ERICE. LA PASTICCERIA DI MARIA GRAMMATICO

Maria Grammatico dolcetti

Alcuni commenti al mio post in cui accennavo che sarei andata a trascorrere qualche giorno ad Erice manifestavano la curiosità di saperne di più sulla “particolarissima pasticceria locale” di cui si parla non solo in quel sito che avevo linkato ma   praticamente in tutti i siti e portali dedicati alla deliziosa cittadina medievale.

Sono davvero lieta di soddisfare questa curiosità, e di fare scoprire a chi ancora non la conoscesse l’arte di una vera maga dell’arte pasticcera siciliana, da tempo meritatamente famosa anche fuori dei confini non solo della Sicilia ma dell’Italia.

Parlo di Maria Grammatico e della sua pasticceria che si trova a Erice in Via Vittorio Emanuele, 14.

Un locale piccolo e poco appariscente, ma entrando nel quale, vi posso assicurare, anche le persone non particolarmente golose di dolci come la sottoscritta perdono la testa di fronte ai dolcetti alle mandorle, alle trionfali e coloratissime composizioni di frutta di “marturano” (marzapane), ai cannoli, alle marmellate, ed alle sue strepitose “genovesi calde”.

[Una digressione: quando sono stata a Lubecca, quando sono andata più e più volte alla mitica pasticceria Niederegger esplorando il mondo del “Marzipanwelt”, diciamo che non solo mi sono sentita a casa, ma ho vissuto un po’ il  cosiddetto déjà vu  🙂  ]

Potete farvi un’idea (solo visiva però, ahimè) delle delizie create da Maria cliccando sui link presenti sul sito della pasticceria nella pagina della “vetrina”

Maria Grammatico genovesi

Maria Grammatico, in Sicilia, non è solo famosissima: è una vera e propria leggenda.

La bontà dei dolci da lei confezionati è conosciuta a tutti ma forse anche in Sicilia pochi sanno che Maria ha ereditato tutti i segreti sulla lavorazione e realizzazione dei dolci di mandorle dalle monache di clausura di Erice, le prime a sperimentare il binomio mandorle e zucchero, dalle quali Maria venne mandata ancora molto piccola, insieme ai suoi fratelli.

Maria Grammatico

Maria Grammatico in cucina prepara le sue famose “genovesi”

La storia di Maria Grammatico merita davvero di essere conosciuta, e lei stessa ce la racconta in un video molto bello che ho trovato su YouTube.

Consiglio di guardarlo per intero, perchè ne emerge il ritratto di una donna nata poverissima ma che con la sua tenacia, intelligenza, creatività legata alle tradizioni è riuscita a diventare quello che è adesso mantenendo sempre intatta la sua passione per gli ingredienti genuini, mettendosi ancora oggi lei stessa a impastare, infornare, controllare che le persone che la assistono in cucina lavorino mantendosi sempre nella tradizione.

Non sfuggirà agli attenti ed acuti lettori/visionatori che Maria Grammatico non parla un correttissimo italiano. Usa molte espressioni semi-dialettali e la sua consecutio temporum  potrebbe  fare arricciare il naso a molti pluri e strapagatissimi  figuri che nelle nostrane Tivvù si atteggiano ad intellettuali ma che non hanno la minima idea  della differenza che corre tra un congiuntivo o un condizionale.

Da parte mia  considero Maria Grammatico  una donna di grande cultura (quegli altri invece no).

…Ma  bando alle mie  digressioni e tornando  a Maria pasticcera: lei continua imperterrita a badare  alla qualità piuttosto che alla quantità.

Rinuncia  persino, a volte, a confezionare un certo tipo di dolce se per caso l’ingrediente che Maria ritiene indispensabile non viene trovato, non ricorrendo mai a surrogati o a prodotti di seconda scelta.

La pasticceria di Maria Grammatico si trova, come ho già scritto, ad Erice (Trapani), in Via Vittorio Emanuele, 14.

Proprio accanto la piccola pasticceria c’è anche, da alcuni anni, il “Caffè Maria” dall’interno del quale è possibile accedere, salendo qualche rampa di scale, ad un piccolo terrazzino che contiene non più di quattro o cinque tavolini.

Seduta proprio  ad uno di quei tavolini  mi è stato possibile, in una splendida giornata di sole,   deliziarmi gustando un magnifico cannolo e una genovese calda mentre con lo sguardo mi godevo il panorama mozzafiato offerto da quel terrazzino dal quale si può vedere Trapani, il suo porto e, quando l’aria è limpida (e quel giorno per mia fortuna lo era), le Isole Egadi: Favignana, Levanzo, Marettimo…

No, non ho fatto fotografie nè filmini.

Ci sono momenti  che è meglio vivere, e quello  lo era.

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22 risposte a ERICE. LA PASTICCERIA DI MARIA GRAMMATICO

  1. amfortas ha detto:

    Anch’io, come te mi pare di capire, non sono un grande appassionato di dolci, anche se ovviamente non li disdegno. Lo sono della consecutio, invece, ma in questo caso è lei a disdegnare me. Non ho tempo, ora, di guardare il video su YT ma mi sono fatto un giretto virtuale
    in pasticceria. Mi ha colpito la bellissima vista e l’eleganza del caffè. Per i caffè eravamo famosi qui a Trieste, una volta, sarà per quello. Dei dolci, mi scuserai, non me la sento di dire nulla. Credo che si debba mangiarli e in controtendenza rispetto alla stragrande maggioranza degli esperti ritengo che la parte visiva, in gastronomia, stia come la regia al teatro operistico: può essere un valore aggiunto ma non è fondamentale nella riuscita di un piatto.
    Ciao!

  2. giacynta ha detto:

    Il dolce che mi piacerebbe assaporare nel caffè di Maria è la genovese calda alla crema….
    naturalmente alla salute delle monache gelose ( sentimento molto poco cristiano )

  3. Grazia ha detto:

    Genovese alla crema calda, panorama mozzafiato e caffè. Non ti stupirà se ti dico che quel momento te lo invidio. Comincio a pensare ( o a sognare) che Erice possa essere la meta del mio prossimo viaggio.

  4. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  5. http://www.librinvaligia.blogspot.it/ ha detto:

    Che bella la signora Maria! Con quell’espressione intensa mentre racconta le difficoltà della vita e con lo sguardo innamorato mentre descrive le virtù delle mandorle (e come darle torto?!).
    Un post goloso che riesce a tratteggiare le bellezze di un paesetto sul mare. Grazie Gabrilù. Beh, non è esattamente come esserci stata (che vuoi, noi golosi siamo esigenti!La genovese calda dobbiamo assaggiarla per avere la sensazione d’essere veramente lì!) e quindi, come disse Grazia, comincio a sognare che Erice possa essere la meta di uno dei miei prossimi viaggi.

  6. gabrilu ha detto:

    Grazia, Valigiesogni
    Un viaggio ad Erice?
    Erice è davvero minuscola e silenziosissima.
    In un giorno, due giorni al massimo e la conosci pietra per pietra. Già a metà del primo giorno gli abitanti cominciano a riconoscerti e a salutarti quando ti incontrano per le strade (strade?! Vicoli, viuzze)
    Perfetta per chi non vuole sentire altro che il suono del silenzio (tranne quando ahinoi, nel periodo estivo si viene afflitti dalle mandrie del turismo “mordi e fuggi”) e/o come base per poi girare la Sicilia Occidentale, le isole Egadi, Trapani, Segesta, etc.
    In condizioni normali, cammini sentendo solo il rumore dei tuoi passi e magari ti ritrovi (come è successo a me) assolutamente sola, per strada, con l’unica compagnia di un gatto (magari nero) o di qualche cane.
    A me sembra una meraviglia, ma non è detto che la cosa possa piacere a tutti.
    Come sempre, la soddisfazione rispetto a quello che si trova dipende anche molto da quello che si sperava/ci si aspettava di trovare

    Nota a margine: rileggere l'”Eneide” (le pagine in cui Enea si ferma ad Erice) seduti in una panchina del Balio ( il giardino comunale) affacciata proprio sullo stesso panorama mozzafiato di cui parla Virgilio è una cosa… è una cosa…

  7. carloesse ha detto:

    “No, non ho fatto fotografie nè filmini.Ci sono momenti che è meglio vivere, e quello lo era.”
    Ecco. Queste sono sante parole. Nell’epoca in cui siamo sommersi dalle immagini (ancora più facilitate da quando siamo entrati nell’era digitale). Forse malati di immagini. E lo dico con cognizione di causa, da maniaco io stesso. Migliaia di scatti ad ogni viaggio, ad ogni vacanza, ad ogni occasione: piano piano mi accorgo che le migliori foto della mia vita sono quelle che non ho potuto (o non ho voluto) scattare.

  8. nicole ha detto:

    Non amo mangiare i dolci, preferisco il salato di gran lunga, ma adoro farli! Bellissima questa storia.Se mai dovessi andare a Erice di sicuro non mancherà visita alla mitica pasticceria.Bellissimi i dolci, eh sì, un dolce ha bisogno anche di essere scenografico, piccolo , anche semplice,ma scenografico.Qui è una vetta di amore per il lavoro fatto bene.

  9. Giusi Meister ha detto:

    Prendo nota! Soprattutto perché prima o poi vorrei davvero visitare Erice:)

  10. Ciuschidda ha detto:

    L’altra pasticceria è la San Carlo di Caterina Silvestro una cugina di mamma stessa storia stessa provenienza stesso convento e mi pare di ricordare che la pasticceria l’avessero aperta assieme…poi un litigio o qualcosa di simile e …però le ricette le hanno rubate tutte e due…storie di sapore antico….un abbraccio cara amica
    Ciuschidda

  11. gabrilu ha detto:

    @Ciuschidda
    Ecco, vedi.
    E’ proprio quando penso di mollare il blog che arrivano commenti come questo tuo, che mi fanno capire che non di soli post è fatto un blog.
    Mi spiego meglio: non conoscevo la San Carlo di Caterina Silvestro, e la prossima volta che andrò ad Erice la cercherò. Magari ci sono passata davanti chissà quante volte (Erice è così minuscola…) ma che questo posto esiste e che merita d esser visitato l’ho appreso dal tuo commento..

    Sei la Ciuschidda… del libro “Ciuschidda”?
    Insomma, se capisci quello che intendo dire sei tu. Se non capisci vuol dire non sei tu e in questo caso ti prego di scusarmi.

  12. gabrilu ha detto:

    Ma che bello!
    “Ciuschidda”.
    Il libro e’ sempre nella mia libreria.
    E poi.
    “ciuschidda” e’ un vocabolo che nel mio dizionario privatissimo significa davvero tanto.
    Che bello averti ritrovata…
    Grazie

  13. voltandopagina ha detto:

    Sono di ritorno dal mio primo viaggio alla scoperta della Sicilia, un semi-periplo da Catania all’aeroporto di Punta Raisi, e naturalmente non poteva mancare la tappa ad Erice e alla pasticceria di Maria Grammatico, che ricordavo proprio grazie a questo post. Inutile dire che mi ha deliziato, come ogni angolo di questa splendida regione che non vedo l’ora di tornare a visitare…

    • gabrilu ha detto:

      @voltandopagina
      Chiunque abbia il coraggio di calare in Sikania tra luglio ed agosto per me non è un eroe ma un SuperEroe, dico davvero! 🙂
      Io, che invece non vedo l’ora di darmela a gambe e filarmela nell’Europa del Nord…. 🙂
      Sono molto contenta che Erice e la pasticceria ti siano piaciute, ed ho avuto un guizzo di narcisistico compiacimento nel leggere che sei stato incuriosito (o incuriosita?) anche dal mio piccolo post!
      Ciao!

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