TUTTO PER NULLA – WALTER KEMPOWSKI

Walter Kempowski Tytto per nulla
Walter Kempowski, Tutto per nulla (tit. orig. Alle umsonst), a cura di Mario Rubino, pp. 472, Sellerio, 2018. Disponibile anche in ebook.

“A un certo punto lui sollevò il capo e guardò Katharina con intensità. «Quando arrivano finalmente i russi? Quanto potrà durare ancora?».
Cosa impediva all’Armata Rossa di sferrare finalmente l’attacco? E si chinarono su una carta geografica: si trovava a neppure cento chilometri di distanza, pronta al balzo, l’Armata Rossa”

In Tutto per nulla, il romanzo di Walter Kempowski siamo nel 1945, nella Prussia orientale. Una famiglia nazista abita in una villa sulla frontiera dell’invasione russa.

Verso la fine della seconda guerra mondiale l’evolversi del conflitto sul fronte orientale comportò l’evacuazione di centinaia di migliaia di cittadini di etnia tedesca dai territori minacciati da un’invasione dell’Armata Rossa. Una prima fase di tale evacuazione prese l’avvio nell’estate del 1944 in modo spontaneo e alquanto disciplinato, ma, da lì alla primavera del ’45, il traumatico incalzare degli eventi rese quella fuga di massa verso ovest sempre più caotica, tumultuosa e dall’esito micidiale per un rilevante numero di profughi.

Terzo Reich_Prussia Orientale
Mappa del Terzo Reich
(cliccare per ingrandire)
Fonte

L’impensabile è avvenuto. Si sta avvicinando la fine del Reich che doveva essere millenario. C’è chi crede ancora nelle parole vaneggianti del Führer, chi preferisce non guardare in faccia la realtà, c’è l’incapacità di accettare la sconfitta e la vergogna. A Georgenhof, il podere in cui si trova la villa della famiglia la realtà dell’invasione incombente si avverte sempre più vicina; il rosseggiare dell’orizzonte, il rombo dei cannoni che sembra un tuono che si fa via via sempre più minaccioso sono segnali inequivocabili dell’avanzata dell’Armata Rossa.

Con l’avvicinarsi dell’armata, assistiamo prima ad una sfilata di personaggi che, in fuga, si sussegue alla porta dei von Globig ma con il precipitare della situazione gli stessi componenti della famiglia von Globig, pur reagendo ciascuno a modo proprio (incredulità, certezza o speranza di una controffensiva, timore delle rappresaglie da parte dei russi) si uniranno alla carovana dei profughi in rotta verso occidente.

Profughi della Prussia dell'Est in fuga 1945

Profughi della Prussia orientale in fuga. 1945
Fonte


“La parola d’ordine era andare oltre, sempre più avanti, spinti da quel che si sentiva dire: «Stanno arrivando i russi!».”

Profughi in fuga

 

Racconto privo di accenti retorici, ironico ed amaro nell’osservazione della cieca fiducia nel Führer e nelle autorità. Un romanzo onesto e toccante, drammaticamente attuale: una cronaca sul significato della sconfitta, della perdita della propria cultura, sul declino del senso di civiltà.

Le vicende del romanzo sono narrate in terza persona ma, con grande maestria, il punto di vista si sposta di continuo in una sorta di flusso di coscienza molto fluido.

Pubblicato per la prima volta in Germania nel 2006, disponibile adesso anche nella traduzione italiana di Mario Rubino, Tutto per nulla è libro bello e complesso, da leggere anche perché ci fa vedere le sofferenze del crollo del Terzo Reich dalla parte dei tedeschi, di coloro che fino alla fine hanno creduto nel Führer o che si sono rifiutati di vedere la realtà. Non sono molti, i libri di narrativa che trattano questo tema ed in particolare del disastroso esodo attraverso la Prussia orientale vissuto dai profughi in fuga dall’Est e degli Heimatvertriebene, ovvero di «coloro che erano stati cacciati dalla propria terra»

Walter Kempowski, pochissimo noto tra i lettori italiani, è invece uno dei romanzieri tedeschi più letti ed apprezzati, celebre in Germania per le sue Cronache tedesche, nove volumi comparsi tra il 1971 e il 1984 e soprattutto per la sua monumentale opera Echolot, dieci volumi che raccolgono circa 8000 pagine di citazioni e testimonianze diverse del conflitto tra il 1941 e il 1945 (vittime, carnefici, Alleati etc.) sotto forma di un collage di ricordi in cui non compaiono quelli dell’autore, che non mette di suo nemmeno una riga.

Credo sia stato il primo, negli anni Novanta, a parlare delle “sofferenze del popolo tedesco” nel Nazismo e nella guerra ed a scandagliare il problema della colpa. Nella sua opera non c’è alcuna traccia di revisionismo o di revanscismo.

Alla sua morte, avvenuta nel 2007, il portavoce del Governo tedesco Thomas Steg ha ricordato alla stampa Kempowski come uno dei maggiori scrittori della Germania del dopoguerra e come uno degli autori più letti nel paese. La Cancelliera Angela Merkel ha inviato alla famiglia le sue più sentite condoglianze.

Walter Kempowski

Walter Kempowski

  • Walter Kempowski >>
  • La scheda del libro >>
  • Un interessante articolo di Franz Krauspenhaar comparso su Nazione Indiana nel 2007 in occasione della morte dello scrittore >>
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7 risposte a TUTTO PER NULLA – WALTER KEMPOWSKI

  1. Geneviève LAMBERT ha detto:

    Buona sera Gabriella e grazie per questo resoconto di lettura, interessante come sempre.
    Sul tema esodo dalla Prussia orientale, segnalo la testimonianza di Marion von Dönhoff (1919-2002) che fuggì la sua Prussia natale e trovò rifugio in Amburgo dove, per anni, fu la direttrice del prestigioso giornale die Welt.
    Non mi risulta che il suo libro sia stato tradotto in italiano. Esiste una traduzione in francese intitolata Une enfance en Prusse orientale, pubblicata dalla casa Albin Michel nel 1990.
    Un caro saluto da Parigi.

    • gabrilu ha detto:

      Geneviève Lambert grazie per la segnalazione, di cui ho preso nota. Una biografia molto densa, quella della von Donhoff…Il suo libro in realtà è stato pubblicato in italiano dalla casa editrice Neri Pozza nel 2005 (traduttore G. Trentini) ma purtroppo risulta oggi fuori catalogo e difficilmente reperibile. Terrò dunque presente l’edizione francese. Più vado avanti con gli anni più trovo interessanti i diari e la memorialistica.
      Grazie ancora e, come sempre, saluti a Parigi, che rivedrò fra un mese circa 🙂

  2. Ivana Daccò ha detto:

    Sogno sempre che nelle nostre scuole venga offerta la conoscenza della storia moderna e contemporanea attraverso la lettura dei grandi e piccoli romanzi che narrano vite ed epoche, che mostrano e fanno conoscere gli sfondi su cui vite e storie si snodano; penso a cosa sarebbe un gruppo classe in cui ogni studente leggesse un diverso libro, per poi parlare, guidati, di ciò che è stato letto, e scambiare emozioni e conoscenze. Penso a quanta conoscenza, e a quanta capacità di attingerla, mantenendola dubbia, utilmente provvisoria, si produrrebbe, per i ragazzi e, perché no, per i loro insegnanti nell’incontro dei punti di vista e delle domande. Quante domande utili, fonti di altre domande sorgerebbero in luogo di risposte impacchettate senza pensiero.
    E’ un lungo sogno; e fa parte probabilmente del sogno pensare che non ci dovrebbe voler molto a tradurlo in realtà.

    • gabrilu ha detto:

      Ivana Daccò
      Ti capisco perfettamente, concordo con te ma mi cogli in un periodo in cui non sono molto ottimista in generale e, per rimanere nello specifico, sulla volontà politica di “darsi una mossa” sul fronte della cultura e della scuola. Mi basta pensare che nel cosiddetto tanto sbandierato “contratto di governo” e nel discorso del neo PdC alla Camera non c’è una sola parola su scuola e cultura…
      Non ci resta che sperare e confidare nell’iniziativa individuale, nella buona volontà, nelle capacità e competenze dei tanti bravi insegnanti dei quali, ne sono certa, la nostra scuola non manca. Sempre che a questi insegnanti diano la possibilità di svolgere liberamente e bene il loro prezioso lavoro…
      Ciao e grazie!

  3. Paolo ha detto:

    Molto interessante grazie !

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