UN LIBRO TIRA L’ALTRO

Pierre Assouline Le portraitPierre Assouline Le dernier des Camondo

Quando un libro mi interessa davvero, me ne fa venire in mente subito anche altri. Che ho già letti o che avrei voglia di leggere.

Quello di Edmund de Waal Un’eredità di avorio e ambra di cui ho parlato qui mi ha riportato alla mente due libri di Pierre Assouline letti qualche anno fa che mi piacciono molto e che, seppure molto diversi tra loro per stile, struttura, obiettivi hanno però comunque qualcosa in comune con il libro di de Waal.

Parlano infatti dei Camondo e dei Rothschild (ramo francese) la cui storia è altrettanto interessante ed emozionante di quella degli Ephrussi narrata da de Waal.

Purtroppo non mi risulta che siano mai stati tradotti e pubblicati in italiano. Un vero peccato, perchè le storie sono avvincenti ed Assouline uno scrittore che apprezzo molto (avevo a lungo parlato qui del suo romanzo, “Lutétia”) e che cerco di seguire, anche attraverso il suo brillante e frequentatissimo blog La république des livres il cui link trovate nel blog-roll qui a destra.

Nonostante i due libri siano in francese li voglio segnalare egualmente, e per due motivi: il primo, perchè spero che chi legge il francese ed è interessato a certe tematiche ed ad un certo periodo storico possa essere invogliato alla lettura; secondo motivo perchè segnalandoli coltivo in qualche modo l’illusione che, chissà, magari prima o poi qualche editore italiano si decida a farli tradurre ed a pubblicarli…

Le dernier des Camondo è una vera e propria biografia, ne Le portrait Assouline ha invece utilizzato una forma narrativa molto particolare.
Pierre Assouline Le dernier de Camondo

Pierre Assouline, Le dernier des Camondo, ed. Gallimard, Collection Folio, 1999

Discendente da una illustre e ricchissima famiglia di banchieri levantini installatasi in Francia alla fine del Secondo Impero, il conte Moise de Camondo (1860-1935) faceva parte di quell’ aristocrazia ebrea parigina cui appartenevano anche i Rothschild (venuti da Francoforte), i fratelli Pereire ( provenienti  dal Portogallo)  gli Ephrussi di Odessa di cui de Waal ci parla nel suo libro, i fiamminghi Cahen giunti  da Anversa. Tutti banchieri, esponenti dell’alta finanza, imprenditori, collezionisti d’arte e mecenati i cui palazzi si trovano nella zona del Plan Monceau e dintorni. Alcune di queste persone le ritroviamo tra i personaggi delle pagine di Balzac e di Proust.

La saga dei Camondo narrata da Assouline, dall’inquisizione e spagnola al genocidio nazista passando dal ghetto di Venezia e dai palazzi di Costantinopoli non è soltanto la ricostruzione dell’epopea di questi ricchissimi ebrei sefarditi. E’ anche una meditazione sulla solitudine di un uomo che, abbandonato dalla moglie e inconsolabile per la morte del figlio Nissim, consacra la propria vita e la propria fortuna per ricostruire nel cuore del Plan Monceau una dimora aristocratica del XVIII secolo, lasciando alla Francia una  spettacolare testimonianza di un mondo scomparso e che nonostante tutto trasmette il proprio nome alla posterità.

Gli ultimi membri della famiglia Camondo — Beatrice de Camondo, il marito Léon  Reinach e i loro  due figli  Fanny e Bertrand — vennero deportati ad Auschwitz e morirono nelle camere a gas.

Queste foto (cliccare per ingrandire) le ho scattate qualche anno fa in occasione di una delle mie visite alla casa Camondo, oggi trasformata nel Museo Nissim de Camondo. Uno dei musei per me più interessanti e  suggestivi di Parigi. Soprattutto se ci si va, come ho fatto io, avendo prima letto questo libro di Assouline.

Parigi Museo Camondo
Parigi Museo Camondo
Parigi Museo Camondo

Su YouTube ho trovato questo video girato all’interno della casa-museo. Il commento è in francese, ma secondo me è comprensibilissimo e comunque val la pena guardare la clip anche solo per gustarsi la parte video.

Pierre Assouline Le portrait
Pierre Assouline, Le portrait, Gallimard, Collection Folio, 2009

Se un quadro potesse parlare…Se potesse raccontare quello che ha visto, ascoltato, subìto nel corso della sua esistenza in quanto oggetto?

Assouline ricorre a questo insolito, originale escamotage narrativo e fa parlare il celeberrimo ritratto della baronessa Betty de Rothschild dipinto da Ingres nel 1848.
Dal quadro, Betty  ci racconta in prima persona non solo la storia del ramo francese della dinastia dei banchieri ebrei Rothschild — i cui salotti di rue Laffitte erano frequentati dal duca d’Orléans, Rossini, Chopin, Balzac, Tiers e Napoleone III —  ma anche  il difficile inserimento degli ebrei nella società francese, i problemi dell’assimilazione pur nel mantenimento dell’identità ebraica; l’antisemitismo, l’occupazione della Francia da parte dei nazisti, la persecuzione degli ebrei e degli stessi Rothschild, le cui enormi ricchezze e le cui magnifiche collezioni d’arte vengono saccheggiate perché fanno gola ad Hitler e a Göring.

Due secoli di storia di Francia dal Secondo Impero ai nostri giorni attraverso le vicende di quella che viene considerata forse la più celebre e anche la più controversa delle dinastie del mondo ebreo dell’alta finanza: i Rothschild.

Un libro particolare, difficile da classificare: non un saggio storico in senso stretto, al confine  tra la biografia e il romanzo e che cattura anche per l’eleganza classica della scrittura.

Informazioni su gabrilu

https://nonsoloproust.wordpress.com
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9 risposte a UN LIBRO TIRA L’ALTRO

  1. nicole ha detto:

    Quando dicevo che ero orfana!! Sono incredibilmente grata per questi due libri, uno non lo conoscevo affatto,lßaltro ne avevo sentito parlare o letto recensione, ma perso autore, non sapevo come fare. Grazie, ho capito cosa mi divorero´entro lß anno.
    Ora son io in terra straniera,ma come vedi non manco visitina per leggere.
    Mi sto facendo competenze su..falconeria!

    • gabrilu ha detto:

      @ nicole
      falconeria?!?
      Sei misteriosa assai.
      E allora mi sento in diritto di dare sfogo alla mia fantasia: a me il falcone fa venire in mente (oltre il solito “Falcone maltese”) soprattutto Federico II e i suoi castelli.
      Ma dici di essere in “terra straniera”… quindi non sei in Puglia o in Sicilia…
      Misteriosa donna…

  2. valigiesogni ha detto:

    In Italia si pubblicano le peggiori ciofeche e poi si ignorano libri tanto interessanti. Per non parlare dei classici della letteratura che, dopo qualche anno, non vengono più ripubblicati per ragioni sconosciute. Ma non possiamo fare niente per cambiare questo sistema?
    Dovrei iniziare a studiare il francese…

  3. Grazia ha detto:

    Ho conosciuto la famiglia Camondo in un angolo straordinario di quella città delle meraviglie che è Istanbul. Li ho ritrovati a Parigi e poi li riscopro qui da te. Non mi resta che procurarmi il libro e lo faro’ prima possibile. Grazie, come sempre!

  4. luca82 ha detto:

    Cara gabrilu, ti seguo con ammirazione da un po’. Hai letto le variazioni di reinach di tuena? Cosa ne pensi?

    • gabrilu ha detto:

      luca82
      scusa se ti rispondo solo adesso, ho perso un po’ la trebisonda, negli ultimi giorni (ma non solo io, credo)
      “Le variazioni Reinach” uno dei libri più belli, entusiasmanti, commoventi e ben scritti che io abbia letto negli ultimi mesi.
      Ciao e a rileggerti, spero 🙂

      • luca82 ha detto:

        Sono davvero felice di ritrovare una “concordanza” di gusti anche con “Variazioni Reinach”. Libro bellissimo, a mio parere, che mi ha portato a buttarmi anima e tempo su Tuena, del quale ho trovato molto bello anche “Tutti sognatori”.
        Quanto agli ultimi giorni, credo che ogni libro in più che leggiamo e discutiamo rappresenti un colpo (non di fuoco, ma di speranza) contro l’uomo nero, indifeso di fronte alle armate della fantasia.
        A presto, un abbraccio

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