“LA SELVAGGIA E SPLENDIDA MARINA”

 

Nadeszda Mandelstam Marina Cvetaeva Anna Akmatova Osip Mandelstam

Nadezda Mandel’stam, Marina Cvetaeva, Anna Achmatova, Osip Mandel’stam

Nei bellissimi Taccuini 1919 – 1921 dei quali avevo parlato >>qui, la grande poetessa russa Marina Cvetaeva accenna più volte a Osip Mandel’stam, uno dei più importanti poeti russi del Novecento.

Osip Mandel’stam e Marina Cvetaeva si erano conosciuti nell’estate del 1916 in Crimea, si erano ritrovati poi a Pietroburgo mentre Marina era coinvolta in una turbolenta relazione amorosa con un’altra poetessa, Sofija Parnok.

Scrive Pina Napolitano, traduttrice e curatrice dei Taccuini: “Mandel’stam, che si era invaghito di lei, la raggiunse poi a Mosca quello stesso anno. Al di là della vicenda sentimentale, l’incontro lasciò tracce importanti nella loro evoluzione poetica, testimoniate tra l’altro dalle poesie che si dedicarono a vicenda.”

Tutto questo mi ha riportato alla mente i due libri di memorie di  Nadezda Mandel’stam ed in particolare il secondo.

Nadezda Mandel’stam, vedova di Osip, nelle sue Memorie parla a lungo di Anna Achmatova, l’amica e compagna di vita e poetessa ammiratissima sia da lei che da Osip e dedica parecchie pagine anche a Marina, al proprio non sempre facile rapporto con lei ed al forte legame che aveva unito Marina agli altri due grandi poeti.

“Mi capitò più volte di incontrare Marina Cvetaeva, ma non diventammo mai amiche. Forse perchè, avendo già fatto la mia scelta a favore della Achmatova, avevo trascurato la sua poesia […] Di Marina Cvetaeva mi sono rimasti impressi i modi assolutamente spontanei e l’incredibile capricciosità […] oggi, leggendo i suoi versi e le sue lettere, ho compreso che la Cvetaeva cercava sempre, dappertutto, la pienezza, l’ebrezza dei sentimenti. Aveva bisogno di inebriarsi non solo di amore, ma anche di insuccesso, di solitudine, di abbandono. In questo atteggiamento scorgo una rara nobiltà d’animo”

Ed a proposito dei rapporti tra Marina e Osip:

“L’amicizia con Marina Cvetaeva, a mio parere, ha avuto un ruolo importante nella vita e nel lavoro di Mandel’stam

[…]

Io sono convinta che il mio rapporto con Mandel’stam non sarebbe stato così facile e semplice se prima, sulla sua strada, non fosse comparsa la selvaggia e splendida Marina. Fu lei che portò alla luce in Mandel’stam l’amore per la vita e la disponibilità affettiva, le due qualità che mi colpirono in lui fin dal primo momento. Non compresi subito che dovevo tutto questo a Marina, ed ora soffro di non esserle stata amica. Forse avrebbe insegnato anche a me quella forza e quella capacità di dedizione che lei possedeva in sommo grado. Parlando con la Achmatova la Cvetaeva, piena di amarezza, s’era lamentata del suo destino; le aveva raccontato che era andata a vedere la casa dove aveva vissuto da bambina e aveva ritrovato il tiglio a cui era tanto affezionata. Poi, mettendosi in ginocchio, aveva pregato la Achmatova di non svelare a nessuno quel suo segreto: “altrimenti, se lo sanno, lo abbattono”. Ed è rimasto solo il tiglio: “L’abisso ha inghiottito i miei cari, ed è in rovina la casa dell’infanzia…”. Non conosco un destino più tragico di quello di Marina Cvetaeva”.

(Nadezda Mandel’stam, Le mie memorie. Con poesie ed altri scritti di Osip Mandel’stam, 12 fotografie fuori testo, traduz. e note a cura di Serena Vitale, pp. 488, Garzanti Editore, 1972)

Nadeszda Mandelstam Memorie

Su NSP, il mio post su L’epoca e i lupi, l’altro libro di memorie di Nadeszda Jakovlevna Chazina Mandel’stam >>

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3 risposte a “LA SELVAGGIA E SPLENDIDA MARINA”

  1. Francesca Righi ha detto:

    Tra i miei poeti più amati
    Mi hanno aiutata a sopravvivere in particolare Marina

  2. Francesca Righi ha detto:

    Ma anche O. Mandel’stam

  3. Francesca Righi ha detto:

    Curiosa silenziosa simmetria-sintonia con la gentile Gabriella Alu’

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