SWANN COMPIE CENTO ANNI

Proust Du cote de chez Swann

“Longtemps, je me suis couché de bonne heure. Parfois, à peine ma bougie éteinte, mes yeux se fermaient si vite que je n’avais pas le temps de me dire: «Je m’endors. »

Du cote de chez swann incipit

Con questa frase, uno dei più celebri incipit della letteratura mondiale, si apre Du côté de chez Swann. Con questa frase inizia il lunghissimo cammino che porterà il lettore, dopo migliaia di pagine, all’ultima parola che chiude il cerchio dell’immensa opera di Proust e che è: “le Temps”. Longtemps e le Temps.

Du côté de chez Swann, primo volume di À la recherche du temps perdu venne pubblicato da Grasset nel 1913.

Swann compie cento anni.

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Il 1913 è, per l’arte e la letteratura, un “anno magico”: per la Francia, è l’anno di Le Grand Meaulnes d’Alain-Fournier, Alcools di Apollinaire, La colline inspirée di Barrès. E poi ancora Cendras, Barnabooth di Larbaud, Jean Borois di Roger Martin du Gard, Stèles di Segalen. E’ l’anno dei Balletti Russi e della Sagra della primavera di Stravinsky, della fondazione del teatro del Vieux-Colombier da parte di Coupeau. In Germania esce La morte a Venezia di Thomas Mann, Franz Kafka pubblica La condanna e La metamorfosi, in Italia Grazia Deledda Canne al vento. In Irlanda Joyce pubblica Dubliners mentre a Vienna esce Totem e Tabu di Freud. Nelle arti figurative brillano i nomi di Kandinsky, Modigliani, Chagall, Duchamp…

Il 1913 è un anno importante anche per la vita privata di Proust, l’anno in cui entrano a far parte della sua vita due persone che saranno fondamentali, per lui: Céleste Albaret, che gli rimarra accanto fino alla morte (e che, detto tra parentesi, suggerì a Proust l’idea di incollare i fogli manoscritti nelle ormai arcifamose paperoles), ed Alfred Agostinelli. La travagliata storia d’amore con Agostinelli e la morte di questi forniranno gran parte del materiale per la costruzione del personaggio di Albertine, della sua fuga, della sua morte.

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Nel marzo del 1913, dopo che il manoscritto — al quale lavora dal 1908 — è stato rifiutato da Fasquelle, dal Mercure de France, da Ollendorf e dalla Nouvelle Revue Française diretta da Gide (che si pentirà per tutta la vita di questo errore clamoroso), Proust si decide a pubblicare il romanzo a proprie spese e firma un contratto con l’editore Bernard Grasset.

Proust si vede mandare da Grasset novantacinque (novantacinque!) pacchi di bozze.

Il titolo dell’opera — che è divisa in tre parti — è Les intermittences du coeur. Giudicando il romanzo  troppo lungo perchè possa venire pubblicato in un solo volume, Grasset impone a Proust di renderlo più breve. Proust deve sopprimere tutta l’ultima parte, rimaneggia la terza parte (Noms de pays), che accorcia, e utilizzerà il resto in À l’ombre des jeunes filles en fleurs .

Il racconto dettagliato di questa estremamente tormentata fase di lavoro sulle bozze è interessantissima ed affascinante, ma sarebbe troppo lungo e purtroppo non è possibile, qui, entrare nel dettaglio.

Basti dire che il lavoro di sfrondamento, taglia-e-cuci, rimaneggiamenti risulta decisivo per la genesi dell’opera e per il suo assetto: Proust modifica radicalmente il testo, decide definitivamente i nomi dei personaggi e dei luoghi, corregge, migliora, esita ancora sul famoso incipit…, riflette ancora sul titolo…E’ a partire da questa nuova versione che verrà stabilita l’edizione originale di Du côté de chez Swann, la cui stampa viene finalmente portata a termine l’ 8 novembre del 1913.

La pubblicazione viene accompagnata da un’intervista rilasciata da Proust a Le Temps (13 novembre)

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Le iniziative per celebrare il centenario della pubblicazione di Du côté de chez Swann sono innumerevoli, di ogni genere e in tutto il mondo. Sono talmente tante che non è proprio possibile elencarle qui. Dalla Francia agli Stati Uniti, dall’Italia al Giappone, dalla Germania all’America Latina, specialisti e “lettori comuni”, neofiti ed appassionati di lunga data hanno cominciato già dalla fine del 2012 a rendere omaggio ad uno degli autori più studiati ed amati. Chi fosse interessato ad approfondire non deve far altro che andare su Google e digitare nel campo di ricerca le parole “Swann le centenaire” o qualcosa del genere. Verrà sommerso da una gran quantità di informazioni.

Da parte mia, per il momento scelgo di segnalare Sandro Lombardi che, nella trasmissione Ad alta voce di RadioTre, legge l’integrale di Un amore di Swann nella traduzione di Giovanni Raboni, Mondadori.
>> QUI.

Vi propongo anche un video trovato su YouTube nel quale, oltre che una evocazione del contesto e dell’atmosfera culturale del tempo ed alcuni cenni biografici compare anche la testimonianza di Roger Shattuck, lo studioso americano che a Proust ha dedicato parecchi libri e del quale personalmente ho sempre apprezzato molto l’attenzione da lui dedicata alla grande ironia ed alla potente vena comica presente nell’opera di Proust, aspetto questo non sempre sufficientemente presente nella pur sterminata saggistica europea (ne ho parlato >>qui)

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Informazioni su gabrilu

https://nonsoloproust.wordpress.com
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8 risposte a SWANN COMPIE CENTO ANNI

  1. Rendl ha detto:

    Cara Gabrilù, proprio Domenica scorsa (il 2) ho approfittato del fatto che fosse la prima Domenica del mese per visitare alcuni musei parigini a ingresso gratuito e… m’imbatto nel “Musée Carnavalet”! Non solo: girovagando ai piani alti, vedo la “chambre” di Anna de Noailles! Insieme a quadri e altri oggetti che la riguardano…

    Non puoi immaginare (o forse sì, lo puoi) la gioia, l’emozione, la vertigini che ho provato a imbattermi anche in quella che il cartellino esplicativo chiama la “chambre” di Marcel Proust!

    Non riuscivo a credere ai miei occhi!

    E allora mi sono ricordato di come Proust, per finire l’opera e, al contempo, per venire incontro ai vari acciacchi, avesse deciso a un certo punto di isolarsi dal mondo (mondano e non) per “seppellirsi” in vita dentro quella camera e sopra quel letto…

    Quando ho un po’ di tempo ti mando la foto da me scattata; intanto, mi permetto di aggiungere questo link, per chi volesse vedere di cosa parliamo…

    http://www.carnavalet.paris.fr/es/collections/chambre-de-marcel-proust

    Viva Proust! Viva Swann!

    Rendl

    • gabrilu ha detto:

      @Rendl
      Sei stato fortunato, perché spesso quel piano del Carnavalet è chiuso al pubblico causa carenza di personale e necessità di fare i turni.
      In quel piano ci sono anche molti quadri importantissimi per ogni proustiano che si rispetti (collezione Seligman e non solo). Una vera goduria 🙂

      Metto qui il link ad un piccolissimo video che ho realizzato una delle ultime volte in cui sono andata a Parigi. Sono appunto le stanze da letto di Anna de Noailles e di Proust.

      Il video è di **pessima** qualità, ma non ho potuto fare di meglio perchè le due stanze sono quasi al buio, illuminate quasi esclusivamente dalla piccola lampada accanto ai letti ed io non ero adeguatamente attrezzata…



      Qui ho parlato delle varie case di Proust
      http://www.marcelproust.it/proust/caseproust.htm

      Personalmente, la ricostruzione delle stanza al Carnavalet non mi ha emozionata più di tanto. Certo hanno fatto benissimo a conservarla, ma è talmente “fuori contesto” …
      Molto emozionante invece la semplicissima tomba al Pere Lachaise

      Ciao! 🙂

      P.S. L’accesso al Museo Carnavalet (uno dei miei musei parigini preferiti, una mia meta ricorrente) è **sempre** gratuito 🙂

      • valigiesogni ha detto:

        Prendo nota, prendo nota.
        Ad agosto si va in terra di Francia (mai stata fino ad oggi) e in dieci giorni vorrei vedere di tutto. Impossibile ovviamente. Intanto inizio ad appuntare il Museo Carnavalet. Del resto, di spunti in questo blog ce ne son fin troppi. Non vedo l’ora di partire!

  2. giacynta ha detto:

    Qui per ringraziarti di tutto questo ben di Dio 🙂 Ciao!

    • gabrilu ha detto:

      @Giacyntha
      grazie a te. Come sempre mi succede con Proust, mi faccio prendere la mano 😉
      Proust è un maelstrom dal quale bisogna difendersi. Io cerco di tenermene alla larga per non esserne irrimediabilmente inghiottita per sempre, è anche per questo che ho “fondato” questo blog NonSoloProust 😉
      Ciao! 🙂

  3. Rendl ha detto:

    Carissima Gabrilù! Grazie del video (anche se in HD rende molto bene l’idea!) e grazie delle informazioni! Non sapevo che il “Carnavalet” fosse sempre aperto al pubblico gratuitamente! E purtroppo non ho avuto il tempo per andare a vedere la tomba al Père Lachaise (sebbene una collega francesista me l’avesse segnalata da tempo). Sarà per il prossimo viaggio.
    Marcel Proust – come ogni classico che si rispetti – assorbe e toglie il sonno; fai bene a tentare di mantenere la “distanza di sicurezza”!
    Un abbraccio!

    • gabrilu ha detto:

      @jonuzza
      ma si, festeggiamo, festeggiamo! 🙂
      Grazie a nome di tutti!
      Dussollier è meraviglioso, come lettore di Proust. Ha inciso tutta la RTP, un’impresa ciclopica.
      Io sono riuscita a scaricare dalla rete “Un amour de Swann” da >> qui
      , se a qualcuno può interessare.

      Un altro lettore di Proust che mi piace molto è Jean Louis Trintignant. Anni fa possedevo una sua cassetta (ai tempi delle cassette a nastro) in cui leggeva l’integrale di Swann, ma purtroppo non riesco più a trovarla…
      Vero è che riesco a seguire la lettura ad alta voce solo tenendo in mano il libro e seguendo con gli occhi quello che ascolto con le orecchie, ma ne vale la pena ed insomma meglio di niente… 😉
      Ciao!

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