LA PELLICCIA DI LONTRA

 

Teffi

Teffi (Nadezda Aleksandrovna Bucinskaja)

 

“Per una donna in fuga, la pelliccia di lontra rappresenta un’epoca intera della sua vita da profuga.
Chi di noi non aveva una pelliccia del genere? Ce la si metteva addosso, quando si partiva dalla Russia, persino d’estate, perché dispiaceva lasciarla lì, aveva un certo valore ed era calda, e chi poteva sapere per quanto si sarebbe peregrinato? Ho visto pellicce di lontra a Kiev e a Odessa, ancora nuove, col pelo liscio e lucente. Poi a Novorossijsk, con i bordi logori, spelacchiate su fianchi e gomiti. Poi a Costantinopoli, col colletto sudicio e i polsi rivoltati, per vergogna, e infine a Parigi, dal 1920 al ’22. Nel ’20, ormai ridotte a pelle nera e lucida, accorciate all’altezza delle ginocchia, col colletto e i paramano in pelliccia nuova, più nera e untuosa, una contraffazione estera. Nel ’24 le pellicce erano scomparse. Ne erano rimasti dei brandelli in loro memoria, in forma di colletto per un cappotto di tessuto, o di ornamento per le maniche o, a volte, per bordare l’orlo. E poi basta. Nel 1925 giunsero a noi masnade di gatti tinti e si sostituirono alla dolce e mite lontra. Ma ancora oggi, quando vedo una pelliccia di lontra, rammento quell’intera epoca della nostra vita da profughe, quando dormivamo nei vagoni merci, sui ponti delle navi e nelle stive, sistemando sotto di noi la pelliccia di lontra quando il tempo era bello e usandola per coprirci quando era freddo. Rammento una signora con delle scarpe di tela sui piedi nudi, che aspettava un tram a Novorossijsk, ferma sotto la pioggia con un neonato tra le braccia. Per darmi a intendere che non era “una qualsiasi”, parlava al bambino in francese, con il dolce accento di una scolaretta russa: «Sil vu ple! Ne pler pa! Vuasi le tramvej, le tramvej!»
Indossava una pelliccia di lontra.”

Il brano è tratto dal libro Da Mosca al Mar Nero di Teffi (pseudonimo di Nadezda Aleksandrovna Bucinskaja) in cui l’autrice racconta la sua rocambolesca fuga dalla rivoluzione bolscevica che la porta, attraverso mille peripezie, da Mosca a Kiev, da Kiev a Odessa, Sebastopoli, Novorossijk ed infine a Costantinopoli.  Da Costantinopoli, finalmente in salvo, potrà andare  a Parigi dove si stabilirà.

Il viaggio di Teffi
L’immagine è tratta dal volume Neri Pozza

Esiste, come è noto, tutto un ricchissimo filone letterario relativo ai profughi russi giunti in Europa per fuggire ai bolscevichi ed alla rivoluzione russa. Le mete erano soprattuto due: Parigi e Berlino. Alcuni di questi profughi sono ormai notissimi: Vladimir Nabokov, Irène Némirovsky, Nina Berberova (che — detto per inciso — di Teffi parla nella sua autobiografia Il corsivo è mio)… e tanti, tanti altri. Se comincio ad elencarli non la finisco più.

Questa Nadezda Aleksandrovna Bucinskaja, scrittrice e commediografa umoristica che ho appreso essere stata notissima nella Russia bianca prima e tra gli emigrati russi a Parigi poi confesso che, però, io non la conoscevo. Il mio grazie dunque a Neri Pozza che me l’ha fatta scoprire.

Teffi

Una scrittura brillante, ironica ed autoironica, capace di descrivere situazioni personali e collettive drammaticissime, gli orrori della guerra civile sempre con un    humor nero che mi ha incantata.
Gradevolissima scoperta, una bella lettura che mi ha accompagnata nel traghettar dal 2017 a questo 2018…

Teffi_cover

Teffi (pseudonimo di Nadezda Aleksandrovna Bucinskaja), Da Mosca al Mar Nero (tit. orig. Vospominaniia), traduz. Serena Prina, pp. 256, Neri Pozza Editore

  • Teffi su Wikipedia >>
  • Teffi sul sito della Treccani >>
  • La scheda del libro >>

Informazioni su gabrilu

https://nonsoloproust.wordpress.com
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6 risposte a LA PELLICCIA DI LONTRA

  1. Pendolante ha detto:

    E’ riuscita, attraverso il racconto di un indumento-simbolo, a rendere una storia, un’epoca, una vita (il tutto declinato al plurale). Notevole

  2. Vania Mancinelli ha detto:

    Buon anno e grazie sempre per bei libri che consigli
    Un caro saluto da Vania (a letto con l’influenza)

  3. Vito Saponaro ha detto:

    Perbacco, è quasi la una di notte. Dopo aver letto quello questa bellissima descrizione mi sono buttato su Amazon ed ho ordinato al volo l’ebook. É già sul mio kindle voyage. Grazie!

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