SOLO UN IDIOTA


Ci sono libri che si posseggono da vent’anni senza leggerli, che si tengono sempre vicini, che uno si porta sempre con sé di città in città, di paese in paese, imballati con cura, anche se abbiamo pochissimo posto, e forse li sfogliamo al momento di toglierli dal baule; tuttavia ci guardiamo bene dal leggerne per intero anche una sola frase. Poi, dopo vent’anni, viene un momento in cui d’improvviso, quasi per una fortissima coercizione, non si può fare a meno di leggere uno di questi libri d’un fiato, da capo a fondo: è come una rivelazione. Ora sappiamo perchè lo abbiamo trattato con tante cerimonie. Doveva stare a lungo vicino a noi; doveva viaggiare; doveva occupare posto; doveva essere un peso; e adesso ha raggiunto lo scopo del suo viaggio, adesso si svela, adesso illumina i vent’anni trascorsi in cui è vissuto, muto, con noi. Non potrebbe dire tanto se per tutto quel tempo non fosse rimasto muto, e solo un idiota si azzarderebbe a credere che dentro ci siano state sempre le medesime cose.

Uno di questi libri è per me il Don Chisciotte.

Si, lo so, sparatemi in un occhio. O schiaffeggiatemi selvaggiamente sulla tonsilla sinistra. Me lo merito.

Il Cavaliero dalla Trista Figura me lo porto appresso da circa trent’anni ma non sono mai andata oltre pagina 50.

Già a pag. 51 si sente il tonfo del tomo che cade.

Mi  sono mica arresa, veh.
So che prima o poi io e il Cavaliero ci innamoreremo. Lo so.
E so che, quando sarà…  sarà amour fou.

Certum an, incertum quando.

Altro esempio personale: Thomas Bernhard: il suo La Fornace ha soggiornato tranquillamente negli scaffali di una delle mie librerie per circa dieci e passa anni (mi pare ancora di sentire i suoi ron-ron).

Poi un bel dì — e non so il perchè, mentre invece   proprio capire    quel perchè sarebbe   (almeno per me)  la cosa davvero interessante — ho capito che non potevo vivere nemmeno più mezzo minuto senza leggere La fornace di Thomas Berhnard.

Ebbene si, fu da quel fatal momento che cominciò la mia magnifica ossessione per Thomas Bernhardt, ma temo ( e forse, in qualche modo, spero) che ai miei Happy Few poco importino le derive dei miei folli amori

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13 risposte a SOLO UN IDIOTA

  1. fuoridaidenti ha detto:

    e invece ti sbagli, cara Gabrilù, facevo considerazioni analoghe lì, seduto nella bergére.🙂

  2. gabrilu ha detto:

    fuoridaidenti ma  che ti ho fatto di male  perchè tu voglia prendermi a colpi d'ascia?, così   io a  CalMa, pensavo seduta nella bergère.  Eh, lo  so.Ci posso pure provare, a giocare   con Tommaso,  ma sarà mica un caso  (fa pure rima) che lui era un grande? 

  3. carloesse ha detto:

    Immerso nella lettura di Bernhardt  in questi ultimi giorni (Perturbamento) non avevo notato che avevi appena aperto questo nuovo post, al quale potevo quindi indirizzare il mio commento, che ci sarebbe andato anche a fagiolo (oppure no).Così l'ho indirizzato di là, dove si parlava di lui. Ma poteva andare pure qua, dove si riparla (anche) di lui.

  4. stephi ha detto:

    accidenti, questo Bernhard non mi lascia e lì (il soccombente) e sembra sappia che il suo momento verrà. un po' come lui T.B. che dal vastissimo materiale video su you tube mi arriva come una persona estremamente irritante quanto affascinante (e qua "affascinante" ci sta tutto con il suo peso specifico!)ho guardato il film di Krista Fleischmann "die Ursache bin ich selbst" "la causa sono io stesso" che è girato nel 1986 due anni prima della sua morte. a parte le splendide letture di Bruno Ganz del "L'Estinzione" ("Die Ausloeschung") ci sono delle chicche vere che dice lui en passant, impassibile o meglio con un leggero sorriso sulle labbra come se se ne prendesse continuamente gioco del suo "di fronte" per poi infilare delle frasi che ti rubano letteralmente il "respiro":lui che ha sempre detto di tutti colori del proprio paese chiesto come definisce la questione dell'appartenenza risponde:non si può che appartenere al proprio paese, questa piccola Austria alla quale ho appeso il mio cuore. ed è lì, appeso ogni tanto stilla ancora una goccia di sangue, Austria, Austria…e questo "Austria, Austria" lo dice in modo che sembra il gocciolio del sangue del cuore "disanguante"….  da brividol'Italia e la Spagna la differenza?In Italia regge una superficialità leggiadra che fa sentire bene le masse mentre in Spagna la gente è estremamente severa e aspra. io ho bisogno della gente severa ed aspra per controbilanciarmi essendo io una persona estremamente serena (!!)La Spagna è come un oratorio di Haendel mentre l'Italia una di quelle opere sprizzante rossiniana. io preferisco Haendel, gli oratori mi sono sempre piaciuti…non serve a niente de-scrivere. descrivere la natura è inutile, quanti scrittori si perdono in inutili descrizioni. bisogna scrivere di quello che non si vede, dinamiche interne umane quelle m'interessano. mi interessa quello che non si vede…un libro tradotto è come un cadavere che è stato sfigurato da un autobus fino a diventare irriconoscibile. i traduttori sono una cosa terribile, povera gente mal pagata ma siccome fanno un lavoro terribile  ricompensati giustamente. che scrivano qualcosa di proprio. il loro lavoro è un modo terrificante di servitù…questo solo alcune cose estratte da un documento estremamente avvincente."ci sono libri…" ma soprattutto autori mi viene d'aggiungere!

  5. stephi ha detto:

    vi linko la prima parte del filmato dal quale si snocciolano poi gli altri 4. che non sia mai che qualcuno possa goderli…

  6. gabrilu ha detto:

    Carloesseho visto, ho visto letto  e ti  ho risposto  StephiAvevo  già  trovato  tutto quel ben di  Dio di filmati su B. che  c'è su YouTube, ma purtroppo io capisco solo qualche parola qua e là.Ma già mi accontento di guardarlo, Bernhard.A proposito, hai letto l 'interessante commento di Carloesse e la mia risposta? Magari se vogliamo continuare la discussione su Bernhard potremmo traslocare  in quel   post ,  che ne dite?Solo per non disperderci in tanti rivoli…Tornando all'intervista: so che di questa intervista-fiume di Krista Fleischmann esiste anche il libro, l'ho cercato in italiano ma non l'ho trovato. Se lo trovassi lo comprerei immediatamente, come anche  il libro "Thomas Bernhard e la musica"  a cura di Luigi Reitani (la musica è fondamentale, in e per  B.)Prima o poi  lo comprerò, Spero che nel frattempo  non scompaia dalla circolazione…

  7. gabrilu ha detto:

    StephiSempre a proposito dell'intervista di Krista Fleischmann, ho trovato adesso  sul   sito del Goethe InstitutUn incontro : conversazioni con Krista Fleischmann / Thomas Bernhard ; trad. di Alessandra Rovagnati. – Milano : SE, 2003. – 167 p., ill. 
(Testi e documenti) 
Tit. orig.: Thomas Bernhard – Eine Begegnung. Gespräche mit Krista Fleischmann Il libro però mi  risulta non  più disponibile presso l'editore…

  8. utente anonimo ha detto:

    Su Don Quijote: è vero, non è facile passare le prime venti pagine (per Umberto Eco è questa la soglia superata la quale – a suo parere – se il libro ti piace e ti coinvolge, non smetterai di leggerlo fino alla fine); e poi c'è da considerare un fatto: fino al cap. 7 (parliamo di una sessantina di pp.) non compare la spalla (fondamentale) del folle idalgo, e senza Sancho Panza il capolavoro cervantino perderebbe parecchio del suo senso e del suo fascino (quando poi Sancho e Don Chisciotte diventano amici, beh, a quel punto il lettore s'è già innamorato di entrambi e non può più non seguirne le avventure e i godibilissimi dialoghi – anche assurdi, come si conviene a uno che diventa pazzo a furia di leggere romanzi). Ciò detto, sono d'accordo con te: arriverà il momento buono, quello giusto, e sarà "amour fou"!Grazie e a presto, Gabrilù!Rendl

  9. utente anonimo ha detto:

    Nel più tragico momento della mia vita, in circostanze in cui forse sarebbe stato più facile morire che decidere di continuare a vivere, mi ha sorpreso un pensiero, se si vuole buffo: quello di non poter morire prima di avere letto il don Chisciotte, una curiosità impellente, come un voler prendere tempo…e mi son data alla macchia attraversando monti e valli, incrociando pericoli e beffe, disperandomi della sua pazzia che ho fatto mia…Il cavaliere si è dimostrato un ottimo compagno di viaggio, con lui ho riso e pianto e dormito sonni agitati e visionari all'ombra di antichi alberi, non sapendo dove mi trovassi ad ogni risveglio…intanto che si susseguivano le desolate lande da percorrere dentro e fuori di noi.Lo rileggerò, e allora forse  sarà venuto il tempo in cui lo starai leggendo anche tu, è bello accarezzare l'idea di una certezza che sta per compiersi.Un saluto e grazie per lo spunto, sono passata da qui assolutamente per caso…ed è stato un piacere.

  10. gabrilu ha detto:

     Rendl e Anonimo #9In questi ultimi tempi  il Cavaliero mi  fa una corte spietata,  mi segue e  mi guarda e mi implora.So che non potrò resistergli  più per molto.Gli è   però  che la copia cervantesca che posseggo  io   è quella  dei Millenni Einaudi con le illustrazioni di  Daumier.Bellissima edizione, eh, ohibò.Peccato però che pesi un  quintale e sia scomodissima da maneggiare. In questi giorni ho  dato un'occhiata in giro per vedere di procacciarmi  qualche edizione magari meno prestigiosa ma più maneggevole, ma ormai sembra che le case editrici  siano tutte prese dalla frenesia di sfornar tomi che più che libri  assomigliano ad armi improprie (vedi  anche, ad es.,  l'edizione economica della BUR…).Magari se trovo  la Garzanti in due voll.  …. o magari ripiego sui due voll. degli Oscar Mondadori…Sia come sia, come è facile evincere ritentuto l'anzidetto  , l'incontro con la  Strana Coppia    appare   sempre più ravvicinato   Grazie ad entrambi  🙂

  11. librista ha detto:

    Come promesso un post a te dedicato con una inedita traduzione sul Chisciotte e altre varie spigolature: http://dispersioni.splinder.com/post/23049207/il-mistero-e-la-gloria-del-chisciotte. E' stato un lavoro faticoso ed eroico condotto a temperature impossibili. Arrenditi, è arrivato il momento del Chisciotte! Buona lettura e a presto.

  12. gabrilu ha detto:

    libristaHo visto, ho visto! Bellissimo post che ho letto tutto  ma  che voglio leggere però più attentamente, perchè merita davvero, ricco com'è di considerazioni e stimoli vari…E poi,  se penso  che io  con questo caldo orribile  e nonostante in casa abbia l'aria condizionata ho il cervello  in pappa  la tua impresa mi appare  ancora più meritoria!Grazie a nome  mio e —  ne sono certa — di tutti!   Per quanto riguarda il "lungo grafismo magro come una lettera" (come lo definisce Foucault in  un bellissimo capitolo interamente dedicato al Don Chisciotte in Le  Parole e le Cose), ormai è deciso: lo affronterò tra settembre  ed ottobre.Ormai non posso più sfuggirgli!Non posso rimanere indifferente ad una simile levata di scudi e di "arrivano i  nostri!" che ho scatenato con la mia confessione 

  13. madrifea ha detto:

    Ho avuto per anni lo stesso atteggiamento nei confronti de Il Maestro e Margherita di Bulgakov. Lui è rimasto in paziente attesa ad aspettarmi, ogni tanto  rispolverandolo venivo presa da lancinanti sensi di colpa, ma non ho mai amato forzarmi nella lettura, una delle mie più amate attività. Finalmente il colpo di fulmine è scoccato un mese fa circa…l'ho prima annusato poi palpato e poi divorato nel giro di pochi giorni.Capiterà così anche a te e sarà una festa ed una soddisfazione

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