LA RINUNCIA

see Deposto il gran pontificato come mortifero peso, con tanta cupidità ritornò all’antica solitudine, che tu crederesti lui essersi liberato dalla prigione del nimico […] io certamente lo stimo e giudico essere stato utile a lui e al mondo

Francesco Petrarca, De vita solitaria

(volgarizzazione del sec. XV tratta da un codice dell’Ambrosiana)

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7 risposte a LA RINUNCIA

  1. Grazia ha detto:

    Bellissime e adatte le parole di Petrarca. Rimango stupita dell’attuale incapacità di cogliere la grandezza e la nobiltà di un gesto, riducendolo a battute su twitter o a vignette di dubbio gusto. Non sono cattolica ma credo che ci sia una grande lezione etica in questa rinuncia su cui bisognerebbe cominciare a riflettere.Anche da laici.

  2. gabrilu ha detto:

    @ Grazia
    … per non parlare poi di tutti quelli che — soprattutto in certi pollai televisivi — improvvisamente sembrano esser diventati di punto in bianco grandi esperti vaticanisti e scienziati di diritto canonico e ovviamente di teologia… come negli altri giorni sono tutti esperti di economia, di spread, di “derivati tossici”. Di tuttologia, insomma

  3. stephi ha detto:

    non so ma a me sono sembrate molto verosimili i pensieri di lei a proposito:
    http://www.michelamurgia.com/cultura/altre-voci/784-senza-nessun-rimpianto
    anche perché lei non fa certo parte dei tuttologhi 😉 ed è anche abbastanza ferrata sulla materia in questione. Insomma mi ha aggiunto senz’altro un’interpretazione della situazione che trovo degna di attenzione.

  4. gabrilu ha detto:

    @ Stephi
    Ho letto con molta attenzione l’articolo della Murgia ed anche tutti i commenti.
    Mi è sembrato di cogliere alcune note false, e non ho granchè apprezzato quel continuo proclamare “non lo rimpiangerò”. Ma comunque. Non voglio entrare nel merito delle argomentazioni che la Murgia porta a sostegno di questo suo proclama, non mi sento di avere gli strumenti per poterlo fare.

    Sulle questioni Papa, Vaticano, Chiesa ufficiale, gerarchie ecclesiastiche etc. ci sono due livelli fondamentali:

    * L’esercizio del potere spirituale, il reticolo di dogmi, regole, precetti etc. che stabiliscono comportamenti di vita e secondo cui si è o non si è dei buoni cristiani.

    E’, questo livello, un mondo che sento totalmente estraneo. Penso perciò che disquisire, battagliare, giudicare se questa o quell’altra norma spirituale sia sempre valida oppure sarebbe opportuno venisse cambiata o addirittura eliminata spetti di diritto a chi di quella comunità si sente di far parte. Io me ne sento estranea, e dunque a che titolo, con quale diritto pronunciarmi?

    * L’esercizio del potere temporale, del potere politico ed economico. Ecco, questo è, personalmente, l’aspetto che invece mi interessa.
    Lo sconvolgimento, lo sconcerto, la confusione che — comunque la si pensi — la “rinuncia” di Ratzinger al trono pontificio ha indubbiamente scatenato nelle gerarchie ecclesiastiche, nei meandri della Curia, mettendo in discussione equilibri interni e denunciando divisioni e lotte di potere; il rivoluzionario precedente che di fatto ha creato e del quale i futuri Papi non potranno non tener conto; i problemi derivanti dalla situazione completamente nuova e — nessuno se lo può nascondere — estremamente problematica derivante dalla compresenza di due Papi (uno che, per quanto ex, è comunque vivente ed il prossimo formalmente legittimato); l’azzeramento derivante dal gesto di Ratzinger del dogma della “infallibilità papale” derivante da un’investitura divina (e che dunque in quanto tale si riteneva non poter essere negoziabile o rinunciabile), dogma che ha/aveva effetti non solo squisitamente spirituali ma anche temporali… ecco, gli effetti e gli sviluppi che deriveranno da tutto questo si che mi interessano, ed anche molto.

    Per questo seguirò con attenzione lo svolgimento del Conclave etc., pur nella consapevolezza che verrò a sapere solo le cose che decideranno di farmi sapere, e che le cose più importanti non le vengono certo a dire a me/a noi…

  5. Grazia ha detto:

    Neanch’io sono convinta del testo fin troppo assertivo della Murgia che mi pare esprima un suo per altro opinabile parere sul pontificato di Ratzinger, senza entrare nel merito dell’eccezionalità del gesto della rinuncia. Che invece, secondo me, è quello su cui occorre riflettere, come afferma in un bell’articolo Barbara Spinelli su ” Repubblica”. Tra un secolo dei clamori elettorali di questi giorrni e dei pareri dei tuttologi o scrittori non se ne ricorderà più nessuno mentre rimarrà ancora nella storia la prima “abdicazione” di un pontefice, con cui, credenti o no, abbiamo dovuto e dovremmo fare i conti. Da totale agnostica come sono, è questo passaggio storico che mi interessa e per questo anch’io seguirò il conclave. Con l’interesse che si prova quando la storia( e non la cronaca) ci passa accanto.

  6. gabrilu ha detto:

    Grazia
    ti ringrazio per la segnalazione dell’articolo della Spinelli, che mi era sfuggito e che mi è sembrato davvero interessante. Barbara Spinelli non è mai superficiale e banale.
    Metto >>qui il link, per chi volesse leggere il testo integrale

  7. stephi ha detto:

    interessante l’articolo della Spinelli che in fondo però non sento agli antipodi dell’altro. Penso che l’asserzione, la proclamazione da voi rilevate che dà quel tono preciso all’argomentazione della Murgia è dovuta al suo punto di posizionamento che è dissimile dal nostro/mio (sono molto d’accordo e faccio valere anche per me ciò che dici a proposito, Gabriella) ovvero si pronuncia in merito all’esercizio di quella chiamata al potere spirituale e penso a farla ragionare così “duramente” sia lo stridio che uno “credente” debba sentire in proposito. Sulla straordinarietà storica del gesto mi sembra fosso in accordo con quanto anche rilevato dalla Spinelli . questo Papa lo si ricorderà soprattutto per quello.

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