PER UNA GIUSTA CAUSA

Ufficiale Armata Rossa
“La nostra causa è giusta, vinceremo”

Così esclama il giovane colonnello Novikov — uno dei protagonisti di Per una giusta causa di Vasilij Grossman —- ascoltando a Radio Mosca il discorso con cui Molotov nel giugno del 1941 annuncia ai cittadini sovietici l’invasione tedesca dell’URSS.

In Vita e Destino ritroveremo Novikov a Stalingrado…

In questi giorni sono in full immersion nella lettura di Per una giusta causa di Vasilij Grossman, il grande romanzo che precede Vita e Destino e di cui si può ben dire costituisca la prima parte.

1941-I tedeschi invadono l'URSS

Mentre in Vita e Destino siamo già nel pieno della battaglia di Stalingrado, Per una giusta causa si apre nel 1942, ad un anno di distanza dall’invasione tedesca del territorio sovietico.

“Vavilov si guardò attorno ancora una volta.

[…] Si ricordò all’improvviso l’ultima notte di pace, la notte dal sabato alla domenica 22 giugno: tutta l’immensa, giovane Russia, la Russia degli operai e dei kolkoziani stava suonando la fisarmonica nei giardini delle città, sulle piste da ballo, nelle strade dei villaggi, nei boschi, nei dintorni, sui fiumi del paese…

Improvvisamente, tutto era piombato nel silenzio, le fisarmoniche avevano taciuto.

Già da un anno, un austero silenzio che niente poteva ravvivare era calato sulla terra sovietica.”

Tutti i personaggi sono gli stessi che chi ha letto Vita e Destino ha incontrato già in medias res ed ha imparato ad amare.

Di tutti loro, il lettore di Vita e Destino conosce la sorte finale.

In Per una giusta causa invece, Alexandra Vladimirovna e tutti i componenti della numerosa famiglia Šapošnikov, il commissario politico Krymov, l’operaio e bolscevico della prima ora Mostovskoï, il medico militare Sofia Ossipova Levinton, il colonnello Novikov, il fisico Viktor Štrum, sua madre Anna Semionovna Štrum e tutti gli altri personaggi entrano in scena e vengono presentati ad uno ad uno con calma, ciascuno con le loro storie pregresse, con la descrizione delle loro caratteristiche personali.

Grossman avvia la sua epopea con un ritmo lento, da “andante maestoso”.

Si tratta di una lettura appassionante ed avvincente, anche se molto scomoda soprattutto per le dimensioni del volume, enorme, quasi impossibile da leggere a letto o sdraiati su un divano.
Se avessero suddiviso le circa 700 pagine in due agili volumetti sarebbe stata una gran bella cosa. Queste difficoltà… come dire… di gestione del volume mi stanno rallentando di molto la lettura.

Ma ringrazio comunque davvero di cuore la casa editrice svizzera L’ Age d’Homme d’aver pubblicato questo testo introvabile in italiano e, per quel che ne so, anche in inglese.

1941 Resa dei russi

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Le immagini che ho inserito nel post provengono da siti web dedicati alla Seconda Guerra Mondiale.

  • Ufficiale dell’Armata Rossa con i suoi uomini (Fonte)
  • 26 Giugno 1941. Soldati tedeschi, supportati da carri armati, incendiano un villaggio russo in una località non identificata (Fonte)
  • Soldati sovietici nei giorni dell’invasione tedesca (Fonte)
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Informazioni su gabrilu

https://nonsoloproust.wordpress.com
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2 risposte a PER UNA GIUSTA CAUSA

  1. utente anonimo ha detto:

    Le foto dice di averle riportate, spero anche i commenti .
    Se no : complimenti per la fantasia!
    La prima: l’ immaginario commento  può anche andare, rientra nella fattispecie.
    La seconda: la scena, reale o fatta a beneficio della propaganda ( cinegiornali o fotografi ufficiali), rappresenta un combattimento; truppe di fanteria avanzano  al riparo di un blindato ( la sua amica traduttrice di Vita e Destino vedeva blindati dappertutto, mentre erano carri armati, qui si fa il contrario).
    Gli incendi sono dovuti ai combattimenti.
    Lo scopo della guerra non è la distruzione, non sono così scemi, poi quello che succede è a causa della eterogenesi dei fini che tutti ci perseguita.
    La terza: sono soldati dell’URSS catturati, forse durante un rastrellamento, non hanno l’aria di gran combattenti, cioè sembra ci siano tipo  scritturali , magazzinieri,  etccc..( anche questa potrebbe essere una messinscena di propaganda).
    Visto che sono così gentile da fornirle le spiegazioni gratis almeno non mi mandi al diavolo.
    Diceva uno ( e anche la nota ditta che non si dice  ) : la conoscenza vi renderà liberi.

  2. utente anonimo ha detto:

    Ho visto le fonti delle foto.
    La prima ( comandante che parla ai suoi soldati) : bene.
    La seconda traduco letteralmente :
    In questa foto d’archivio del 26 giugno 1941, soldati della Germania Nazista, con il supporto di veicoli blindati per trasporto truppe, avanzano verso un villaggio russo che sta bruciando, in una ignota località, durante l’invasione dell’Unione Sovietica da parte della Germania Nazista.
    La terza non ha didascalia : si vede benissimo però di cosa si tratta. Sulla sinistra due carri armati tedeschi, sulla destra soldati variamente vestiti, ma inconfondibilmente russi con le mani alzate.
    A prima vista, tipo di carri ed equipaggiamento dei russi corrispondono all’inizio della guerra ( 1941), poi molte cose cambieranno.
    Le guerre mondiali dello scorso secolo furono momenti ( nel bene come ne male ) di grande accelerazione ( non me la sento di dire progresso).
    C’est la vie!!!
    ( se in 4 parole francesi sono riuscito a inserire errori  mi perdoni, non ho mai studiato francese).
     

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