RICORDATI DI OMAHA…

 

Omaha Beach

Questa poesia, firmata semplicemente “Jean”, la si legge ad Omaha Beach, la sterminata spiaggia che si trova nella parte della costa normanna in cui si sono svolte le operazioni del D-Day nel giugno del 1944 e che era stata assegnata dal Comando Alleato all’intervento degli Stati Uniti. Sono parole che non cessano di commuovermi ogni volta che le rileggo.

Come avevo scritto salutandovi prima della mia partenza, l’obiettivo principale del viaggio era, quest’anno, visitare almeno qualcuno dei luoghi del D-Day del 6 Giugno 1944. Mi sono resa però immediatamente conto dell’ampiezza del territorio, della enorme quantità di luoghi e di cose che ci sarebbero da vedere e mi sono dovuta rassegnare a operare scelte drastiche.

Ho dunque potuto visitare solo una minima parte di quello che avrei voluto e sempre per la vastità del territorio su cui si sono svolte le operazioni mi è rimasto il rammarico, ad esempio, di non aver potuto metter piede nella regione del Cotentin e sui luoghi in cui hanno operato i mitici paracadutisti della Compagnia Easy del Maggiore Winters, 101° Airborne Division

Compagnia Easy

Truppe della 101ª Airborne in posa assieme ad una bandiera nazista
catturata durante l’operazione dell’aviotrasportata dello sbarco in Normandia

 

Nonostante tutto, però, si è trattato per me di un’esperienza indimenticabile che mi ha suscitato una gran quantità di emozioni. Ho realizzato in prima persona che si possono anche (come era il mio caso) aver visto e rivisto decine di film e di splendide serie TV sull’Operazione Overlord, si possono aver letto decine di libri (e il mio Kindle era imbottito ancora di altri libri) su questa gigantesca operazione ma che solo vedendo almeno qualcuno dei posti in cui questa straordinaria impresa venne realizzata si può percepire la gigantesca portata dell’operazione e il sacrificio immenso di centinaia di migliaia di uomini la maggior parte venuti da oltre oceano moltissimi dei quali in questa operazione hanno perso la vita.

Camminare lungo le spiagge sterminate, guardare le falesie a picco sul mare che si susseguono per chilometri e chilometri, scendere nei bunker tedeschi ancora presenti lungo tutta la costa e negli enormi crateri lasciati dalle bombe… immaginare la calma del panorama come lo si vede e lo si vive oggi trasformati in quella notte del ’44 in un inferno  brulicante letteralmente di uomini che, catapultati fuori dagli anfibi,    cadono come mosche sulla spiaggia o che si arrampicano lungo le falesie sotto il fuoco dei tedeschi che sparano loro dai bunker posti in cima… beh, è impressionante. Non trovo le parole.

Mi fermo qui, non perchè non abbia nulla da dire o da raccontare ma al contrario perchè di questo tema e di questa mia minuscola esperienza potrei parlare per ore e scrivere pagine e pagine.

Soltanto sul Memoriale di Caen potrei scrivere un intero post e nemmeno basterebbe. Dico solo che sono entrata la mattina alle 9:30 e ne sono uscita alle 14:40 completamente sopraffatta dalla quantità e ricchezza del materiale che vi si trova. Secondo me, il più completo Memoriale sulla storia dell’intera Seconda Guerra mondiale che si trova in Europa. Già, perchè non solo del D-Day si occupa, il Memoriale, ma della 2WW nella sua interezza: si parte dalla fine della Grande Guerra (Trattato di Versailles, nascita e ascesa del Nazismo in Germania etc.) e si percorre davvero ogni aspetto della 2WW, dalla guerra nel Pacifico (Pearl Harbor, Giappone) al genocidio degli ebrei rinchiusi nei ghetti e nei lager disseminati in tutta Europa agli stermini di massa ed alle fosse comuni  nell’Europa dell’Est (Ucraina, Babji Jiar…). Il tutto documentato con oggetti, manoscritti, libri,   video e audio di testimonianze dirette  e insomma di tutto e di più. Già il solo Memoriale di Caen vale, a mio parere, un viaggio apposito.

… Mi sono perciò limitata a scegliere, per questo post, solo due foto tra il centinaio circa che ho scattato.

La prima è quella che ho inserito all’inizio, la seconda è questa

Omaha Beach

Omaha Beach, Opera commemorativa Les Ailes de l ‘Espoir- Debout de la Liberté-Les Ailes de la Fraternité

Quest’opera, che si trova nel settore americano dell’Operazione Overlord è stata realizzata grazie al sostegno di Monsieur e Madame Jean Paul Delorme, due cittadini francesi. Nella targa posta vicino al monumento si legge che si tratta di un “omaggio a coloro il cui coraggio ha permesso di separare la luce dalle tenebre”, di un “ringraziamento a quegli uomini per aver reso alla Francia ed all’Europa la loro libertà”.

Sono melensa e retorica? Beh, una volta tanto, non mi importa se quello che sto scrivendo venisse percepito come melenso e retorico. Le emozioni provate sono autentiche, vi assicuro.

Informazioni su gabrilu

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