RIVE LONTANE – LAURENT MARTIN

Laurent Martin Rive lontane
Laurent MARTIN, Rive lontane (tit. orig. Des rives lointaines), traduz. Sabrina Manca, p.152, Voland Edizioni, Gennaio 2010, ISBN 978-88-6243-048-7

Un romanzo breve, centrato su pochi personaggi, ambientato in una banlieu di una qualche città francese probabilmente durante gli anni ’70, una periferia in cui la monotona vita degli abitanti ruota tutta attorno al Panama, una Taverna in cui tutti — operai e disoccupati — si ritrovano per bere vino bianco (secco) — e la Fabbrica.

Taverna e Fabbrica con l’iniziale maiuscola.

Perchè nel quartiere non c’è nient’altro.

Nessun orizzonte, nessuna speranza per Renée, il proprietario del Panama, Maurice, l’attivista sindacale, Mac lo scozzese o “il grande Lucien”, appena uscito di prigione dove è stato per aver cercato di rubare la cassa della Fabbrica…

La vita si trascina monotona e sempre uguale, tanto da far pensare a Joseph, il diciottenne protagonista che ci racconta la storia in prima persona “Mi domando se certe giornate meritino di essere vissute talmente somigliano alle precedenti”.

Lui però non è rassegnato. Tra l’affetto per la madre che non si è mai fatta una ragione della scomparsa del marito Paul e quello per Juliette, la sua ragazza, Joseph sogna, leggendo e rileggendo Mark Twain, di andarsene in America, di andare a vedere il Mississippi…

No! Io non finirò mai come voi. Io ho dei progetti. Voglio andare in America. Per vedere scorrere il Mississippi. Ma prima voglio lavorare. Ne ho bisogno. Ora. Poi si vedrà”

Per poter mettere da parte i soldi del viaggio Joseph cerca dunque di farsi assumere dalla Fabbrica, ma proprio in quello che dovrebbe essere il suo primo giorno di lavoro il Direttore viene trovato morto, assassinato. Non solo, ma il nuovo Direttore annuncia subito una grande ristrutturazione che comporterà molti licenziamenti.

Ecco allora che il tranquillo e sonnolento tran tran della banlieu si interrompe bruscamente, tutto si mette in movimento: scatta lo sciopero, e questo universo chiuso e claustrofobico si trova a vivere giorni di lotta, di ansie, di cariche della polizia ma anche della scoperta della solidarietà e del fatto che questa solidarietà può restituire senso morale e dignità.
Giorni carichi di paure.
Paura dei licenziamenti, paura del misterioso assassino che non smette di colpire: l’uccisione del Direttore non rimane, infatti, l’unico omicidio.

Rive lontane dipinge una realtà di periferia senza alcuna attrattiva; squallida e senza avvenire, abitata da persone che vivono una vita priva di gioia e di speranza che però al momento giusto mostrano di non avere perso la volontà  di ritrovarsi a lottare assieme per un obiettivo comune.

Un libro che è ottimo noir ma non solo, una scrittura secca e tagliente, un’ambientazione che pur senza precisi riferimenti geografici risulta sorprendentemente realistica, personaggi delineati con tratti essenziali ma molto efficaci. Un libro che si legge d’un fiato, con la rivelazione finale, all’ultima pagina, che lascia tramortiti…

Di Laurent Martin avevo letto qualche anno fa L’ivresse des dieux che mi era piaciuto molto ma che non mi risulta essere stato pubblicato in Italia.

Questo Rive lontane credo sia il  primo romanzo di Martin che possiamo leggere in italiano grazie alla casa editrice Voland ed alla bella traduzione di Sabrina Manca.

  • L’autore >>
  • La scheda del libro >>
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16 risposte a RIVE LONTANE – LAURENT MARTIN

  1. amfortas ha detto:

    Leggendo il post, che ho molto apprezzato perché il noir è un genere che mi piace molto e le novità sono sempre benvenute, mi è venuta una folgorazione.
    Pensa se l’agrimensore K. si fosse trovato di fronte ad uno sciopero, cosa sarebbe successo?
    Non ti pare che sia giunto il momento di radunare le migliori menti del Paese e cominciare a riscrivere i classici?
    Un po’ scherzo, ma non poi tanto, anche perché mi pare che ci abbia già provato qualcuno.
    Non so, possibile che non interessi a nessuno un Castorp sano e pieno di voglia di vivere? Oppure un bel sinologo razionale che non ama i libri?
    Ci si aprono orizzonti di gloria, mon chérie Gabrilu. Potremmo essere i Kubrick della blogosfera, mica pizza e fichi.
    Ho provato a complimentarmi anche con Sabrina sul suo blog, ma non c’è verso che ci riesca, quindi intanto lo faccio da qui.
    Ma poi, quale periferia ha, oggi, un’attrattiva?
    Una volta sì, che le periferie erano attraenti, perché erano a misura d’uomo, e il microcosmo che ci viveva era contento. Io giocavo per strada la mia vita nuova di bambino, e così facevano i miei genitori, contenti di questa nuova sistemazione nelle nuovissime case popolari. Ché popolare non era ancora una parolaccia o quasi, sai? C’era da menar vanto, d’essere popolari.
    Poi, certo, crescendo ci si guasta, come lo yogurt dopo la scadenza.
    Però io me le ricordo, e bene, quelle case nuove e popolari.
    E poi nella banlieu si parlava il dialetto, quello che oggi non si usa più o quasi o, peggio, che è stato pure quello strumentalizzato dalla politica cialtrona. Quella che vorremmo tutti che facesse sciopero, ma che è stakanovista, cazzo. Quasi producesse stronzate a cottimo.
    Il nostro castello, se mai è esistito, era in periferia, non credi?
    Bah.
    Ciao.

  2. sabrinamanca ha detto:

    gabri: mille merci! (voir plus)

    Amfortas: c’erano problemi tecnici sul mio blog?

  3. sabrinamanca ha detto:

    dimenticavo: l’ivresse des dieux è stato tradotto da del vecchio: qui

  4. gabrilu ha detto:

    Amfortas, ti vedo  davvero  in   grande forma!   🙂

    Il buon agrimensore K.   non lo avrebbe mai avuto uno sciopero contro di lui (nè lui avrebbe mai potuto partcipare attivamente ad uno sciopero), per la semplice ragione che mai il Castello gli permise di  esrcitarlo, il suo mestiere di agrimensore   🙂

    Però la tua idea è ottima,  e  materiale su cui sbizzarrirsi non ne manca certo:  che ne diresti per esempio di non far  morire   Sigfrido e lasciarlo  vivere  per sempre    felice e  contento con la sua Brunhilde?  Che io ogni volta che la porella si getta nel fuoco mi vien da piangere…

    Sabrina,  niente di cui ringraziarmi. Sai bene che se il libro non mi fosse piaciuto non ne avrei parlato.
    Grazie per l’indicazione dell’edizione italiana de  L’ivresse de dieux.
    I blog servono anche a questo, no? A scambiare informazioni.
    Ciao  🙂
     

  5. carloesse ha detto:

    E informazioni preziose, mi pare. C’è una valanga di noir in qualsiasi libreria da un bel po’ di tempo. Il genere evidentemente "tira". Fra esso c’è anche parecchio ciarpame. Segnalazioni così accurate come le tue, così libere da qualsiasi pressione editoriale, scambi di informazioni con i frequentatori e loro commenti, e la cura e l’attenzione anche grafica di questi tuoi post, fanno di questo luogo una vera chicca.
    Sono proprio contento di averlo trovato, e per questo ti ringrazio. 
    Credo che Martin sarà il mio prossimo acquisto in libreria.

  6. gabrilu ha detto:

    carloesse
     A me piace molto il giallo classico, il noir, il thriller, la fantascienza (mentre detesto il fantasy che non sopporto).
    Però il problema è proprio quello che dici tu:  come districarsi tra le tonnellate di ciarpame.
    Per esempio:  libri di fantascienza se ne trovano a bizzeffe,  ma quelli veramente buoni, sorprendenti,  che hanno una  rigorosa logica interna   sono rarissimi  e non per nulla rimangono poi dei veri e propri   "classici".
    Ciao 🙂

  7. utente anonimo ha detto:

    Ciao Gabrilu, mi piacciono molto le tue recensioni, vengo spesso a leggerle, è un modo anche per conoscere tanti libri nuovi!
    Questa volta posso suggerirtene uno io? L’ho letto in un paio di giorni, letteralmente "bevuto" 😉  Di solito non leggo scrittori italiani contemporanei perché… insomma, lasciano molto a desiderare… ma questa volta ho trovato davvero un libro interessate, "L’imbalsamatrice" di Mary Barbara Tolusso, per caso lo conosci già? L’ho scoperto leggendo un forum in internet e mi ha incuriosata, Ciao! elis.70

  8. gabrilu ha detto:

    elis.70
    Ciao, grazie per l’apprezzamento ed il  consiglio di lettura.
    Questo libro che mi indichi  mi sembra  però   un po’ troppo sul   trucido … o sbaglio?   🙂

  9. sabrinamanca ha detto:

    http://cerau[..] Rive lontane, Microcenturie, Bobboti e s’istentu Due belle "recensioni" di Rive Lontane sul blog di Gabrilù nonsoloproust e su certepiccolemanie di Brunella. Microcenturie è uno scrigno di piccoli grandi tesori. Un racc [..]

  10. carloesse ha detto:

    Ho finito di leggerlo ieri sera. Un gran bello scrittore. Sa creare con pochi tratti un’atmosfera densa, reale, e ricca di umanità. Quasi come un novello Simenon. L’unico appunto è nel giungere così di colpo alla sorpresa finale, alla soluzione inaspettata. Ma troppo repentinamente, senza la minima preparazione del lettore. Come se a un certo punto l’autore si fosse imposto "beh, ora lo finisco", ma con un bel  (perchè comunque bello è, anche  in queste ultime pagine) taglio netto.

  11. utente anonimo ha detto:

    Ciao Gabry, no non è truculento (non avrei retto…) ma molto ironico, molto vicino alla narrativa americana. L’ho trovato bello anche se ho visto che in internet ha già scatenato delle discussioni per via della protagonista e della sua identità sessuale. Mah…. non so, per me è solo un bel libro! elis.70

  12. sabrinamanca ha detto:

    Ciao Carlo,
    sono contenta che abbia apprezzato il romanzo. Sul finale non riesco più a dare un’opinione, l’ho letto talmente tante volte che oramai riesco a riconoscere tutte le tracce dell’assassino…

  13. carloesse ha detto:

    Grazie a te, Sabrina; la mia conoscenza del francese è così scarsa da non potermi  permettere di valutare il confronto con l’originale, ma il risultato in italiano è comunque validissimo e credo che questo ti debba essere riconosciuto.

  14. utente anonimo ha detto:

    L'ivresse des dieux è stato tradotto e pubblicato in Italia da Del Vecchio Editore nel 2008: http://www.delvecchioeditore.it/index.php?pagina=scheda&scelta=22 

    Chiara

  15. gabrilu ha detto:

    Chiara
    Hai ragione,  fai bene a ripetere quello che aveva già scritto  Sabrina  nel commento  #3

    Repetita  noi tutti speriamo che  iuvant!  
    Ciao e grazie! 

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