LE LUNGHE FRASI DI PROUST [3]

Un disegno di Proust

Uno schizzo di Proust nella pagina del manoscritto di Du côté de chez Swann in cui  parla lungamente di Françoise (Fonte)

Nei due precedenti post sulle lunghe frasi di Proust ho già detto quanto queste avessero non solo già molto irritato i suoi primissimi lettori, ma quanto anche oggi spesso scoraggino molti di coloro  che affrontano la sterminata opera dello scrittore francese.

Oggi però tutti i lettori (anche quelli che si arrendono dopo appena un centinaio di pagine e abbandonano l’impresa) e tutti gli specialisti concordano nel riconoscere che esiste una “frase di Proust”: lunga, dal respiro interminabile ma discreto, con tutte quelle subordinate che mettono a dura prova la nostra memoria, quella musica di allitterazioni che supplisce alle nostre difficoltà di fronte alle ramificazioni logiche…

Sull’analisi di questa particolarissima modalità di scrittura esiste ormai una vastissima letteratura critica, la sua peculiarità è un tema tra i più massicciamente presenti nella sterminata bibliografia esistente su Proust.

Voglio proporre due interpretazioni a proposito della lunghezza delle frasi di Proust, e le propongo (anche) perchè sono diversissime tra loro.

Si tratta dell’interpretazione di Alessandro Baricco e di quella di Julia Kristeva

Alessandro Baricco in una puntata della celebre trasmissione televisiva di Raitre Pickwick dedicata alla letteratura da lui ideata e condotta nel 1994 assieme alla giornalista Giovanna Zucconi.

Grande affabulatore e divulgatore, Baricco mostra, avvalendosi del supporto di un celeberrimo brano di Beethoven, come la lunghissima frase da lui scelta sia costruita con una sapiente architettura e quanto la sua struttura sia simile a quella classica della musica del Sette-Ottocento.

Baricco parla infatti di “struttura classica” e interpreta la ricchezza e la complessità della frase proustiana come un “tentativo di dare ordine al mondo”, di sfuggire al caos del reale, di ricucire le ferite che dal mondo provengono.

Parla di Proust come di un “chirurgo”.

Julia Kristeva, la semiologa e psicanalista franco-bulgara ha dedicato a Proust lo splendido libro (purtroppo che io sappia mai tradotto in italiano) Le temps sensible. Proust et l’experience littéraire. Secondo lei “la chiave alchemica” della Recherche è il Tempo Sensibile, e cioè il Tempo che è Ritrovato perchè incorporato nel romanzo, nell’opera letteraria. Nel suo libro, moltissime pagine sono dedicate proprio alla modalità di scrittura di Proust e definisce la frase di Proust una “polifonia mentale”.

Julia Kristeva

In particolare, Julia Kristeva prende in esame proprio quella frase (chiamata “la suites des chambres”) che tanto aveva esasperato Madeleine e scoraggiato molti altri dopo di lui ed alla fine di una quindicina di fittissime pagine di analisi del testo conclude dicendo (la traduzione e i grassetti sono miei):

Binaria ma in espansione, la frase proustiana integra molteplici subordinate che ritardano la chiusura della totalità logica e sintattica: sia risalendo verso i temi e gli items anteriori, sia amplificando i temi e gli items attuali.

D’altra parte, essa comprende incastri indefiniti che ne rendono ambiguo il senso.

Si può considerare il ritardo e l’ambiguità sintattica come l’equivalente, sul piano dei processi secondari, di questa apertura della parola-segno verso ciò che Proust chiama una “impressione”, che precede e va oltre i segni a beneficio della sensazione.

Scrivere l’impressione di una presenza della sensazione, al di qua e al di là del linguaggio, con gli strumenti stessi della sintassi: questo il progetto “involontario” della frase proustiana, che produce “grammaticalmente” l’opera “stilistica” della metafora.

La frase di Proust è una polifonia mentale, sonora e grafica al tempo stesso.
La frase musicale presente nello stile di Bergotte come nelle variazioni di Vinteuil ispira la stessa sintassi proustiana.

Kristeva, per illustrare la sua interpretazione della scrittura proustiana ricorre allo stesso Proust e cita il passaggio di Du côté de chez Swann in cui Proust descrive la frase musicale di Chopin:

” Si potrebbe descrivere — dice Kristeva — la frase di Proust negli stessi termini con cui Proust ha descritto la frase di Chopin:

“Nella sua giovinezza aveva appreso ad accarezzare le frasi dal lungo collo sinuoso e smisurato di Chopin, così libere, così flessibili, così tattili, che s’iniziano cercando e provando il loro posto fuori e ben lungi dalla direzione di partenza, ben lontano dal punto cui si credeva giungesse il loro tocco, e che si librano in quella lontananza fantastica solo per tornare più deliberatamente, – in un ritorno più premeditato, con precisione più grande, come su un cristallo che risuoni fino a strappare un grido, – a colpirci nel profondo del cuore.”

Fuggitiva, spostata e distesa, la frase proustiana è la struttura di queste intermittenze del cuore di cui ci libera, parallelamente ed esplicitamente, il senso.”

Un’operazione “chirurgica” con cui lo scrittore cerca di “dare ordine al mondo” e di “sfuggire al caos” (Baricco) oppure uno strumento che esalti l’essenza polifonica ed inafferrabile dell’universo (Kristeva)?

img
  • Julia Kristeva su Wikipedia >>
  • Il sito ufficiale di Julia Kristeva >>
  • Sul bellissimo sito di Gallica, la biblioteca digitale della Bibliothèque national de France consultabile on line, la foto di un foglio delle famose “paperoles” di Proust >>Utilizzando le freccette si possono non solo modificare le dimensioni dell’imagine ma si possono vedere anche molte altre pagine dei manoscritti.

I miei due precedenti post :

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21 risposte a LE LUNGHE FRASI DI PROUST [3]

  1. annaritaverzola ha detto:

    Belle domande, alle quali credo sia impossibile dare una risposta, se non filtrandola attraverso la propria sensibilità di lettore (dilettante) proustiano. Per quanto mi riguarda, prediligo l’ipotesi di Kristeva. Buonissima domenica. 😉
    Annarita

  2. Rendl ha detto:

    Personalmente, e da “proustiano” poco esperto (o soltanto “aficionado”), propenderei per l’ipotesi interpretativa proposta dalla Kristeva, soprattutto quando parla di “impressioni” (e Proust è sicuramente uno degli scrittori più “impressionabili” della lettertura mondiale… nel senso che è uno dei più bravi, attenti, acuti e sottili nel ricreare le “impressioni” che ci possono venire dal mondo esterno e nel riprodurre a parole, sulla pagina scritta, le “impressioni” che ci colpiscono interiormente). “Impressione” come qualcosa che va oltre i segni e a beneficio delle sensazioni… ecco: qui vedo un punto di contatto tra Kristeva e Gilles Deleuze, che nel saggio su “Marcel Proust e i segni” arriva a conclusioni simili: la frase di Proust come “macchina” per creare emozioni, impressioni, sensazioni… E la “Recherche” come “ragnatela” più che come “cattedrale” o “vestito ben confezionato”.
    Un abbraccio,
    Rendl

  3. Alessandra ha detto:

    Buonasera, mi sono appena iscritta. Al momento sto leggendo il secondo volume in francese.

    A presto,

    Alessandra

  4. anna setari ha detto:

    Dove sei? Come stai, Gabriella?

    • gabrilu ha detto:

      @Anna Setari
      dove sono? A casa, abbracciata al condizionatore.
      Scipione prima, Caronte subito dopo e Minosse adesso mi hanno proprio messa al tappeto.
      So di essere in debito con voi e con te in particolare, ma ti assicuro che non sono in condizioni di fare alcunché, per ora.
      Solo…. “attività passive” (se mi si passa la licenza pseudopoetica) leggo molto, vedo una caterva di film.
      Accumulo, insomma. Per parlarne, spero, da settembre in poi.

    • gabrilu ha detto:

      Francamente, in questo caso mi importa piu’ la sostanza che il nome.
      Si chiamassero “Papaveri e Papere” non cambierebbe di un ette il fatto che sto schiattando e che mi sto liquefacendo.

  5. Elena ha detto:

    Buongiorno,
    Allego il video in cui Tadié parla del suo ultimo libro “Le lac inconnu” :

    Buona visione !
    Tanti saluti.

    • gabrilu ha detto:

      @Elena
      grazie, grazie!
      Tadiè mi piace molto, anche se so che parecchie persone lo trovano ardio e pignolo. Io non sono di questo parere.
      Purtroppo i video di dailymotion hanno un codice di incorporamento che non viene accettato da WordPress, altrimenti questo da te segnalato lo avrei messo subito in bella vista.
      Ciao e di nuovo grazie 🙂

      • Elena ha detto:

        @Gabrilu : anche a me piace molto Tadié, soprattutto la sua biografia di Proust che ho letto nella traduzione di Bogliolo (j’avais la flemme di leggerla in francese :-)). Per non parlare delle splendide fotografie inserite nel testo, sarebbero piaciute anche a Marcel !

  6. gabrilu ha detto:

    @Annarita, @Rendl
    Da che parte sto io, tra Baricco e Kristeva, dovrebbe essere sin troppo chiaro 😉

  7. cristina ha detto:

    ciao Gabriella, sai se nel net si puo udire la voce di Monsieur Proust. . Io ho rinunciato perche’ noon sono stata in grado di trovarne, oppure non ce ne sono. Avrei un mancamento se la potessi ascoltare. Ti ringrazio tanto per avermi letta. Attendo con ansia tua risposta. sereno pomeriggio. Cristina ( oonaoneill@virgilio.it)

    • gabrilu ha detto:

      @Cristina
      per quel che ne so (ma su questo tema farai meglio a chieder lumi a gente più esperta di me) sul Net non esistono — per fortuna, dico io — documenti audiovisivi in cui ***si veda*** e ***si senta*** Proust.

      Se vogliamo conoscere Marcel Proust, perchè non leggere quello che il succitato Marcel Proust ha scritto?
      Alla fine della fiera, gli scritti sono l’unica cosa che contino (a mio modesto avviso) quando si parla di Scrittori (la maiuscola non è casuale).

      Ciao e grazie 🙂

  8. cristina ha detto:

    Grazie Gabriella, lo faro’. Certamente gli scritti sono l’unica cosa che contino, ma qual’emozione potrei avere al sol pensiero di poter premere un tasto dal computer eascoltare la sua voce. Buona giornata e di nuovo grazie.
    Cristina

  9. Alice ha detto:

    Sono tornata dalle vacanze e ho aperto il tuo blog con la speranza di trovare un nuovo post.. È sempre più difficile trovare blog interessanti. Leggerò qualche post vecchio che mi è sfuggito. Complimenti e… Torna a scrivere presto 😉

    Alice.

  10. Roberta ha detto:

    Ciao.
    Sto finendo la Recherche, che ho suddiviso tra l’estate scorsa e questa. Le altre stagioni sono troppo piene di lavoro per gustare le lunghe frasi di Proust.
    Riguardo all’opposizione Baricco/Kristeva mi chiedevo se non é una falsa opposizione e se si debba quindi scegliere tra i due.
    Le frasi cesellate, la scelta maniacale dei termini , da Celeste sappiamo che poteva decidere di uscire dalla sua stanza solo per rivedere un particolare tessuto di cui avrebbe vestito qualche suo personaggio femminile…..tutto farebbe pensare che ha acquisito un’abilità suprema del miglior microchirurgo messa al servizio delle sue ‘impressioni’.
    Forse faccio confusione, ma penso che le sollecitazioni di Baricco posso essere illuminanti per descrivere il “processo” attraverso cui si giunge ai contenuti della Recherche che sono appunto la Polifonia di cui parla la Kristeva.
    Sarà che sono un’amante della raccota differenziata, ma mi spiace sempre dover buttare via qualcosa e sia Bricco che la Kristeva dicono cose interessanti. O sarà anche perché amo l’ambivalenza feconda!
    Ovvi complimenti per un blog strepitoso.
    Roberta

    • gabrilu ha detto:

      Cara Roberta, allora benvenuta nel club dei proustofili 🙂
      Grazie per i complimenti, che non sono affatto ovvi e che fanno sempre piacere. In questo periodo poi, con l’apatia e la pigrizia che mi ritrovo mi spingono quanto meno a lavorare per meritarmeli, i tuoi complimenti.
      Strepitosa la faccenda della “raccolta differenziata”!
      Mi si è subito presentata davanti agli occhi l’immagine esilarante della testa riccioluta di Baricco che spuntava da un cassonetto e quella della Kristeva che spuntava da un altro 🙂
      Ciao!

  11. Raul Bucciarelli ha detto:

    L’ha ribloggato su daisuzoku.

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