TRILOGIA IREMONGER #2- FOULSHAM – EDWARD CAREY

Edward Carey FoulshamEdward Carey, Foulsham (tit. orig.le Foulsham. Iremonger), illustrazioni dell’autore, traduz. di Sergio Claudio Perroni, pp. 311, Bompiani, 2015

“Alcuni avevano appeso accanto all’ingresso i loro vecchi cappelli e pastrani, e la scolatura da cumulo che spioveva dagli indumenti formava pozze sul pavimento — cenere, pezzi di carta (lettere d’amore, giornali) dispersi dal vento di cumulo, schegge di vetro, chiodi arrugginiti, ossi, brandelli di tessuto. Era come trovarsi di nuovo a casa. Vedere quelle cose mi scaldava il cuore.”

Aprendo il secondo libro della trilogia ho ritrovato immediatamente lo stile inimitabile di Carey e l’universo Iremonger con la sua ambientazione oscura e sinistra, delicata e poetica al tempo stesso. La magia funziona, perchè Carey è capace di creare un vero mondo a parte, con le sue regole, i suoi codici di comportamento, le sue stranezze ed assurdità.

I tre romanzi della trilogia formano una storia unica, ma coloro che non abbiano già letto il primo volume della saga (I segreti di Heap House) possono stare tranquilli, farò di tutto per non rovinare ad alcuno il piacere che solo la lettura del testo di Carey è in grado di dare.

pallino

Nel castello di Heap House il contesto era claustrofobico e pieno di misteri da risolvere. Adesso, con il quartiere-discarica di Foulsham, Carey ci mostra quello che c’è all’esterno del castello e della fabbrica. L’universo dei personaggi si allarga, Carey estende lo sguardo del lettore su una fantastica realtà grigiastra rigurgitante di immondizia e di incontri pericolosi…

Il primo volume (I segreti di Heap House) ha posto le basi della famiglia Iremonger, e questo secondo volume (Foulsham) conferma Gli Iremonger come una delle trilogie più coinvolgenti. In Foulsham oltrepassiamo il muro che separa il castello di Heap House dal suo oceano di spazzatura del quartiere di Foulsham, la grande discarica di Londra. Abbandoniamo l’ambiente oppressivo ed angoscioso della dimora padronale per perderci nei labirinti di viuzze marchiate dalla povertà al cui centro troneggia la fabbrica degli Iremorgen, la Bay Leaf House la cui produzione è tanto misteriosa quanto — si sospetta — macabra. Grazie ad un ritmo sempre molto sostenuto, è in questo quartiere che si svolge adesso l’azione.

Qui, in questo mondo sempre oscuro, sudicio, fuligginoso, nebbioso ritroviamo le due voci di Clod Iremorgen e di Lucy Pennant che si alternano nella narrazione.

Clod Iremonger Lucy Pennant

Clod Iremonger e Lucy Pennant

Abbandonata nelle profonde voragini dei cumuli di spazzatura (nel romanzo vengono sempre chiamati sempre e soltanto “i cumuli”, sembrano dotati di vita propria, sono veri e propri personaggi), Lucy Pennant — l’orfana di bassa estrazione che nel primo volume era stata prelevata dagli Iremonger per far parte dello stuolo delle cameriere del castello — è stata portata in salvo da una creatura terrificante. È disperata ma decisa a ritrovare Clod. Ma — Lucy non lo sa — Clod è diventato una mezza sovrana d’oro ed è ‘perso’. Viene passato infatti di mano in mano come denaro contante in giro per Foulsham, eppure lo stanno cercando tutti. Nel frattempo, però, in città sempre più oggetti, oggetti comuni, prendono vita…

Abbiamo visto nel primo volume della saga come ogni Iremonger sia dotato del proprio “oggetto natale”: assistiamo adesso ad esseri umani che diventano oggetti, ad oggetti che diventano esseri umani, a persone che tali sembrano ma che tali non sono…Esseri maligni minacciano i nostri due ragazzi che però continuano tenacemente e con coraggio a tener loro testa. Clod si ribella alla famiglia ed ai suoi oscuri progetti, Lucy, separata da Clod sin dall’inizio del romanzo tenta in tutti i modi di ritrovarlo e di riunirsi a lui con l’aiuto di quella creatura strana che l’ha salvata dai cumuli, una creatura dall’aspetto ripugnante ma dai modi commoventi.

No, no. Va a casa!

Allora mi voltai verso di lui, già pronta a dirgliene quattro. Ma non si stava rivolgendo a me, e nemmeno a se stesso: stava parlando con una scia di rifiuti che sembrava lo stesse seguendo.

Va’ a casa! gridò Benedict, e sferrò un calcio ai rifiuti, e quelli sembrarono disperdersi, ma solo per tornare a raccogliersi poco dopo, di nascosto, quando Benedict si era rimesso in cammino.

Mi sta seguendo, disse.

Cosa ti sta seguendo? domandai.

Gli manco. Vuole che torni.

Cosa, Benedict?

Il cumulo. Piange perchè sono andato via.

Sono solo ratti, no? Quelli, se gli salta il ticchio, seguono chiunque.

No, è spazzatura, disse lui tristemente. Mi vuole bene, l’ha sempre fatto.

Grande è il contrasto tra l’amore sincero e innocente dei due adolescenti e il contesto sinistro, nauseabondo, puzzolente che circonda loro ma che avvertiamo sempre più distintamente anche noi grazie alla capacità evocativa della scrittura di Carey. Gli oggetti, che nel primo volume erano soltanto cose, acquistano adesso lo status di veri e propri personaggi di grande profondità ed umanità. La stessa Lucy, d’altra parte, era diventata un bottone… un bottone d’argilla…

Lo schema della trama si presenta, è vero, come il classico scontro tra “buoni” e “cattivi”, ma radicata in un universo complesso, ricco, originalissimo. E nell’evocare tutto questo, ancora le splendide illustrazioni dell’autore che ci presenta il ritratto dei personaggi, la loro aria lugubre e sinistra ma che ci fornisce anche una cartografia dei luoghi e dell’azione.

Un muro è crollato alla fine del primo volume: era quello che separava il castello di Heap House dal quartiere della discarica (Foulsham); un altro muro, quello che separa la discarica di Foulsham dalla città di Londra crolla in questo secondo aprendo la via verso la capitale.

E’ proprio nel cuore di Londra che ci porterà il terzo ed ultimo volume.

 

pallino
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2 risposte a TRILOGIA IREMONGER #2- FOULSHAM – EDWARD CAREY

  1. Ivana Daccò ha detto:

    Autore a me sconosciuto. Mi pare davvero molto interessante.

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