LA VENTURINA – MARIA TARDITI

Maria Tadini  La venturina
Maria TARDITI, La venturina, p.342, Dalai Editore, Collana Pepe Bianco, 2012

“Perché so cosa vuol dire “venturina”. Me l’ha spiegato Lina. Non sono la sola, questo no: qui da noi, sono tante le famiglie, specialmente le più povere, che prendono in affidamento dall’Ospedale un trovatello. Non tanto per fare un’opera buona, quanto per godere dei pochi soldi che l’Istituto gli corrisponde ogni mese. Una miseria, ma tutto guadagno, si può dire. Ché il venturino viene vestito di stracci vecchi e mangia meno di un cagnotto.”

La venturina è la storia dell’infanzia e dell’adolescenza — narrata in prima persona — di Gemma, una “venturina” delle Langhe che viene accolta e allevata molto affettuosamente da una famiglia di contadini benestanti.

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Dal 1938 al primissimo dopoguerra, seguendo la vita di Gemma leggiamo del mondo contadino delle Langhe, del duro lavoro scandito dall’alternarsi delle stagioni, delle vendemmie, delle trebbiature, della raccolta delle castagne ma anche dalle festività religiose alle cui celebrazioni partecipano tutti i membri della comunità ma leggiamo anche dei rivolgimenti e delle tragedie della guerra, della caduta del Fascismo, delle lotte partigiane.

Un pezzo di storia d’Italia “letta” dallo sguardo di una bambina e di un’adolescente, narrata dal punto di vista della classe sociale di una famiglia contadina.

Libro forte e nello stesso tempo molto scorrevole, scritto in modo semplice ed allo stesso tempo raffinato, in cui l’ultimo capitolo mostra quella che è forse la vera chiave di lettura, il tema di fondo della storia di Gemma che lascio ai lettori scoprire.

Libro che ho molto apprezzato e che mi sento di consigliare, anche se nelle ultimissime pagine, il modo scelto dall’autrice per risolvere quello che si è rivelato essere il problema più grosso della vita di Gemma non mi ha del tutto convinta.

Come sempre, ogni libro ne chiama altri, e La venturina per molti versi mi ha ricordato Giù la piazza non c’è nessuno di Dolores Prato (ne avevo parlato >>QUI), la cui biografia presenta, a mio parere, sorprendenti analogie con quella della maestra in pensione Maria Tarditi.

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Una bella scoperta Maria Tarditi, questa maestra di scuola in pensione che si è messa a scriver romanzi alla tenera età di settant’anni…

Maria Tarditi, classe 1928, nata nelle Langhe a Monesiglio (provincia di Cuneo, Valle Bormida) e poi moglie, madre e, soprattutto, maestra per decenni nella frazione Pievetta di Priola (ancora provincia di Cuneo, Valle Tanaro questa volta).

Nel 2005, a 77 anni, ha preso una penna e un quaderno e si è messa scrivere all’improvviso. «Che cosa? Le storie mie, dei miei paesi, della mia gente. Romanzi che avevo in testa da una vita, ma che non avevo mai avuto il tempo di buttare giù. In quel momento, invece, non avevo più gli scolari, ero vedova, le mie figlie erano sistemate. Allora, ho cominciato…».

De La venturina — che è solo uno dei quattordici libri che Maria Tarditi ha scritto in sei anni — dice: «Decisi di scrivere quel romanzo come risposta a “Vestivamo alla marinara” di Susanna Agnelli» […] «Volevo far conoscere anche le vicende della gente comune».

Maria Tarditi

Maria Tarditi

Maria Tarditi quando era una maestra elementare a Pievetta, frazione di Priola in alta val Tanaro (fonte)

  • Maria Tarditi in un bell’articolo su La Repubblica di Torino >>
  • La scheda del libro >>
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16 risposte a LA VENTURINA – MARIA TARDITI

  1. arden ha detto:

    Mi incuriosisce molto questo libro, anche per la figura di questa autrice.
    Mi piace la fotografia della piccola classe, con la giovane maestra vestita anche lei come una scolaretta. Grazie, Gabriella:-)

    • gabrilu ha detto:

      arden
      mi piacciono molto questi libri che pur non essendo magari gran capolavori dal punto di visto squisitamente letterario illuminano però aspetti particolari di storie familiari ed anche, in qualche modo, della Grande Storia.

      Mi piace anche la specificità del “punto di vista” di chi, di volta in volta, narra queste storie. Sono punti di vista molto definiti, dichiaratamente molto personali, che non cercano di spacciare una visione interclassista e/o obiettiva, narrazioni la cui parzialità di visione e la soggettività dei giudizi rappresenta, ai miei occhi almeno, non un difetto ma un valore.

      Cerco di spiegarmi meglio facendo solo qualche esempio tra tanti che mi vengono in mente: visti in questa ottica, apprezzo un “Vestivamo alla marinara” della Agnelli tanto quanto “Un filo d’olio” della Agnello Hornby o “La venturina” della Tarditi o la storia familiare narrata da Lilli Gruber in “Eredità”. Donne di estrazione sociale e culturale molto diverse tra loro, ma la cui testimonianza a me sembra in ogni caso molto preziosa.

      • arden ha detto:

        Anche a me questo tipo di testimonianze piace molto per gli stessi motivi. Gli altri libri che citi li ho letti tutti con grandissimo interesse, e con entusiasmo persino – ora mi procurerò questo e so che vi apprenderò molto.

  2. nicole ha detto:

    Altro libro la cui segnalazione apprezzo molto.Storia d’Italia anche questa.Mi incuriosice molto, ma come farò a leggere tutto!!

  3. nicole ha detto:

    Devo dire cosa divertente:ho amici che amano leggere, ai quali regalo libri per compleanno o Natale o a un invito a cena.
    Sono stupiti ancora di più da quando ho scoperto questo sito per le scelte e dicono che è incredibile la mia capacità di scovare cose così interessanti e originali.Già prima qualcuno telefonava per consigli…ora poi..
    Diciamo che in passato stavo di più in libreria per scegliere! Io dico che conosco una persona che mi consiglia, ovvio non mi prendo il merito.Grazie Gabrilù, anche se la ” angoscia” è aumentata da quando son capitata qui.

  4. Jonuzza@yahoo.it ha detto:

    Il libro della Tarditti può essere considerato una testimonianza personale e storica di una certa epoca e di un certo mondo contadino scomparsi, tipo le scritture private di Pieve Santo Stefano, ma non può essere paragonato nemmeno lontanamente ad un vero capolavoro come e ‘ Giù la piazza non C’ e’ nessuno.

    • gabrilu ha detto:

      @Jonuzza
      e infatti non paragono “La venturina” a “Giù la piazza…” dal punto di vista della qualità letteraria. Parlo di “analogie” nella biografia delle due autrici e nella tematica dei due libri. E queste analogie a me sembrano innegabili…
      Ciao! 🙂

  5. angela ha detto:

    ho letto tutti i libri di Maria Tarditi mi sono piaciuti tanto,èvero sono molto semplici ma molto umani e reali .Peccato non scriva piu’.

    • gabrilu ha detto:

      @angela
      se poi penso a quanta ciofeca ci viene ogni giorno contrabbandata come “capolavoro” la mia ammirazione e stima per libri che, molto umilmente, non si spacciano per tali ma riescono a fornirci uno spaccato di vita (come nel caso della Tarditi) o riescono a rallegrarci degnamente e senza grandi pretese (come il libro che finirò oggi pomeriggio, uno della serie “Agatha Raisin” che nessun serio intellettuale dei blog altolocati prenderebbe mai in considerazione se non con il sopracciglio sdegnosamente alzato)… la mia stima, dicevo, aumenta ed aumenta ed aumenta.
      Ciao e grazie!

      • angela ha detto:

        Io sono una persona molto semplice ho lavorato fino a due anni fa, adesso sono in pensione faccio la nonna a tempo pieno,la mia passione è leggere,sto leggendo i libri di Laura Trossarelli una scrittrice di Torre Pellice secondo me veramente belli .Ciao e buona lettura.

  6. gabrilu ha detto:

    @angela
    Torre Pellice! 🙂 Che posto delizioso. Ci sono stata parecchie volte anni fa per lavoro, e ricordo lunghe passeggiate la sera, nel silenzio…
    Laura Trossarelli: non l’avevo mai sentita nominare, ho fatto una breve ricerca in rete ed ho trovato. Che belle, queste scoperte.
    Poi, magari, se hai voglia di parlarcene, di queste tue letture, sarebbe molto bello.
    Ciao, grazie e… spero proprio che tornerai a trovarci 🙂

    • angela ha detto:

      Abito a SAn SEcondo di Pinerolo sono d’accordo con te Torre è un bel posticino tranquillo dove si vive ancora molto bene.Ho trovato i libri dellaTrossarelli alla fiera del libro al forte di Fenestrelle,èuna manifestazione da vedere te la cosiglio.Avrei altre cose da raccontarti ma i mie nipotini reclamano la mia attenzione .Ciao alla prossima.

      • gabrilu ha detto:

        @angela
        racconta, racconta… 🙂

      • angela ha detto:

        Oggi sono senza le mie birbe ed ho finito di leggere un bel libro di Clara Sànchez a me è piaciuto molto il titolo è La voce invisibile del vento,è sicuramente diverso dai libri della Tarditi ma molto avvincente.Se ti puo interessare il 22 luglio ha aperto la fiera del libro a Fenestrelle la si puo visitare fino alla fine di settembre.Ciao se sei in vacanza divertiti.

  7. gabrilu ha detto:

    @Angela
    grazie per la segnalazione 🙂
    Io sono in partenza per tutt’altri lidi, ma chissà, magari altri che sono passati da qui in questi giorni hanno potuto approfittare della notizia.
    Ciao, grazie e buona estate 🙂

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