistata dal suo stile!  Bravissima anche la traduttrice Renata Colorni, non credete?  Gianna

  18. gabrilu ha detto:

    Cara Gianna, come  ti capisco!Però Bernhardt va preso a piccole dosi, chè genera dipendenza   Ciao e grazie 

  19. wordpress ha detto:

    cercavo cose su questo scrittore, che sto leggendo da circa un anno, e che trovo veramente pesante, difficile, ostico, e mi chiedo se le persone che affermano che ne sono divoratori dicono il vero, se siano sincere, se il oro slancio non sia fuori luogo. Ma forse sono io a essere stupido. Molte affermazioni che leggo si addicono a letture leggere, a scrittori che non fanno male, verso i quali non ci si sente minacciati. Bernhard a me fa dormire. Ma allo stesso tempo, finchè riesco a rimanere sveglio, leggo righe singole di una cupa potenza poetica straordinaria. Al momento sto leggendo Gelo. Sono al terzo mese. Sto entrando nel quarto. La pancia cresce. Spero di liberarmene alla svelta.

  20. utente anonimo ha detto:

    Caro WORDPRESS,tutti i gusti son gusti, ma mi dispiacciono veramente molto le tue parole!!!Comunque, ti chiedo almeno di non dubitare del nostro grande apprezzamento per i suoi libri, non avremmo alcun bisogno di esagerare…Non sai quello che ti perdi, riprovaci!!!Gianna

  21. gabrilu ha detto:

    WordPressC'è un autore considerato ormai  uno  dei giganti  della letteratura mondiale ed il cui libro principale è ormai da  quasi un secolo considerato un capolavoro assoluto oggetto di  enorme ammirazione e  rispetto in tutto il mondo che io però non riesco a digerire, nonostante l'abbia letto (ed anche riletto)  con molta attenzione.Per me  è e rimane  un  grande bluff.Detto questo,  rimane il fatto che  però  non mi sognerei mai, solo perchè quest'autore  ed il suo libro  a me non piacciono, di  entrare a gamba tesa  in un qualsiasi  luogo in cui quell'autore e quel libro sono  evidentemente apprezzati   dicendo loro di essere in mala fede e di mentire…Non lo farei per la semplicissima ragione  che non  sono così presuntuosa da  pensare  che quel che piace a me debba necessariamente piacere a tutti  ed essere un capolavoro, e viceversa  ( = quel che non piace a me è necessariamente una cacca).CiaoGiannaciao  🙂.

  22. utente anonimo ha detto:

    GabriluMolto giusto!!!   E poi non vedo perchè dovremmo dire che ci piace un autore se non è vero…..mahChe si tratti di un nuovo episodio de "La volpe e l'uva" ?Ciao, grazieGianna

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