LA FATA DI CUCINA

Walter Benjamin

Leggere romanzi.

Non tutti i libri si leggono allo stesso modo. I romanzi, ad esempio, sono fatti per essere divorati. Leggerli ha a che fare con la voluttà del fagocitamento. Non si tratta di immedesimazione. Il lettore non si mette al posto del protagonista, ma piuttosto fagocita ciò che a questi accade. La narrazione perspicua equivale alla presentazione invitante con cui un piatto nutriente viene portato in tavola. Ora, esiste un’alimentazione a base di vegetali crudi per l’esperienza come ne esiste una per lo stomaco, ossia: le esperienze fatte sulla propria pelle. Ma, come l’arte culinaria, anche l’arte del romanzo comincia solo al di là del prodotto crudo. E quante non sono le sostanze nutrienti che allo stato crudo risultano indigeste! Quante le esperienze delle quali è consigliabile leggere, ma non – farle. Giovano a molti che sarebbero annientati se dovessero imbattervisi in natura. In breve, se esiste una musa del romanzo (la decima), essa reca le insegne della fata di cucina. Solleva il mondo dal suo stato crudo per formarne quanto è commestibile e estrarne il gusto. Se proprio non se ne sa fare a meno, mangiando si può leggere il giornale. Mai un romanzo. Si tratta di incombenze tra loro inconciliabili.

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13 risposte a LA FATA DI CUCINA

  1. abdensarly ha detto:

    Ci sono libri che esigono una lettura tranquilla, moderata e ponderata. Altri invece si lasciano ingoiare in un attimo. È il miracolo della scrittura, e della lettura. Ciao.

  2. panelibrienuvole ha detto:

    Meravigliosa metafora. Mi ha profondamente colpito. Credo che esprima al meglio l’essenza del romanzo. E poi riunisce le mie due grandi passioni. romanzi e cucina!

  3. panelibrienuvole ha detto:

    L’ha ribloggato su panelibrienuvolee ha commentato:
    Breve (ma densissima) riflessione sui romanzi. E sulla cucina. E sul modo di goderseli entrambi.

    • gabrilu ha detto:

      @panelibrienuvole
      grazie! 🙂
      e…beh, certo, capisco che considerate le tue passioni tu non possa non avvertire una profonda assonanza con le parole di Benjamin 😉

  4. VERSUS ha detto:

    Beau petit texte comme sait les écrire Walter Benjamin, gabrilu!
    J’ en ai transcrit un autre sur mon blog qui traite des abécédaires et pricipalement de la lettre ornée et donc de ce rapport entre le mot et sa charge d’ image. Comme dans ce texte ici, le plus du fumet, la consistance d’ un goût à base d’ éléments simples…qui ouvrent à de belles promesses!

  5. gabrilu ha detto:

    @versus si, avevo visto quel post. Gli scritti di Benjamin sono straordinari, da leggere tutti ma con calma (ecco, loro non sono “da divorare” 😉
    Una vera miniera.

  6. Rendl ha detto:

    Benjamin ha capito (o dedotto o intuito) cose complicatissime da capire (o da dedurre o da intuire) e lo ha fatto accumulando (negli anni) letture di ogni tipo; io personalmente resto spesso folgorato dalla capacità di sintesi delle sue riflessioni (che spesso diventano aforismi).

    Forse proprio per questo va letto (e digerito) a piccole dosi. Leggerlo tutto, e per intero, fa venire le vertigini.

    Grazie, Gabrilù!

    Rendl

  7. dragoval ha detto:

    Permettetemi di darvi un suggerimento pratico. La letteratura, la vera letteratura, non deve essere tracannata come una pozione che può far bene al cuore o al cervello — il cervello, lo stomaco dell’anima. Bisogna prenderla e farla a pezzetti, smontarla, spiaccicarla — e allora il suo amabile profumo si farà sentire nel cavo del palmo e la sgranocchierete e ve la farete passare sulla lingua con godimento; allora, e solo allora, la sua squisita fragranza potrà essere apprezzata nel suo vero valore e le parti frantumate e schiacciate torneranno a unirsi nella vostra mente e riveleranno la bellezza di un’unità alla quale avrete contribuito con qualcosa del vostro sangue
    Vladimir Nabokov , Lezioni di letteratura russa

  8. gabrilu ha detto:

    @Dragoval
    uffi., Dragoval
    Ti sei dimenticata il fondamentale “brividino nella schiena” 🙂
    Era nellle Lezioni di Letteratura tout court o nelle Lezioni di Letteratura Russa?
    Non so, non mi ricordo, non ho controllato.Ed anche la mia citazione temo proprio sia inesatta, almeno formalmente.
    …Ma il concetto del nostro Volodjia mi par sia cmq chiaro, ohibò e perdindirindina 🙂

  9. dragoval ha detto:

    Ho capito di che brano parli; ricordi bene, è in Lezioni di letteratura :

    Ci sono capolavori caratterizzati da un pensiero asciutto e limpido, che provocano in noi un fremito artistico né più né meno che un romanzo come Mansfield Park o qualunque dovizioso flusso di sensuali immagini dickensiane. Una buona formula per misurare la qualità di un romanzo sia, alla lunga, una fusione tra la precisione della poesia e l’intuizione della scienza. Per godere di quella magia un lettore accorto legge il libro di un genio non con il cuore, e neanche tanto con il cervello, ma con la spina dorsale. È lì che si manifesta quel formicolio rivelatore, anche se leggendo dobbiamo rimanere un po’ distanti, un po’ distaccati. Allora, con un piacere insieme sensuale e intellettuale, guarderemo l’artista costruire il suo castello di carte e il castello di carte diventare un bel castello d’acciaio e di vetro .
    E sì, il concetto è chiarissimo, ma è una scusa come un’altra per citare ancora Nabokov ;-).

  10. gabrilu ha detto:

    @Dragoval
    … e visto che sei diventata una nabokoviana più nabokoviana di me (smile), che mi dici del rapporto (travagliatissimao) tra il nostro Volodjia e la mia (non tua, so che la snobbi alla grande e che se solo vi si accenna ti vengono le pustoline) …. Jane (Austen).

    Oh, yes. Parlo di Jane Austen.

    Il perché e il percome di come e qualmente il Grande Volodjia accettò obtorto collo di inserire Jane Austen (“chi era costei”) nelle sue “Lezioni americane” è una delle cose più sganascianti della storia della letteratura.
    Beh. Forse ho esagerato ed assolutizzato. Diciamo che è che ***per me*** (relativizziamo) rimane una delle cose etc. etc. etc.

    IMHO, yah :-/

  11. dragoval ha detto:

    Ma ti par dunque bello?
    Non mi hai detto più nulla del come e qualmente di Nabokov e Jane Austen…. 😦

    • gabrilu ha detto:

      @ Dragoval
      Hai ragione, hai ragione, hai ragione… 😦 Il mio periodo movimentato non è ancora concluso, ed io oltre che trascurare il blog obtorto collo non faccio che inanellare inadempienze e brutte figure 😦

      L’Affaire Nabokov-Austen: a Jane Austen (ed in particolare a “Mansfield Park”) Nabokov dedica una delle sue “Lezioni di Letteratura” contenute nel volume Garzanti (da non confondere con l’altro volume “Lezioni di letteratura russa”, ovviamente)
      Qui trovi l’indice dei capitoli:
      http://it.wikipedia.org/wiki/Lezioni_di_letteratura

      A quanto pare il volume cartaceo è fuori catalogo e non circola più (che vergogna!), e ho visto che su Amazon lo vendono alla “modica” cifra di Euro 140,00 (!!!) perché — giustamente: come dar loro torto? — è ormai classificato come libro “da collezione”.

      … Corro a mettere sottovetro e sottochiave la copia che posseggo io 🙂 🙂

      Ciao bella e scusami di nuovo

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