MADELEINE? NO. PISELLI COTTI NELLA MELASSA!

Faulkner light in august

La prima edizione americana di Light in August

“Come un gatto egli sembrava vedere nell’oscurità, mentre avanzava infallibilmente verso il cibo che voleva, quasi sapesse dove trovarlo o fosse guidato da un agente che lo sapesse. Mangiò qualcosa in un invisibile piatto con invisibili dita: invisibile cibo, senza curarsi di quello che potesse essere. Non seppe nemmeno di esserselo chiesto nè di averlo assaporato, sino a quando la sua mascella si fermò d’improvviso a metà boccone e il suo pensiero volò di venticinque anni addietro per la lunga strada, di là da tutti gli angoli impercettibili di amare disfatte e di più amare vittorie, cinque miglia più in là di un angolo dove usava aspettare nella prima terribile epoca dell’amore. Lì il pensiero si fermò. “Ora lo saprò. Tra un minuto. Io ho già mangiato questa roba in qualche posto. Ora lo saprò.” La memoria cominciò a vibrare di quello che già sapeva. “Vedo, vedo, è più che vedere, è udire, odo, vedo la mia testa china sul piatto, odo la monotona voce dogmatica che mi sembra non debba mai fermarsi, va avanti e va avanti e io con la coda dell’occhio son là che vedo quella sua testa a palla, indomita testa con la pulita barba spuntata, chine entrambe la testa e la barba e io penso come può, come può non aver fame mentre io ho dentro l’odore della mia bocca e della mia lingua e piango il sale caldo dell’attesa assaporando con gli occhi il caldo vapore del piatto.” Sono piselli disse ad alta voce, quasi in un grido. Gran Dio! Piselli di campo, cotti nella melassa! Non solo il pensiero e assai più del pensiero doveva essersi assentato da lui, tutto quel tempo

William Faulkner, Luce d’agosto, traduzione Elio Vittorini, Introduzione Fernanda Pivano



I piselli, ha scritto Fernanda Pivano, erano il piatto preferito da Faulkner sin dall’infanzia.

Non so a voi, ma a me questo stralcio ricorda qualcuno e qualcosa…

see   Nota a margine: Ho letto il romanzo nella vecchia traduzione di Vittorini (1939) per Mondadori; traduzione a proposito della quale c’è chi ha parlato addirittura di scempio. Insomma, di quella traduzione ormai si dicono peste e corna.

Light in August è stato ripubblicato nel 2007 da Adelphi a cura di Mario Materassi.

Ora. Non è che io ami alla follia Vittorini (anzi). Per quanto mi riguarda, anche io all’inizio trovavo l’italiano di Vittorini troppo datato e mi infastidiva parecchio. Proseguendo nella lettura del romanzo ho però pian piano cambiato idea, l’ho trovata addirittura lirica e adesso penso che quelle locuzioni spesso desuete che Vittorini utilizza, tutti quegli “ella disse”, “egli andò” etc. ripetuti quasi ossessivamente ed alcuni termini che suonano oggi piuttosto obsoleti in fondo ben si addicono al ritmo solenne ed all’atmosfera per molti versi arcaica ed all’incedere ieratico  del romanzo di Faulkner.

Certo, la vecchia (e prima) traduzione ed edizione italiana del romanzo era anche censurata, tagliata. Ma perchè, mi chiedo, non si fa mai uno sforzo di storicizzare e contestualizzare? S’era nel ’39, cribbio…Ed anzi, cara grazia che nel ’39 un Mondadori e un Vittorini fecero in modo che quel romanzo di Faulkner potesse esser letto anche in Italia.

Ok, Ok, sto divagando di nuovo. Accipiripicchia.

Informazioni su gabrilu

https://nonsoloproust.wordpress.com
Questa voce è stata pubblicata in Citazioni, Libri e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

10 risposte a MADELEINE? NO. PISELLI COTTI NELLA MELASSA!

  1. viducoli ha detto:

    Se è vero che il cibo è cultura, la differenza tra una Madeleine e piselli cotti nella melassa (buon dio!) spiega perfettamente perché mi sento colonizzato da una cultura a me estranea.

    • gabrilu ha detto:

      @Viducoli
      confesso che anche a me l’idea di mangiar piselli cotti nella melassa non fa precisamente venire l’acquolina in bocca 🙂, ma (è un mio pallino), anche a questo proposito un minimo di contestualizzazione male non fa, io credo. E poi: siamo nel profondo Sud degli States, in un ambiente molto povero, molti personaggi sono contadini ed operai semianalfabeti, per molti di quali già mangiar piselli significa lusso…
      Se poi ti riferisci (anche) a Faulkner, i Grandi Scrittori hanno la caratteristica di parlare a tutti, di epoche e latitudini diverse. Personalmente lo ritengo un grande scrittore, e se questo significa che sono colonizzata… in questo caso ben venga la colonizzazione 🙂

      P.S. Ho lasciato un altro commento sul tuo blog per dirti che quel libro di Paustovskij del quale hai parlato l’avrei trovato su Amazon , ma al tuo blog evidentemente faccio antipatia, i miei commenti li ingoia e basta… 😦
      Ciao e grazie 🙂

  2. Alessandra ha detto:

    Io l’ho comprato da poco, quindi ho ledizione 2007 da Adelphi a cura di Mario Materassi.

    • gabrilu ha detto:

      @Alessandra e ovviamente hai fatto benissimo, a comprarlo in questa nuova edizione. Ti confesso che anche io sarei tentata, per confrontare le due versioni, ma è meglio che mi dia una calmata

  3. Alessandra ha detto:

    Mi è scappato via il commento prima che lo terminassi; volevo aggiungere che dallo stralcio che hai riportato mi sembra comunque piacevole anche la traduzione di Vittorini …

  4. viducoli ha detto:

    Ciao.
    Il mio commento voleva essere ironico, ma probabilmente ho sbagliato il tono.
    Ovviamente anche io considero Faulkner e tanti altri autori statunitensi grandi scrittori. Mi chiedo però se dopo gli hamburger e Halloween ci toccherà sorbirci anche i piselli con la melassa.

    • gabrilu ha detto:

      @Viducoli
      ma figurati!
      Anch’io ho sbagliato il tono, perchè avendo sospettato che volevi essere ironico ho voluto essere ironica anche io e sono miseramente naufragata.
      L’ironia è merce difficilissima, da elargire in rete.

      Per il resto (non tanto per gli hamburger che in fondo sono europei quanto per la kermesse di Halloween) posso esprimere tutta la mia solidarietà?

  5. karenina ha detto:

    Mi sento chiamata in causa, io che ho letto entrambe le traduzioni e ho trovato quella di Vittorini orribile, e non già per gli ella disse che citi, bensì per lo stravolgimento della prosa che fa spesso trapelare la scarsa conoscenza dell’inglese; ora non ricordo con precisione ma sono sicura che alcune espressioni gergali vengono stravolte o comunque italianizzate in modo scorretto, non ho i libri con me e ora non posso verificare. Ti allego un interessante articolo se non l’hai già letto (Veneziani non lo sopporto ma qui si tratta di dati oggettivi) http://www.pbianchi.it/public/PDF/edizione%20gioved%C3%AC%2020%20giugno%202013%20p.28.pdf. ciao, sempre interessante leggerti.

  6. gabrilu ha detto:

    @karenina
    innanzitutto permettimi di dire: ci volevano Faulkner, Vittorini, Pivano e Materassi tutti insieme per avere il piacere di vederti da queste parti! 🙂

    Per quanto riguarda le traduzioni di Faulkner. Io non sono in grado di leggere in originale un romanzo inglese e/o americano, figuriamoci Faulkner! Preciso questo per dire che non ho convinzioni precostituite. I motivi per cui , alla fine, la traduzione di Vittorini non mi è dispiaciuta li ho detti, ma chiaramente non avendo la possibilità di confrontarla con il testo originale i miei motivi non sono in alcun modo supportati/supportabili da alcuna possibile argomentazione tecnica.

    Ho letto con molto interesse l’articolo di Veneziani (a proposito, davo per scontato si trattasse di Marcello, ed invece si tratta di Gianluca), e non ho alcun motivo per dissentire con quello che scrive: ripeto, mi manca la possibilità di confrontare i testi.

    Ho solo una piccola ma grande perplessità, e la voglio dire.

    Si, insomma, quando Veneziani riporta il parere di Materassi secondo il quale la Pivano “non conosceva l’inglese e mancava di rigore. E’ diventata un mito della traduzione letteraria, non meritandolo”…beh, permettimi di dire che il fatto che Fernanda Pivano non conoscesse l’inglese mi riesce molto, molto difficile da digerire…

    Ciao, grazie e a presto, spero 🙂

  7. karenina ha detto:

    Ops, sono davvero distratta, ho pensato anch’io che si trattasse di Marcello, mi sa che l’amico tedesco mi tallona (Alzheimer) Sì, hai ragione sulla Pivano, anch’io sono perplessa per quell’affermazione, è un mondo difficile, sempre a destreggiarsi fra le varie informazioni😉
    p.s. non intervengo ma ti leggo spesso, grazie!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...