ADDIO VOLODIA – SIMONE SIGNORET

Simone Signoret

Simone Signoret in Casco d’oro
(Jacques Becker, 1952)

Che Simone Signoret fosse una delle più grandi e interessanti attrici del cinema non solo francese l’ho sempre pensato.

Che avesse anche il talento di scrittrice l’avevo sentito dire eppure, quando nel 1985 uscì Addio Volodia, corposo romanzo di circa 600 pagine non lo lessi.

Temevo di restare delusa, di scoprire una scrittrice mediocre e non volevo intaccare l’immagine che di Simone avevo come la grande, indimenticabile interprete di Casco d’oro, (Jacques Becker), I diabolici (Clouzot), Therese Raquin (Marcel Carné), Dédée d’Anvers (Yves Allegret), La Ronde (Max Ophuls) e di tanti, tanti altri film (l’elenco della sua filmografia è lunghissimo).

Oggi Addio Volodia è pressoché introvabile, in italiano, ed io mi sono finalmente decisa a leggere il romanzo in una edizione dei Livres de Poche trovata su una bancarella a Parigi qualche anno fa e che era rimasta a sonnecchiare su un ripiano delle mie librerie.

Che bella scoperta! Che bel romanzo!

Struttura solida, tanti personaggi nella Parigi dei quartieri popolari e degli immigrati ebrei fuggiti, negli anni ’20, ai pogrom dell’Ucraina e della Polonia e rifugiatisi in una Francia terra, per loro, della libertà, dell’uguaglianza, della democrazia.

Al n.58 di Rue de la Mare, nel XX arrondissement di Parigi, vivono i Guttman ed i Roginski. Fuggendo l’orrore dei pogrom, le due giovanissime coppie di ebrei sono arrivate l’una dall’Ucraina nel 1919, l’altra dalla Polonia nel 1921 e ciascuna di esse ha un figlio: Maurice ed Elsa (Zaza). I Guttman ed i Roginski sono gran lavoratori, affabili, calorosi.

Guttman è un artigiano che lavora il cuoio, le pelli; Roginski un pellicciaio. Le loro mogli lavorano come sarte a domicilio

Tutti e quattro vogliono solo dimenticare e la loro naturalizzazione come francesi, all’inizio del romanzo, li fa letteralmente piangere di gioia. Il ricordo delle orrende persecuzioni che si sono lasciati alle spalle nei paesi d’origine a poco a poco si allontana.

Tuttavia, pensano spesso a Volodia, un cugino scampato ad un orribile pogrom ma rimasto in Ucraina. Volodia incarna per loro il passato ed il loro paese d’origine, ormai perduto.

Per anni, complessivamente tutto va bene, le amicizie si consolidano, i due figli crescono, studiano, lavorano con successo. I Guttman e i Roginski si integrano sempre di più e pensano che la vita è proprio bella!

Ma arriva il momento in cui il veleno dell’antisemitismo che si diffonde anche in Francia crea loro dapprima solo problemi di lavoro privi di grandi conseguenze, e il tempo passa tra le normali gioie e dolori della vita quotidiana. Ben presto però ci si rende conto che la Storia, la Grande Storia è in movimento, e presto, per le famiglie Guttman e Roginski, la vita si trasforma in un incubo.

Grande affresco della Francia dal 1925 al 1945 il romanzo percorre, attraverso mille vicende, mille piccoli episodi della vita personale dei singoli personaggi, gustosi aneddoti, vicende tragicomiche — i grandi eventi che hanno investito la Francia e l’Europa dal Fronte Popolare al Patto di Monaco, al Patto Stalin-Hitler, alla Seconda Guerra Mondiale, lo sterminio della maggioranza degli ebrei e la lotta per la sopravvivenza di altri (una minoranza) fino alla Liberazione e al Dopoguerra.

Un romanzo che documenta, informa, diverte (perché c’è anche molto humour, nel libro) e commuove, scritto con mano sicura, un romanzo dall’impianto classico che si rifà alla grande tradizione del romanzo francese dell’ ‘800.

Per chi conosce la biografia di Simone Signoret (lei stessa figlia di un ebreo polacco) risultano riconoscibili anche molti elementi autobiografici riconducibili alle sue vicende personali, al suo impegno politico, alla sua esperienza di attrice e di conoscenza del mondo dello spettacolo.

Un romanzo in cui, accanto al tema dell’integrazione, dell’assimilazione c’è anche il tema della paura, sempre presente anche se apparentemente tenuto sullo sfondo: tutti i componenti delle due famiglie, infatti, hanno paura che l’incubo ritorni, hanno il problema di difendere sé stessi e i loro cari da questa paura, il problema di non permettere che questa paura, sempre latente, impedisca loro di vivere come normali cittadini francesi.

Quando ho finito di leggere il libro, ho pensato con ancora più grande ammirazione ed affetto, a Simone Signoret, morta proprio pochi mesi dopo la pubblicazione di Adieu Volodia.

Mi sono chiesta anche: perché mai un romanzo come questo non viene ripubblicato, in italiano? Che tristezza.

adieu volodiaaddio  volodia

Come ho avuto spessissimo modo di ripetere, non credo affatto (almeno per quanto mi riguarda) nella casualità del succedersi delle scelte di lettura. Non per quei libri che leggo per piacere e non per dovere.

A lettura ultimata, mi sono resa conto che Adieu Volodia mi si è improvvisamente imposto con un perentorio “leggimi, leggimi adesso!” perchè è un romanzo che, per i contenuti e i temi affrontati si inserisce nella scia di altre mie letture recenti come, ad esempio, i romanzi dei Singer (Isaac Bashevis e Israel Joshua), di Chaim Potok (In principio).

Simone Signoret

Simone Signoret in Adua e le compagne
(Antonio Pietrangeli, 1960)

  • Simone Signoret >>
  • Il libro (nell’edizione francese) >>
  • “Addio Volodia, Addio Simone”, un articolo di Nello Ajello su La Repubblica del 1985 >>
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Informazioni su gabrilu

https://nonsoloproust.wordpress.com
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15 risposte a ADDIO VOLODIA – SIMONE SIGNORET

  1. utente anonimo ha detto:

    Mah…probabilmente non viene ripubblicato per le consuete questioni mercantili, che ormai sono diventate la discriminante ovunque.
    Non sapevo che la Signoret avesse scritto un libro. Se la sua abilità nello scrivere è solo paragonabile alla bravura nella recitazione, varrebbe la pena conoscerlo, questo libro.
    Ciao gabrilu.

  2. utente anonimo ha detto:

    C' est toujours avec plaisir que l' on vient jeterun coup d' oeil sur votre blog!

  3. annaritav ha detto:

    È uno di quei libri annotati da tempo immemorabile e appunto mai trovato; spero, più che in una ripubblicazione, nel ricco e affascinante mondo dell'usato.
    A presto e buon fine settimana, Annarita

  4. gabrilu ha detto:

    Amfortas
    Si, è davvero un bel libro. Intendiamoci: non uno di quelli che rimangono nella storia della letteratura universale o che ci cambiano la vita, ma  un eccellente romanzo si.

    Simone Signoret ha scritto anche altre cose, in particolare "La nostalgia non è più quella di un tempo", un libro autobiografico. "Addio Volodia" è stato  il primo (e purtroppo anche l'ultimo) suo   romanzo.
    Ciao!  🙂

    Versus
    Merci!  

    Annarita
    Qualche giorno fa ho visto che qualche copia la  si trova  (in italiano)  su http://maremagnum.com e su qualche altro portale di vendita on line di libri "introvabili". Anche su eBay (che però io utilizzo pochissimo perchè trovo molto farraginoso)

  5. utente anonimo ha detto:

    I miei passaggi son sempre silenziosi, mi ha sempre colpita sintonia con miei gusti.Certe scelte..i miei ungheresi,i Singer, Chaim Potock,Hillman,insomma ero sempre colpita positivamente dal notevole livello di questo blog e ringrazio per il piacere che ho provato in ultimi mesi nel leggere.
    Oggi non posso continuare silenziosamente. Due settimane fa ho ritrovato nella biblioteca di mio fratello minore( deceduto ahimè  e che devo smantellare e son tre anni che a periodi mi dedico) ,dicevo ho ritrovato
    " Adieu Volodia", comperato a Parigi tantissimi anni fa.A lui era piaciuto molto,lui grande amante del cinema, uno che sapeva tutto e dalla memoria prodigiosa, aveva molto apprezato libro di una delle sue attrici predilette,anche se lui era un giovanotto allora.Così, oggi leggendo quanti ricordi,me lo leggo di sicuro.Anzi me lo vado a prendere come posso. Grazie.Nicole

  6. gabrilu ha detto:

    Grazie a te, Nicole, davvero.
    Non aggiungo altro, se non che spero di rileggerti presto

  7. voltandopagine ha detto:

    Mi hai fatto venire voglia di riprendere in mano La nostalgia non è più quella di un tempo, sottratto secoli fa alla libreria del mio papà, maestro di cinefilia. Per un attimo ho temuto di non ricordare dove fosse, ma davanti alla libreria l'ho ritrovato a colpo sicuro. Una prima edizione. Adoro la foto di copertina. Ricordo pochissimo, se non che mi era piaciuto. Non avrò mai il tempo di rileggerlo, ma è bello saperlo lì, al suo posto.
    (ho appena ordinato l'ultimo uscito della Szabò, per caso lo hai già letto? sono curiosa…)
    Gloria

  8. Questo libro a me è sembrato bellissimo! L’ho letto negli anni sessanta, non ricordo con precisione quale anno. Ero ragazza adesso sono anziana. Per questo sa di doppia struggente “nostalgia”, lo rivedrò con piacere. Edizione economica non so se si è mantenuto bene, gli altri si sono rovinati, non solo per il tempo trascorso ma, chi li ha sfogliati ha usato poca delicatezza. Prestarli si, ma rispettarli, come vanno rispettate tutte le cose belle e fragili, portatori di cultura.
    Forse – Edizione Economica Feltrinelli – in quegli anni uscivano le collane accessibili a tutti con poche lire.
    Ancora non capisco se Volodia o Wolodia sia una località della Polonia o altro.

  9. Graziella D'amico ha detto:

    l’ho letto …è molto bello………………………

  10. nicole ha detto:

    Volodia è il diminutivo di Valdimir, se sia anche località non saprei.

  11. Pensavo che tutti l’avessero letto! L’ho letto, in italiano, edizione economica, tantissimi anni fa, ero giovane, mi colpì l’attrice divenuta scrittrice e poi quel bel nome… VOLODIA! Mi è piaciuto tanto che è stato per molti anni, in bella mostra, su di una vecchia credenza insieme ai tanti libri letti negli anni ’60 -’70 -“80. Ora mi sono trasferita da poco nel Cilento ed ancora devo sistemare la casa, altrimenti, avrei con piacere trascritto per voi l’Editore che ora non ricordo. Lo farò appena aprirò i miei scatoloni, ora ancora in deposito per lavori in corso. Complimenti cara lettrice! “Addio Volodia” arricchisce l’animo e ti apre il cuore! Grande Simon Signoret!

  12. teresa ha detto:

    io l’ho letto e acquistato a suo tempo dal club degli editori. un bel libro. teresa

  13. Elena Bertizzolo ha detto:

    io lo sto leggendo adesso,(comprato in un mercatino di libri usati ) lo trovo molto scorrevole anche se pregno di personaggi e riferimenti storici,veramente un bel libro!

    • gabrilu ha detto:

      @Elena Bertizzolo
      grande donna, Simone. La sua ultima interpretazione al cinema, in “La vie devant soi” tratto dal romanzo di Romain Gary nel ruolo della vecchia e sfasciata prostituta ebrea madame Rose è semplicemente straordinaria.
      E i suoi libri dovrebbero ripubblicarli di gran corsa, ma le case editrici sembra abbiano di meglio da fare.
      Ciao e grazie 🙂

  14. Pingback: LE VARIAZIONI REINACH | ilblogdibarbara

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