GARRETT

Cari Happy Few, ormai dovreste saperlo che non parlo solo di libri

Ordunque. Ho un sassolino nel mouse e voglio togliermelo qui. Ma niente panico  in sala:  è solo  un post provvisorio, tra un paio di giorni  molto probabilmente  farà  un bel  “pouf” e si volatilizzerà 🙂

Gli è che vorrei parlare  di David Garrett 🙂

David Garrett

Mi sono bevuta anch’io  su Rai5  l’attesissima performance Chailly-Garrett per il Concerto di Milano.

David Garrett? WOW!

Per carità. Bellissima iniziativa e bellissimo concerto.    Devo però  ancora decidere se inserire  Garrett  nel mio Pantheon di grandi violinisti oppure no. La qual cosa evidentemente è  per tutti coloro che son qui riuniti  di assoluta irrilevanza, per fortuna. A chi volete interessi, quel che penso di David Garrett?  Ma i blog sono così… incitano i loro tenutari ad allargarsi, a andare  oltre confine. A strabordare  (strasmile, direbbe un nostro comune amico)

🙂

Dunque dicevo del succitato  Garrett: mentre cerco di decidere se vale la pena oppure no, spero di esser perdonata se nelle more  mi tengo stretta i miei vecchi Oistrackh, Menhuin, Ughi, Perlman (che, tra parentesi, pare sia stato quello da cui Garrett ha ottenuto, alla Julliard, il timbro e il bollo di Violinista), Heifetz… Boh.
Vedremo. La forza ce l’ha, la tecnica pure, la grinta non gli manca certo, si diverte anche (il che non guasta affatto, anzi), è un bello picciotto (per la serie meglio bello che brutto anche se gigioneggia un po’ troppo, per i miei gusti, ed ho intravisto un tatuaggino che…), sembra non faticare mai (del che io diffido sempre).

Ma io diffido anche sempre e soprattutto  di quelli che sono fin troppo eclettici.

Mi sono fatta un tour su YouTube per saperne di più Signora Mia. Ed ho trovato un sacco di insalate miste.

Refrain: vedremo. Gli ho aperto un credito, diciamo.
Kantiana sospensione di giudizio.

Informazioni su gabrilu

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20 risposte a GARRETT

  1. Amfortas ha detto:

    Cara gabrilu, non ho visto il concerto e quindi…boh! Aggiungo di mio solo che l’apertura di credito mi pare ragionevole e soprattutto che diffidare “di quelli che sono fin troppo eclettici” è cosa buona e giusta (strasmile, già che ci siamo).

  2. nicole ha detto:

    Condivido quasi tutto, sei molto equilibrata , del resto è giusto, é giovane. Ma ci sarebbe un “ma” : tre anni fa lo ho sentito in Auditorium a Milano : programma

    Grażyna Bacewicz
    Concerto per orchestra d’archi
    Max Bruch
    Concerto per violino e orchestra n. 1 in Sol minore op. 26
    Béla Bartòk
    Concerto per orchestra

    Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

    Violino David Garrett
    Direttore John Axelrod

    Ebbene.. Applausi da stadio , devo dirlo. Ma io non sono rimasta molto impressionata, tecnica nulla da dire.. Ma manca l’anima, il sentire.. Ripeto che è giovane, ma temo che col suo eclettismo alla fine non possa studiare con profondità, pensare , maturare . Ora dovrebbe avere 35 anni.. Poi mi dico ha fatto studi con Perlman.. Chi sono io.. Ma insomma non mi ha convinta.

    • gabrilu ha detto:

      Conservatorio a Lubecca, Royal College of Music in Inghilterra, Julliard School negli USA con Itzhac Perlman, a 13 anni gli regalano uno Stradivari, a 13 anni primo contratto discografico con Deutsche Grammophone, apprezzatissimo da Baremboim e Metha…Non si può proprio dire che non abbia le carte in regola…🙂

  3. Winckelmann ha detto:

    Diffidi di quelli troppo eclettici. E figurati se non ti do ragione, son Capricorno!

  4. Alessandra ha detto:

    Santo cielo😉 ma da dove salta fuori questa meraviglia di artista (e di uomo)? Ammetto di non intendermene di musica classica, anche se mi piace ogni tanto ascoltarla, ma grazie al tuo input sono andata su youtube a cercarmi un video e tra i molti mi è capitato sotto gli occhi, risuonato nelle orecchie e fatto saltare dalla sedia quello sulla Quinta sinfonia di Beethoven rivisitata da David Garrett all’Arena di Verona pochi anni fa… beh, sono senza parole! Come si fa lo smile con gli occhi a cuoricino? Gabriella, non ho neppure una briciola della tua capacità di distinguere un’esecuzione perfetta da una meno perfetta, ma a me pare suoni benissimo…

  5. Alessandra ha detto:

    Troppo eclettico? Non mi sembra affatto male che qualcuno abbia voglia di sperimentare e di mettersi alla prova con forme e modalità diverse. Sono andata ad ascoltarmi altri concerti e le sue mi sembrano – parlando sempre da profana – delle esecuzioni veramente belle e ben fatte, anche sui pezzi più classici. Ma per quanto mi riguarda lo preferisco nelle performance più eclettiche. Perché, strano a dirsi, sono un Capricorno eclettico, alla faccia dello Zodiaco.

    • nicole ha detto:

      Non diffido dall’ecclettismo in sé, dal l’avete molti interessi , ma dalla dispersione è superficialità che può
      comportare in uno studio da metabolizzare, approfondire , ascoltare altri interpreti , riascoltarsi ,ecc… Sono forse legata a metodo di studio rigoroso in genere, non solo parlo di musica, che richiede anche silenzi, il depositare se così si può dire la esperienza in qualche parte del cervello e dell’animo, li dico nulla si perde.. Dopo tempo si riaccende la scintilla e tutto si snoda magari come avremmo voluto da tempo. Quel lasso di tempo non è preventivabile, è il caso , a volte passano anni ..non vorrei che Garrett fosse solo altro ex enfant prodige , ennesimo che non ” matura”.
      È difficile esserlo e arrivare a essere maturi come uomini e artisti, non solo in campo musicale. Molto dipende dalle persone che si ha accanto da giovanissimi. Non è percorso agevole, a volte resta sempre una frattura fra capacità , innegabile, e “affettività ” e in musica si sente. A volte è proprio questione di tempo, quindi giusto dargliene. Forse non so esprimere bene, ma spero..

  6. Rosella ha detto:

    Facendo riferimento a Nietzsche, sono usa classificare gli artisti, soprattutto i direttori di orchestra, in apollinei e dionisiaci. Quale potrebbe essere il contrario di eclettico? Omogeneo? Uniforme? Penso che anche nella definizione del suo contrario il termine eclettico sia sfuggente. A proposito di violinisti non si potrebbe definire una Julia Fischer, coetanea di Garrett, eclettica, dato che è anche una valentissima pianista? Epperò mi sembra che non abbia l’impatto mediatico del Garrett! Non ho mai assistito ad una esibizione del detto dal vivo e non me la sento di dire nulla. Per me, che non appartengo alla generazione digitale, è ancora importante ascoltare e “vedere” la musica dal vivo. Ma sposto l’attenzione verso il Direttore e mi sento di poter affermare che Chailly e Garrett sono una coppia perfetta. L’anno scorso ho avuto modo di ascoltare a Lubiana, e a soli due mesi di distanza, la Nona di Mahler prima con la direzione di Chailly (assimilabile ad un centometrista alla Bolt) e poi con quella di Chung (un mezzofondista alla Sebastian Coe?). Beh posso dire solo che sono felicissima di andare domani ad Udine a sentire la Sesta di Mahler diretta da Chung e che lo sarei un po’ meno se al posto suo ci fosse Chailly. Sarà perché sono una Vergine poco eclettica e troppo pedante? Rosella Trieste

    • gabrilu ha detto:

      Rosella
      Innanzitutto grazie del contributo.
      Neanch’io appartengo alla generazione nativa digitale: vengo dai vinile prima, CD poi e metà della vita passata in teatri d’opera e sale da concerto. Ma oggi non disdegno affatto le possibilità offerte dal digitale, e le mie personali modalità di fruizione di musica da concerto e opera lirica se non sono risultate stravolte sono però certamente molto cambiate.

      Dici Julia Fischer: se è per questo… Ashkenazy pianista e direttore d’orchesta, idem Baremboim… di esempi passati e presenti se ne trovano tanti.

      Condivido moltissimo la tua distinzione tra “apollinei” e “dionisiaci”.Quel testo di Nietzsche al quale ti riferisci è straordinario. Anzi, a questo proposito mi hai fatto venire in mente che se sul podio c’è un artista “dionisiaco”, facile che il pubblico fin troppo entusiasta si trasformi in una torma di Menadi 🙂

      Conosci quel bellissimo racconto “Le Menadi” di Julio Cortazar? Alla fine di un concerto, il pubblico è talmente entusiasta che travolge e praticamente massacra (letteralmente massacra) il Maestro e i suoi orchestrali come, appunto, in un’orgia dionisiaca 🙂

  7. gabrilu ha detto:

    Provo a cercare di rendere più chiaro il senso che intendevo dare ad alcuni termini che ho adoperato nel post.

    “Eclettico”, per esempio. Il Dizionario Treccani ne dà una eccellente definizione “ufficiale” che trovo ovviamente preziosa, ma a prescindere dai dizionari ufficiali, ciascuno di noi ha, nella testa, poi un suo “dizionario privato”, ed è a questo dizionario privato che spesso facciamo più o meno consapevolmente riferimento quando utilizziamo questo o quell’altro termine.

    Personalmente, mi ritrovo con quello che ha scritto @Nicole. Certamente è cosa buona essere eclettici nel senso di apertura mentale, interesse e curiosità verso ambiti che non sono i propri etc. etc. Questo a mio parere vale per tutti, artisti e non, vale per tutti i mortali e in tutti gli ambiti. Ci capiamo, spero.

    Una piccolo parentesi aneddotica: una volta un grande pianista di fama internazionale, che parlava (è morto l’anno scorso, purtroppo) sette lingue e quando non suonava leggeva moltissimo mi disse “… ma lo faccio non solo perché mi piace ma perché devo: quando si arriva a suonare uno strumento oltre un certo livello, la tecnica diventa un qualcosa che si deve possedere di default; quello che fa la differenza tra un ottimo strumentista e un grande interprete è la cultura. La storia che conosce, i libri che legge, i musei che visita…E ci si deve anche dare il tempo di fermarsi, di metabolizzare, per poi cercare di andare avanti, di migliorare sempre, e ancora e ancora, e non smettere mai di studiare”

    Tornando a noi: mi ritrovo perplessa quando un artista passa a velocità supersonica e con la disinvoltura con cui sembra muoversi per es. Garrett (ma a questo punto utilizzo Garrett solo come esempio per un discorso più ampio che travalica quest’artista specifico) dall’esecuzione, una sera, del concerto per violino di Brahms e la sera dopo ad esibirsi in un concerto rock o pop e il giorno dopo a girare un videoclip in cui si esibisce in un suo personalissimo arrangiamento della 5° di Beethoven — tipo di operazioni queste che, detto tra parentesi io personalmente detesto, ma si tratta solo di gusti personali e dunque la cosa non ha la minima importanza.

    Che ci volete fare? La cosa mi rende perplessa. Ma tengo a precisare che uso il termine *** perplessità*** senza alcuna implicazione negativa. Dico “sono perplessa” nel senso di “non capisco fino in fondo”. Non c’è nulla di male in questo, mi pare.

    Anzi, proprio per cercare di capire meglio, mi sono guardata quasi per intero un video trovato su YouTube

    che contiene un’intervista a Garrett (consiglio di saltare i noiosissimi preamboli e andare direttamente al 3:18) in cui lui risponde alla fatidica domanda “come mai ad un certo punto ha deciso di occuparsi anche di musica pop?”.

    Ricapitolando: la mia perplessità consiste esclusivamente nel non essere sicura di comprendere come si possa eseguire con lo stesso spirito e profondità (non mi riferisco alla capacità tecnica, quella la do’ per scontata) un concerto per violino e orchestra di (esempio) Brahms, Beethoven, Mozart, Tchaikowskj e la sera dopo esibirsi in due ore di pop o rock…

    Ancora un paio di cose: userei il termine “genio” con precauzione. Mi sembra che questa parola la si adoperi, oggi, con troppa disinvoltura…

    Parlando da semplice ascoltatrice appassionata ma molto profana confesso una cosa: adoro la cosiddetta musica classica ma adoro anche il Jazz. Eppure, anche da semplice ascoltatrice, nella stessa giornata non sono proprio capace di passare chessò da Miles Davis a Mozart o Beethoven. Per quel giorno devo continuare con il Jazz. Dirò di più: non sono capace, avendo appena terminato di ascoltare una sinfonia di Shostakovich, di cominciare ad ascoltare una sinfonia del mio altrettanto adorato Mozart… Devo rimanere, almeno per quel giorno, nello stesso “modo”…Ho bisogno di sedimentare, di metabolizzare.

    • Alessandra ha detto:

      Hai ragione per quanto riguarda l’uso e l’abuso del termine “geniale”; ogni tanto mi lascio prendere un po’ troppo dall’entusiasmo, soprattutto all’inizio, ma poi mi calmo😉 Per quanto riguarda invece il video che hai postato, mi sembra che Garrett risponde alla domanda a 9:56 (non a 3:18), dove dice, cito testualmente, <>

      • Alessandra ha detto:

        Scusate, ma qualcuno o qualcosa, forse l’anima stessa di Paganini, si è mangiato un pezzo del mio post… Stavo dicendo che Garrett ha detto più o meno queste parole: “non esiste buona musica o cattiva musica, ma esistono solo dei pezzi di musica, e io amo sia la musica classica, sia la musica jazz, la musica pop e la musica rock, e tutto questo mi ha aiutato a comprendere meglio anche la musica stessa. Per quanto riguarda Paganini, parliamo di una persona vissuta duecento anni fa, e nonostante questo lui è riuscito a prendere della musica popolare, quella che lui riteneva popolare, e a farla diventare una musica classica, una musica che ha travolto tutto il mondo.”

      • gabrilu ha detto:

        @Alessandra
        hai ragione, ma i riferimenti temporali cambiano —ho scoperto — a seconda se il video YouTube viene condiviso su un computer, un Mac, iPad, uno smartphone etc.). Non ti so dire perchè ma ho sperimentato che è così…
        Su iPad mi dava una certa scansione temporale, sul Mac da tavolo d’ordinanza me ne risulta un’altra 🙂
        Ma insomma se uno vuole proprio sentire cosa dice Garrett non demorde, ed alfin lo trova. Non ci si arrende per così poco, nevvero? 😉 E infatti tu l’hai trovato 🙂

  8. gabrilu ha detto:

    Alessandra
    Il violinista del diavolo s’è mangiato, pare, anche una mia risposta. Ma noi non demordiamo, e dunque riscrivo. Speravo proprio che la trascrizione della risposta di Garrett la mettessi tu 🙂

  9. nicole ha detto:

    Capisco molto bene quello che dici Gabrilù. anche io, pur avendo studiato pianoforte dai 6 ai 18 anni, mi considero una ruspante ascoltatrice. Un giorno ho deciso che non sarei diventata ..la Martha( Argerich), il mondo non avrebbe perso nulla, tanto valeva dedicarmi alla grande passione della mia vita..così ho fatto.Chiuso piano e mai aperto o quasi..con grande sconcerto di tutti.
    Ho creato però due mostri, i miei figli e vedendo loro crescita sotto influsso musicale fin da ..embrioni( in utero non arrivano suoni, percepiscono musica come onde pressorie su loro corpo e tale “massaggio” risulta importante per sviluppo del cervello, avevo sempre radio su pancia, ma ancora non sapevo quasi nulla…), la mia passione per esperimenti la ho testata con loro, la prima volta ben 38 anni fa. Ma non avevo idea..I risultati mi hanno fatto prendere in seria considerazione tutto quella che riguarda capacità cognitive e musica, in bambini, anziani, sani e ammalati.
    Quando tu dici che non puoi passare da un genere all’altro…mi vien da ridere, nemmeno io e non credo sia questione di età: a Stanford c’è un dipartimento di scienze cognitive che con radiologi
    (quasi tutti anche musicisti) , psicologi, musicologi, e tanti tanti soldi donati da moderni mecenati, studiano anche questo.Studiarono anni fa , da qualche parte devo avere la pubblicazione, come si plasma il cervello di bambini in età pre scolare se sottoposti a intenso studio di uno strumento( non obbligati , ovvio) rispetto bambini che non studiavano musica.
    Con metodiche non invasive( non raggi rx, ma risonanza molto sofisticata,apparecchiatute non di uso comune) e videro che dopo 18 mesi certe aree cerebrali erano proprio differenti e rispondevano con maggiori collegamenti ad aree silenti in gruppo di controllo, in pratica una maggior parte di strutture veniva attivata, cooptata.Scusate la digressione..penso che Garret possa essere differente anche in questo da noi comuni mortali.Per quello , fatta salva la tecnica, mi aspetto che nel tempo esca l’uomo, per ora non ho percepito, mi pare acerbo.. Ho molto apprezzato e condiviso le parole del pianista tuo amico..ha detto il nocciolo! i geni a volte sono molto ! squilibrati” nelle varie componenti, dipenderà sicuramente dal contesto in cui crecono e dal carico di aspettative..Ma i geni son altri, non direi garret, sicuramente musicalmente molto dotato.
    Quelli che passano poi da strumento a direzione di orchestra…io son molto restia a dire che son dei grandi in tutto..capisco che possa attrarre: ma un grande direttore è uno che dedica la vita di studio e di sua umanità e esperienza di vita in senso lato , per dirigere una orchestra. Deve essere il contrario del solista, deve avere una grande disposizione verso gli altri, saperli guidare e integrare..mica è uno che tiene in mano bacchetta e fa sfuriate..scusate , in ogni lavoro ci si irrita, ma quando sento di racconti semi mitologici su alcuni…lascio perdere e dò mio giudizio.Deve esser in primis uno a cui piace spiegare, insegnare, indurre ad approfondire ( spesso prof di orchestra non sono molto coltivati…diciamolo!) capire le potenzialità presenti o assenti nel singolo o nel gruppo che so, dei fiati..incoraggiare e correggere.E discutere pure!
    Il solista..ego spropositato in linea di massima, e non è critica, è necessario anche quello in certe circostanze..ma insomma ..quando vidi prima volta( lessi) di Ashkenazy sul podio mi dissi ” quoque tu..”
    Spero di non essere ” scancellata” dopo questo sproloquio( scritto ascoltando il Piano concerto in A major e quello in Fminor di Bach..mi dà il ritmo Bach )
    N.B oltre alla classica e il jazz adoro la musica balcanica( grande capitolo )

    • gabrilu ha detto:

      @nicole
      cancellarti io?!?! Cancellare un tuo intervento?!? Ma per chi mi hai preso!
      I tuoi interventi sono sempre densi, interessanti, ricchi di spunti per ulteriori riflessioni, allargano la visuale…
      Il fatto che a volte non si riprendano tutti gli spunti che lanci non significa affatto mancanza di interesse, ma difficoltà oggettiva a muoversi in questo spazio ridotto, consapevolezza del rischio di finire per banalizzare. Ma stai certa che anche se non si scrive, si pensa, ed in fondo questo è l’importante
      Ciao ed alla prossima 🙂

  10. nicole ha detto:

    Argh.. ” tu quoque…”

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