MONDI NUOVI

gelo

Non so se quelli di Thomas Bernhard possano definirsi romanzi: sono superbi monologhi lirici, a solo per voce, poemi filosofici, deliri, visioni. Egli ha abolito le forme del romanzo: il racconto e il dialogo; ha adottato la voce di un narratore, spesso un anonimo narratore dostoevskijano sovrastato dal proprio compito, ed ha aperto dentro di essa la voce delirante di un personaggio — un pazzo, un megalomane, un paranoico, un pensatore malato, uno schizofrenico, un creatore di mondi, un nichilista, un veggente.

[…]

La sua sintassi — lenta, avviluppata, intricata, ramosa — si scardina, assalita da questa violenza. Tra parte e parte, tra scena e scena, tra periodo e periodo, muore qualsiasi movimento: tutto è immobile — brandelli di assoluto presente, scene presenti fino a farci soffrire, che si succedono l’una all’altra nella nostra mente.

Abbiamo l’impressione che sempre ci procura la vera arte: penetriamo in un altro mondo, dove i minimi elementi — le virgole, i punti, i punti e virgola — rivelano la compattezza di una visione unica.

Thomas Bernhard
Thomas Bernhard

Questa immaginazione cupa e allucinata, furibonda e puntigliosa, follemente estrosa e di una minuzia quasi pedantesca, apocalittica e quotidiana, è uno dei pochi doni che ci abbia riservato la letteratura degli ultimi anni.

  • De La malattia dell’infinito ho già parlato >> qui 
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2 risposte a MONDI NUOVI

  1. utente anonimo ha detto:

    forse, da sempre, quello che cerchiamo nell'arte è proprio questo. Un nuovo mondo, come se ci fosse davvero un'isola dove potersi rifugiare, abbandonare la realtà e scappare. Ciò che sto notando è che nella letteratura contemporanea quest'isola sta pian piano scomparendo. Le nuove leve, la nuova letteratura, tranne rarissime eccezioni, mi sembra (ed è una mia opinione) svuotata, mancante proprio di questa forza creatrice che permette al lettore di evadere dalla realtà e di essere trasportato in un altro mondo, un mondo possibile che funziona con le sue leggi e i suoi personaggi.

  2. gabrilu ha detto:

    Anonimo #1La    Letteratura    come   strumento di evasione/negazione  della realtà o la Letteratura come  strumento  per una migliore conoscenza della realtà?Io sono per la seconda che ho detto, ma la letteratura che è in grado di fornire  nuovi occhiali per guardare il mondo (il quale mondo dunque  ci può, per questo,   apparir  del tutto  nuovo) è solo, a mio modesto avviso, la Grande Letteratura

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