VASILIJ GROSSMAN – DUE LETTERE ALLA MADRE MORTA

Vasilij Grossman e la madre, 1914Vasilij Grossman con la madre Ekaterina Savel’evna nel 1914

Alla madre, massacrata dai nazisti nel 1941, Grossman scrisse  due lettere, la prima datata 15 settembre 1950 e la seconda il 15 settembre 1961. Come se lei fosse (stata) ancora in vita.

Nel massacro compiuto nel 1941 a Berdicev in Ucraina dalle SS e dagli Einsatzgruppen in soli tre giorni vennero fucilati tutti gli ebrei (circa trentamila) della città. Tra quei milioni di ossa di gente fucilata o gettata ancora viva nelle fosse comuni (malati o anziani per i quali “non valeva la pena sprecare nemmeno una pallottola”) c’erano anche quelle di Ekaterina Savel’evna, la madre di Vasilij Grossman.

Solo nel 1943 Grossman, al seguito delle truppe sovietiche in marcia verso Berlino, può tornare a Berdicev, che si trova lungo il percorso, ed è solo allora che scopre che tra i milioni di ossa che giacciono ancora nell’enorme fossa comune ci sono anche quelle di sua madre.

Il ricordo della madre e il senso di colpa per non essersi adoperato a farla mettere in salvo a Mosca allontanandola da Berdicev lo accompagnerà per tutta la vita.

Alla madre morta Grossman scrisse — come se lei fosse ancora in vita — due lettere, la prima datata 15 settembre 1950 e la seconda il 15 settembre 1961.

Entrambe le lettere sono riportate integralmente nel libro di John e Carol Garrard Le ossa di Berdicev. Vita e destino di Vasilij Grossman nella sezione “Appendice. Documenti d’archivio” a pag. 465 e segg.

Sono documenti straordinari, profondamente commoventi, che meritano di esser letti per intero non solo perchè contribuiscono a documentare una volta di più — qualora ce ne fosse bisogno — la grande umanità di Vasilij Grossman ma contribuiscono anche a far comprendere meglio ai lettori di  Vita e Destino il senso e lo straziante dolore che stanno dietro alle parole che Grossman, nel romanzo, mette nell’ultima lettera che, dal lager in cui è stata deportata dai nazisti, la madre ebrea di uno dei protagonisti del libro indirizza al figlio, il fisico teorico Sturm

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La prima lettera è del 15 settembre 1950.

In quei giorni  Grossman stava lottando per far pubblicare Per una giusta causa.

Carissima Mamma,
sono venuto a sapere della tua morte nell’inverno del 1944. Sono arrivato a Berdicev, sono entrato nella casa dove avevi vissuto con zia Anjuta, zio David e N ataa e ho capito che eri morta. Eppure già dal settembre 1941 sentivo nel mio cuore che te ne eri andata. Mentre ero al fronte, una volta ho fatto un sogno: entravo in una stanza, che sapevo essere tua, e vedevo una poltrona vuota; seppi all’istante che vi avevi dormito. Tolsi dalla poltrona lo scialle con cui eri solita coprirti le gambe. Sono stato a lungo a osservare la poltrona vuota e quando mi sono svegliato sapevo che eri morta. Non conoscevo la terribile morte che avevi patito. Ne venni a conoscenza solo dopo essere arrivato a Berdiacev e dopo aver chiesto a quelli che sapevano del massacro avvenuto il 15 settembre 1941. Ho provato a immaginare il tuo assassinio dozzine e forse centinaia di volte e il modo in cui sei andata incontro alla tua fine. Ho provato a immaginare l’uomo che ti ha uccisa. E stata l’ultima persona che ti ha vista viva. So che hai pensato a me per tutto il tempo.
Sono trascorsi più di nove anni da quando ti scrivevo lettere in cui ti raccontavo della mia vita e delle mie vicissitudini. In questi nove anni così tante cose hanno riempito il mio cuore che ho deciso di scriverti per raccontartele, e anche per lamentarmi, dal momento che non mi è davvero rimasto più nessuno a cui importi dei miei dispiaceri. Tu eri l’unica che se curasse.
Con te sarò onesto e ti racconterò tutto ciò che provo, ma può darsi che questa non sia la verità completa sul mio conto, poichè dopotutto nei miei pensieri avverto non solo ciò che è vero, ma probabilmente molto altro che è falso e sciocco. Ma innanzitutto voglio dirti che in questi ultimi nove anni ho avuto la conferma che ti voglio bene per davvero, che i miei sentimenti per te non sono affatto mutati.
Non ti ho dimenticata e non sono stato capace di guarire dalla tua perdita. Il tempo non ha alleviato il dolore.
Oggi ti penso proprio come se fossi viva, viva come quando ci siamo visti per l’ultima volta e come quando da piccolo ti ascoltavo mentre leggevi ad alta voce. E il mio dolore è tanto grande oggi quanto il giorno in cui quel vicino di via Uilianaja mi disse che eri morta e che non c era più nesstma speranza di trovarti viva. E sento che il mio amore per te e questa terribile agonia sono ancora oggi uguali e rimarranno con me fino alla fine dei miei giorni.

Vasilij Grossman con la madre e la figliaVasilij Grossman con la figlia Katya e la madre Ekaterina Savel’evna nel 1940.
© 2010 The New York Times Company

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La seconda lettera è del 15 settembre 1961.

Grossman stava tentando — invano — di farsi restituire i manoscritti di Vita e Destino sequestrati dal KGB.

Riferiscono i Garrand che nella stessa busta da loro  reperita negli archivi,     si trovava, insieme a queste lettere,  una fotografia di corpi nudi in una fossa. La foto    era
stata scattata da un luogotenente delle SS, Eiber, ufficiale di comando di un’Ezhsatzgruppe.

Cara Mamma, sono passati vent’anni dalla tua morte. Ti voglio bene; penso a te ogni giorno della mia vita e il dolore per la tua perdita mi ha costantemente accompagnato in questi vent’anni trascorsi. Dieci armi fa, quando ti scrissi la mia prima lettera dopo la tua morte, tu eri rimasta proprio la stessa di quando eri in vita, mia madre nel mio corpo e nella mia anima. Io sono te, cara Mamma, e dunque fintantochè vivrò anche tu vivrai. Quando morirò, continuerai a vivere in questo libro [Vita e Destinol, che ho dedicato a te e il cui destino è strettamente legato al tuo. Negli ultimi vent’anni anche molte persone che ti amarono sono morte. Tu non vivi più nei cuori di Papà, o in quello di Nadja e di zia Liza -tutti se ne sono andati.
E mi sembra che il mio amore per te sia ancora più grande e intenso perchè ora sono rimasti cosÏ pochi i cuori ancora in vita nei quali anche tu vivi. Lavorando [a Vita e Destino] negli ultimi dieci anni ho pensato a te costantemente. Il mio romanzo è dedicato al mio amore e alla mia devozione per il popolo. Questa è la ragione’ per cui è dedicato a te. Per me tu sei l’umanità e il tuo terribile destino è il destino dellÏunanità in questi tempi inumani.
Per tutta la mia vita ho creduto che ciò che di buono, onesto e gentile si trova in me, il mio amore per il prossimo, venisse da te. Tutto ciò che in me vi è di cattivo, invece, non proviene da te. Ma tu mi vuoi bene, Mamma, e mi vuoi bene anche con tutto il male che porto in me. ‘
Oggi, così come di frequente accade in questi ultimi anni, rileggo alcune delle lettere che mi hai inviato, lettere tra le centinaia e centinaia che mi hai scritto. Sto anche rileggendo le lettere che hai scritto a Papà.
E oggi ho pianto di nuovo, mentre le rileggevo. Ho pianto perchè hai scritto: <<sjoma [cioè semion osipoviacl, so che non vivrò per sempre.
Uno di questi giorni capiterà che di punto in bianco mi ammalerò seriamente e lo resterò a lungo. Mi chiedo allora che cosa farà il mio povero piccolo bambino e come si potrà prendere cura di me. Quanti problemi.
Piango di nuovo quando, vivendo da sola, dici che la vita sotto lo stesso tetto con me sarebbe la tua unica gioia, ma poi scrivi a Papà:
´Mi sembra, pensandovi assennatamente, che se Vasja avesse sufficiente spazio, potresti trasferirti da lui. Ti ripeto che ora sto benone.
Non preoccuparti per la pace del mio cuore; sono in grado di proteggere la mia felicità interiore dal mondo che mi circonda.
Piango sulle tue lettere perchè invesse vedo la tua bontà, la purezza del tuo cuore, il tuo destino terribile e amaro, la tua onestà e generosità, il tuo amore per me, la tua attenzione nei confronti del prossimo e la tua stupenda intelligenza.
Non ho timore di nulla, perchè il tuo amore è con me e perchè il mio amore rimarrà con te per sempre.

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Ringrazio molto Andrea Parrino non solo per avermi sollecitato (a ragione) a pubblicare le due lettere sul blog ma soprattutto per avere investito del tempo per cercare, trovare ed infine inviarmi il file audio contenente la lettura della lettera di Grossman ascoltata nel corso della  puntata della trasmissione di RadioTre “Uomini e profeti” del 23 Gennaio 2010 in cui, in occasione del Giorno della Memoria, Gad Lerner ha parlato di Vasilij Grossman.

Ho convertito il file audio in formato .mp3 e l’ho messo >>QUI (spero funzioni tutto a dovere e che possiate ascoltarlo senza problemi. Volendo, potete anche scaricarlo)

Berdicev.Casa della madreLa casa della madre di Grossman a Berdicev

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9 risposte a VASILIJ GROSSMAN – DUE LETTERE ALLA MADRE MORTA

  1. arden ha detto:

    Grazie. Sono bellissime.

  2. Elettra ha detto:

    Grazie, sono veramente commoventi ed importanti per capire meglio quello splendido libro che è :Vita e destino. Lettura davvero indimenticabile!

  3. gabrilu ha detto:

    @arden, @elettra
    …su con la vita, ragassee 🙂
    Intanto siamo almeno in tre (io, arden ed Elettra) ad apprezzare.
    Non è poco, considerando che stiamo parlando di un Tizio che è stato semplicemente uno dei più grandi uomini e scrittori del Novecento e non solo.

    Chi volete che se lo fili, uno così? Siamo seri.

    Ma traquille, ragassse: sul trampolino di lancio ho dell’altro.
    Arriverà
    Oh, se arriverà! 🙂
    🙂

  4. Dragoval ha detto:

    Quattro, come sai bene….
    Dopo la lettura di Vita e destino , il mondo non si guarda più con gli stessi occhi (e non è tanto per far retorica).

  5. Sandra ha detto:

    Cinque…” Vita e destino” è IL LIBRO .
    Leggendolo l’ animo si arricchisce, mentre il cuore si dilata….Grazie!

    • gabrilu ha detto:

      @Sandra e @Tutte/i
      già che ci sono: sapete che Vita e Destino lo si può acquistare adesso anche in eBook?
      Io mi sono fiondata e l’ho comprato subito. Utilissimo perchè:
      – me lo posso portare appresso
      – posso fare ricerche testuali nel file e in un battibaleno ritrovar brani, stralci, nomi etc.
      Il che non è affatto banale, considerato il malloppone e la selva di nomi e robine da tenere a mente….

  6. Alessandro ha detto:

    Concordo con tutti Voi… Il libro di Grossman è un “universo” vita/morte/odio ma soprattutto amore…

    PS – Hai visto il Film x la TV russa ?

    http://russia.tv/video/show/brand_id/12045/video_id/163112/viewtype/picture

    2 anni fa ebbi la fortuna di vedere la versione tetarale fatta da Dodin… tanto bella e pregnante che mi fece passare il mal di denti (x una sera)

  7. gabrilu ha detto:

    @Alessandro
    putroppo io non riesco a visionare il video, non so perchè. Forse è necessario qualche misterioso plug-in che io non ho? Ci ho provato e riprovato ma niente. Argh, che frustrazione 😦
    Ma anche se non ci riesco io magari ci riescono altri, a vederlo, perciò grazie comunque! 🙂

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