A LIPSIA, CON IL THOMANERCHOR

Il Thomanerchor di Lipsia
Thomanerchor Leipzig, 05.06.2006
© Gert Mothes, Leipzig

Uno dei ricordi più belli di questo mio ultimo viaggio in Germania è il giorno in cui, a Lipsia, sono andata a visitare la Chiesa di San Tommaso (Thomaskirche) e, il pomeriggio, ad ascoltare il Thomanerchor.

La Thomaskirche è nota in tutto il mondo perchè Johan Sebastian Bach vi lavorò come Kantor, direttore del coro dal 1723 fino alla sua morte, avvenuta nel 1750. In questa veste fu sostanzialmente responsabile dell’intera vita musicale della città: tra i suoi impegni c’era anche l’istruzione del coro dei ragazzi della Thomasschule e – settimanalmente – la composizione di cantate per le funzioni religiose domenicali e festive.

Fu proprio durante gli anni trascorsi a Lipsia che Bach compose alcuni dei suoi più grandi capolavori, come il Magnificat e la Passione secondo Matteo.

Le spoglie di Bach riposano dentro la chiesa, protette da una lastra tombale bronzea che ne indica la collocazione.

Thomaskirche la tomba di Bach

La Thomaskirche è dunque anche sede del famosissimo Thomanerchor, uno dei più importanti cori di chiesa di tutta la Germania e non solo. Attualmente è composto da 92 ragazzi dai 9 ai 18 anni.

Le sue origini risalgono al 1212, e si esibisce ogni fine settimana durante le celebrazioni della messa

Io ho avuto la fortuna di essere a Lipsia proprio in un fine settimana, e così ho potuto assistere alla loro esibizione, che è durata circa un’ora e mezza durante la quale i ragazzi hanno cantato alcuni Mottetti, soprattutto, ovviamente, di Bach.

E’ stata per me un’esperienza così bella che vorrei cercare di condividerla con questo mio brevissimo video.

E’ molto imperfetto ed artigianale, l’ ho realizzato con molta difficoltà.

Da una parte infatti volevo avvicinarmi il più possibile e dall’altra ero preoccupatissima di non disturbare in alcun modo: appiattita ad una colonna che si trovava proprio di fronte al coro, avrei voluto essere invisibile. Dietro ogni fotogramma di questo video c’è dunque la paura che da un momento all’altro qualcuno potesse rimproverarmi ed allontanarmi. Cosa che invece non è avvenuta ed anzi, a tratti ho colto persino sguardi compiaciuti di alcuni presenti…

Il signore che nel mio filmino si vede quasi sempre di spalle, in piedi a sinistra o al centro è Georg Christof Biller, attuale direttore del coro della Chiesa di San Tommaso (Thomaskantor) e dunque il 16° successore di Bach

Georg Christof BillerGeorg Christof Biller

Su YouTube si trovano molti ottimi video realizzati con una eccellente tecnica professionale.

Per poter giudicar meglio  di  quanto si possa fare con il  mio  modestissimo video di  cosa è capace  questo coro di ragazzi ho scelto per voi questo brevissimo ma potente stralcio della Passione secondo Matteo di Bach in cui il Thomanerchor è diretto dal loro Kantor, Georg Christof Biller

Qualche link di approfondimento

  • Il Thomanerchor >>
  • Georg Christof Biller >>
  • La Thomaskirche >>

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La foto della tomba di Bach è mia, la foto di Biller l’ho presa da Internet, ma purtroppo non ricordo da dove.

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Informazioni su gabrilu

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10 risposte a A LIPSIA, CON IL THOMANERCHOR

  1. amfortas ha detto:

    Leggendo una qualsiasi biografia di Bach si resta sorpresi (o almeno lo sono io) da come la sua vita fosse normale, quasi un travet della musica e dell'organo in particolare. Il raffronto con la straordinarietà della sua produzione è davvero stridente, tanto che spesso mi sono chiesto: ma allora per essere geni non è necessario essere sregolati o sofferenti, tormentati e lacerati?Per il resto, fortunata te che fai questi bellissimi viaggi in Germania, t'invidio molto.Ciao!

  2. gabrilu ha detto:

    AmfortasL'immagine dell'artista "genio e sregolatezza" tu sai meglio di me che ha origini nell'Ottocento e con il Romanticismo, e soprattutto  da quando l'artista diventa un libero professionista e  non è più un dipendente  (spesso un vero e proprio travet, come giustamente dici)  stipendiato dal signorotto  e/o mecenate di turno.In quanto a  Bach, ho trovato sempre  strepitoso quel passaggio in cui  Massimo Mila scrive, nella sua "Breve storia della musica" che  "… se Bach  fosse stato calzolaio, avrebbe fatto (…)   un numero sterminato di scarpe, tutte accuratamente lavorate e finite"  (  Einaudi  PBE, 1965, pag. 144)   La  similitudine viene usata da Mila non in senso spregiativo ma   con  rispetto, ammirazione ed affettuosamente.Ciao  e grazie  🙂

  3. utente anonimo ha detto:

    Grazie per il resoconto, ho letto e ascoltato con sorpresa e piacere. Lipsia  mi frulla nella testa da quando, tanti anni fa, ho iniziato a conoscere Bach  attraverso una cassetta audio ( media 's archeology ) divulgativa  a cura proprio di Massimo Mila. Ricordo ancora la dolcezza di una breve composizione per voce sola, scritta da Bach per la moglie Maria Magdalena.Ciao, Giacinta

  4. amfortas ha detto:

    Si dà il caso, cara gabrilu, che io stia rileggendo proprio in questi giorni il libro che citi.Secondo te, e scusa la domanda retorica, il Bondi di turno ha idea di chi sia stato Massimo Mila?Ciao 🙂

  5. gabrilu ha detto:

    Giacinta,Se ami  un certo tipo di musica, Lipsia è una goduria perchè è una città musicalissima  (Bach, ma anche Mendelsohn, Wagner…)Mila:   ha   il grande dono e pregio  di scrivere in modo piano, comprensibile a tutti. Non è mai fumoso come tanti accademici. Il suo libro è stato e rimane ancora prezioso, per me,  e la mia vecchia edizione me la tengo molto cara  🙂Amfortas, dimentichi che il  Nostro    scrive poesie.Dove vuoi che lo trovi, il tempo per leggere di storia della musica o documentarsi su ruolo e funzione del teatro nello sviluppo culturale di una nazione?

  6. librista ha detto:

     Parafrasando quanto Pierre Michon scrive in Padroni e servitori sul pittore Lorentino, ti chiedo: chi credi che fosse il committente di Bach? I diversi duchi e principi di Sassonia? Hermann von Keyserlingk (quello delle Variazioni Goldberg)? Loro hanno potuto far nascere la scintilla di creazioni musicali destinate ad onorare Dio? creazioni  capaci di dialogare direttamente con il fondo dell’anima umana, fondo dove Meister Eckhart sapeva essere presente la divinità? La musica di Bach è creazione religiosa (religione secondo l’etimo re-ligare, un legame che unisce) ed è questo legame che hai sentito lì a Lipsia, durante un toccante concerto di musica dedicata a Dio e al cospetto della tomba del Sommo, per questo scrivi “E' stata per me un'esperienza così bella che vorrei cercare di condividerla con questo mio brevissimo video”. Non è giusto eludere questo legame che comunque traspare; non sarebbe meglio chiamarlo con il proprio nome? Certamente è elusivo e riduttivo percepire solo l’aspetto di alto artigianato che sbalordisce in Bach (anche le scarpe Church’s se osservate da occhio attento e competente sbalordiscono) ma poi opere come l’Offerta musicale, L’arte della fuga o le suites per violoncello solo, non si saprebbe come collocarle. Vabbè, smetto di provocare e tediare. Un caro saluto. 

  7. gabrilu ha detto:

    libristaInnanzitutto approfitto per riferire  di un particolare che  non  ho scritto nel  post che era già troppo lungo  e  non si vede  nemmeno  nei  due video, e cioè  il fatto  che il Thomanerchor canta   stando in piedi proprio  ***sulla tomba di Bach***.In queste funzioni del venerdi , quando i ragazzi entrano  suona  un campanello, i presenti devono alzarsi tutti in  piedi (ed io l'ho fatto assieme a tutti  gli  altri)  e poi si  vanno posizionando fino a coprire interamente  la lapide di  bronzo della tomba.Fine del raccontino e andiamo al dunque….Provocare  o tediare, caro librista? Ma no!Però  non ho capito con chi  te la stai prendendo   Perchè qui nessuno  sta in alcun modo, a me pare,   banalizzando la grandezza di Bach.Siccome  però non posso rispondere per altri, cerco di farlo  per me  — sempre  che io non ti abbia equivocato.Allora:  io   penso che  il committente occasionale e terreno   del   nostro B.  fosse  — molto banalmente — chi di volta in volta gli forniva i  concreti mezzi di sussistenza per lui, la moglie  e il loro stuolo di figli e su questo non ci piove.Tutti  devono mangiare, persino    un Bach e la sua famiglia.La differenza poi tra uno come  lui  e un dignitosissimo e stimabilissimo  travet qualunque sta  poi nel suo genio, che gli consentiva  di  produrre cose memorabili  ed eterne  come le Goldberg  anche se confezionate su ordinazione  con  il fine dichiarato   di   distrarre  le    notti insonni   di un conte di cui oggi si fa  fatica anche a ricordare il nome.Infine,  io penso che tutte le strade siano  buone, per un genio, per produrre un'opera d'arte. Anche quelle della religione.Certo che poi, esser liberi di sprigionare il genio anche all'interno di un rapporto  committente-esecutore è meno complicato per un musicista che per   (poniamo)  uno scrittore, e questo  perchè la differenza del linguaggio proprio delle    due tipologie di artisti    consente  di fatto, ad uno scrittore, molta meno libertà che a un musicista.Sono  sicura  non sia necessario, da parte mia,    esibire esempi   a sostegno di questa  tesi  citando  — giusto per fare due  nomi a caso  —  Sostakovic  e  Grossman     Ciao e grazie  🙂

  8. utente anonimo ha detto:

     No, niente di questo. Nella fretta ho scritto un commento incomprensibile e criptico…(scusa)  volevo solo dire che mi sembrava di cogliere un tuo inespresso afflato spiritual-religioso date le circostanze rievocate, nient’altro. ciao

  9. Winckelmann ha detto:

    Sono stato a Lipsia nel 2007 e figurati se mi sono lasciato scattare i Thomaner. Sono straordinari, quella volta ho assistito sia al servizio del venerdì, che tradizionalmente viene accompagnato dall’organo, sia a quello del sabato, nel quale invece suona l’orchestra e si esegue fra l’altro una cantata di Bach. Ho anche conosciuto Biller, visto che l’amica che eravamo andati a trovare fino a qualche anno prima era stata organista proprio a S. Tommaso e ha lavorato con lui per molti anni.
    Ti segnalo questo video, che periodicamente torno a rivedere:

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