DEBORA – ESTHER SINGER KREITMAN

Esther Singer-Debora

Esther SINGER KREITMAN, Debora (tit. orig. Deborah), Introduz. di Claudia Rosenzweig, Traduz. di Lorenza Lanza e Patrizia Vincentini, p. 407, La Tartaruga, 2007

Il romanzo si svolge  nel chiuso e tradizionalista mondo degli ebrei polacchi ortodossi agli inizi del Novecento, prima della Grande Guerra.

L’autrice è Esther Singer, la sorella maggiore dei due grandi scrittori Israel Joshua e del Premio Nobel Isaac Bashevis.

Debora è il suo romanzo autobiografico. Venne pubblicato per la prima volta a Varsavia in yiddish nel 1936 ed in seguito tradotto in inglese da suo figlio Maurice Carr nel 1946.
Baldini Castoldi Dalai ha recentemente pubblicato  il libro per la prima volta in Italia. La traduzione è stata condotta sulla versione inglese del romanzo curata dal figlio di Esther, Maurice Carr, pseudonimo di Morris Kreitman.

Questa volta voglio dedicare più spazio alla figura dell’autrice del romanzo (ed alla sua famiglia) che al romanzo stesso. Esther Singer se lo merita, visto che di lei è arrivato a noi un ricordo così sbiadito da risultare quasi  inconsistente. Io, per esempio, nonostante sia da anni appassionata lettrice dei romanzi di Isaac e, più recentemente, di Israel, nulla sapevo di Esther se non attraverso qualche paginetta di Isaac contenuta ne Alla corte di mio padre.

Anche Internet mi si è rivelata  avara. Ho faticato non poco per trovare notizie su Esther Singer e quelle poche le ho trovate — superfluo dirlo —  su siti inglesi e francesi. In italiano poco o nulla.
La storia di Debora/Esther mi ha rivelato non solo uno scenario che non sospettavo nemmeno lontanamente, ma in qualche modo adesso mi fa “leggere” anche in maniera diversa molte delle pagine dei due celebri fratelli.

Debora è la figlia di un rabbino chassidico. Intelligente ed avida di conoscere e di studiare ma inesorabilmente condannata dalla tradizione alla casa ed ai lavori domestici, Debora soffre nel vedersi trascurata dai genitori, di non potere ricevere la stessa educazione e le stesse opportunità del fratello minore Mikhl. Si innamora di un giovane intellettuale comunista ma cede ai propri genitori accettando un matrimonio combinato con un uomo che vive ad Anversa dove fa il tagliatore di diamanti: un uomo che Debora non conosce affatto e che vedrà per la prima volta soltanto il giorno del matrimonio, che si svolge a Berlino. L’esperienza matrimoniale — i due si stabiliscono ad Anversa — è disastrosa e la giovane donna non pensa che alla fuga, a tornare a Varsavia dai genitori. Ma scoppia la Prima Guerra Mondiale.

Romanzo scritto con grande rabbia e passione, in Debora le vicende della protagonista ci mostrano la drammaticità della lotta sostenuta per tutta la vita dalla stessa Esther Singer per rendersi libera e la sua tenace determinazione per ottenere gli stessi riconoscimenti, come scrittrice, dei suoi ben più celebri fratelli i quali a loro volta, descrivendo nei loro rispettivi romanzi e novelle molti personaggi femminili ribelli o malate pensavano, molto probabilmente, a lei.

In Debora c’è tutta la violenza dei conflitti interiori della stessa Esther, il suo profondo sentimento di esclusione, le molteplici contraddizioni delle quali è dolorosamente consapevole, la sua rivolta di fronte al matrimonio combinato cui si sottomette nell’illusione che il matrimonio sia l’unica possibilità di sfuggire alla propria famiglia.

La ribellione di Debora al mondo ebraico-ortodosso, all’ambiente sociale imbevuto di maschilismo in cui è nata e cresciuta è la ribellione della stessa Esther. Nelle sue pagine vediamo un mondo in cui si confrontano e scontrano tradizioni e desideri di modernità, ebrei intellettuali e razionalisti come la madre di Debora (donna estremamente colta ma che disprezza le donne e rifugge dal suo ruolo di madre di famiglia lasciando tutte le incombenze di casa alla figlia mentre lei si rifugia nel suo mondo di libri) ed ebrei che hanno una visione mistica del mondo e della realtà (come il padre). In ogni caso, un mondo scandito da innumerevoli rituali religiosi, un contesto che comunque relega la donna ai margini. “Una società ebraica in piena crisi già alla vigilia della prima guerra mondiale, un mondo che si sta disintegrando ben prima dello sterminio nazista, e che ne è assolutamente all’oscuro” (dall’introdizione di Claudia Rosenzweig).

La mia personale opinione sul valore meramente letterario del libro è che si tratti di un buon romanzo anche se non di un capolavoro ma che comunque sia decisamente un libro da leggere, soprattutto per quello che ci fa vedere “oltre il testo”.

Debora ci svela infatti, seppure in modo romanzato (ma nemmeno poi troppo) e raccontandocele “dalla parte di lei” le dinamiche che esistevano all’interno della coltissima famiglia Singer, tra i genitori, tra i genitori ed i figli, tra la sorella ed i fratelli (nel romanzo Isaac, Israel e Moishe sono condensati nell’unica figura del fratello Mikhl).

In Debora troviamo rappresentata una famiglia ebraica polacca all’inizio del XX secolo vista da una prospettiva tutta femminile.
Il che già di per sè non sarebbe  poco, considerando quanto difficile fosse per le donne ebree di quella generazione e in quel contesto esprimersi attraverso la scrittura e per giunta in yiddish.

Come ricorda Claudia Rosenzweig nella sua eccellente introduzione (da leggere attentamente, perchè fornisce tra l’altro una serie di importanti informazioni sul mondo della letteratura yiddish di cui la Rosenzweig è esperta), Debora viene non solo a completare il quadro della famiglia Singer tracciato dai fratelli nelle loro opere autobiografiche ma è anche “l’autobiografia più sofferta: l’autrice ha una voce diretta, spontanea, a tratti infantile, a tratti invece molto consapevole, che racconta senza veli e senza abbellimenti una realtà di miseria e di squallore e una condizione femminile durissima”

imgimgimg

Esther Singer KreitmanHinde Esther Singer nasce il 31 marzo 1891 a Bilgoray, Polonia. Nonostante suo padre — il rabbino Pinkhes Mendl Singer e sua madre Batsheba Zylberman Singer — lei stessa donna di grandissima erudizione ma di fede estremamente ortodossa — le rifiutino la partecipazione a corsi di studio regolari come lei ardentemente desidera, Esther riesce, da sola, a studiare ed imparare parecchie lingue e a leggere molta letteratura internazionale. Nella sua giovinezza scrisse parecchi racconti, non destinati alla pubblicazione e che molto probabilmente distrusse, e tutto questo molto prima che i suoi fratelli più giovani prendessero in mano una penna per cominciare loro stessi a scrivere.

Esther Singer
Esther fu sempre convinta che i genitori non la amassero e che la trascurassero, vedendo una spiccata differenza nel modo che avevano di trattare lei e i suoi fratelli Israel Joshua, Isaac Bashevis e Moshe. Credette di poter fuggire a questa situazione per lei traumatica acconsentendo ad un matrimonio combinato e sposando nel 1912 Avraham Kreitman, un tagliatore di diamanti di Anversa, dove la coppià si stabilì. Il matrimonio però fu un disastro. Abbandonato il marito — nel 1926 — si trasferì a Londra (pur recandosi spesso a Varsavia) cercando si mantenersi scrivendo, traducendo e tenendo conferenze. I suoi racconti e le sue storie a puntate comparvero in parecchi giornali e riviste yiddish prima di venire pubblicate in volume. Mentre era in vita vennero pubblicati in yiddish tre suoi romanzi, tradusse in yiddish Dickens e Shaw e fu attiva nell’ambito del giornalismo e dei circoli socialisti. Morì nel 1954, e, secondo i suoi desideri, venne cremata.

Dei suoi fratelli, Isaac B. andò a New York dove presto divenne lo scrittore yiddish più noto anche a lettori non-yiddish, scrivendo e traducendo fino ad ottenere nel 1978 il Nobel.

Isaac B. ha spesso parlato con grande riconoscenza ed apprezzamento dell’opera letteraria del fratello Israel Joshua, morto nel 1944, ma ha sempre dimenticato (?) di citare gli scritti della sorella ancora in vita. E dopo la sua morte? Ancora la Rosenzweig riporta un passo del 1965 in cui Isaac dice, a proposito di Esther:

“Non scriveva bene come I.Y. Singer, ma non sono a conoscenza di una singola donna della letteratura yiddish che abbia scritto meglio di lei”

Il fratello più piccolo, Moishe, diventò un rabbino, rimase in Polonia e perì nell’Olocausto.

Il figlio di Esther, Morris Kreitman, divenne lui stesso scrittore e tradusse in inglese le opere della madre (firmando sia con il proprio nome che con lo pseudonimo di Martin Lea). Si dedicò ad una lunga carriera di giornalista in Palestina e più tardi in Israele diventando famoso con il nome di Maurice Carr.

  • La scheda del libro >>
  • La pagina dedicata al Esther Singer sul sito JEWISH WOMEN’S ARCHIVE (in inglese) >>

Informazioni su gabrilu

https://nonsoloproust.wordpress.com
Questa voce è stata pubblicata in Libri e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

11 risposte a DEBORA – ESTHER SINGER KREITMAN

  1. Grazia ha detto:

    Dura sorte nascere donna in un mondo così prettamente maschile e ancora più dura nascere scrittrice in una famiglia di scrittori! Farò volentieri la conoscenza di Esther.

  2. Anch’io alla ricerca di notizie sulla sorella dei Singer, dei qual, con il mio gruppo di lettura, stiamo leggendo La famiglia Karnowki e prossimamente La famiglia Moskat. Se mi permetti, mi piacerebbe ribloggare il tuo articolo sul nostro blog del gruppo di lettura, Libripensieri.wordpress.com.
    Grazie e buone letture.
    Mariarosa

  3. gabrilu ha detto:

    @Mariarosa
    Se ti permetto?!? Ma ne sarei molto contenta! Grazie!
    Esther Singer, così tanto messa da parte sia come donna in famiglia che come scrittrice merita di esser fatta conoscere quanto più possibile.
    A proposito, in Francia hanno da tempo pubblicato anche i suoi racconti. Inutile sperare che compaiano in italiano, io ormai mi sono arresa di fronte a queste cose. I racconti non sono — come qualità letteraria — niente di speciale, ma contribuiscono molto a fare comprendere la personalità dell’autrice.
    Mi sono fatta un giro sul vostro blog, ho trovato spunti interessanti.
    Buon proseguimento e buone letture!
    Ciao 🙂

  4. Agata (e la tempesta) ha detto:

    Grazie Gabriella, allora ora lo posto.
    Buone letture😀

  5. Agata (e la tempesta) ha detto:

    L’ha ribloggato su LibriPensierie ha commentato:
    dal blog Non solo Proust, un articolo di Gabrilu sull’unico romanzo tradotto in italiano di Esther Singer Kreitman, sorella dei più famosi Isaac B. Singer e Israel J. Singer, di cui leggeremo La famiglia Moskat e La famiglia Karnowksi.

  6. madebydreca ha detto:

    scoperta solo oggi, per puro caso e ho anche scoperto che il libro è fuori catalogo…. grazie come sempre delle tue ottime indicazioni

    • gabrilu ha detto:

      @madebydreca
      contenta di rivederti qui, ti riconosco nonostante la modifica del nick 😉
      Fuori catalogo?! Allora ho fatto bene io, ad acquistarlo appena pubblicato. Il cor mel dicea, che si trattava di uno di quei libri che sarebbe scomparso presto dalla circolazione, e dunque mi sono precipitata. Purtroppo il mio fiuto non mi ha ingannata.
      Ciao!

      • madebydreca ha detto:

        sì, il nick è modificato perché ora in automatico mi prende il blog di cucito… e cmq è totalmente scomparso dalla circolazione, tu hai fatto benissimo, io prima o poi lo troverò🙂

  7. germana recchia ha detto:

    Grazie per le informazioni su questa scrittrice e sul suo romanzo autobiografico, romanzo che non si trova in vendita! Avresti consigli o indicazioni per trovarlo? Forse in Biblioteca, ma alla Nazionale di Roma non c’è… Grazie davvero, Germana

    • gabrilu ha detto:

      Germana Recchia
      Innanzitutto benvenuta!🙂

      Allora: la cattiva notizia è che in effetti questo volume della Tartaruga è fuori catalogo e praticamente introvabile.

      La buona notizia è però che so per certo che è in cantiere una nuova traduzione. Quando il libro verrà pubblicato però, non lo so. Adesso non ti so dire quali siano i tempi tecnici e quando potremo vederlo nelle librerie. Non ci resta che aspettare fiduciose 🙂

      Ma c’è anche un’ottima notizia: nei prossimi mesi (forse addirittura in aprile) sarà in libreria un altro romanzo di Esther Singer scritto nel 1944 in yiddish e che venne poi tradotto e pubblicato in inglese con il titolo Diamonds.

      Entrambe le traduzioni dall’inglese di Deborah e di Diamonds sono affidate ad una eccellente traduttrice.
      Scriverò un apposito post sul blog non appena saprò qualcosa di più preciso.
      Ciao, grazie e a rileggerci, spero 🙂

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...