EGOISMO ARTISTICO

Tintoretto uomo barba bianca part.

Tintoretto, Uomo dalla barba bianca
Vienna, Kunsthistorisches Museum (part.)

“Probabilmente soffro anch’io di quello che sono solito chiamare egoismo artistico, in fatto di arte voglio che tutto appartenga soltanto a me, voglio essere soltanto io a possedere il mio Schopenhauer, il mio Pascal, il mio Novalis, e il mio amatissimo Gogol’, voglio essere solo e soltanto io a possedere questi prodotti artistici, queste invettive artistiche geniali, io solo voglio possedere Michelangelo, Renoir, Goya, disse, quasi non riesco a sopportare che al di fuori di me ci sia qualcun altro che possiede e gode i prodotti di questi artisti, di questi geni, e già l’idea che qualcun altro all’infuori di me apprezzi anche solo Janàcek, Martinu o Schopenhauer o Descartes, mi è quasi insopportabile, voglio essere l’unico, questo è naturalmente un atteggiamento tremendo, aveva detto Reger allora. Sono un pensatore possessivo, così Reger allora nel suo appartamento. Presterei volentieri fede all’idea che Goya abbia dipinto solo e soltanto per me che Gogol’ e Goethe abbiano scritto solo e soltanto per me, che Bach abbia composto solo e soltanto per me. Ma poiché questa è un’idea balzana e per giunta oltremodo meschina, io in definitiva sono sempre infelice, lei certo mi capisce, aveva detto Reger allora. per quanto ciò sia assurdo, così Reger allora, quando leggo un libro ho comunque la sensazione e la convinzione che il libro sia stato scritto solamente per me, se guardo un quadro, ho la sensazione e la convinzione che sia stato dipinto solamente per me, e così il brano musicale che ascolto, composto solamente per me. In tal caso, com’è naturale, leggo e ascolto e guardo in un grave errore, e provo tuttavia un piacere immenso, così Reger allora”

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10 risposte a EGOISMO ARTISTICO

  1. arden ha detto:

    Ah, Gabrilù, lui ha il coraggio di dirlo…

  2. Angelica Carrara ha detto:

    Questo libro m’ispira tantissimo.Mi piace il connubbio arte letteratura…E se il punto di vista è dell’originalissimo Bernhard le premesse x un buona lettura ci sono tutte!Davanti a certe opere d’arte e leggendo i libri che amo di più, ho peccato anch’io di egoismo artistico!!!

    • gabrilu ha detto:

      @Angelica Carrara
      Innanzitutto, che piacere vedere che ci sono persone che apprezzano Bernhard! E questo, te lo dico in barba a quell’egoismo artistico di cui lui parla. Alzi la mano chi se ne ritiene immune!
      Ciao! 🙂

  3. Rendl ha detto:

    “Così Reger allora” a mo’ di ritornello… Ogni volta che mi capita di buttare l’occhio su una frase di Bernhard mi viene da sorridere, è incredibile il modo in cui riesce a piegare la frase a un ritmo assurdamente innaturale e, al contempo, incredibilmente musicale. “La musica di Bernhard”, potrebbe essere il titolo per un saggio sul Nostro (e chissà che qualcuno non l’abbia già fatto o scritto o pubblicato, un saggio del genere).
    Un abbraccio da Rendl

  4. gabrilu ha detto:

    @Rendl
    Che piacere, sempre, rivederti qui 🙂

    Bernhard suonava il violino, frequentò il Mozarteum (anche dicendone peste e corna, ma insomma di musica ne masticava eccome, studiò a lungo musica e canto). Nei suoi romanzi c’è molta musica, ed anche se in “Antichi maestri” fa dire al protagonista Reger che Bach è “grasso e puzzolente”, noi ormai non ci facciamo più prendere in giro da lui, non è vero? 😉

    Il linguaggio di Bernhard in particolare: personalmente, quando lo leggo ho sempre in testa la musica di Bach. Non so se la cosa abbia un senso, ma credo di sì.

    Da qualche parte poi ho letto (purtroppo non ho memorizzato la fonte) che Bernhard disse (in un’intervista, se non ricordo male):

    “No, non si può tradurre… nel mio caso in particolare il libro dovrebbe essere suonato dovunque in tedesco, con un’orchestra”.

    Meno male, dico invece io, che i suoi libri vengono tradotti, altrimenti non potrei leggerlo, anche se sono certa che in tedesco devono essere ancora più belli…

    In “Gelo”, che ho terminato di leggere proprio stanotte, Bernhard fa dire al pittore Strauch:

    “il linguaggio si avvicina alla musica, il linguaggio non ha piú la forza di raggirare la musica, deve avvicinarsi alla musica, il linguaggio è un’unica debolezza, il linguaggio della natura cosí come il linguaggio dell’oscurità della natura, come il linguaggio dell’oscurità degli addii…”

    Bibliografia: sono certissima che in tedesco esiste parecchio materiale, ma purtroppo non leggo il tedesco. In italiano, finora sono riuscita a trovare solo questo:

    “Thomas Bernhard e la musica”
    a cura di Luigi Reitani
    Carocci Editore, 2006

    La scheda del libro >> qui

    Ciao! 🙂

  5. Dragoval ha detto:

    Fresca di lettura, direi davvero che la posizione di Reger è paradossale,visto che non ha fatto altro che obbligare sua moglie a condividere ogni molecola della sua cultura e della panca della sala Bordone su cui si sedevano a contemplare L’uomo dalla barba bianca …..
    Senza contare che l’eventuale egoismo artistico può essere soddisfatto senza problemi, dal momento che lo stesso quadro, lo stesso libro, la stessa musica comunicano a lettori, osservatori e ascoltatori diversi emozioni del tutto personali e spesso incomunicabili (relativismo in pillole).

    • gabrilu ha detto:

      @Dragoval
      Provo ad aggiungere qualcosa anch’io. Secondo me, il lettore (o comunque un appassionato fruitore di una qualunque forma di espressione artistica) è sì in qualche misura egoista, ma soprattutto è molto ***ambivalente***.

      Intendo dire che, se ad es. Caio ama lo scrittore (o il pittore, o il musicista) Tizio, da una parte vorrebbe che Tizio fosse apprezzato ed amato da quanta più gente possibile e ci resta malissimo se si rende conto che invece il proprio apprezzamento non viene condiviso o, peggio, viene sbeffeggiato da altri; contemporaneamente , vorrebbe anche, però, mantenere Tizio soltanto per sé. Ne è geloso.

      “Vorrei e non vorrei / mi trema un poco il core”
      L’inesprimibile ambivalenza del lettore, insomma… 🙂

  6. Rendl ha detto:

    Gabrilù, tu sei una fonte inesauribile di conoscenza! Grazie mille del link al saggio su Bernhard e la musica! Grazie mille davvero!

    Mi domando (e ti domando) se il Nostro amasse o leggesse Proust, un altro “musicista” che non perde lustro nelle traduzioni (o almeno, per quanto ne so io, quella di Garboli mantiene abbastanza la “musicalità” e il ritmo di quella dell’originale).

    “Il Gelo” mi manca, l’ultima cosa che ho letto di Bernhard è “La cantina”: un pezzetto della sua autobiografia fittizia che – come quasi tutti i suoi libri – fa morire dal ridere e mette angoscia e paura allo stesso tempo.

    Un abbraccio forte,

    Rendl

    • gabrilu ha detto:

      @Rendl
      Non so se Bernhard fosse un lettore di Proust ed eventualmente cosa ne pensasse.
      Posso però dirti che — e lo so che può apparire paradossale — secondo me l’opera di Bernhard e quella di Proust hanno molti più elementi comuni di quanto possa apparire. E non mi riferisco solo alla musicalità della loro scrittura.

      Bella la tua descrizione dell’effetto che fa su di te la scrittura di Bernhard. Mi è piaciuta tanto che me ne sto appropriando e me la sto “rivendendo” 🙂

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