POTEVA ACCADERE (QUE SERA SERA)

 

Wislawa Szymborska

 

Poteva accadere.
Doveva accadere.
E’ accaduto prima. Dopo.
Più vicino. Più lontano.
E’ accaduto non a te.
Ti sei salvato perchè eri il primo.
Ti sei salvato perchè eri l’ ultimo.
Perché da solo. Perché la gente.
Perché a sinistra. Perché a destra.
Perché la pioggia. Perché un’ ombra.
Perché splendeva il sole.
Per fortuna là c’ era un bosco.
Per fortuna non c’ erano alberi.
Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave, un freno,
un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull’ acqua galleggiava un rasoio.
In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
a un passo, a un pelo
da una coincidenza.
Dunque ci sei? Dritto dall’ animo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì? Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.

 

Wislawa Szymborska

pallinopallinopallino

Dopo aver passato una settimana infernale dopo il Venerdì Nero di Parigi ho finalmente cominciato a pensare a come attrezzarmi per il futuro.

Queste parole dell’immensa Szymbosrska mi saranno da faro.

pallinopallinopallino

Oddio, volendo andare un po’ più sul leggero, potrei andare anche su questo video (tanto lo sapete, che io non sono una persona seria) in cui Doris inneggia al “what will be, will be”  (che io non ci posso fare niente, sul “what will be” è una delle poche certezze che posseggo. Lasciatemela. per piacere).

 

…Che poi (da pensiero nasce pensiero):  il nostro buon Conrad ci ha scritto pure un gran bel romanzone, sul “caso”, uno dei suoi più belli e misconosciuti. Si intitola giustappunto Il caso (OK, la pianto qui).

…E dunque via, facciamo la nostra vita, sopportiamo i disagi,  ma   non rinunciamo ai viaggi, alle mostre, ai concerti, alle cose belle.

Alla faccia dell’Uomo Nero. Alè.

Siamo solo all’inizio, neh.
Abbiamo ancora tempo, per disperarci davvero   🙂

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9 risposte a POTEVA ACCADERE (QUE SERA SERA)

  1. dragoval ha detto:

    La Szymborska è sempre un esempio luminoso,direi quasi miracoloso, di equilibrio tra profondità e leggerezza (perché la leggerezza senza profondità è vuota e banale).
    Ogni sua poesia, tra cui questa, è una sublime lezione di sprezzatura🙂.

    • gabrilu ha detto:

      dragoval beh, lei, come la Szabò, come Marai, come Bernhardt, (si, metto dentro anche l’austriaco malgrè lui Bernhardt e pazienza se mi maledirà dall’avello) come altri scrittori che non posso citare tutti anche perchè non me li ricordo, ma anche un sacco di gente comune dell’Est Europa, ne hanno viste più di quante ne ha fatte Carlo (Magno) in Francia… Figurati se questi si impressionavano per l’Uomo Nero.

  2. Francesca Righi ha detto:

    Bellissima scelta! La poesia della Szymborska è nella vita un faro anche per me. La insegno ai miei allievi.
    Entrambe, poesia e canzone esprimono lo spirito di chi non si arrende nonostante tutto.
    Ieri sera ho terminato il libro “il caso” faticoso lungo profondo lento, bella lettura.
    Conrad è un esempio a cui guardo. Letto su tua indicazione. Una tra le tante posso dire: tutte letture importanti

    • gabrilu ha detto:

      Francesca Righi quanto sono contenta, che ti sia piaciuto Il caso! E’ un libro bellissimo, hai ragione, lento, ci si sta un po’ a capire dove voglia andare a parare, ma quando si cominciano a mettere in sieme i pezzi del puzzle si scopre che è magnifico.

      … E l’Uomo Nero vorrebbe togliermi Conrad e Doris Day? Ma mi facci il piacere, avrebbe detto Totò…

  3. nicole ha detto:

    Non conoscevo questa poesia, tragica e donatrice di speranza insieme. Stavo per dire esattamente le cose che hai detto tu..ci son uomini e donne che all’est e non solo ne hanno viste, anche recentemente.
    Penso che molti come me sono risultato del caso doppiamente ..nostri genitori sono sopravissuti a lager. Questa poesia leggendola mi fa pensare a questo, mi ha dato molto il senso della tragedia della vita , anche venerdì scorso è stato così . Forse capisco meglio lo sguardo di stupore col quale sempre miei genitori ci guardavano( me e mio fratello, non è plurale majestatis! ).chissà quanti buchi ognuno di noi può trovare nella rete nel corso della vita.Grazie Gabrilu.

  4. Renza ha detto:

    La Szymborska mi ha convinta, E quindi, tempo e altro permettendo, non ci faremo mancare i piaceri della vita. Tuttavia, a queste paure non serve solo la reazione individuale, ” prima ancora serve la politica che deve dimostrare di saper combattere il male del terrore organizzato a tutto tondo in modo compatto e con altrettanta intelligenza” ( Roberto Napoletano, il Domenicale de ” Il Sole 24 ore” di oggi, 22 novembre 2015). Quindi, animo per la dimensione individuale ma anche attenzione e pressione verso la dimensione collettiva, o meglio, la politica, che deve battere un colpo , senza furbizie e altro. Da soli non possiamo farcela.

    • gabrilu ha detto:

      Renza
      Tra le tonnellate di cose che in questi giorni ho (come tutti noi, credo) letto ed ascoltato e dalle quali veniamo sommersi, riporto queste righe di Claudio Magris che condivido totalmente (da un articolo comparso sul Corriere della Sera il 15 Novembre 2015):

      “È doveroso distinguere il fanatismo omicida dell’Isis dalla cultura islamica, che ha dato capolavori di umanità, di arte, di filosofia, di scienza, di poesia, di mistica che continueremo a leggere con amore e profitto. Ma abbiamo continuato ad ascoltare Beethoven e Wagner e a leggere Goethe e Kant anche quando la melma sanguinosa nazista stava sommergendo il mondo, però è stato necessario distruggere quella melma. Le pudibonde cautele rivelano un represso disprezzo razzista ossia la negazione della pari dignità e responsabilità delle culture camuffata da buonismo.”

      In quanto al resto, cara Renza, certo che bisogna prestare attenzione alla dimensione collettiva, alla politica. Ma sulla dimensione collettiva e sulla politica (specialmente la politica internazionale, di cui a dispetto della valanga di pseudo-informazioni da cui tutti noi siamo travolti una cosa so: di sapere, in realtà, poco o nulla perchè le cose veramente importanti non le vengono a dire certo a me e nemmeno a te) poco posso influire. Su cosa posso (forse, perchè nemmeno di questo sono certa) posso agire? Su me stessa, sul mio modo di vivere e di reagire alle cose. Se solo riuscissi a far solo questo, sarebbe già gran cosa.
      Grazie🙂

      • Renza ha detto:

        Gabrilu, come non essere d’ accordo ( quasi sempre, per quello che mi riguarda) con Magris ? Però poi si legge Adonis che, in un libro intervista in uscita da Guanda e anticipato dal Domenicale de “ Il Sole 24 ore” del 22 novembre, afferma : “ Questi movimenti intellettuali ( la mistica, la filosofia la letteratura) non appartengono all’ islam in quanto stato o istituzione. I mistici e i filosofi hanno usato l’ islam come un velo o come un mezzo per sfuggire ai processi e alla condanne. Dal testo coranico non emerge alcuna filosofia”. Quindi, la testa gira e la confusione aumenta ( fanno dunque bene a non dirmi le cose importanti della politica mondiale ché non le capirei…).
        Certo che la reazione individuale è fondamentale. Lo vediamo nell’ etica pubblica ( ?) dove le proteste vibranti contro i comportamenti dei politici non trovano esempi dissonanti nella cosiddetta “società civile”.
        Vituperii contro il politico che ruba, ma poi, se mi capita, qualche furbata la faccio anch’ io, laddove posso incidere.
        E dunque, tante reazioni individuali ( e non individualistiche) riuscirebbero a modificare la dimensione collettiva. Ciao.

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