JE SUIS CHARLIE

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5 risposte a JE SUIS CHARLIE

  1. dragoval ha detto:

    Sottoscrivo con dolore e rispetto. E con grandissima rabbia.

  2. carloesse ha detto:

    Non credo possa esistere peggior bestemmia di quella di chi uccide in nome di dio.
    Dolore e rabbia sì, ma anche ribrezzo per vedere trionfare tanta abissale imbecillità: quella di chi compie gesti del genere, e quella di chi (basta vedere i commenti che si trovano in rete) reagisce con altrettanta stupidità, evidentemente dapprima sopita, e ora sempre più pericolosamente ridestata.

  3. Alessandra ha detto:

    Quoto parola per parola ciò che ha scritto Carlo. Non c’è da dire nulla di più.

  4. Renza ha detto:

    Appunto, carloesse, la stupidità ( assassina) pericolosamente ridestata. Che fare? D’ accordo che siamo tutti Charlies ma si vive nell’ impressione di impotenza e di aver superato un limite fondamentale per i nostri principi. E di vivere in un mondo in cui l’ irrazionalità ormai ha conquistato il pensiero di molti, anche di quelli che non uccidono.

  5. Alessandra ha detto:

    A distanza di qualche giorno, smaltita l’irritazione iniziale, vorrei aggiungere qualche riflessione. A parte il fatto che non è assolutamente giustificabile chi si arroga il diritto di uccidere in nome di un dio, qualunque esso sia, credo comunque che qualsiasi eccesso, sia da una parte che dall’altra, sia sempre dannoso oltre che ingiustificabile. Come la storia ci insegna, la mancanza di rispetto verso l’altro, verso chi è diverso da noi, è sempre stata la causa principale di ogni forma di intolleranza, che spesso è sfociata in persecuzioni abiette e in certi casi in reazioni altrettanto feroci. Se i giornalisti francesi hanno sbagliato calcando troppo la mano, mettendo in atto una blasfemia così volgare che non può essere motivata da un diritto di libertà, perché si tratta in realtà di una profonda mancanza di rispetto verso un altro tipo di cultura, allo stesso modo però non è assolutamente giustificabile la reazione violentemente sproporzionata dei fanatici musulmani, che avrebbero potuto adottare altri mezzi per protestare e difendere la dignità della propria religione. Penso che la violenza non vada mai giustificata, anche se nasce da dileggi, ingiustizie o peggio ancora da soprusi. Certamente non è facile, ma fin che si risponde con atti di inaudita violenza ad ogni genere di offesa, o peggio ancora per imporre dei regimi governativi o per tutelare grossi interessi economici (anche questo succede, in altri contesti e situazioni), il nostro povero mondo, che si crede tanto evoluto, rimarrà confinato ancora per molto tempo ad uno stadio primitivo che non ha nulla da invidiare a quello dei barbari.

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