NON CI SARANNO INEDITI

Si, Alice, brucia, incenerisci, insomma distruggi tutto.

Non lasciare nulla di cui non ti ritenga pienamente soddisfatta e che consideri incompiuto.

Spero che almeno il tuo testamento non venga tradito.

Non lasciare che gli sciacalli ravanino tra i tuoi appunti, tra le tue bozze. Non lasciare che succeda a te quello che è successo a (tanto per dire) Nabokov con L’originale di Laura, o a Elias Canetti con Party sotto le bombe. E a tanti altri.

Insomma, se lo vuoi veramente, ce la puoi fare a non farti sciacallare.

Lo spero proprio.

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5 risposte a NON CI SARANNO INEDITI

  1. Rendl ha detto:

    Questa specie di ossessione o “mania” di andare a curiosare nelle scartoffie dello scrittore come se tra le scartoffie possa trovarsi il gioiello più pregiato… È una curiosità molto umana (tutta umana, direi), ma a volte spinge – come ricordi bene e citi tu – a pubblicare opere non all’altezza, o bozze di opere mai portate a termine.
    Quando leggevo “L’originale di Laura”, a ogni pagina, a ogni riga, pensavo: “Povero Vladimir, ma perché? Siamo sicuri che suo figlio abbia fatto la cosa migliore?”. E poi ogni tanto questi dubbi venivano spazzati via da frase folgorante, da un’immagine scioccante (alla Nabokov) che mi spingeva a dire: “Grazie Dimitri, che l’hai fatto pubblicare!”.
    Difficile davvero mantenere la giusta distanza tra ciò che l’autore vuole sotterrare e ciò che il lettore vorrebbe scovare nelle opere incompiute.
    Un abbraccio forte!

    • gabrilu ha detto:

      @Rendl
      bizzarro che sia nel caso di Nabokov che in quello di Canetti siano stati i figli a fare l’operazione di recupero. Voglio pensare con le migliori intenzioni di questo mondo.
      Per quanto mi riguarda, sono dell’idea che al di là di tutto si dovrebbe cercare di rispettare la ***reale volontà*** dello scrittore/della scrittrice.
      Tutto spingerebbe a supporre che le persone che sono state più accanto dovrebbero conoscere le sue reali volontà, desideri.
      Si suppone. Dovrebbe. ma credo che poi le cose vadano diversamente caso per caso. A
      volte la decisione può rivelarsi giusta, a volte no.
      A volte in ottima fede, a volte, ahinoi, per mera avidità commerciale.
      Dipende molto anche, io credo, dal grado di di incompiutezza delle bozze.
      Insomma, non è facile avere una posizione che sia valida sempre e per tutti.

  2. Silvia Pareschi ha detto:

    Lo spero anch’io. E non capisco come le migliori intenzioni dei figli possano portare a ignorare il desiderio del genitore.

  3. nicole ha detto:

    Credo che sia fondamentale rispettare le volontà dello scrittore…i tormentoni degli inediti mi urtano abbastanza anche perchè solo di denaro si tratta, diciamolo.Ma se non si lascia nulla di scritto, ovvio che eredi possono fare.
    Mi pare che ” il giorno del giudizio”, libro da me amatissimo, di Sebastiano Satta, fosse stato trovato alla sua morte in un cassetto.Se qualcuno è più informato me lo dica, ecco in questo caso è stata una fortuna che fosse pubblicato.Non so bene la storia, forse non vi erano ostacoli
    ” testamentari”:un grande giurista come Satta avrebbe scritto tutto per bene se non avesse voluto la pubblicazione. Forse voleva solo che passassero congruo numero anni visto che parlava della società nuorese e non voleva che figli e nipoti di alcuni di cui si narra riconoscessero eventi, persone, luoghi ,ecc…in modo sicuro.

    • gabrilu ha detto:

      @nicole
      che bello, “Il giorno del giudizio”! L’ho riletto proprio alcuni mesi fa. Alta letteratura italiana.
      Che abisso con la massa di robaccia che viene sfornata a getto continuo e spacciata come chissacche…
      E, per quel che ne so io, la storia della pubblicazione postuma è andata proprio come dici tu.

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