RIENTRO

Alle TuileriesParigi. Ai giardini delle Tuileries, agosto 2013

 

“Mi rimane difficile scrivere una riga di Parigi quando mi ci trovo: bisogna che mi alzi e me ne vada”.

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“L’anima di una grande città non si lascia catturare tanto facilmente; per comunicare con lei bisogna annoiarcisi, avere almeno un po’ sofferto nei luoghi in cui è circoscritta. Certo, chiunque può munirsi di una guida turistica e constatare la presenza di tutti i monumenti, ma entro i confini stessi di Parigi esiste un’altra città, altrettanto difficile da penetrare come lo fu un tempo Timbuctu”

Julien Green, Parigi

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Informazioni su gabrilu

https://nonsoloproust.wordpress.com
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24 risposte a RIENTRO

  1. vania ha detto:

    Bentornata Gabrilu! ti aspettavo impaziente …

  2. Valeria ha detto:

    Bentornata! Mi sei mancata

  3. valentín ha detto:

    Me alegro mucho de poder volver a leer sus comentarios y seguir sus recomendaciones. Espero que haya tenido un buen verano

  4. nicole ha detto:

    bene bene! 🙂 🙂

  5. Grazia ha detto:

    Ben tornata! Mi sei mancata!

  6. Dragoval ha detto:

    Ci hai fatto fare il collo lungo, a noi poveri happy few …..Bentornata! 🙂 🙂

  7. stephi ha detto:

    bentornata! spero tu abbia potuto fare tante vettovaglie 😉

  8. angela ha detto:

    Spero che ti sia riposata cosi torni a scrivere i tuoi commenti per me molto molto interessanti BENTORNATA.

  9. Lorenzo ha detto:

    Bentornata….che belle le sedie verde salvia dei parchi parigini, non oso immaginare quanto durerebbero da noi.

  10. giacynta ha detto:

    36?:)
    p.s.
    bentornata:)

    • gabrilu ha detto:

      @Giacynta
      ah, finalmente una che s’è accorta delle mie splendide e vissutissime Superga rosse! 🙂
      …No; 37 (non ho il piedino di Cenerentola, sob. La scarpina di vetro l’avrei fracassata e il Principe mi avrebbe detto “pfui!” 😦

  11. gabrilu ha detto:

    Care tutte/cari tutti
    grazie per il “bentornata” nelle molteplici forme.
    Non so bene cosa sarà di questo blog.
    Stimoli ed idee moltissime, anche troppe, se è per questo, ma poi mi assilla sempre la domanda: “…ma quello che interessa me interesserà anche altri?” e mi metto a ciondolare.
    Boh. Vedremo.

  12. nicole ha detto:

    “Stimoli ed idee moltissime, anche troppe..”

    …e lo dici così?? Lasciandoci intendere che non sai bene cosa ne sarà del blog? Mi metti ansia.
    Ma se in tanti non si aspettava altro che tuo rientro!
    Sì, ci interessa, son sicura che a parecchi di noi interessa cosa bolle in tua pentola!
    Hai fatto vacanza e ora al lavoro, madame Gabrilù! 🙂 🙂

  13. Angelica Carrara ha detto:

    Bentornata Gabrilù!Ti seguo da sempre ma non ho mai commentato!Ti devo molto in termini libreschi!Fra tanti:”Effi Briest”è diventato uno dei miei classici preferiti,”Un’eredità di avorio e ambra”è il libro che regalo di + in assoluto,Thomas Bernhard una pacevolissima scoperta..Solo per citarne qualcuno…E per ultimo ma non ultimo , i numerosissimi spunti dell’amatissimo Proust!Tutto questo per ringraziarti e per dimostrarti che i tuoi consigli di lettura sono interessantissimi!

    • gabrilu ha detto:

      @Angelica Carrara
      Sono davvero molto, molto contenta che ti siano piaciuti “Effi Briest” e “Un’eredità di avorio e d’ambra” (sul quale tornerò presto, in un certo senso 😉
      Bernhard è uno scrittore particolarissimo, ti pare? O lo si ama o lo si odia (conosco lettori di tutto rispetto che proprio non lo sopportano) ma in ogni caso è uno “tosto” e che lascia il segno…
      Spero di rileggerti presto: gli stimoli e le sollecitazioni non sono mai a senso unico. Quanti spunti mi sono, negli anni, venuti da voi!
      Ciao! 🙂

  14. Leonardo ha detto:

    La lettura, come suggerisce il Midrash, è infinita.
    In questo suo sempre rinnovarsi consiste il dono che riceviamo quando leggiamo.

    La lettura è un occasione, una possibilità per ampliare il mondo; ma soprattutto, così a me sembra, per guadagnare una prospettiva nuova da cui guardarlo, da cui guardarsi.

    Decisivo, allora, è ascoltare. Ascoltare le altre letture, che liberano dal testo un senso nuovo, altro, al quale noi non avevamo posto attenzione e così ritornare alle nostre di letture e farle crescere.

    Come spiegare la perdita del privilegio di ascoltare le sue di letture? Non possono certo valere parole come “…ma quello che interessa me interesserà anche altri?” altrimenti come la mettiamo con le affinità di lettura/e tra lettori???

    E poi, non proprio adesso, che si parla di Chassidismo (no, non può essere, non sarebbe da nonsoloproust): in merito vorrei segnalarle alcuni testi che forse già conosce:

    1) Martin Buber, Storie e leggende chassidiche, a cura di Andreina Lavagetto & altri, Meridiani Mondadori;
    2) Martin Buber, Il messaggio del chassidismo, a cura di Francesco Ferrari, Giuntina editore;
    3) Paolo De Benedetti, Introduzione al giudaismo, Morcelliana editore;
    4) Emanuela Ghini, Il Segreto dei Chassidim, EDB editore.

    A presto allora e buona lettura.

    Leonardo

    • gabrilu ha detto:

      @Leonardo
      grazie.
      Per i suggerimenti bibliografici: i due di Martin Buber li conosco per sentito dire ma non li ho letti, gli altri due non li conosco affatto. Memorizzo il suggerimento.
      E già che siamo in tema: proprio ieri ho adocchiato in libreria ed ho sfogliato (ma purtroppo di fretta, non avevo molto tempo) questo libro:

      Paul KRIWACZEK
      “YIDDISH. Ascesa e caduta di una nazione”
      ed. LINDAU

      Mi incuriosisce/interessa parecchio ma, ripeto, non ho avuto tempo di approfondire.
      Notizie, pareri, suggerimenti in proposito?

      (Sul perché poi mi interessa questo filone tanto da aver voglia di leggermi addirittura libri del genere, è cosa su cui io per prima da qualche tempo mi sto interrogando. Qualche risposta sto cominciando a darmela, magari un giorno o l’altro ne parlerò…)
      Grazie di tutto 🙂

  15. monicavannucchi ha detto:

    Cara gabrilù, bentornata anche da parte mia! il tuo blog è un complemento immancabile delle mie settimane e un posto piacevole dove riposarsi dopo scorribande un po’ inutili in rete; trovo sempre cose belle e ben scritte (e questo per me è importante) che mi fanno venire voglie nuove e nuove idee. perciò, per quel che conta il mio parere, non smettere di dispensare i tuoi consigli di lettura e le tue analisi dotte. un abbraccione, monica

    • gabrilu ha detto:

      @Monica Vannucchi
      naaaaa!….. “dotte analisi”?!?! proprio noooooo! E’ questo l’effett(acci)o che faccio?
      Orrore e raccapriccio! 😦
      …Ma capisco (o almeno credo di capire) lo spirito con cui hai scritto questa cosa per me terrificante, e dunque grazie 🙂
      Da parte mia, dico solo che quando scrivo di un libro o un qualunque post cerco di documentarmi ed argomentare. Lo faccio per me e per rispetto di chi mi legge.
      Tutto qua.
      Ciao e a presto 🙂

      • monicavannucchi ha detto:

        ma non volevo!!! era proprio nel senso che dici tu che intendevo, che ti documenti e argomenti, e dici quel che pensi veramente e si sente! c’era un po’ di ironia insomma in “dotte analisi” , ma forse ho dimenticato la faccina, e ormai senza faccine si rischia grosso:-) ti abbraccio, m.

  16. Leonardo ha detto:

    P. Kriwaczek chi è costui?

    Ammetto che non lo conosco. Ho cercato in Magris – “L’anello di Clarisse” e “Lontano da dove” – ma né lui né Cataluccio, nel suo imperdibile “Vado a vedere se di là è meglio” – ricchissimo di personaggi, storie e ritratti – ne fanno parola.

    Però c’è un però: in rete, nel sito dell’università di Firenze, sezione studi Slavistici, mi sono imbattuto in un articolo della rivista Studi Slavistici:

    The Jewish Experience in Poland (2006-2012). Updating A Tentative Bibliography (“Studi Slavisti- ci”, III, 2006)

    Scaricabile in formato pdf alla seguente url:

    http://www.fupress.net/index.php/ss/article/view/12235/11601

    Qui di seguito l’abstract dell’articolo:

    This bibliography updates a previous work mirroring the image of Polish Jewry in the Italian editorial and cultural panorama. The main part of the bibliography covers books translated from Polish (and Yiddish) and essays (books and short articles) which concern our theme. However its structure differs from that of the previous paper as a short section, devoted to literary works written in different languages (mainly English and Hebrew, but also Italian and one in French) has been added. In the Introduction, starting from an article published by Pietro Marchesani in 1979, the author traces a short story of the success of the Polish Jewish theme in Italian Slavic Studies.

    Di fatto una bibliografia del mondo Ebreo Polacco nell’editoria Italiana, e qui ho trovato il nostro autore, citato proprio con il testo che lei segnala.

    Capisco che non è molto, ma vederlo presente in un lavoro con quelle finalità, mi aiuta a collocare meglio il testo di un autore che non conosco.
    Adesso non resta che passare da una conoscenza per sentito dire ad un close reading.

    Grazie della segnalazione!

    Leonardo

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