LA COMBRAY DI MARCEL PROUST

Illiers-Combray, a 30 chilometri da Chartres ed a circa 120 chilometri da Parigi era il luogo in cui Marcel Proust, tra i sei e gli otto anni, trascorreva le vacanze estive a casa degli zii paterni Jules ed Elisabeth Amiot (la zia Léonie della RTP).

La musica di sottofondo del video è di Reynaldo Hahn.
Non so chi sia il pianista.

Il video è realizzato con alcune foto che ho scattato anni fa, quando sono andata ad Illiers. Era maggio, ma i biancospini bianchi del famoso sentiero erano fioriti anzitempo, ed anzitempo erano sfioriti. Restavano solo alcuni alcuni cespugli di quelli rosa.

see
Sul mio sito dedicato a Proust, alcune pagine su Illiers-Combray con indicazioni su alcuni luoghi che  compaiono nel video >>,

biancospini
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Informazioni su gabrilu

https://nonsoloproust.wordpress.com
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7 risposte a LA COMBRAY DI MARCEL PROUST

  1. Antonio ha detto:

    Immagini molto suggestive, evocative, proustiane insomma…Grazie. 🙂

  2. panelibrienuvole ha detto:

    Che bello questo video…e la sala da pranzo in cui il sabato “si faceva colazione prima del solito” mi ha quasi commossa tanto è simile a quella della mia immaginazione.
    Non sapevo che Illiers fosse un vero e proprio luogo di pellegrinaggio e che si potesse visitare la casa di zia Leonie…davvero suggestivo.
    Adesso vado subito a visitare il tuo blog su Proust, non vedo l’ora!
    Ciao, Alice.

  3. gabrilu ha detto:

    @panelibrienuvole
    Si, la casa della zia Léonie oggi è un museo e si può visitare.
    Tutte le informazioni pratiche >> qui

  4. Angelica Carrara ha detto:

    Pensa che visitare Illiers è nei miei programmi da vent’anni…ovvero da quando in quinta liceo ho “incontrato” per la prima volta Proust!é passato talmente tanto tempo che a volte mi chiedo se questi luoghi esistono realmente…Ebbene sì… è ora che mi decida ad organizzarlo questo viaggio..Grazie per il tuo bellissimo video

  5. Christian Vollaro ha detto:

    Ciao mi sono imbattuto in questo blog per caso, proprio in questo periodo ho iniziato la lettura del secondo volume della Ricerca del tempo perduto che mi sta appassionando pagina dopo pagina. Scrivo proprio su questo post perchè sono rimasto incantato dalla bellezza di Combray e vederla mi ha fatto rivivere le emozioni del primo volume della ricerca.
    Ho finito di perdermi nei meandri del tuo blog e volevo congratularmi! Mi sono permesso, sempre che non sia un problema, di aggiungere un link di questo blog sul mio!

  6. gabrilu ha detto:

    @Christian
    ho visto sul tuo blog che hai superato le classiche Colonne d’Ercole del primo volume, ne sei uscito vivo e sei adesso in compagnia delle Fanciulle. Beh, se arrivi alla fine anche di questa seconda parte rischi seriamente di perderti per sempre anche tu. Proust crea dipendenza 🙂
    Tienici al corrente del tuo viaggio (sempre se ne hai voglia, ovviamente)
    Ciao e grazie (anche del link)! 🙂

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