TRE COSE

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Charlie non demorde. Ora Charlie  è ospite di Libération, e continuerà a pubblicare.

Ah. Giusto  per dire  ed essere chiara: a me  Charlie non è mai piaciuto.

Pur riconoscendo il grande talento dei suoi vignettisti  (Wolinski soprattutto, davvero un grande), decisamente lo stile di Charlie  non è mai stato  … come dire…  nelle mie corde. Ma non per questo mi sono mai augurata  che qualcuno lo  abbattesse a colpi di kalashnikov.

Bello, vedere  i giovani (perchè sono tutti molto giovani) superstiti della mattanza arrivare alla sede di Libé per ricominciare/continuare a fare satira.

Nella Grande Moschea di Parigi, cui il Tweet della musulmana Asma che ho riprodotto sopra fa riferimento, ho passato ore ed ore di grande tranquillità e pace.

 

  • E poi questa poesia di Paul Eluard postata (…oooops… volevo dire… pubblicata 🙂 ) su Facebook da Gallimard

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9 risposte a TRE COSE

  1. Francesca ha detto:

    Mi aveva colpita il commento di Amos Oz sull’umorismo, che ho ascoltato recentemente durante la presentazione del suo libro ” Giuda” e ho apprezzato il tuo post, ( a quella frase avevo pensato in diverse occasioni citandola ) e mi sono detta – ma guarda gabrilu’ come è in sintonia con me..nonostante le incomprensioni linguistiche-

    • gabrilu ha detto:

      @Francesca
      😉

      P.S. Giuda è un bellissimo libro. Discontinuo, con un sacco di scricchiolii. Ma è un libro vero, sentito, meditato. Bello. Beata te che hai potuto ascoltare Amos Oz “live”. Io posso solo leggerlo.

  2. elenag ha detto:

    Charlie hebdo è spesso di cattivo gusto, quindi non è nemmeno nelle mie corde, mas lascio qui il link per vedere l’ultima trasmissione della Grande librairie che ho trovato molto interessante.
    charlie-hebdo-emission-speciale-de-la-grande-librairie-avec-virginie-despentes-albert-uderzo-daniel-pennac-tahar-ben-jelloun-gerard-mordillat-et-enki
    Buona visione.

  3. gabrilu ha detto:

    @elenag
    grazie per il link, molto interessante. Bello vedere come in questo momento a Parigi e in Francia, pur con le critiche, con le differenze di vedute e di posizioni politiche, con le perplessità (eufemismo) sulle falle dell’intelligence, sia comunque scattato un forte senso di unità nazionale (almeno, per quello che mi sembra di capire da qui, guardando TV e giornali anche francesi).
    …Poi volto lo sguardo all’Italia, acchiappo qualche frammento di deliranti figuri che dentro e fuori il Parlamento sono occupati soprattutto ad azzannare ed insultare e a gettare benzina sul fuoco, vedo il solito pollaio in cui ognuno cerca solo di portare acqua al proprio mulino elettorale…e mi deprimo.

    Ciao e di nuovo grazie 🙂

    • elenag ha detto:

      Aggiungerei : adesso, in Italia, tutti per la libertà d’espressione, ma all’epoca dell’editto bulgaro che ha colpito Biagi, Santoro e Luttazzi tutti zitti se non ricordo male…
      Ciao, a presto 🙂

  4. nicole ha detto:

    Condivido da A a Z quello che dici, Gabrilu. Nemmeno io ho mai apprezzato il giornale, ma appunto esiste libertà di espressione e gusti differenti.
    Davanti alla imponenza della manifestazione di oggi pomeriggio anche con presenza di circa 50 capi di stato stranieri( forse ho capito male?) , capi religiosi, ecc.. mi dico che fanatismo si accompagna anche a ignoranza: colpendo un giornale come Charlie, proprio per sue peculiarità, non avevano idea di come avrebbero potuto compattare così tante persone.il risultato è stato al di sopra di ogni previsione.

  5. nicole ha detto:

    Mi son dimenticata un pezzo..non mi pare che tutti i capi di stato presenti fossero rappresentanti di paesi dove esiste libertà di stampa intesa come quella che oggi si voleva difendere a Place de la République, ma forse sbaglio.

    • gabrilu ha detto:

      @Nicole
      non sbagli.
      Ma a mio modo di vedere in queste (eccezionali) occasioni si deve tendere ad includere, non ad escludere.
      Nella 2WW nei movimenti di resistenza c’era di tutto, ma proprio di tutto. Poi, ovviamente, una volta sconfitta la Germania nazista hanno ricominciato a scannarsi tra loro. Così va il mondo.
      E già che ci sono: bene hanno fatto, secondo me, a dare alla manifestazione lo slogan di “Marche républicaine”, centrando cioè sui valori della repubblica, della democrazia, della laicità. Dei quali valori la libertà di stampa e di espressione è uno degli aspetti, ma non il solo.

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