NESSUNO SI PENSAVA DA SOLO

 

Clara Sereni Via ripetta 155

 

“Continuo a scrivere «noi», perché nessuno si pensava da solo. Se dovessi elencare tutti i nomi non ne verrei a capo, molti li ho dimenticati o hanno preso altre strade. Non ho mai rimpianto i miei vent’anni, comunque difficili: la nostalgia è sempre soltanto per quel «noi», spentosi via via e divenuto ora isolamento, ognun per sé e nessun Dio per tutti.”

Così Clara Sereni, figlia di Emilio Sereni, scrive degli anni dal 1968 al 1977 trascorsi nella casa al n.155 di Via Ripetta, a Roma.

“Intanto Betta continuava a distribuire volantini, raccoglieva firme. Paola [Spano n.d.r.] la vide solo dopo un po’: «Eccone un’altra» esclamò, indicandola. «Povera figlia pure lei…» «Ma perché, chi è, come si chiama di cognome?» chiesi. «Foa», rispose, e tutto fu chiaro: la figlia di Vittorio e Lisa, e credo bene che non le piacesse usare lo stesso diminutivo della madre. Il discorso divenne a tre: tre figlie, e dietro di noi un pezzo di storia della Repubblica tale da schiacciarci. Era come se fossimo parenti […]. Nate nell’alveo della grande Storia, ora toccava a noi trovare il modo per restarci: sui sampietrini sconnessi di via dei Giubbonari, con la preoccupazione che la polizia venisse a mandarci via, per un momento ci sentimmo meno precarie. Peccato fosse per quello che avevamo alle spalle, non per quel che ci aspettava.”

Libro non imprescindibile, ma piacevole e ben scritto. Una testimonianza del filone “come eravamo”. Chi ha vissuto quegli anni può confrontare le proprie esperienze con quelle della giovane Clara, chi non li ha vissuti può farsi un’idea del clima in cui è cresciuta  e si è formata un’intera generazione di giovani.

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2 risposte a NESSUNO SI PENSAVA DA SOLO

  1. Renza ha detto:

    Clara Sereni è una strana scrittrice. ” Il gioco dei regni” è, secondo me, un libro memorabile ( che ha retto anche ad una rilettura), uno stile intenso e forte, una capacità di commuovere per l’ autenticità del suo ricordo. Gli altri suoi romanzi mi sono sempre sembrati appunto ” non memorabili”, persino molto diversi, stilisticamente, da quello. Adesso vive da alcuni anni in una casa di riposo per anziani, pur essendo – per i parametri odierni- ancora in vigore.
    Una persona insolita e quindi rispettabile. Questo suo ultimo testo mi attira, ma il tempo divoratore in cui sono immersa non mi permetterà, nel breve, di leggerlo ( è in lista di attesa, da prestito bibliotecario, “La Lanterna di Molotov”).

    • gabrilu ha detto:

      @Renza
      grazie, davvero grazie per questo contributo.

      Non sapevo dell’oggi di Clara Sereni. Mi è difficile pensarla come un’ “anziana” in una casa di riposo “per anziani”. Ma così a quanto pare è, e come se la passi non lo so e non credo di volerlo sapere.

      Si è figli di Grandi e anche per questo parecchio ingombranti Genitori, ci si ribella, si fanno scintille, si contribuisce a far si che una decina di anni diventino “un’epoca” e poi si finisce in una casa di riposo per anziani. Ok.
      Così a volte va il mondo.

      Ho letto anch’io “Il gioco dei regni”. Libro che non mi ha entusiasmato, e che per dirla tutta e sinceramente, a tratti mi ha anche annoiata ma che ho ben compreso essere importante. Sempre si sia interessati a capire (e non tutti lo sono, interessati a capire) il passato prossimo del nostro oggi.

      “La lanterna di Molotov” non ti deluderà, ho la presunzione di esserne certa. Mi farebbe molto piacere se poi venissi a dire le tue impressioni.

      Ciao e ri-grazie

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