UN PAIO DI CALZONI

Stalin e Gorkij nel 1931

Gor’kij con Stalin nel 1931

Mandel’stam era tornato attraverso la Georgia dalla Crimea […], lo avevano arrestato ben due volte ed era arrivato a Leningrado semivivo, senza nessun indumento caldo. In quegli anni gli indumenti non erano in vendita e si poteva averli solo presentando un apposito buono. Questi buoni destinati agli scrittori venivano firmati da Gor’kij. Quando gli venne presentata la richiesta di concedere a Mandel’stam un paio di calzoni e un maglione, Gor’kij cancellò la parola “calzoni”, dicendo: “Può anche farne a meno…”. Fino allora non aveva mai lasciato nessuno senza calzoni. Numerosi scrittori, divenuti in seguito “compagni di strada” esaltano le cure paterne di Gor’kij. I calzoni sono un’inezia, che dimostrava però l’ostilità di Gor’kij nei confronti di una corrente letteraria a lui estranea: i soliti “intellettualucoli” da conservare in vita solo se in possesso di una buona dose di nozioni scientifiche”.

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8 risposte a UN PAIO DI CALZONI

  1. utente anonimo ha detto:

    Questo libro, e in generale poi le poesie di Mandel'stam, sono uno dei miei prossimi obiettivi… :-)un salutoBart

  2. annaritav ha detto:

    Colpisce la sottile perfidia della negazione di Gor'kij, legata alla sua ostilità per ciò che riteneva estraneo. Mandel'stam mi manca, dovrò colmare presto la lacuna. Presto… si fa per dire! How many books, so little time Annarita

  3. bamborino ha detto:

    Di Gor'kij avevo letto La madre, quando avevo più o meno vent'anni. E m'ero detto, ecco uno di cui bisognerebbe leggere tutto, e alla biblioteca Sormani avevo preso subito il primo volume dei racconti. Me ne ricordo ancora uno, esilarante, sull'acqua.

  4. gabrilu ha detto:

    BartEd io che ero convinta che tu l'avessi già letto!AnnaritaL'ostilità di Gorkij aveva  anche motivi  molto meno nobili    di quelli   (già  molto poco nobili)  che  si possono    ascrivere a   diversità di vedute letterarie…BamborinoNon ho letto nulla  ***del**  Gor'kij scrittore, però ho letto molto ***sul***  Gor'kij   scrittore   "allineato e coperto" (coperto  fino a un certo punto, perchè pure  lui venne triturato).L'idea che mi  sono fatta  di questo personaggio    non mi invoglia a comprarmi la sua  opera omnia.Ho superato da un pezzo  la fase  — durata anche troppo a lungo, ahimè —    in cui  tenevo molto a tener distinti   il testo dall'essere umano che   quel testo  ha ideato e scritto.

  5. utente anonimo ha detto:

    Gabry,non c'entra niente con il post, ma volevo chiederti: hai visto The Last Station ?Se si che ne pensi?Ciao Edmonda Dantes

  6. gabrilu ha detto:

    EdmondaNo, non ho anora avuto occasione di vedere il film The Last Station.Ho però letto recentemente  i Diari di Sof'ja Tolstaja, e ne ho parlato  molto brevemente  su aNobii.Se ti interessa puoi dare un'occhiata   qui  e  quiCiao 🙂

  7. utente anonimo ha detto:

    Io sono ancora di quelli che credono, con Croce, che di un autore contano solo le opere (quando contano, naturalmente).(Italo Calvino, Lettera a Germana Pescio Bottino, 9 giugno 1973)

  8. gabrilu ha detto:

    Anonimo #7Effettivamente sono stata un po' troppo tranchant, nella mia precedente affermazione.Grazie per  l'opportunità  che mi  hai dato  di mitigare  i toni  In realtà credo che anche in questo caso  sia meglio evitare gli estremismi. Dietro ogni  opera artistica c'è sempre un essere umano, e a me  quest'essere umano interessa.Come mi interessa esplorare, nei limiti del possibile, la genesi di un'opera, vedere che cosa c'è dietro.Il che non vuol dire che il giudizio (positivo o negativo) sulla persona debba  poi  automaticamente e necessariamente essere uguale a quello attribuisco alla sua opera.Se così fosse sarei costretta — io per prima  — a gettare nell'immondizia quintali di opere letterarie e  musicali che adoro… 

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