AHO. QUANNO CE VO’ CE VO’

così gabrilu.
Pensando a Thomas Bernhard.
Non solo ma anche.


Aver a che fare con Bach e Gould è già un bel daffare.
Se poi, come io sto facendo, cerco  di imbucare  anche  un  Thomas Bernhard  (si, quello del  basso continuo, quello del  “così  Tizio” e il “così   Sempronio”) … eh

Lo so, cari  Happy Few… Mi sto allargando troppo.

… Però che goduria, questi tre (in  rigoroso ordine alfabetico: Bach, Bernhard, Gould).

Che meraviglia.

O no?

 

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5 risposte a AHO. QUANNO CE VO’ CE VO’

  1. Silvan ha detto:

    Per carità di patria mi iomito a commentare con un “mah!”.

  2. Dragoval ha detto:

    E perché ti staresti allargando? Anzi.
    Per chi ti legge, anche se chilometrici, i tuoi post sono parum semper, numquam satis .
    Si può continuare a sentire Bach senza Gould, dopo Gould?
    Secondo me no.
    E non lo dico da adesso, ma dagli splendidi programmi a lui dedicati su Rai Tre da Piero Rattalino, che mi ha iniziata alle Variazioni Goldberg sull’ala del turbine intelligente.
    Che poi anche Gabrilu e Thomas Bernhard amassero tanto Glenn Gould l’ho scoperto molti anni dopo…;-)

  3. arden ha detto:

    Ah, davvero che meraviglia !
    Grazie, Gabrilù.

  4. Mariarosa ha detto:

    Bach e Gould li amo, Bernhard mi ha lasciata con un’amarezza profonda… ho letto solo Il soccombente e non ho letto altro, mi è sembrato tristissimo…

  5. gabrilu ha detto:

    @Mariarosa
    lo so, lo so. Bernhard può fare quest’effetto.
    Premesso che non voglio cercare di convincere alcuno a farsi piacere un autore che non gli piace, ti dico solo che a me Bernhard fa tutt’altro effetto.

    Mi è piaciuta molto la formula che ha utilizzato Rendl nel suo ultimo commento al post “Egoismo artistico” quando scrive”fa morire dal ridere e mette angoscia e paura allo stesso tempo”.
    La faccio mia.
    Leggendo “Perturbamento” (dei libri di B. che ho letto sinora, uno dei più tetri, pieno zeppo di malati e mostri e con un lunghissimo e tostissimo e molto impervio monologo che da solo prende tutta la seconda metà del libro) mi sono ritrovata molto spesso a ridere a crepapelle, a volte senza capire io stessa il perché…
    Misteri della (grande) letteratura!
    Ciao! 🙂

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