LA LANTERNA MAGICA DI MOLOTOV – RACHEL POLONSKY

 

Yuri Pimenov

Jurij Pimenov, Attesa, 1959
Mosca, Galleria Tret’jakov

“Guardare a ritroso nel passato è come assistere allo spettacolo di una lanterna magica, ‘La memoria è strutturata a guisa di proiettore, illumina singoli momenti lasciando tutt’intorno un’oscurità invincibile’ disse l’Achmatova”

I libri e una lanterna magica trovati in un appartamento costituiscono il  prisma attraverso cui il lettore segue Rachel Polonsky in un  affascinante racconto, vero viaggio nel tempo e nello spazio della storia della Russia.

pallino

Recatasi a studiare a Mosca nel 1998, l’universitaria inglese Rachel Polonsky (oggi affiliated lecture al Dipartimento di Slavistica dell’Università di Cambridge), invece di una tesi sull’orientalismo finisce per scrivere un racconto di viaggio o, più esattamente, una relazione delle sue “avventure in quel groviglio di storie passate create da luoghi e libri”. L’ispirazione le viene da Viatcheslav Molotov, braccio destro di Stalin: abitava nel suo stesso immobile, lei scopre, e proprio nell’appartamento sopra il suo.

Gli appartamenti dell’edificio in cui è andata ad abitare erano infatti — prima ai tempi degli Zar e poi nell’era dei Soviet  —  riservati ai più eminenti servitori dello Stato.

In quello  che era stato di Molotov abita adesso un banchiere americano, ed è lui a prestare le chiavi alla Polonsky per consentirle di dare un’occhiata a quello che è rimasto della biblioteca di Molotov (“Il mio nuovo amico banchiere non aveva idea di quale regalo mi stesse facendo affidandomi quelle chiavi”)

Mosca Vicolo Romanov

Mosca, il n.3 del Vicolo Romanov
Appartamenti di Molotov e di Rachel Polonsky

Fonte

Avventurandosi nel vecchio appartamento la Polonsky scopre centinaia di libri.
Si, perchè  Molotov (questo il nome di battaglia che si era dato Vjačeslav Michajlovič Skrjabin), distintosi negli anni 1930 per il suo zelo ai tempi del Grande Terrore prima di negoziare con Hitler, nel 1939, il patto tra Unione Sovietica e Germania (il patto Molotov-Ribbentrop), era anche un grande lettore ed un fervente bibliofilo.
Molti sono volumi che erano stati vietati dalla censura ma che Molotov teneva in casa. Infatti:

“Uno dei maggiori privilegi di cui godevano gli uomini di Stalin era la possibilità di possedere una biblioteca privata.”

Molotov aveva letto tutti i classici e possedeva numerose edizioni originali, alcune delle quali con dedica o annotazioni autografe di autori che poi lui stesso aveva mandato a marcire nei gulag.

E’ proprio quel che resta della biblioteca di Molotov, lo sfogliare i suoi libri, che finisce per essere, per la Polonsky il punto di partenza per i suoi vagabondaggi nel tempo — dalla Russia zarista a Vladimir Putin — e molto concretamente nello spazio. Perchè da quell’edificio di Mosca del vicolo Romanov già residenza dell’élite sovietica Rachel Polonsky si sposta a Mourmansk, passando per Archange’lsk. Di titolo in titolo, dai poemi della Achmatova, da Chekov a Isaac Babel, Mandel’stam e Cvetaeva, dall’opera di pittori e uomini di scienza ecco emergere il disegno di una carta immaginaria di una Russia visitata attraverso i libri.

Ogni volume trovato sugli scaffali diventa uno stimolo ad un viaggio attraverso la Russia e la sua storia. La Polonsky parte alla ricerca degli indirizzi associati agli scrittori presenti nella biblioteca ma anche ai membri dell’élite che hanno vissuto nello stesso immobile di Molotov. Cominciato come un pellegrinaggio sulle tracce di Puskin nelle strade intorno al Cremlino, tra le chiese, le vestigia lasciate dalle famiglie aristocratiche, il suo viaggio la porta poi nei villaggi delle dacie degli scienziati in Finlandia, sulle rive del Don e in Siberia, poi al circolo polare artico fino all’Estremo Oriente.

Pimenov

Jurij Pimenov, Mosca 1938

Le storie narrate in ogni capitolo sono ancorate ad un luogo (o ad un gruppo di luoghi) fortemente significativi: dalla Mosca di Troszky e Puskin alla Novgorod di Dmitri Lichacev e dell’archeologo, pittore e guru Nicholaj Roerich, a Staraj Russa in cui Dostoevsky soggiornò per scrivere la fine dei Karamazov, Rostov sul Don in cui si parla di Budennij, il capo dell’Armata a cavallo di Babel.

Da Taganrog, città natale di Cechov ad Archange’lsk e la Kolyma di Varlam Salamov al fotografo della TASS Evghenj Chaldej, Rachel Polonsky ripercorre in queste pagine il passato di un paese devastato dalle guerre, dalle carestie, da genocidi e dal totalitarismo ma infine salvato dalla grandezza e dal genio dei suoi scrittori.

Non ci sono però soltanto scrittori, nel libro della Polonsky  ma anche, come ho già detto, storie di artisti e di uomini di scienza le cui vicissitudini non potevano non farmi  ripensare alle pagine di Vita e Destino di Vasilij Grossman in cui il fisico Sturm si trova a dover prendere una difficilissima decisione…o storie come quella — particolarissima, della vita e del destino dei fratelli Vavilov a proposito dei quali Polonsky si chiede: “Perchè Sergej Vavilov, il fisico esteta per il quale il mondo era colmo di misteriosa bellezza, finirà i suoi giorni tessendo le lodi di Stalin e scrivendo le proprie memorie nella quiete di Mozzinka? Perchè il suo brillante fratello maggiore, il materialista convinto che aveva dedicato tutte le sue energie alla nuova società rivoluzionaria, morirà in carcere?”

Ci sono tanti, tantissimi libri, in questo libro della Polonsky: quelli della biblioteca di Molotov, ovviamente, ma anche quelli del fisico Vavilov — anche lui appassionato bibliofilo — e poi tutti i riferimenti alle opere dei narratori  e dei poeti di cui vengono narrate le storie.

Invito ad un formidabile viaggio da fermi, ode all’anima russa, celebrazione della letteratura La lanterna magica di Molotov ha il fascino  di quei libri da cui non si esce mai completamente.

Il libro brulica di nomi  di persone e di luoghi: molti di questi  sono famosissimi, molti altri sono meno noti se non addirittura sconosciuti per un lettore occidentale non particolarmente addentro alla storia ed alla letteratura  russa. Tutti però sono importanti, ed è anche per questo motivo che la bibliografia, l’indice dei nomi e le cartine di Mosca e degli altri luoghi della Russia citati nel libro risultano strumenti utilissimi per districarsi in quello che a tratti può apparire  come un vero e proprio labirinto.

Rachel Polonsky

Rachel POLONSKY, La lanterna magica di Molotov. Viaggio nella storia della Russia (tit. orig. Molotov’s Magic Lantern. Uncovering Russia’s Secret History), traduz. Valentina Parisi, pp.434, Adelphi, La collana dei casi, 2014
scheda del libro >>

Rachel Polonsky

Rachel Polonsky

 

 

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Una risposta a LA LANTERNA MAGICA DI MOLOTOV – RACHEL POLONSKY

  1. dragoval ha detto:

    Di bene in meglio 🙂 😉

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