LEI SBARCA DA SOLA

 

Martha Gellhorn

Martha Gellhorn a Londra nel 1943.
Lee Miller Archives/England 2017/All Rights Reserved

C’erano 160.000 uomini, su quelle spiagge d’inferno della Normandia, in quel giugno del 1944, e solo una donna. Martha Gellhorn.

La grande giornalista e reporter di guerra americana Martha Gellhorn fu l’unica corrispondente donna ad essere presente allo sbarco in Normandia nel D-Day di quel giugno 1944, e questo a dispetto della regola che nel corso della Seconda Guerra mondiale vietava alle donne, anche alle giornaliste, la presenza in prima linea nelle zone di guerra; dovevano rimanere nella retroguardia in ruoli ausiliari. Il modo in cui Martha riuscì ad essere su quelle spiagge merita di essere ricordato.

Quando si arrivò al D-Day la Gellhorn era accreditata al Collier’s, lo stesso giornale cui il marito Ernest Hemingway inviava i suoi articoli. Il Collier’s però forniva, per la copertura del D-Day, l’accredito per una sola persona, e quell’accredito se lo accaparrò Hemingway, che come scrittore era molto più noto di lei.

Il matrimonio era già in crisi, perché Hemingway si lamentava sempre per le prolungate assenze della moglie. Mentre nel 1943 Martha era sul fronte italiano Hemingway le aveva scritto: “Are you a correspondent, or wife in my bed?” (“Sei una corrispondente, o moglie nel mio letto?”).

Martha Gellhorn 1944 Montecassino

Febbraio 1944. Italia, Montecassino. Martha Gellhorn al seguito della 5° Armata USA.
Con i soldati e con Mr. Knickerbocker alla mensa ufficiali

Fonte: IWO

Martha Gellhorn era già una professionista molto quotata e con grande esperienza ma certo non poteva competere con la notorietà del marito. Quel 6 giugno quindi Hemingway era in prima linea, in mezzo allo sbarco, e scrisse per il Collier’s il suo primo articolo Abbiamo preso la spiaggia di Fox Green.

Martha però non era  certo tipo da darsi per vinta: prese una macchina, da Londra si diresse verso la costa meridionale dell’Inghilterra. Riuscì a salire su una nave ospedale con il pretesto di intervistare le infermiere e poi, non disponendo di credenziali ufficiali, si nascose in un bagno dove rimase per tutta la traversata. Sapeva bene che se fosse stata scoperta le avrebbero revocato il suo tesserino di giornalista e sarebbe stata riportata indietro in America. Ma essere testimone di un evento storico di quella portata valeva il rischio.

Arrivò sulle coste della Normandia l’8 giugno, due giorni dopo lo sbarco, unica donna ad avere osato tanto. I combattimenti erano stati feroci, ed il massacro era finalmente finito. Nel corso della notte Martha sbarcò sulla spiaggia in mezzo a due medici fingendosi un barelliere per soccorrere e raccogliere i feriti. Nel caos della spiaggia, nessuno si accorse che quel barelliere era una donna. Martha si prodigò nel trasporto dei feriti, scrisse il suo reportage.

Martha Gellhorn fu la prima donna a sbarcare in Normandia con le truppe. Il primo contingente di donne facenti parte dell’ United States Women’s Army Corps arrivò in Normandia trentotto giorni dopo.

Aveva appena trasmesso al Collier’s la sua corrispondenza che venne arrestata dalla polizia militare. Le ritirarono il tesserino e la portarono in un campo di addestramento per infermiere fuori Londra. Martha però riuscì a scappare convincendo un pilota inglese a portarla in volo in Italia.

E poi? E poi, il Collier’s diede grande risalto agli articoli scritti dal marito pubblicando il primo articolo il 22 luglio, corredato dalle foto dello stesso Hemingway in mezzo ai soldati mentre pubblicò il pezzo di Martha solo il 5 agosto senza alcuna fotografia né dando alcuna notizia di come la giornalista fosse riuscita a trovarsi in prima linea, il suo incredibile spirito di iniziativa, i rischi da lei corsi…

Questo episodio determinò la fine del matrimonio: Martha piantò Hem e le loro strade si divisero. Lui continuò a seguire gli Alleati verso Parigi, lei fu tra i primi giornalisti a entrare nel campo di Dachau e descriverne gli orrori.

 

Martha Gellhorn reportage Dachau

Il reportage di Martha Gellhorn su Dachau

 

  • Alcuni stralci dalla sezione del libro dedicata a Martha Gellhorn dalla biografa, romanziera e saggista Penny Colman, autrice del libro Where the Action Was: Women War Correspondents in World War II in cui parla della drammatica storia di 127 donne reporter di guerra durande la Seconda Guerra mondiale. >>
  • Un breve video in cui Penny Colman riassume lo sbarco di Marha Gellhorn sulle spiagge del D-Day

 

  • Di Martha Gellhorn avevo parlato >>qui
  • Uno stralcio del primo articolo di Hemingway sullo sbarco in Normandia lo si può leggere su NSP >>qui
  • L’articolo di Martha Gellhorn sul campo di sterminio di Dachau (PDF) >>

 

Informazioni su gabrilu

https://nonsoloproust.wordpress.com
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2 risposte a LEI SBARCA DA SOLA

  1. Giovanna Caruso ha detto:

    Wow!!!!!

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