SHOSTAKOVICH CONTRO STALIN. LE SINFONIE DELLA GUERRA

Shostakovic

The War Symphonies: Shostakovich against Stalin “Le Sinfonie della guerra. Shostakovich contro Stalin” è un documentario di Larry Weinstein.

Un film sul grande compositore russo Dmitri Shostakovich e il suo tormentato rapporto con lo strapotere e il terrore stalinista. L’ho trovato bellissimo, mi ha molto emozionata e dunque voglio proporlo anche qui.

Per la cronaca: ci sono almeno due o tre libri che ho letto recentemente dei quali avevo intenzione di parlare. Ma ormai ho imparato ad accettare il fatto che non sono io a decidere quali post scrivere, ma sono i post che decidono di farsi scrivere.

E così questa volta su NonSoloProust si parla di un autore, si, ma non di uno scrittore. Di un musicista.

pallino

Una brevissima introduzione al filmato.

Il documentario, diretto da Larry Weinstein, è del 1997, e contiene parecchi contributi di persone care a Shostakovich, tra cui i figli Maksim e Galina, il suo segretario Isaak Glikman, musicologi, compositori, suoi allievi.

Nel documentario, girato tra Leningrado (oggi San Pietroburgo) e Mosca, vengono analizzate le grandi sinfonie ed alcune altre opere di Shostakovich ed il travagliato rapporto con il regime stalinista e la politica culturale imposta da Stalin e Zdanov.

Dmitri Shostakovich era un musicista che in gioventù scriveva musica allegra, valzer, ariette… e poi… la consapevolezza dell’esistenza dei gulag, il vedere sparire la gente, gli amici, la morsa del terrore… (“Sotto Stalin molta gente era perseguitata e imprigionata”, dice la figlia Galina Shostakovich (0:21:09,15). E tra gli arrestati, gli imprigionati c’erano amici e conoscenti di Shostakovich. Il marito di sua sorella Maria, per esempio, che venne arrestato e che morì in prigione, o la madre della moglie di Dmitri, che venne anche lei arrestata ed esiliata. Tutto questo non poteva non lasciare il segno sul carattere di Shostakovich, incidere sul suo ottimismo. Era molto reticente su questi argomenti, dice ancora la figlia Galina.

Il film è tutto estremamente interessante e mi ha emozionata parecchio, ma vorrei segnalare, in particolare, tutta la sequenza della guerra che va dall’aggressione nazista al terribile lunghissimo assedio di Leningrado (città natale amatissima da Shostakovich ed in cui lui abitava con la famiglia). La tragedia e l’epopea di Leningrado (0:27:52,00).

E che dire dello straordinario racconto che il musicologo  Gozenpud fa dell’esecuzione della 7 Sinfonia nella Leningrado assediata (0:37:07,10)? “Direttore d’orchestra Eliasberg. I musicisti stavano tutti morendo. Ma organizzarono il concerto. Ma quanti violinisti erano rimasti? La metà erano morti. C’era un oboe, ma l’altro era morto. C’era un fagotto. Eppure, alla fine, suonarono la 7° Sinfonia…” e di quello altrettanto commovente dell’oboista Ksenia Matus: “Ho preso il mio strumento e quando ho aperto l’astuccio lo strumento era tutto distorto, i tasti erano verdi, l’oboe non voleva suonare, ma l’ho usato così com’era”

pallino

Tutte le musiche del maestro presenti nel film, ovvero la Lady Macbeth del Distretto di Mtsensk (un vero e proprio manifesto contro il regime), le sinfonie dalla Quarta alla Nona (definite dallo stesso Shostakovich le sue “pietre miliari”) e il Rayok Antiformalistico (un’opera satirica su versi di Stalin e Zdanov), sono eseguite e commentate da Valery Gergiev, grande direttore russo e grande interprete di Shostakovich. L’orchestra è la Netherlands Radio Philharmonic.

Il filmato è in inglese senza sottotitoli, ma se l’ho capito io, che l’inglese lo so poco e male, possono capirlo tutti. Le testimonianze in russo hanno i sottotitoli in inglese e dunque… no problem.

  • Dmitri Shostakovich su Wikipedia >>
  • Valery Gergiev su Wikipedia >>

 

 

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10 risposte a SHOSTAKOVICH CONTRO STALIN. LE SINFONIE DELLA GUERRA

  1. Amfortas ha detto:

    Compositore da me molto amato ma che ancora, purtroppo, incontra qualche resistenza dal pubblico. Io so solo che le sue sinfonie – ovviamente la “Leningrado” in primis – sono meravigliose.
    A Trieste la Settima è stata eseguita la stagione scorsa e ogni volta riesce a sorprendermi. Gergiev è un grande interprete: stralunato, geniale, controverso (penso a certe sue uscite “politiche) ma in ogni caso interessante sempre e noioso mai. Dal vivo soprattutto è uno dei pochissimi direttori per i quali – oggi – valga la pena muoversi.
    Appena ho un po’ di tempo mi guardo il fimato, che non conosco.
    Quanto al fatto che “sono i post che decidono di farsi scrivere” non posso che concordare, soprattutto perché proprio ieri uno mi è…scappato dalla tastiera con grande violenza 🙂
    Ciao!

  2. gabrilu ha detto:

    @Amfortas
    avrei una gran voglia di risponderti nel merito di quello che scrivi.Non è affatto escluso che lo farò in seguito, chè le cose che scrivi mi stimolano eccome.

    ….Ma sai una cosa? In questo momento penso solo a quei poveri disgraziati che si affannano a far roghi e a bruciar strumenti musicali (chissà perchè poi solo strumenti a percussione — almeno, questo è quello che mi hanno fatto vedere i media).

    Sono davvero poveracci, questi poveri tizi che proibiscono e si proibiscono di godere della musica.

    Ok. era un “fuori busta”. Torneremo a parlare di Shosto, oh, si, che ne riparleremo.

  3. Winckelmann ha detto:

    Grazie, grazie, grazie per aver segnalato questo film! Shostakovich è un compositore straordinario e la sua “Lady Macbeth di Mzensk” uno dei capolavori del teatro musicale di tutti i tempi. Adesso ti farò un po’ di invidia: sai dove ho avuto il debutto con la Settima? A Londra ormai parecchi anni fa, un concerto al Barbican Center della Concertgebouw Orchestra diretta da Mariss Jansons. Mai sentita una cosa del genere, da restare a bocca aperta.

    • gabrilu ha detto:

      @Winckelmann (ma anche @Amfortas)
      ho scoperto Shostakovich relativamente da poco (da qualche anno, diciamo). Non che non avessi mai ascoltato nulla di suo, prima, ma le occasioni di sentirlo in concerto live erano molto rare, i dischi pure (e costavano cari, e chi si avventurava da giovinetta ad investire i propri pochi soldini per comperare un vinile che chissà poi …?), l’imprinting era “musica classica tedesca” e basta e dunque l’avevo ascoltato poco, e quel poco forse sin troppo distrattamente. Ma da quando è diventato più accessibile (anche grazie alle possibilità offerte dai torrenti della Rete e soprattutto da YouTube)… me ne sono innamorata.

      Adesso lo ascolto con grandissima attenzione e cerco di approfondire la sua opera con serietà e con metodo. In questo periodo sto ascoltando sistematicamente le Sinfonie (distanziandole l’una dall’altra, ognuna di esse è molto impegnativa — anche se un minimo di allenamento, venendo dalla passione per Mahler e dalle maratone bruckneriane ce l’avevo — non voglio farne una marmellata). A parte la 7° (meravigliosa, ho rischiato di schiattare di overdose perché in tre giorni l’ho ascoltata in continuazione dall’inizio alla fine circa un decina di volte e poi ricominciando daccapo, tanto che a un certo punto mi sono detta che dovevo darmi una calmata 🙂 , di quelle che ho ascoltato sinora mi è sembrata strepitosa la 10 (da togliere il fiato) e l’8.

      Con la 13° (Babi Yar) ci vado cauta, ci sto girando attorno. L’annuso, leggo i testi di Evtuscenko, rabbrividisco e mi dico: “non è ancora il momento”. Aspetto il momento propizio, perché per quella bisogna davvero essere nel momento psicologico adatto…

      La Lady Machbeth non la conosco, ma la conoscerò 🙂

      Stupendi i quartetti per archi. Tosti, ma stupendi. Anche se ho il sospetto che per apprezzarli come meritano si dovrebbe anche avere un minimo di competenza tecnica che io purtroppo non posseggo. Intuisco che mi sfuggono troppe cose che non sono alla mia portata. Ma anche quello che riesco a cogliere è già moltissimo.

      (Divagazione: se uno arriva ai Quartetti battendo non la via di Schoemberg e Webern ma quella del Coltrane di “Interstellar Space” secondo me arriva prima e meglio, ma probabilmente dico una scempiaggine che fa inorridire gli ortodossi 😉

      …Che ironia (si fa per dire, ironia) di destino musicale, quello di Shosto: Stalin lo accusava di essere troppo “moderno”, astratto e formale (e dunque “nemico del popolo”); i musicologi occidentali lo accusavano, al contrario, di essere sin troppo conservatore e “poco moderno” (ma come, dopo Schoemberg e Webern, con la dodecafonia e la musica atonale questo qui sta a scrivere ancora musica tonale?). E il povero Shosto ha dovuto sempre sudare sette camicie (e troppo spesso a sudar freddo) per riuscire a scrivere e far conoscere la musica che veramente lui sentiva…

    • gabrilu ha detto:

      @Winckelmann

      L’ho trovata, l’ho trovata la Lady! 🙂

      Prima ho trovato questa

      Live Amsterdam, sembra ottima, c’è però il piccolo particolare che è cantata in russo (e fin qua meno male, detesto le opere liriche in traduzione) e con sottotitoli si ma… in olandese 😦

      Mi sono abbattuta ma non mi sono arresa ed ho continuato a cercare.

      … E ne ho trovata un’altra versione
      E’ un film russo intitolato “Katerina Izmailova” e la nostra Lady è interpretata da Galina Vishnevskaya.

      Pare sia eccellente ed ha i sottotitoli in inglese! 🙂

      Ne ho ascoltato per il momento una decina di minuti e promette molto bene.

      Come primo approccio mi fiondo su questa,e poi passo all’altra (a quel punto dell’olandese non mi importerà più nulla).

      P.S. Non sono metodica, sono solo un Capricorno con ascendente Capricorno. A peggiorare le cose sono araba-spagnola per ascendenza paterna e più o meno teutonica-francese da parte di madre perciò vedi tu che insalata mista…

      • Winckelmann ha detto:

        Capricorno anche tu? ABBRACCIAMOCI!!! Io ascendente Vergine, quando l’hanno saputi alcuni hanno detto: ah, ecco perché…
        Bene per la Katerina Ismailova, occhio però che quella non è la Lady originale ma la versione epurata che poté circolare sui palcoscenici sovietici. Ma me la guardo anch’io, non l’ho mai vista né sentita.

  4. Renza ha detto:

    Su ciò di cui non si è in grado di parlare, si deve tacere, però, malgrado Wittgenstein, parlerò…
    Sarà pure la versione epurata, quella di cui si parla ( io l’ ho in dvd con sottitoli in italiano) ma che bellezza! Quelle scene nel cortile, quel viaggio verso la Siberia e che pathos in quel finale!
    Ti resta la voglia di rivederla a scadenze fisse.

    • gabrilu ha detto:

      @Renza
      grazie, grazie a te e a @Winckelmann per le dritte.
      La Lady ce l’ho, ormai è al sicuro qui nella pancia del mio Mac, e questo è l’importante 🙂
      Non l’ho ancora vista nè ascoltata (cose di questo genere non si fanno a spizzichi e bocconi), ma verrà il suo momento, oh, se verrà!

      Per ora sono assolutamente ipnotizzata dalle Sinfonie (e meno male, mi fossi fermata alle Sinfonie della guerra non avrei scoperto la 9° e la 5°) , i due concerti per pianoforte, il Concerto per violoncello, le Jazz Suites…
      Wow. Che goduria.

      E… udite udite: mi sono procacciata anche il film King Lear di Kozincev (strepitoso) l ‘”Hamlet” ce l’avevo già ma King Lear no) e la musica di Shosto… che dire. Non ho parole.

      Ri-grazie a voi, ai vostri utilissimi consigli e dritte 🙂

  5. yoklux ha detto:

    L’ha ribloggato su CONSERVIAMO LA POESIAe ha commentato:
    …la potenza visionaria e sublime di Mitja…

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