GIARDINI E STRADE. DIARIO 1939-1940. IN MARCIA VERSO PARIGI – ERNST JÜNGER

 

Junger a Kirchhorst
Ernst Jünger nel suo giardino a Kirchhorst
U. Litzmann/Deutsches Historisches Museum Berlin
Kirchhorst, 16 aprile 1939

“[…] guardando dalla finestra, ho visto sulla strada i cannoni affrettarsi l’uno dietro l’altro verso est, quasi come in guerra alla vigilia di un grande combattimento. In queste settimane i tedeschi hanno occupato la Boemia, la Moravia e il Territorio di Memel, gli italiani sono entrati in Albania. Tutti segnali che indicano guerra in tempi brevi; farò bene a mettere in conto di dover presto interrompere il lavoro. E ciò accade a un punto in cui sento che mi si sta facendo un po’ più chiaro, e in cui il valore del tempo per me è molto aumentato. In tutti i casi, la penna dovrà riposarsi, perfino sul diario. Toccherà agli occhi, invece, farsi carico del lavoro, perché gli spettacoli non mancheranno”

La penna di Jünger, però, non riposerà. Per quasi dieci anni — dal 1939 al 1948 — annoterà minuziosamente nei Diari la sua partecipazione alla Seconda Guerra mondiale come Capitano della Wermacht prima e poi, dopo la disfatta tedesca, la vita sua e della sua famiglia nella Germania occupata dalle truppe delle potenze vincitrici.

Un racconto affascinante che mi ha riempito a tratti di stupore e meraviglia, che ha suscitato in me decine di interrogativi, che è risultato anche proficuamente spiazzante per chi, come me, è abituato a vedere/leggere la storia della blitzkrieg (la guerra lampo) di Francia, della battaglia di Parigi e degli anni dell’occupazione tedesca della capitale francese, dei tedeschi a Stalingrado e in Ucraina servendosi prevalentemente delle testimonianze e degli occhi di quelli che si trovavano “dall’altra parte”. I Diari di Jünger mi hanno fatto vedere e considerare molte cose da una prospettiva e con un’ottica che non mi è abituale. Ho letteralmente divorato i tre corposi volumi di cui è composta l’edizione italiana.

Giardini e strade è il primo di questi volumi.

Prima di iniziare a parlarne e di seguire Jünger dentro la guerra penso possa essere utile, però, fare qualche passo indietro. Il viaggio non sarà breve. Meglio dunque avviarsi con almeno un minimo di attrezzatura e di bagaglio. Continua a leggere “GIARDINI E STRADE. DIARIO 1939-1940. IN MARCIA VERSO PARIGI – ERNST JÜNGER”

FUOCO GLACIALE

 

Ernst Junger
“[…] e parlando mi aveva definito un ´fuoco glaciale’. Questa e l’altra espressione, ´fiamma azzurra’, cui la gente così spesso ricorre parlando di me, devono rendere l’impressione che io suscito in molte persone.”

pallino

“Nei miei rapporti con gli uomini, mi avvedo di non destare simpatia tra gente di mezza misura, come intelligenza e come carattere; mentre mi è facile trattare con i semplici o con le persone più evolute.

Somiglio, dunque, a un pianoforte di cui risuonino soltanto i tasti estremi. Per questa ragione i rapporti usuali mi sono difficili, sono sempre una faticosa traduzione nel linguaggio quotidiano. Mi sembra spesso di muovermi in un mondo per il quale non sono attrezzato.”

Ernst Jünger, Irradiazioni. Diario 1941-1945, traduz. H. First, Guanda, Quaderni della Fenice, 1993

 

PROUST ALLA LUBJANKA

 

Wat ritratto da Czapski 1967
Aleksander Wat ritratto da Jozef Czapski
nel 1967

(Fonte)

Tra le tante risposte che nel tempo sono state date, che ancora si potranno dare, che ciascuno di noi può dare alla domanda: “A che serve la letteratura?” ce n’è una che non ha nulla di teorico ma che mi ha sempre molto colpita: la letteratura può (anche) avere una funzione salvifica, per certe persone ed in certi contesti può — se non salvare la vita — sicuramente aiutare a vivere e/o almeno a sopravvivere.

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AGGIORNAMENTI

 

Al lavoro

Il mio fido Mac ha reclamato cure ed attenzioni; mi sono dunque dedicata a lui.

Questo ha comportato aggiornare completamente il sistema operativo: improvvisamente Continua a leggere “AGGIORNAMENTI”

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