ARTE MODERNA

Alberto Sordi Anna Longhi

“Hillier mi aprì la porta e, tenendomi per mano, mi condusse verso una grande tela. – Eccola – disse. Egli aveva raffigurato Rosie in piedi, in grandezza quasi naturale, in abito da sera di raso bianco. Non somigliava affatto al genere accademico di ritratti al quale ero abituato. Non sapevo che cosa dire.

Dissi la prima cosa che mi venne in mente: – Quando sarà terminato? – E’ terminato – rispose. Io arrossii violentemente. Mi sentivo uno stupido perfetto. Allora non avevo ancora acquistato le maniere che, ora, mi lusingo di possedere e che mi rendono capace di sfoggiare una sicura competenza davanti ai lavori degli artisti moderni. Se questo fosse il luogo adatto, potrei scrivere una bellissima piccola guida per insegnare agli ammiratori della pittura il modo di comportarsi, con piena soddisfazione del pittore, di fronte alle varie manifestazioni dell’impulso creativo. C’è l’intenso “perbacco!”  che riconosce la potenza dell’implacabile realista, il “così terribilmente sincero!” che vela il vostro imbarazzo davanti alla fotografia colorata della vedova del membro del consiglio municipale, il lieve fischio che rivela la vostra ammirazione per il post-impressionista, il “terribilmente divertente!” che esprime l’impressione prodotta dal cubista, e l'”oh!”di chi è sopraffatto, e l'”ah!” di chi rimane senza fiato.”
– E’ incredibilmente somigliante – fu tutto quello che riuscii a dire goffamente.

(William Somerset Maugham, Lo scheletro nell’armadio)

Alberto Sordi e Anna Longhi in “Le vacanze intelligenti”
regia di Alberto Sordi, 1978
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11 risposte a ARTE MODERNA

  1. elletibì ha detto:

    Perché l’arte contemporanea non piace affatto ai contemponaei? Perché accettiamo l’arte moderna solo dopo decenni (quando va bene) e solo dopo che altri l’hanno digerita e resa commestibile per noi, presentandocela nelle forme addomesticate delle immagini pubblicitarie, del design e dell’architettura che ce la rendono familiare e ce la fanno riconoscere come produzione artistica? Le pecore israeliane marchiate di blu non saranno per caso parenti dell’Impression – soleil levant di Monet che nel 1874 venne lungamente deriso da pubblico e critica? La coppia Sordi-Longhi alla Biennale è senzaltro irresistibile, ed anch’io mi sono divertito a rivederli, ma da tempo non mi perdo una Biennale (sia quella d’arte che quella di archietettura, che si alternano ogni anno) e nel suo complesso (si tratta di un insieme assai articolato e, appunto, complesso) mi piace assai. Devo preoccuparmi?

  2. matisse54 ha detto:

    L’ho visto e poi rivisto (questo frammento di un film che mai avevo visto prima). Credo lo rivedrò persino la terza volta tanto mi ha divertita. Sarebbe davvero interessante poter cogliere i più reconditi pensieri delle persone che visitano la Biennale. Tu pensa, gabrilù, se li esprimessero tutti ad alta voce… Sarebbe l’opera contemporanea più informale e più vera che mai si sia vista (ops, udita). Perché non lo facciamo? Tu porta un registratore. Io chiedo e poi partecipiamo, con il nostro libro, alla prossima 🙂

  3. annarita ha detto:

    Ho un rapporto complicato con l’arte moderna, non la capisco per quanto mi sforzi, nemmeno se qualcuno me la spiega. Ne prendo atto e smetto di preoccuparmi! Un abbraccio, Annarita.

  4. giacinta ha detto:

    i……………………………..
    r……………………………………………………u……………….g……………..U…………….a

    Ho provato a farteli in stile Biennale 🙂 ; tutto sommato le opere dell’arte moderna sono la traduzione di un punto di vista diverso, di una prospettiva alternativa a quella tradizionale. Le ho sempre concepite come la possibilità che un artista si dà per esprimersi liberamente, autenticamente. Il problema è dato dal mercato dell’arte e dai critici, spesso autoreferenziali.

    di nuovo AUGURI !

  5. anna setari ha detto:

    Lasciando da parte il complicato discorso sull’arte contemporanea, mi limito al frammento con Sordi (che, in quanto espressione di un senso comune livellato al basso, a me non fa quasi mai ridere, e nemmeno in questo caso). Ciò che noto, a parte la scontata presa in giro dei critici e degli “intenditori” seriosi (sempre espressa, tuttavia, da un punto di vista alla Sordi) è l’aspetto che sempre mi colpisce durante le visite ai musei (anche di arte antica) o alle mostre: se ci sono delle coppie italiane, piuttosto spesso (non sempre per fortuna) c’è l’uomo che guida e spiega alla sua compagna che, più o meno interessata (e solitamente più taciturna però della Longhi), si abbevera alla fonte del sapere. Notevole, anche se involontaria, la coincidenza evocativa del cognome Longhi.

  6. anna setari ha detto:

    Auguri di buone feste, Gabriella:-)

  7. dreca ha detto:

    e io questo film di sordi non l’ho vist, ma il frammento è veramente gustoso.
    Io credo che sia normale che i contemporanei abbiano difficoltà con l’arte del proprio tempo, andando a ritroso molte innovazioni hanno incontrato il disappunto del pubblico contemporaneo. Solo che effettivamente oggi trovo un po’ di difficoltà…molte io personalmente al massimo le considero provocazioni, altre no: emanano qualcosa.

  8. Versus ha detto:

    La Longhi dit :” Qui non chè un cazzo da vedere!” Expression banale, toute faite. Mais elle reprend ou mieux anticipe la critique de fond de l’ art contemporain occidental marketing: ” circulez, il n’ y a rien à voir!”
    Ou tiens, fermes-la, et écrase- toi, tu es un imbécile, un béotien!
    L’ accent italien du sud vient dans ce film renforcer le côté idiot des regardeurs, les imbéciles de l’ art.
    Le film montre bien cette mise sur piédestal de l’ art pour le vulgum pecus. Sous-entendu que l’ art est fait pour le marché des gros collectionneurs et pour les invertisseurs. Ce que nous en pensons importe peu ou pas du tout. Oui, ce film est prémonitoire ( cet extrait ) de l’ évolution du marché de l’ art contemporain et cela dans ses outrances mêmes.
    Par ailleurs, avec le psychanalyste Darian Leader, on peut se demander ce que l’ art nous empêche de voir. A savoir quels sont les ressorts psychologiques qui font que l’ on regarde ou pas les œuvres d’ art. Qu’ espérons-nous y trouver? Et qu’ est-ce qu’ elles nous cachent?
    Joyeux Noël, Ollé les cœurs!
    http://www.dintrich.fr/

  9. paolo f ha detto:

    Mi sembra di capire che dietro l’arte ci devono essere le idee, soprattutto innovative: oggi è quello che più conta. Ma io resto legato alla tradizione figurativa…
    Un augurio di buone Feste, speriamo in un anno felice!

  10. carloesse ha detto:

    Il discorso è molto complesso, difficile da dibattere nel breve spazio di un post.
    Comunque è vero: c’è un enorme scollamento tra arte moderna e pubblico. La prima diventata troppo concettuale, troppo legata all’idea più che al risultato della sua rappresentazione, il secondo portato a bersi di tutto pur di apparire ‘a la page’, oppure a rifiutarla in blocco in quanto incomprensibile, se non una vera e propria presa per i fondelli (che giustamente Versus attribuisce in gran parte a chi regola il mercato dell’Arte stessa, all’enorme giro di affari che ne sta dietro). La scena con Sordi e la Longhi è una efficacissima sintesi di tutto questo.

  11. elletibì ha detto:

    Questa sera al punto Einaudi di via Basento mi sono imbattuto in due libri (edizioni Mondadori, coll. Strade blu; ed ho provato un lieve sussulto nel ricordare che queste due case editrici fanno capo da tempo alla medesima proprietà) che possono fornire utili contributi al dibattito sull’arte moderna: si tratta di “Si crede Picasso – come distinguere un vero artisto contemporaneo da uno che non lo è” del 2010, e di “Lo potevo fare anch’io: perché l’arte contemporanea è davvero arte” del 2007. I titoli sono scherzosi ed un poco depistanti, ma l’autore – Francesco Bonami – ha le carte in regola (ha, tra l’altro, diretto la 50^ edizione della Biennale di Venezia nel 2003). Li ho solo sfogliati e mi sono sembrati davvero interessanti ma sono rimasti là dove li avevo trovati (i regali di natale hanno ulteriormente allungato la mia lista di libri in attesa di lettura, che ha raggiunto dimensioni quasi ingovernabili). Se però qualcuno è interessato ed ha tempo …

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