PROPAGANDA MONUMENTALE – VLADIMIR VOJNOVIC

Propaganda monumentale
Vladimir VOJNOVIC, Propaganda monumentale (tit. orig. Monumental’naja Propaganda), traduz. Maria Candida Ghidini, Garzanti Libri, Collana Narratori Moderni, p. 479, 2004, ISBN: 8811665205 ISBN-13: 9788811665205

Il romanzo si svolge a Dolgov, una immaginaria cittadina russa di media grandezza nella sterminata carta geografica sovietica, durante un arco temporale che va dal 1956 ai giorni nostri.

La protagonista è Revkina Aglaja Stepanovna, membro del PCUS dal 1933, veterana della seconda guerra mondiale durante la quale è stata al comando di due divisioni di partigiani e che per questo ha ottenuto due onorificenze al valor militare. Aglaja è stata poi segretario provinciale del PCUS, attivista sociale, direttrice di un orfanotrofio.

Nel Prologo, l’ io narrante, un russo originario di Dolgov ma da tempo emigrato all’estero apprende da un ritaglio di giornale la morte di Aglaja — da lui conosciuta molti annni prima — e decide di tornare nella cittadina di origine per intervistare gli abitanti e ricostruire la vita di questa donna.

Il racconto vero e proprio inizia nel 1956 quando   — a seguito del nuovo corso politico derivante dalle rivelazioni di  Chruscev al XX Congresso del PCUS sui crimini di Stalin — nella cittadina di Dolgov arriva l’ordine di eliminare la gigantesca statua in ghisa di Stalin che domina la cittadina e che era stata eretta nel 1949 proprio per iniziativa di Aglaja in occasione del settantesimo compleanno del “Piccolo Padre”.

Questa svolta, e tutte le conseguenze che ne derivano, costituiscono per Aglaja una vera e propria catastrofe perchè lei è sempre stata, e continuerà ad essere fino alla fine e nonostante tutto, una stalinista fanatica: “Stalin per lei era il partito, ed il partito era Stalin” (p.32).

Cosa fare davanti alla orribile prospettiva di vedere abbattuta la statua del suo idolo?

Presto detto: Aglaja decide di portarsela a casa sua, la statua e corrompendo trasportatori, ispettori addetti alla sicurezza dei solai (l’enorme statua di ghisa rischia di fare sprofondare il pavimento provocando enormi danni al palazzetto condominiale), superando indomita un sacco di difficoltà… la piazza nel centro del salotto di casa.

Da quel momento ha inizio la convivenza di Aglaja (vedova e con un figlio che vive lontano da lei) con il suo adorato compagno Stalin.

Con lui parla, si confida, ha persino fantasie erotiche.

L'”inquilino di ferro”, dal canto suo, sembra reagire e rispondere, se pure con “movimenti non autorizzati”.

Propaganda monumentale, del 2002, è uno dei libri più divertenti ed amari che mi sia capitato di leggere da parecchio tempo a questa parte, un libro che alterna pagine davvero esilaranti con altre venate di profonda malinconia. Un libro che ho letto lentamente, perchè non volevo finisse presto.

Dal risvolto di copertina e da qualche ricerca che ho svolto in rete ho appreso che il suo autore Vladimir Vojnovic — la cui esistenza, ammetto, mi era del tutto ignota — viene considerato uno dei massimi scrittori russi contemporanei.
Affermatosi all’epoca del disgelo di Chruscev, nel 1974 venne espulso dall’Unione degli Scrittori Sovietici e nel 1980 costretto all’esilio per le sue prese di posizione a favore dei dissidenti. Attualmente vive tra la Russia e Monaco di Baviera.

Il tema dominante, il filo conduttore del suo romanzo è, certo, la storia della fanatica Revkina alle prese con la destalinizzazione del paese ma nel romanzo non c’è solo questo.

Propaganda monumentale è un romanzo corale e la protagonista Aglaja sin dalle prime pagine si rivela anche una cartina di tornasole, un collante, un medium tra decine di altri personaggi ciascuno dei quali svolge, nel romanzo, una specifica funzione nel rappresentare le innumerevoli sfaccettature di una realtà storica complessa ed in movimento e di tutti i cambiamenti che si verificano negli anni che vanno dal periodo del cosiddetto disgelo e della destalinizzazione fino all’implosione dell’ impero sovietico ed alla Russia di Putin, mai nominato esplicitamente ma del cui governo emergono, negli ultimi capitoli, gli effetti non proprio edificanti.

Il registro utilizzato da Vojnovic è decisamente quello della satira ed il suo stile di scrittura è meravigliosamente inserito e radicato in quel filone surrealista della letteratura russa — come giustamente viene detto nel risvolto di copertina — di Gogol e di Majakovskij (ai quali io, per la vertià, mi permetterei di aggiungere il Bulgakov de Il Maestro e Margherita).

L’insieme dei personaggi del romanzo è un vero e proprio tourbillon costituito da funzionari politici e dissidenti, mafiosi e nuovi ricchi, terroristi e delatori, ex Eroi dell’Unione Sovietica e ex partigiani, ex torturatori dell’NKDV e reduci dall’Afghanistan…

Le vicende di ciascuno di questi personaggi si intrecciano a considerazioni al vetriolo e battute spesso fulminanti dell’Autore-Io narrante non solo sullo stalinismo ma anche sul neo-stalinismo di Breznev, sulla Glasnost e su tutti i regimi succedutisi nel corso di cinquant’anni di storia russa.

Qualche spigolatura qua e là:

  • “Il cervello di una persona tendenzialmente ideologica è costruito in modo che sapendo una cosa ne crede un’altra” (p.47)
  • “Ma tu [chiede Aglaja ad un funzionario di partito] ce l’hai un’opinione?
    Ce l’ho, le assicurò Necitajlov. Ma come per ogni comunista che si rispetti, la mia opinione non si distingue da quella della dirigenza”

(p.59).

  • “I marxisti-leninisti erano bravi marxisti e buoni. Volevano creare sulla terra le condizioni per una vita buona per buoni e cattiva per i cattivi, ma per forza secondo i dettami della Dottrina. E perciò i cattivi li uccidevano, e i buoni, per quanto possibile, li risparmiavano. Gli stalinisti, invece, erano essenzialmente dei democratici: uccidevano tutti senza distinzione” (p.78)
  • “Il cinico è un romantico deluso. All’inizio crede negli ideali, poi vede che essi non corrispondono alla realtà della vita e comincia a credere solo ai propri occhi” (p.236).

A proposito del Terrore:

“Aleksej Michailovic Makarov, detto l’Ammiraglio, suddivide la nostra storia postrivoluzionaria nell’epoca del Terrore delle cantine (quando sotto Lenin si fucilava la gente negli scantinati della Ceka), in quella del grande Terrore (sotto Stalin), del Terrore nei limiti delle norme leniniste (sotto Chruscev), del Terrore selettivo (sotto Breznev), del Terrore di passaggio (sotto Andropov, Cernenko e Gorbacev) e del Terrore senza confini (momento attuale). Uno qualsiasi condanna a morte un altro qualsiasi, per un motivo qualcsiasi. La gente si fa fuori a vicenda con ogni mezzo possibile. Il massimo della resa e impunità totale” (p.361)

E la Russia di oggi?

“Oggi vivamo in tempi che offrono molte possibilità, dice Krysa. I banditi sono diventati della polizia segreta, la polizia segreta lavora per i banditi, i militanti del Komsomol diventano banchieri, i segretari del partito regionale fanno i governatori” (p.407).

Ma nel libro ci sono anche pagine commoventi perchè tutti i personaggi (a cominciare da Aglaja) non sono rappresentati solo come parabole, simboli o stereotipi ma a tutto tondo nella loro complessità di esseri umani.

Non trovo, per chiudere questo post, parole migliori di queste tratte dal bell’ articolo che Fabrizia Ramondino ha dedicato al romanzo di Vojnovic e che condivido totalmente:

“Si ride molto leggendo queste pagine, ma quanto amaramente. Perché la grande pietas dello scrittore si estende a ogni singola esistenza e irrompe di continuo nella narrazione, scompaginando le figure del grottesco.” (Fabrizia Ramondino, L’Espresso)

  • Vladimir Vojnovic >>
  • Il libro >>
  • Fabrizia Ramondino su L’Espresso >>
  • Una recensione del libro di Vojnovic su eSamiszdat, in cui tra l’altro viene spiegata l’origine storica dell’espressione “propaganda monumenale” >>
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Informazioni su gabrilu

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3 risposte a PROPAGANDA MONUMENTALE – VLADIMIR VOJNOVIC

  1. utente anonimo ha detto:

    Tutti molto belli i libri di Vojnovic, ma questo è il migliore, senza dubbio.

  2. utente anonimo ha detto:

    Di Vojnovic ho letto "Vita e straordinarie avventure del soldato Ivan Conkin", un libro che ti consiglio, pubblicato da Einaudi credo che lo trovi ancora. E io mi segno questa nuova uscita. Ciao,
    Nadia

  3. gabrilu ha detto:

    Anonimo  #1
    Mi fa piacere vedere che ci sono   altri estimatori di Vojnovic 
    Da parte mia, posso solo dire che l'ho scoperto solo adesso, con questo libro

    Nadia
    Eh, si,  ho adocchiato anch'io il libro che tu citi…
    Insomma questo  Vojnovic è uno da tener d'occhio  

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