“FAMOSO PER NON ESSERE STATO FAMOSO”

John Williams

William Stoner si iscrisse all’ Università del Missouri nel 1910, all’età di diciannove anni. Otto anni dopo, al culmine della prima guerra mondiale, gli fu conferito il dottorato in Filosofia e ottenne un incarico presso la stessa università, dove restò a insegnare fino alla sua morte, nel 1956. Non superò mai il grado di ricercatore, e pochi studenti, dopo aver frequentato i suoi corsi, serbarono di lui un ricordo nitido.
[…]
Può capitare che qualche studente, imbattendosi nel suo nome, si chieda indolente chi fosse, ma di rado la curiosità si spinge oltre la semplice domanda occasionale.

I colleghi di Stoner, che da vivo non l’avevano mai stimato gran che, oggi ne parlano raramente; per i più vecchi il suo nome è il monito della fine che li attende tutti, per i più giovani è soltanto un suono, che non evoca alcun passato o identità particolare cui associare loro stessi o le loro carriere.

Così comincia Stoner, ed uno magari si chiede: “ma se in questa pagina c’è già tutto il riassunto del romanzo, perchè mai dovrei continuare a leggere?”.

E invece no, si continua, e il libro non lo si posa fino a che non si arriva  all’ultima pagina. Almeno, questo è quello che è successo a me.

Stoner, di John Edward Williams, la storia di “un oscuro professore universitario, un insegnante la cui vita e carriera sono immerse nella delusione e nel fallimento” è un romanzo magnifico, una delle migliori letture da me fatte nel 2013. Un piccolo, grande capolavoro.
Subito dopo Stoner ho letto anche un altro splendido romanzo di Williams, Butcher’s Crossing, ambientato nell’America fine Ottocento e la cui storia si svolge quasi per intero in un piccolo villaggio del West, Butcher’s Crossing, appunto. Nei miei progetti di lettura c’è sicuramente anche Augustus, ultimo romanzo di Williams e Nulla, solo la notte, che è invece il suo romanzo d’esordio.

Non intendo fare una recensione di Stoner (e nemmeno di Butcher’s Crossing). In rete se ne trovano decine e decine, la maggior parte delle quali eccellenti. Mi limito a consigliare  vivamente  la lettura di questi romanzi.

Stoner ed il suo autore John Williams sono stati per me una vera e propria bellissima scoperta. Non sapevo nulla di questo scrittore, ed ho capito presto che non ero la sola a non averlo mai nemmeno sentito nominare.

Pare che di lui sia stato detto: «John è quasi famoso per non essere stato famoso […] È un Hemingway senza spacconate, un Fizgerald senza moda, un Faulkner privato del suo sfarzo”.

Mi sembra una definizione perfetta.

Qualche giorno fa, gironzolando per la rete ho trovato il Blog Stoner, che ha pubblicato un lungo  Ritratto di John Williams.
Si tratta della traduzione di un testo comparso sul Denver Westword il 3 Novembre 2010. Metto qui i link di questo Ritratto, sperando che possa interessare voi quanto ha interessato me.

Prima parte , Seconda parte , Terza parte , Quarta parte

John Williams
Annunci

Informazioni su gabrilu

https://nonsoloproust.wordpress.com
Questa voce è stata pubblicata in Libri, presi dalla rete e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

17 risposte a “FAMOSO PER NON ESSERE STATO FAMOSO”

  1. liveeread ha detto:

    Prenderò Stoner! Grazie mille!!!! 😉

    • gabrilu ha detto:

      @liveeread
      aspetta a ringraziarmi 🙂
      Stoner è (anche) un romanzo che si è rivelato — giusto per usare un brutto termine oggi di moda — molto “divisivo”. Nel senso che è uno di quei libri (soprattutto il personaggio Stoner) che vengono o molto apprezzati o molto disprezzati.
      Cmq sia, e non volendo entrare nel merito, dico solo che secondo me è comunque libro che merita di esser letto. Che lo si apprezzi o meno, non lascia certo indifferenti.
      Ciao (ed eventualmente poi facci sapere la tua opinione, ovviamente se ne avrai voglia 🙂

  2. tfrab ha detto:

    letto non molto tempo fa, bello davvero

  3. carloesse ha detto:

    Anche per me è stato una scoperta folgorante: Stoner assolutamente il più bel libro letto nel 2012, e Augustus sicuramente uno dei più belli del 2013. Butcher’Crossing è anch’esso indimenticabile: le pagine di caccia al bisonte nella neve hanno un che di epico che ricorda quasi Melville e il suo Moby Dick.
    Tre libri diversissimi di uno scrittore di un’eleganza sopraffina. Uno tra i più grandi scrittori americani del 900. Continuo a chiedermi perchè ci si stia accorgendo di lui solo adesso.
    Nulla, Solo la Notte lo sto aspettando con ansia.

  4. gabrilu ha detto:

    carloesse
    anch’io, anch’io ho pensato moltissimo all’epica e a Moby Dick. E l’ossessione di Miller per i bisonti, ed il suo apocalittico modo di reagire alla frustrazione finale, cosa sono se non una splendida rivisitazione dell’ossessione di Achab per la Balena Bianca?
    Mi fa piacere vedere che non sono stata la sola a fare quest’accostamento.
    Dietro la facciata di una apparentemente semplice “storia del West” c’è, in Butcher’s Crossing, un robustissimo sottotesto simbolico.
    Ciao!

  5. Angelica Carrara ha detto:

    Ho letto Stoner un anno fa e devo dire di essere stata folgorata!L’ho amato tantissimo e anche a me è venuta voglia di leggere tutti i suoi libri!Adesso che ho letto i tuoi commenti positivi metto in cima alla mia w.l.”Butcher’Crossing.

  6. Dario ha detto:

    Un libro bellissimo, Stoner. Molto bello.

  7. Renza ha detto:

    Grazie, Gabrilu, molto interessante conoscere di più di questo grande scrittore. Un po’ Stoner, così defilato dal mondo, pieno della sua vita e lontano dalle cosiddette ” vittorie” mondane. E poi, che bellezza, qualcuno che non è stato famoso e che non era stato scoperto prima. Carloesse, non è meglio, per noi lettori, avere ora – e non allora- della materia preziosa da leggere? Mi manca Augustus da leggere, ma Stoner e Butcher’Crossing non se ne vanno dalla mia memoria. Diversi, certo, e Stoner struggente come pochi. Anche Butcher’Crossing, con la lotta epica contro i bisonti, lascia un segno grandioso. In entrambi, quella scrittura senza durezze, dolce , morbida, cristallina.

  8. Jonuzza ha detto:

    un libro inutile, piatto, noioso.

  9. Gisberto Benazzi ha detto:

    Ho letto Stoner.
    Gelido come un’esercizio di stile, scritto benissimo, non ho visto traccia d’anima o di passione. La Munro racconta più sentimenti, la O’Connor è radicale nella scrittura della realtà.
    Ottimo esercizio di scrittura creativa.

    • gabrilu ha detto:

      @Gisberto Benazzi
      Beh.
      Almeno hai scritto quattro righe per cercare di argomentare.
      Per associazioni, per contrapposizioni, per evocazioni. Per analogie e soprattutto per differenze. Ma insomma hai provato a dire “perchè”.
      Grazie e ciao 🙂

  10. Dragoval ha detto:

    Se, per una volta, sono andata oltre il mio ultraconservatorismo letterario un po’ snob, che come certo tu comprenderai mi provoca una violenta reazione istaminica di fronte ad ogni best seller, è stato (ancora!) grazie al tuo post.
    Non sai che gioia ho provato nello scoprire di avere torto nei miei pregiudizi.
    Ciò detto, credo che quanto ho più amato in questo libro sia stato soprattutto l’amore del protagonista per l’insegnamento e la scelta di rimanere fedeli a se stessi, lontano dagli onori della cronaca, per un’evidente identificazione immediata su cui non mi pare il caso di soffermarmi; di testa , invece, ho trovato notevoli, anzi notevolissimi la storia del matrimonio di Stoner (come non pensare a Zeno, nella scelta oltremodo poco ponderata del soggetto), il personaggio di Edith, sorella di April Wheeler ed il rapporto con la figlia Grace (un’altra delle Ifigenie tanto care alla letteratura americana, come Merry Levov e Pansy Osmond).
    Non so se proseguirò nell’esplorazione dell’universo Williams, che non è comunque propriamente un autore nelle mie corde, ma so per certo che difficilmente dimenticherò questo libro.

    • gabrilu ha detto:

      @Dragoval
      rimango sempre affascinata dalla tua capacità di trovare collegamenti ed assonanze tra personaggi, situazioni, contesti descritti dalla narrativa contemporanea e figure della letteratura classica latina e greca, e/o soggetti mitologici ed archetipici. Rimango affascinata anche quando (ogni tanto succede) non mi ritrovo d’accordo. In questo caso, però, concordo.
      Ciao! 🙂

  11. Dragoval ha detto:

    Immeritatamente quanto sentitamente- grazie 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...