NON PER L’AMICO LETTORE

Mikhail Larionov

“Gli uomini per i quali l’espressione dei propri pensieri è la cosa più importante della vita, e tutto il resto è secondario, sono di gran lunga più liberi, più forti e felici di quelli che parlano non per liberare se stessi ma per provocare negli altri una reazione. Schiavi del loro pubblico, senza quello non si sentono vivi. Esistono solo in funzione del pubblico, e neppure hanno coscienza della loro mancanza di libertà”

“Avevo voglia di scrivere […] ma non volli mai sacrificare un minuto di vita reale per una riga, l’equilibrio per uno scritto, una tempesta dei sensi per la melodia delle liriche. Amavo troppo la vita. Io desideravo innanzitutto avere un’identità, in secondo luogo essere istruita, in terzo luogo essere istruita e moderna, in quarto luogo diventare istruita e moderna e in armonia con me stessa e con questo tremendo mondo disarmonico. E solo in quinto luogo desideravo scrivere, non per l’amico lettore, ma per purificarmi, sempre che fossi riuscita a capire chi ero prima di morire, e basta

Mikhail Fedorovich Larionov, Sedia di vimini, 1906-1907, Coll.Privata
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3 risposte a NON PER L’AMICO LETTORE

  1. stephi ha detto:

     è curiosa questa coincidenza di vedute tra Nina Berberova e Jessica Benjamin quest’ultima analista,  americana , una mia recentissima e folgorante scoperta (grazie ai blog!) che nel suo libro "Legami d’amore" sostiene proprio questo concetto di libertà! che infine è il terreno fecondo per un vero dialogo!
    bella questo echeggiare di letture per tempo così lontane ma per contenuto (e che contenuto) così affini…

  2. utente anonimo ha detto:

    "non volli mai sacrificare un minuto di vita reale per una riga", secondo me Nina Berberova è tutta in questa frase.

    Ah, il Kursiv, che meraviglia!

    Bartleboom

  3. gabrilu ha detto:

    Stephi grazie per il link.
    Non conosco Jessica Benjamin, ma  mi fido di te  😉

    Bart
    So che la Berberova  ti piace, e poi la sua autobiografia è una miniera di informazioni sugli scrittori emigrè russi a Parigi…
    Anche se  — immagino  tu lo sappia — su molte pagine  gli esperti slavisti  hanno  spesso arricciato il naso e  trovato molto da ridire

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