IL MIO PRIMO TROLLOPE

Heywod Hardy

Heywod Hardy (1843 – 1933)
The Start of The Hunt

Finito ieri di leggere il mio primo romanzo di Anthony Trollope.

Per avvicinarmi a questo baffutissimo e barbutissimo signore vittoriano mi sono mossa con molta cautela e sono stata bene attenta a non scegliere un romanzo che facesse parte di un ciclo.

Anthony TrollopeNon volevo esser costretta — qualora il signore in questione mi avesse annoiata o delusa — a proseguire arrancando tomi dopo tomi o a mollarlo di punto in bianco.

Questa è, infatti, cosa che destesto fare: mi arrendo solo in casi davvero estremi e disperati…

Ma Orley Farm (è questo il romanzo che ho scelto) mi ha conquistata, trovo che qui in Italia Trollope sia sino ad oggi ingiustamente rimasto nell’ombra, e trovo che sbagliassero di grosso Henry James e Virginia Woolf ad arricciare il naso, quando parlavano o scrivevano dei suoi libri, anche se capisco perfettamente — conoscendo abbastanza bene l’idea di letteratura che avevano sia l’uno che l’altra — il perchè del loro molto tiepido apprezzamento.

Henry James e Virginia Woolf erano grandissimi scrittori con una precisa personalità e convinzioni estetiche e letterarie.

Io invece, che sono soltanto una “common reader” (per dirla con Virginia) posso permettermi il lusso di essere meno fedele e meno ancorata a precisi canoni letterari e quindi ho già arruolato Trollope tra i miei autori preferiti.

Nel mio scaffale mentale l’ho collocato accanto al tedesco Theodor Fontane.

So che può sembrar strano, ma a me sembra che l’inglese e il tedesco abbiano molte caratteristiche in comune: la pacatezza, il ritmo, l’ironia, la capacità di approfondimento psicologico dei personaggi, l’attenzione nei confronti delle figure femminili (bellissimo e complesso, in Orley Farm, il personaggio della protagonista Lady Mason), la sensibilità nei confronti della vita della campagna e della provincia (l’immaginario Barsetshire nel caso dell’inglese Trollope, la realissima Marca del Brandeburgo nel caso del prussiano Fontane)…

Insomma, e per non farla tanto lunga: mi sono messa immediatamente a caccia di tutti i romanzi di Trollope pubblicati in italiano ed in particolare di quelli che costituiscono il “ciclo del Barset”.

Di questo ciclo sono riuscita sino adesso a trovare quattro volumi su sei, e per cominciare a leggere aspetto di averli tutti.

Non ho fretta, non intendo fare una full immersion. Ho capito che Trollope è ormai un amico sul quale posso contare e mi fa piacere sapere di avere a disposizione tanta roba sua, ancora da leggere.

Così come sono contenta di avere ancora qualche Dickens, Marai, Magda Szabò, Zola, Balzac e un’altra decina di autori che sonnecchiano placidi nella mia libreria ed ai quali so di poter ricorrere nei momenti di vacche magre…

Trollope è stato recentemente pubblicato da Sellerio, ma molti volumi (come Lady Anna, ad esempio) risultano già esauriti ed introvabili anche presso la libreria Sellerio che c’è qui a Palermo, a Mondello, dove ieri ho fatto razzia di tutto quello che ancora era disponibile.

Autobiografia compresa.

Informazioni su gabrilu

https://nonsoloproust.wordpress.com
Questa voce è stata pubblicata in Libri e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

28 risposte a IL MIO PRIMO TROLLOPE

  1. utente anonimo ha detto:

    Come sempre riesci ad arrivare al cuore della questione. Nella mia libreria soggiornano quietamente Collins e Dickens ancora non letti.Quando li sfioro con lo sguardo mi sento rassicurata da quei tomi , senza alcuna ansia o fretta.Di Trollope non ho letto ancora nulla, ma dopo le tue impressioni colmerò questo vuoto: Grazie come sempreCharlotte

  2. giuseppeierolli ha detto:

    Sto leggendo in questi giorni l'autobiografia. Il "passo" è quello dei romanzi: pacato ma implacabile. Conto di trovarci molto sulla vita letteraria dell'epoca vittoriana, come promette l'autore all'inizio:"Scrivendo queste pagine, che, in assenza di un titolo migliore, sarò costretto a chiamare l'autobiografia di una persona così insignificante come me, la mia intenzione non sarà tanto di parlare dei piccoli dettagli della vita privata, quanto di raccontare quello che io e forse altri intorno a me abbiamo fatto nel campo letterario, di narrare i miei fallimenti e i miei successi così come sono avvenuti, con le loro cause, e le opportunità che la carriera letteraria offre a uomini e donne per guadagnarsi da vivere."

  3. giuseppeierolli ha detto:

    P.S.Da notare la sottile ironia di quel:"forse altri intorno a me"e il "politically correct" antelitteram di:"uomini e donne".

  4. utente anonimo ha detto:

    Sono felicissime che il buon Trollope ti abbia conquistata, come ha fatto con me. Devo dire che un po' ci contavo :-)Hai perfettamente ragione sul fatto che, appena leggi un libro di Trollope, ti rendi conto di aver incontrato un buon amico, di quelli che difficilmente ti deluderanno.Io avevo cominciato con il primo libro del ciclo del Barset, poi sono passato a Orley Farm, che ho trovato meraviglioso. Ora sto anche io collezionando gli altri libri del Barset per continuare la saga, sapendo di aver di fronte a me ore deliziose di lettura.Peccato che l'altro ciclo che Trollope ha scritto, le Palliser novels, non siano, per quanto ne so, state pubblicate in italiano.a presto!Bartleboom

  5. utente anonimo ha detto:

    non ho mai letto Trollope… magari lo metto in whishlist di anobii…ma di autori ingiustamente dimenticati in Italia ce ne sono tanti… uno per tutti il mitico Wilkie Collins… ancora appassionante nonostante l'età e che potrebbe dare filo da torcere a tanti thriller….psgrazie per il tuo blog…Aran Banjo

  6. gabrilu ha detto:

     CharlotteIo sto aspettando che Fazi si decida a ristampare un paio di libri di Collins che aveva in catalogo e che oggi sono introvabili   Ciao e a presto!GiuseppeDalle notizie biografiche che ho raccolto qua e là   ho intanto scoperto che tutti, nella famiglia Trollope, scrivevano  libri e romanzi, a cominciare dalla madre che pare ne abbia sfornati almeno venti e questo nonostante  avesse una famiglia cui badare: si alzava ogni mattina alle quattro e scriveva, scriveva  (come Amelie Nothomb  :-)E anche il fratello  pubblicò un sacco di roba…Si, decisamente questo signore merita approfondimenti  BartNaturalmente ti ho pensato, quando leggevo Orley Farm e quando ho scritto questo post  ;-)Si, anch'io  dico peccato  le Palliser  Novels.Accidenti all'ignoranza delle lingue :-/Aran BanjoAnche tu un estimatore di Wilkie Collins? Allora  non siamo  poi tanto pochi  Per Trollope: se ti piace la letteratura dell' Ottocento  mi sento di consigliartelo, anche  se  non ti conosco.Sai com'è, non tutti apprezzano i ritmi lenti, le descrizioni di campagne inglesi, l'arguzia delle  battute che possono intercorrere  tra i commensali seduti  attorno  al tavolo della colazione o le conversazioni che si svolgono accanto al caminetto, con  in mano  un bicchiere di brandy ed acqua…  Ciao!

  7. utente anonimo ha detto:

    Decisamente si… appasionato di collins.. peccato che lo pubblichi solo Fazi con prezzi non proprio popolari..Trollope… grazie per la segnalazione appena vado in libreria ci butto un occhioAran Banjo

  8. oyrad ha detto:

    Ti sono grato per aver parlato di Trollope. Ho infatti cominciato a raccogliere i suoi testi già da qualche tempo… ma ci tenevo proprio a sentire un tuo parere in proposito.Volevo cominciare proprio da Orley Farm… ma, non saprei bene perchè, quando per la prima volta ho sollevato il volumone e ho guardato il prezzo, ho letto un "35" che mi ha agghiacciato "35 Euro? Ma siamo pazzi???"… e l'ho messo subito giù…  come fosse un ciocco rovente… puntando direttamente su "Lady Anna".In realtà il prezzo di copertina di "Orley farm" è ancora espresso in LIRE (£ 35.000)… ma, ormai del tutto disabituato alla vecchia moneta, non ne ho compreso il costo effettivo: tra l'altro mi chiedo come abbia fatto a non vedere i tre zero dopo il 35… boh… Ho preso anche "L'amministratore"… e non vedo l'ora di prendere tutti gli altri romanzi del ciclo del Barset… anzi… temo che ci sarà da fare in fretta a prenderli… perchè ho notato che… vendono moltissimo!Il giorno stesso che ho comprato "Orley farm" , avendo ormai capito che costava 18.80 euro (e alla sera, tornando a casa con il libro sottobraccio, ho trovato il tuo ottimo giudizio espresso su anobii!), ho visto una signora che, entrata a grandi passi in Feltrinelli Duomo, ha chiesto di acquistare "tutti i Trollope disponibili!": una commessa l'ha accompagnata allo scaffale dei Trollope, ed è andata via con una pila di quasi mezzo metro di libri… Detto questo, cara Gabrilù, ti ringrazio ancora per questo post, e ti mando un abbraccio… Oyrad 

  9. gabrilu ha detto:

    Aran  Banjo Mi sento molto… responsabilizzata.Se poi mi dici che ne pensi  mi farebbe molto piacereOyradArghhh! Mi stai dicendo che tu possiedi Lady Anna!?!?  Ma lo sai che è introvabile?  Ho chiesto a Sellerio e per adesso non c'è in vista una ristampa, ho battuto la rete palmo a palmo e non  l'ho trovato.   E' in vendita su eBay ma  eBay è di un farraginoso e labirintico che mi  viene il nervoso…E possiedi pure  L'amministratore?!?  Ari-argh!!  Sparito, e mi mangio le mani perchè fino a qualche settimana fa  l'avevo ancora visto sugli scaffali di Feltrinelli e non l'ho preso   Dimmi solo che possiedi  pure  La canonica di Framley e la mia invidia   ti sommergerà…Però  gli esauriti  del ciclo del Barset li ristamperanno, per gli altri chissà…Conclusione: capisco la signora che  ha acquistato in un colpo solo  "tutti i Trollope disponibili"… Cosa che ho fatto anche io l'altro giorno da Sellerio, ma ero arrivata già un po' troppo tardi…Ciao bello. Come ti invidio. Ah, ma questo l'ho già detto

  10. utente anonimo ha detto:

      Sarà uno di quei momenti un po’ così anche per te, Gabrilu.Perché dico, tu di Palermo e tu davvero inappuntabile donna di lettere e di penna, dov’eri a gennaio o febbraio e marzo e…, che di libri di Trollope, incravattati di fascetta che D’Orrico dice questo e quello, eran pieni gli scaffali e i buchi vuoti a fianco dei biglietti d’auguri, e locandine ai vetri delle librerie, persino da me qui nella bassa, che mi veniva  voglia di comprarmi “Il gnocco fritto” dell’Artusi per dire no, io adesso Trollope non lo compro.Sì, quelli son stati i mesi di D’Orrico e di Trollope secondo D’Orrico che ben serviva su Sette del Corriere della Sera una ariben orchestrata campagna pubblicitaria a favore e sfavore di questo o quel titolo.Si capisce quindi che nel parapiglia qualche titolo sia andato esaurito come “Lady Anna” e direi “L’amministratore”, il più breve rispetto agli altri romanzi del ciclo del Barset e certamente vendutissimo.Passerà anche questo momento, vedrai.

  11. gabrilu ha detto:

    Anonimo  #10Gli è che io non leggo D'Orrico  (è  colpa grave? E' peccato? Ed eeventualmente tratterebbesi di  peccato mortale o veniale? Potrei cavarmela con qualche Ave Maria e due Paternoster?) e solo in questi giorni  ho saputo  la storia di quell'ambaradan.Sono molto fiera di avere  "scoperto" Trollope  per i fatti  miei, seguendo altre piste (letteratura inglese  vittoriana,   quello che  sulla  narrativa vittoriana  scrisse  la Woolf  e  su  di lui  in  particolare scrissero    Hawthorne   e   James etc.) senza  aver letto  D'Orrico.E meno male, anche perchè molto probabilmente se avessi letto D'Orrico, e fidandomi molto poco dei  suoi pareri letterari  Trollope non lo avrei comprato,  e ci avrei perso io, alla fine.Se poi D'Orrico ci credesse veramente in quello che ha scritto e che, ripeto, non ho letto  — il che vorrebbe dire  che ogni tanto   anche D'Orrico ne azzecca qualcuna   —  oppure  fosse tutta  una manovra pubblicitaria  non so e tutto sommato  poco  mi importa saperlo.

  12. utente anonimo ha detto:

    È di gran moda anche in Francia. Proprio oggi leggevo una recensione sul suo Quelle époque ! (2 voll.)Jacqueline

  13. utente anonimo ha detto:

    Ho scoperto per caso Trollope e me ne sono innamorato.Sono riuscito a comprare solo sette libri e cerco di tesaurizzarli.Quello che mi colpisce particolarmente è il fatto che in ogni romanzo uno o più personaggi siano in preda a crisi di coscienza e scrupoli.L'inattualità del tema è francamente affascinante.Parlare oggi di persona priva di scrupoli ha perso molto del suo originario valore e significato.La lettura di Trollope, al di là della piacevolezza del narrare, permette di riscoprire il significato dell'espressione senza scrupoli oggi molto depotenziata se non addirittura positiva.E' stato piacevole leggere i commenti degli altri lettori.E' così difficile parlare di un libro con qualcuno.Buona lettura a tutti

  14. gabrilu ha detto:

    JacquelineSi, ho visto. Mi piacerebbe leggerlo, questo "Quelle époque".Leggendo la scheda del libro ho pensato che probabilmente in Francia Trollope piace perchè molti  temi  attorno ai quali ruotano i suoi romanzi (ed in particolare, mi sembra, questo) sono  affini ad alcuni temi che troviamo in Zola e Balzac: questioni giuridiche, questioni finanziarie, grandi speculazioni et similia. Che ne pensi?Anonimo #13Hai ragione, sulla questione del "senza scrupoli",  non ci avevo pensato.Trollope, letto con gli occhi di oggi, è allo stesso tempo   "inattuale" nel senso che dici tu e attualissimo  per  molti dei temi da lui privilegiati (vedi quello che ho scritto sopra a Jacqueline)Ciao, grazie e… buona lettura anche a te 🙂

  15. talpastizzosa ha detto:

    Ho finito di leggere Orley Farm in vacanza (mi è stato regalato a marzo da un mio amico) e l'ho trovato perfetto nella descrizione anche di Londra (non solo del mondo della campagna) e precisamente proprio del mondo giudiziario inglese, insomma si vede che Anthony era un tipo che girava parecchio nella vecchia e cara Inghilterra … in fondo il libro viene definito "romanzo giudiziario" e poi cara Gabrilu non sono d'accordo su una cosa, tu scrivi che Trollope da grande attenzione ai personaggi femminili ebbene in Orley Farm invece Trollope da grande spazio ai giovani inglesi, Lucius Mason, Peregrine Orme oppure Felix Graham altro che donne!🙂

  16. gabrilu ha detto:

    talpastizzosacerto, se  ci focalizziamo  sulla  quantità  e ragioniamo  in termini statistici   hai ragione tu:  in  Orley Farm i personaggi maschili sono  parecchi e tutti molto interessanti (il mio preferito   è decisamente Sir  Peregrine   Orme).Ma    questi personaggi — se pure tratteggiati in modo  narrativamente   eccellente non   presentano nulla di nuovo, sono tutti personaggi che si inseriscono  in  paciosa tranquillità     negli schemi della narrativa (inglese  ma non solo — ho sempre difficoltà a parlar di letteratura  limitandomi ai confini  delle  letterature nazionali  di riferimento)   del tempo;   riproducno  schemi già  noti  (spassosissimo il   personaggio di  Mr. Moulder,  così fragorosamente    dickensiano che   forse  nemmeno  Dickens sarebbe riuscito a far di meglio   :-)Le due figure femminili invece  e cioè la protagonista Lady Mason   e la nuora di  Sir  Peregrine, Mrs. Orne  sono, pur collocandosi all'interno degli schemi e degli stereotipi  del femminile così come era inteso ai tempi di Trollope, molto  più intriganti e moderni.  Specialmente  Mrs. Orme,   che sfida  tutte le convenzioni e  le  leggi sociali della sua classe per  stare accanto, pubblicamente, in tribunale, ad una donna che  le leggi giuridiche  e mondane  sa giudicheranno colpevole ma che  lei (Mrs. Orme) assolve in  nome di un'etica molto più personale e profonda.Ed anche il comportamento di Lady Mason, così ambivalente… io lo trovo molto   più  moderno ed intrigante di tutte quelle  scipite figurette maschili  di  cui pullula il romanzo. Non a caso,  ripeto, secondo me il personaggio maschile più interessante  è  Sir  Peregrine Orme…l'unico  personaggio maschile che almeno con il pensiero e dentro di se riesce a considerare la vicenda di Lady Mason con modalità abbastanza fuori dagli schemi anche se — ma questo è comprensibile — non ha  poi  la forza di  "agire" questa sua convinzione ed esce  fisicamente  distrutto dal suo tormento interiore.  Ciao  🙂

  17. principeandrej ha detto:

    sì, come dice Jacqueline, Trollope è di gran moda, in Italia almeno da quando sellerio l'ha riscopertosono felice di aver letto "Troppo tardi per amare" qualche anno fa in avanscoperta, pubblicato da marlinmi piace il blog e i commenti che ci ho trovato, ci torneròprincipe Andrej

  18. utente anonimo ha detto:

    ma sai che ti avevo messa come vicina di anobii e solo ora scopro il blog cercando altro…mahcomunque posto qui per dirti che DEVi vedere lo sceneggiato bbc The way we live now da Trollope, che io non ho ancora attaccato perchè incautamente iniziai tempo fa a leggere in inglese, sovrastimandomi.Poi io in realtà ho un debole per Wilikie Collins che considero ineguagliabile.

  19. gabrilu ha detto:

    Principe Andrej  (un nick che è tutto un romanzo, nevvero   Grazie, e spero davvero  di rileggerti.A presto, dunque 🙂Anonimo #18Si possono  benissimo   apprezzare entrambi, Collins e Trollope.Non vedo perchè fare con loro  il "gioco della torre"  :-)Tanto più che sono differentissimi: per stile, per contenuti, per metodo di scrittura, per temi che ciascuno dei due autori privilegia…Ciao ma… visto che dici di avermi  incrociata su aNobii, sarei curiosa di sapere chi sei, magari verrei a sbirciar tra i tuoi scaffali  😉

  20. Winckelmann ha detto:

    Sono arrivato per caso su questo vecchio post e quando ho trovato citato il caro, vecchio Fontane ho fatto un salto sulla sedia. Negli anni mi è capitato più volte di prendere in mano in libreria qualche Trollope della Sellerio, ma colpevolmente l’ho sempre lasciato lì. A questo punto, da Fontane-dipendente quale sono non posso non cercare di mettermi in pari. Cara Gabrilu, ogni volta che torno qui mi schiudi una fetta di nuovo orizzonte!🙂

    • gabrilu ha detto:

      @Winckelmann
      anch’io sono una Fontane-dipendente. Purtroppo non sono in grado di leggerlo in tedesco, ma i due volumoni dei Meridiani Mondadori ti assicuro che me li sono spolpati tutti e perbene da cima a fondo.
      “Il signore di Steichlin” è una delle cose più sublimi della letteratura occidentale. Specialmente gli ultimi capitoli.
      Sulla morte del signore di Steichlin ho pianto, non mi vergogno di dirlo.
      Augh, ho detto.
      Grandissimo conoscitore dell’animo umano, sensibilissimo conoscitore dell’animo femminile.
      Immenso Autore, potrei scrivere ore su Fontane.
      Epperciò mi fermo.

      • Winckelmann ha detto:

        Sono arrivato a Fontane anni fa grazie (e mai grazie fu più vero) a Claudio Magris e a un suo articolo che lessi nel posto più giusto per fare quella scoperta, e cioè a Berlino. Non ho i Meridiani (il cui acquisto è comunque in programma) ma ho letto tutto quello che è stato pubblicato altrove in Italiano: Effi Briest, Cécile, L’adultera, Stechlin, Grete Minde, Amori Errori o come lo si vuole intitolare, Sotto il pero etc. etc. Ho recentemente acquistato in Germania una raccolta di suoi articoli teatrali, che saranno la prima prova per vedere se il mio tedesco mi consente di affrontarlo in originale. Chissà, io ci spero.

  21. Angelo Poggio ha detto:

    Trollope è da leggere seguendo una ben precisa cronologia.
    E’ fondamentale, in quanto le cronache del Barset hanno una concatenazione che non può prescindere dalle date di pubblicazione. Si inizia con L’Amministratore (un caso di coscienza) e via via si seguono le storie dei protagonisti.
    Chi non ha letto Trollope, si è perso forse il meglio della letteratura vittoriana di cui Dickens e Collins sono i rappresentanti per antonomasia.
    Grazie alla Sellerio per averlo portato in Italia (nonostante molti refusi).
    Angelo

    • gabrilu ha detto:

      @Angelo Poggio
      Verissimo.
      Infatti io ho poi letto tutta (e rigorosamente in ordine cronologico) la serie del Barset (deliziosa). Mi manca da leggere solo Le ultime cronache del Barset, che mi riservo — come una bottiglia di vino buono — per i momenti bui.
      Ho letto anche un volume del ciclo dei Pallisser (l’unico pubblicato in italiano, e cioè “Il primo Ministro”) ma francamente l’ho trovato inferiore sia al Ciclo del Barset che ai romanzi tipo “La vita oggi” (di una attualità sconcertante) e ad altri che non fanno parte di un ciclo.
      In ogni caso, a mio parere Trollope è molto più di “uno scrittore vittoriano”. E’ semplicemente (semplicemente?) uno scrittore.

  22. Giuseppe ha detto:

    Incuriosito da un telefilm che la Bbc stava girando sul romanzo di Trollope,il dottor Thorne, ho cercato qualche notizia su internet. Ho scoperto così il ciclo di Barset. Ho iniziato con l’amministratore ed ora non riesco a farne a meno. Cerco di centellinare i romanzi, ma ogni volta che ci torno è un piacere grande. L’idea che molti personaggi, principali e minori ritornino spesso ti dà quel senso di familiarità che Trollope riesce a gestire benissimo. Ha creato un micro universo, così realistico, così interessante,che ogni volta in cui si apre uno dei suoi libri, si fa letteralmente un viaggio nel tempo. Spero pubblichino presto anche il ciclo Pallisier.

    • Angelo Poggio ha detto:

      Ciao, puoi anche non centellinare, la produzione è vastissima (grazie a Sellerio). Per le cronache del Barset, comunque ti conviene iniziare da L’amministratore (Sellerio) o un caso di coscienza, che è lo stesso libro.
      Buona lettura
      Angelo Poggio

      • Giuseppe ha detto:

        S grazie, ho seguito l’ordine di pubblicazione e sto leggendo la canonica di Framley. Ho letto che molti hanno avuto difficoltà a trovare i libri in libreria. È successo anche a me….poi ho ordinato tutti su Amazon dove sono disponibili. Se avete problemi provate lì.

  23. gabrilu ha detto:

    Giuseppe ed Angelo Poggio
    da quando ho scritto questo post (ormai circa cinque anni fa) ho poi letto quasi tutto quello che di Trollope è stato pubblicato in italiano, ed il mio apprezzamento per questo scrittore non è andato che aumentando.
    Due cose brevissime:

    ***a proposito del Ciclo Pallisser: ho letto “Il Primo Ministro”, l’unico finora, di questo ciclo, pubblicato da Sellerio e, per la verità, devo dire che rispetto ai romanzi del Barset mi ha un po’ delusa, in alcune parti persino un po’ annoiata. Manca del tutto quella che secondo me è una componente essenziale del Trollope del Barset, e cioè l’ironia, la finissima ironia… Ma probabilmente un solo romanzo, e per giunta nemmeno il primo del ciclo è poco per giudicare l’insieme.

    *** Adesso i romanzi di Trollope si trovano, per fortuna, anche in formato digitale, decisamente — a mio parere — molto più comodi e fruibili della versione cartacea. Quando li acquistai io in digitale non erano ancora disponibili, e oggi il Trollope cartaceo mi occupa un intero scaffale della libreria.
    Ho ricomprato in digitale “Le ultime cronache del Barset” perchè il tomo cartaceo, con le sue più o meno mille pagine, lo trovavo veramente scomodissimo da maneggiare.
    Ma queste sono preferenze decisamente personali.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...