ORA CI SONO I LIBRI, CHE CAMMINANO

Sándor Márai e Napoli.

 

” Lo scrittore è morto… Ora ci sono i libri, che camminano.
E’ la storia” [1:02]

Dal trailer del documentario “Sándor Márai e Napoli. Il sapore amaro della libertà”.

Mi piacerebbe moltissimo vedere l’intero documentario, ma non so proprio come reperirlo.

Márai visse quattro anni a Napoli in esilio volontario durante l’occupazione sovietica dell’Ungheria, per poi trasferirsi a New York nel 1952.

A Napoli è ambientato uno dei suoi romanzi più struggenti, Il sangue di San Gennaro. Ne avevo parlato >>QUI

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4 risposte a ORA CI SONO I LIBRI, CHE CAMMINANO

  1. vania ha detto:

    Ciao Gabrilu
    non ho mai letto niente di Marai … da quale inizio? Grazie per i tuoi sempre preziosi consigli
    🙂

  2. gabrilu ha detto:

    @Vania
    Beh, io sono forse troppo di parte, per consigliarti. Marai è uno dei miei scrittori preferiti in assoluto, ho letto tutto quello che ho potuto trovare in italiano e in francese, non c’è niente che non mi sia piaciuto o che mi abbia in qualche modo delusa.
    Detto questo…Provo a dare qualche priorità.

    Le braci è forse il suo romanzo più famoso, almeno in Italia. E’ stato il primo libro di Marai che Adelphi ha pubblicato, è quello con cui gli italiani hanno potuto conoscere questo scrittore. Non troppo lungo, ottimo primo approccio anche per capire se il suo modo di strutturare le sue narrazioni, e cioè quasi sempre con lunghi monologhi può risultare di tuo gradimento oppure irritante (per alcuni lo è, irritante…)

    Tra i romanzi, il mio preferito in assoluto è però, decisamente “La donna giusta”, anche perché dietro le storie dei tre personaggi narranti (tre lunghissimi monologhi) ci sono lunghi spaccati fortemente autobiografici.

    Per il resto, ti ripeto, a me i suoi romanzi piacciono tutti, perciò non ti so dire. Il sangue di San Gennaro, ad esempio, il “romanzo napoletano” è particolarissimo…

    Ho terminato proprio stamattina “Sindbad torna a casa”, che mi è sembrato molto, molto bello, ma non lo consiglierei mai come primo approccio. Per apprezzarlo appieno bisogna, secondo me, conoscere già abbastanza l’universo mentale di Marai, e soprattutto aver letto i due volumi autobiografici “Memorie di un borghese” e “Terra!…Terra!”.

    Questi due che ho citato sono in assoluto i due libri di Marai che amo di più e che ho letto e riletto più volte (assieme allo splendido ma straziante “L’ultimo dono”, e cioè il diario degli ultimi mesi che hanno preceduto il suo suicidio).

    Tornando alle opere narrative: ci sono ancora molti romanzi di Marai non ancora tradotti in italiano. Per esempio, io aspetto con ansia che arrivino in italiano i volumi del ciclo “L’opera dei Garren”di cui il romanzo “I ribelli” ( di cui ho parlato qui nel blog) costituisce in realtà una sorta di prologo, da quello che ho capito.

    Purtroppo con l’ungherese (“una lingua che solo il diavolo può capire”, come scrive lo stesso Marai nella sua autobiografia ma anche altrove) non abbiamo molte risorse, noi italiani: o i libri ce li forniscono tradotti, oppure, per noi, è come se non esistessero.

    Non sono sicura di esserti stata di molto aiuto… ma insomma, spero almeno di non averti confuso troppo le idee
    Ciao! 🙂

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