COLETTE E IL CAFFELLATTE DELLA PORTIERA

 

Colette

 

“Buongustai si nasce. Il vero gourmet è colui che si delizia di una tartina col burro come di un gambero arrostito, se il burro è delicato e il pane ben impastato. È da molto tempo che non ho in casa una cuoca esperta… Ma non ho rinunciato a ciò che è buono, tutto ciò che fa, dell’ora del pasto, una piccola festa per la gola e per lo spirito. Un giorno sono incline alle insalate, sedotta dall’olio genuino, fruttato, e dall’aceto rosa che mi faccio in casa. Un giorno tocca alla carne, nelle sue forme meno malsane, sulla brace, spolverata di pepe fresco – quello nero delle Antille – e con un pizzico di sale macinato, attenzione: non ho detto di sale fino.”

Colette la scrittrice, Colette l’attrice, Colette en travesti,  Colette dei cento volti…Colette è stata anche una collaboratrice della rivista Marie Claire .

Collaborò a cinque numeri di Marie Claire, tra i quali il n.100 del 27 gennaio 1939, che fu concepito e curato in gran parte proprio da lei.

In totale, per Marie Claire Colette scrisse ventisette testi.
La sua collaborazione cessò nel maggio 1940, a causa dell’invasione tedesca.

Il volume Mi piace essere golosa pubblicato dalla Voland presenta — tradotti per la prima volta in italiano — una scelta di quegli articoli scritti dal 1938 al 1940 per Marie Claire.
In essi Colette non parla solo di ricette e del suo essere una gourmande, ma affronta anche molti altri temi.
Io ho però  estrapolato e propongo qui soltanto  la ricetta del “caffellatte della portiera”.

Perchè? Perchè ammetto che non avrei mai il coraggio di sperimentarlo, questo modo di far  la prima colazione, ma   non è detto che   qualcuno dei miei Happy Few  non sia più coraggioso di me. Chissà   🙂

“ll “caffellatte della portiera” di cui si parla in Chéri ha destato molte curiosità, che ho lasciato – è proprio la parola giusta – insoddisfatte. Ma posso avere segreti per “Marie-Claire”? Una portiera, in effetti, divenuta donna delle pulizie, una volta mi diede la ricetta per una prima colazione ideale a scacciare i brividi dei mattini d’inverno. Prendete una terrina – quella piccola da portata per le zuppe gratinate, o una grossa scodella in terracotta – versatevi il caffellatte, zuccherato e dosato a vostro piacimento. Preparate delle belle fette di pane – pane casareccio, il pane in cassetta non è adatto – imburratele abbondantemente e adagiatele sul caffellatte che non deve, però, sommergerle. Non vi resta che mettere il tutto nel forno, da cui tirerete fuori la vostra colazione solo quando sarà dorata, imbrunita, croccante, e scoppiettante qui e lì in grosse bolle untuose. Prima di affondare la vostra zattera di pane abbrustolito, gettatevi sopra un velo di sale. Il sale esalta lo zucchero, lo zucchero salato appena, ecco un altro grande principio ignorato in molti dessert e dalla pasticceria parigina, che rende tutto piatto dimenticando un pizzico di sale. Il mio caffellatte della portiera non è il modo migliore per stemperare piacevolmente un mattino freddo, il ghiaccio fumante sulle strade e i ruscelli gelati?”

Scheda del libro >>

Informazioni su gabrilu

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2 risposte a COLETTE E IL CAFFELLATTE DELLA PORTIERA

  1. frine ha detto:

    l’ho appena finito di leggere: bellissimo; anche se il mio preferito rimane “La famiglia Karnowski”, un capolavoro!
    O.T. Dopo la tua recensione ho comprato e letto Le ossa di Berdicev: grazie!

  2. frine ha detto:

    Ho sbagliato posto! Ovviamente mi riferivo al “A oriente del giardino dell’Eden”

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