UNA PICCOLA DOMANDA

Montblanc Marcel Proust

Montblanc Marcel Proust (Fonte)

Il 14 agosto del 1922 il giornale L’Intransigeant pose a Marcel Proust una piccola domanda: “E se stesse per venire la fine del mondo?”

Proust rispose così:

“Credo che la vita ci sembrerebbe improvvisamente deliziosa, se fossimo minacciati dalla morte, come voi dite. Pensate, in effetti, a tutti i progetti di viaggi, di amori, di studi che la nostra vita contiene in soluzione, invisibili alla nostra pigrizia la quale, sicura dell’avvenire, li rimanda continuamente. Ma appena tutto questo rischierà di essere impossibile per sempre, come ridiverrà bello! Ah, basta che il cataclisma non avvenga per questa volta e non mancheremo di visitare le nuove sale del Louvre, o di gettarci ai piedi di mademoiselle X…, e di visitare le Indie. Il cataclisma non avviene e noi non facciamo nulla di tutto ciò, perchè ci troviamo reinseriti nella vita normale, in cui la negligenza smussa il desiderio. Eppure non avremmo dovuto aver bisogno del cataclisma per amare oggi la vita. Avrebbe dovuto bastarci il pensare che siamo esseri umani e che la morte può venire questa sera”

======

Nota:

Il testo completo della domanda era: “Uno scienziato americano annuncia la fine del mondo, o almeno la distruzione di una parte così vasta del continente, e in maniera improvvisa, da rendere certa la morte per centinaia di milioni di esseri umani. Se questa predizione divenisse certezza, quali ne sarebbero, a parer vostro, gli effetti sull’attività degli uomini tra il momento dell’acquisizione di tale certezza e il minuto del cataclisma? Infine, quanto a voi personalmente, che cosa fareste prima dell’ultima ora?”

In “Marcel Proust. Scritti mondani e letterari”, Edizione italiana condotta sul testo critico francese stabilito da Pierre Laclarc e Yves Sandre, a cura di Mariolina Bongiovanni Bertini, Einaudi Editore, 1984.

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13 risposte a UNA PICCOLA DOMANDA

  1. Versus ha detto:

    Beau et très juste texte!
    Merci Gabrilù

  2. giacynta ha detto:

    amore e morte, naturalmente! In prossimità della fine, confesserei amore all’amore segreto della mia vita Potrei farlo oggi, adesso che ci penso! Finire come Isotta…sempre che Tristano non rinvenga per mandarmi ancora più in fretta al diavolo!:)

  3. Dragoval ha detto:

    Tu ne quaesieris, scire nefas, quem mihi, quem tibi
    finem di dederint, Leuconoe, nec Babylonios
    temptaris numeros. ut melius, quidquid erit, pati.
    […]
    carpe diem, quam minimum credula postero.

  4. amfortas ha detto:

    Io sto con Lars von Trier e la sua Justine. Sempre stato depresso, per quello. Noi siamo preparati al peggio e quindi sotto stress e in attesa della catastrofe lasciamo commenti sul blog degli amici virtuali. Come dire che la fine del mondo è uguale per tutti ma per voi che vi dovete sorbire le mie idiozie comincia un po’ prima.
    Ciao 🙂

  5. Dario. ha detto:

    Buongiorno, blog molto bello e utile, seguo sempre le vostre discussioni. Sono interessato alla biografia di Proust scritta da Painter e vorrei chiedervi se ne vale la pena leggerla: se è ben scritta, appassionante e ben fatta. Un po’ di anni fa ho letto il “Proust” di Tadiè e devo dire che mi ha deluso…
    Grazie per l’attenzione.
    Dario.

    • gabrilu ha detto:

      @Dario
      grazie a te per le parole di apprezzamento a proposito del blog.

      In quanto alla tua domanda circa una buona biografia di Proust, sono costretta a darti una grande delusione.

      Per me **LA** biografia di Proust (ad oggi, che del doman non v’è — come è noto — certezza) è quella di Jean Yves Tadiè.

      Senza se e senza ma. Sono tranchant , lo so, ma quando ci vuole ci vuole.

      Painter … beh, Painter ha avuto il grande merito di essere stato il primo a scrivere una biografia su Proust. Di questo tutti noi gli diamo atto.

      Ma oggi quella biografia risulta datatissima e superatissima (per motivi oggettivi ma anche per motivi — come dire— di modo di vedere il mondo di Painter). Potrei argomentare ma capisci bene che la cosa richiederebbe un lungo post, altro che una risposta ad un commento…

      Detto questo, capisco che Tadiè possa non piacere perchè sembra serioso e troppo puntiglioso. Non è accattivante, non ammicca e non strizza l’occhio, mentre Painter è piacevolissimo e racconta un sacco di aneddoti (mondani ed erotici, soprattutto).

      Però Tadiè è serio, ama Proust, è affettuoso anche se non gli risparmia nulla (le cose più feroci su Proust le ho trovate nella sua biografia di Proust) e si è sbattuto per anni ed anni per cercare di capire e di conoscere il Mostro (*Mostro* per me
      è Proust. Nel senso etimologico del termine “monstrum”).

      … E cmq.
      Questa è solo la mia opinione. Che non è certamente quella di un’esperta ma di una semplice lettrice.
      Per maggiori informazioni, e per andare sul sicuro, meglio rivolgersi a tutti gli Studiosi di Proust con le maiuscole.
      Quelli che alloggiano ormai fin troppo comodamente negli empirei del business proustiano.

      Noi, qui ragioniamo tra poveretti 🙂

      Ciao e grazie 🙂

  6. Dario. ha detto:

    Grazie per la gentile e celere risposta: mi fido del giudizio di una Proustiana appassionata come te. La verità è che possedevo una prima edizione della biografia di Tadiè, cominciai a leggerla, ma il tipo di scrittura e l’impalcatura “narrativa” non mi convincevano pienamente e regalai il volume ad un’amica, avida lettrice del Nostro “Mostro”. In linea di massima non leggo tante biografie e sono d’accordo con un altro Gigante ( e tu Nabokov lo conosci bene) quando dice: ” Io detesto immischiarmi nelle vite preziose dei grandi scrittori e detesto sbirciare oltre gli steccati di queste vite” (..)”detesto il fruscio delle gonne e le risatine nei corridoi del tempo”. Però ammetto di amare alcuni esempi di vite raccontate: le biografie critiche di Citati (bellissime quelle su Proust e Tolstoj) e l’unica, bellissima, biografia di Cechov, scritta da Henri Troyat. Mi piace l’andamento narrativo in una biografia a patto però che mantenga l’attenzione ai fatti e alle opere dell’artista. Pensavo di trovare queste caratteristiche in Painter.
    Grazie ancora.

    • gabrilu ha detto:

      @Dario
      Proust e Nabokov avevano tante cose in comune. Non ultima, l’arte sopraffina di sviare i lettori e gli studiosi dei loro libri dalla loro vita reale e privata.
      Il “Contro Saint Beuve” di Proust è un capolavoro di depistaggio, come capolavori sono tutte le analoghe civetterie, dirottamenti, sfarfalleggiamenti dell’ottimo Volodja.
      Li adoro entrambi 🙂
      Cechov: Irène Némirovsky ha scritto una vita di Cechov, ma io non l’ho letta (uno dei pochissimi libri di IN che ancora non ho letto). Pare sia buona.
      Il Proust di Citati non è una vera e propria biografia, Come tutti i libri di Citati dedicati ad un singolo autore (Kafka, Mansfield etc) è più che altro un'”interpretazione” dello scrittore cui di volta in volta si dedica.
      A me queste monografie piacciono molto (in particolare quella di Kafka), ma so che sono in parecchi a non essere d’accordo e a storcere il naso.
      Ciao e a presto, spero 🙂

  7. Dario. ha detto:

    Buongiorno, tornando a Proust, vorrei dirvi che è disponibile su Repubblica.it il video di una “lezione”, anzi una chiacchierata, sullo Scrittore francese proposta da Baricco, autore che non amo: devo dire però che mi sono divertito.
    Grazie per l’attenzione.
    Dario.

  8. gabrilu ha detto:

    @ Dario
    Grazie per la segnalazione del video (che è possibile vedere andando su
    http://tinyurl.com/a5ymsqf

    Dal piccolo stralcio della sua “lezione” che è possibile vedere nel video, mi pare che Baricco dica in fondo le stesse cose che disse anni fa in una puntata di “Pickwick Ne avevo parlato in questo post sulle lunghe frasi di Proust:
    nonsoloproust.wordpress.com/2012/06/09/le-lunghe-frasi-di-proust-3/
    Ciao! 🙂

  9. Dario. ha detto:

    Buonasera, mi rendo conto che non è la sede più opportuna, ma faccio comunque la mia richiesta: cerco avidamente il volume (in buone condizioni possibilmente) edito da Einaudi, “Scritti mondani e letterari” di Marcel Proust.. a tutt’oggi non ho trovatu nulla in nessuna libreria di usato sul web. Disponibile esiste soltanto il volume “Giornate di lettura” edito da “Il Saggiatore”: me ne consigliate l’acquisto?
    Vi ringrazio per l’attenzione.
    Dario.

  10. gabrilu ha detto:

    Dario
    *** è un vero peccato che il volume “Scritti mondani e letterari” sia ormai da tempo irreperibile. Personalmente trovo scandaloso che non sia stato più ristampato, magari in un’edizione economica. Io ne posseggo una copia (acquistata ai tempi) e comprendi bene che me la tengo ben stretta. E’ un volume preziosissimo in tutti i sensi. una raccolta formidabile, con un apparato critico eccellente

    *** Il volume “Giornate di lettura” lo possedevo, ma non riesco a trovarlo più. Non riesco a ricordare se si è perso durante un trasloco o se l’ho eliminato perché per me superato, appunto, da “Scritti mondani e letterari”.

    Tutto questo per dire che purtroppo non ricordo l’indice del volume, sarebbe molto utile conoscerlo perché ahinoi da tempo c’è la bizzarra abitudine, da parte di alcune case editrici, di prendere brani di Proust estrapolati di qua e di là (persino dalla RTP e quindi fuori contesto) e poi pubblicarli come raccolta con titoli di volta in volta diversi. Da quando poi l’opera di Proust non è più vincolata dai diritti d’autore ognuno si crede in diritto di far lo scempio che più gli aggrada.

    In ogni caso, se non ricordo male il volumetto del Saggiatore riuniva alcuni articoli di giornale, il “Contre Sainte Beuve”, l’introduzione alla “Bibbia di Amiens” di Ruskin e qualche altra cosa. Ma ti ripeto, non ne sono affatto sicura,

    Se tu conosci l’indice, ricopialo qui e magari ne riparliamo.
    Ciao! 🙂

  11. Dario. ha detto:

    Grazie mille.. 🙂

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