SCRITTURA, SAGGEZZA, FOLLIA (WINFRIED G. SEBALD)

Gli anelli di Saturno

Per settimane e mesi ci torturiamo invano il cervello, e a chi ce lo domandasse non sapremmo dire perché continuiamo a scrivere, se per abitudine o per ambizione, oppure perchè non abbiamo imparato a fare altro, o per la meraviglia che ci prende davanti alla vita, o magari per amore della verità, per disperazione o indignazione, così come non sapremmo mai dire se scrivere accresca in noi la saggezza o la follia. E forse tutti noi perdiamo la visione d’insieme appunto perchè intenti a costruire ciascuno la propria opera, ed è magari per questo che tendiamo poi a confondere la complessità crescente delle nostre costruzioni mentali con un progresso nella conoscenza, mentre nel contempo già intuiamo l’impossibilità di capire gli imponderabili che davvero determinano il corso della nostra esistenza.

seeL’immagine è contenuta nel libro di Sebald, nelle pagine dedicate a Michael Hamburger, poeta e traduttore di Hölderlin, profugo dalla Germania

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5 risposte a SCRITTURA, SAGGEZZA, FOLLIA (WINFRIED G. SEBALD)

  1. nicole ha detto:

    Io vorrei pensare che nei casi migliori( e Sebald lo è!) si possa parlare di quel mistero che è il processo creativo e che è qualcosa di più forte, qualcosa che ti spinge , che si impadronisce di te. Una follia “benigna” insomma..del resto in antica Grecia l’artista che creava era posseduto, dal divino, erano le Muse che lo ispiravano.Non si dice ancora ” Musa ispiratrice”?
    Hanno scritto in tanti fin dalla antichità per arrivare a Jung e ancora dopo di lui, ma per fortuna il mistero della mente umana che crea è ancora qualcosa di insondabile( anche se studiato anche con risonanza magnetica per vedere le aree che si attivano)
    in certi casi è solo mestiere, solo ambizione non sorretto da quell’insondabile mistero e dall’imprevedibile scintilla che invece fa scaturire qualcosa degno di essere chiamato “opera dell’ingegno umano”, che sia libro, scultura o sinfonia.E la scintilla può essere amore di verità, rabbia, indignazione, ecc..complessi di colpa.
    A dire il vero non so se ho capito bene il brano riportato.
    Il processo creativo è qualcosa di affascinante,è un poco come l’amore, se ne può parlare per secoli, ma è sempre qualcosa che sfugge alla razionalità.

  2. Rendl ha detto:

    Sebald è un altro di quegli scrittori geniali che uno non si stancherebbe mai di leggere (o di ri-leggere). E “Gli anelli di Saturno” è uno dei suoi libri migliori, insieme a “Vertigini” e a “Storia naturale della distruzione”. Sai che le foto inserite all’interno sono quasi tutte sue? È uno dei pochi scrittori che ha raccolto l’eredità di Sir Laurence Sterne: si può giocare col lettore introducendo all’interno della trama immagini provenienti dal mondo “reale” (con tutte le complicazioni del caso che un’operazione del genere comporta).
    Buona lettura, Gabrilù!
    Rendl

    • gabrilu ha detto:

      @Rendl
      Sebald è come Bernhard: ciascuno dei loro affezionati lettori (io ormai mi annovero tra questi) ha i suoi volumi preferiti: amo tutto Sebald, ma se dovessi obtorto collo fare una mia classifica privatissima, direi Austerlitz, Gli emigrati e Storia naturale della distruzione. E adesso anche Gli anelli di Saturno, che ho letto solo ora perchè quando lo cercavo non era al momento reperibile.

      Ho messo Sebald accanto a Bernhard non a caso, visto che Sebald lo ammirava moltissimo, considerava Bernhard un suo modello e maestro.
      Se ne facciano una ragione tutti coloro che detestano Bernhard 🙂
      Io, più leggo entrambi, più affinità trovo… 😉 E trovo molto complementari e speculari anche le differenze…
      Ciao!

  3. carloesse ha detto:

    Nomini Sebald e mi sento come un orso attratto dal miele.
    Non so perchè tu hai scelto quel brano. ma ora mi colpisce quel “forse tutti noi perdiamo la visione d’insieme appunto perchè intenti a costruire ciascuno la propria opera, …”.
    Ecco. Forse l’opera di Sebald era un intento a recuperare quella visione d’insieme andata perduta. Recuperare i frammenti per ricomporre un gigantesco puzzle. Saggezza e al contempo follia.
    E io più ci penso e più credo che “Gli Anelli di Saturno” sia il suo capolavoro (non per togliere nulla agli altri, eh?)

  4. gabrilu ha detto:

    @carloesse
    l’ho scelto perchè così come ci sono, per quanto riguarda i lettori, mille modi diversi di leggere e mille diverse motivazioni per leggere, così anche per chi scrive ci sono, a mio parere, altri mille e differenziati perchè.
    Sebald in questo passaggio ci fa intravedere qualcosa del perchè egli stesso scrive. E cmq alcuni suoi interrogativi attorno allo scrivere.
    Ciao!

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