NELL’ANGOLO DI QUIETE – EDUARD VON KEYSERLING

Eduard von Keyserling Un angolo di quiete

 

Eduard von Keyserling, Nell’angolo di quiete (tit. orig.le Im stille Winkel), traduz. Giovanni Tateo, Postfazione Giovanni Tateo, pp. 128, L’Orma Editore, 2018

“I turbamenti del giovane Paul”, così avrei voglia di sintetizzare Nell’angolo di quiete di Eduard von Keyserling, novella del 1914 pubblicata nel 1918 ambientata sulle Alpi bavaresi in cui Bruno von der Ost, un severo e rigido direttore di banca che vorrebbe una vita domestica ordinata come i suoi registri contabili porta in villeggiatura la giovane moglie Irene, che reagisce alla freddezza del marito con un’ironia irriverente e il figlio Paul, un ragazzino di undici anni il quale nello sguardo del padre vede solo delusione perchè lo considera un bambino debole e privo di volontà.

Profondamente affezionato alla madre, alla zia ed alla vecchia governante Marie, confuso dai discorsi tra adulti che ascolta ma che non riesce a comprendere e spesso travisa, disprezzato da Lulu e Nandl, due ragazzini del luogo suoi coetanei che lo respingono come compagno dei loro giochi e lo irridono crudelmente chiamandolo “vermiciattolo”, il desiderio più grande di Paul è quello di diventare coraggioso (“Paul aveva ora una nuova occupazione: si esercitava ad avere coraggio”) e poter avere così, almeno una volta, la sensazione di aver reso orgoglioso il padre e conquistare l’ammirazione e il rispetto di Lulu e Nandl. E così, quando in quell’angolo di quiete immerso nell’idilliaco paesaggio delle montagne bavaresi giunge la notizia che è scoppiata la guerra, Paul vede in questo un’occasione di rivalsa, il momento in cui poter finalmente dimostrare di essere forte e coraggioso, degno del padre verso il quale prova un timore reverenziale misto ad avversione perchè ritiene di non essere da lui accettato. Rimasto nella villa solo con le donne — il padre è partito per combattere — sogna di potere compiere un’azione eclatante che gli faccia finalmente guadagnare la stima di chi lo disprezza. A modo suo, combatterà anche lui…

Un personaggio che, in qualche modo, mi fa tornare in mente il manniano Hanno Buddenbrook e non solo. Paul von der Ost, Hanno Buddenbrook, il giovane Törless di Musil… così profondamente diversi, ma accomunati tutti e tre dal non essere in sintonia con l’ambiente e le aspettative di coloro che li circondano e da un evento (lo scoppio della Prima Guerra mondiale per Paul, la malattia per Hanno, la presa di consapevolezza della frattura interiore tra razionalità e pulsioni inconfessabili che, all’interno di un rigido collegio militare asburgico si trova ad affrontare l’austriaco Törless), tutti e tre giovani colti nel momento più critico del passaggio dall’infanzia all’adolescenza, tutti e tre alle prese con il problema della formazione e del riconoscimento della propria vera identità, tutti e tre creature di inizio Novecento nati dalla penna di autori che descrivevano un mondo che di lì a poco sarebbe stato travolto o sarebbe comunque riemerso profondamente mutato.

Nel romanzo breve di Keyserling la voce narrante che ci rende partecipi della tragica, breve parabola di Paul von der Ost ponendosi dal punto di vista del ragazzino è limpida e cristallina, la prosa è senza fronzoli, l’atmosfera rarefatta e crepuscolare, i sentimenti profondi, agiti ma mai esplicitamente dichiarati.

Nel necrologio uscito il 15 ottobre 1918 sulla Frankfurter Zeitung Thomas Mann scrisse che nelle opere di Keyserling non si doveva cercare una “attitudine sociale”. Eppure, in poco meno di cento pagine, Keyserling riesce a raccontare un mondo, quello di una aristocrazia e borghesia tedesca stanca e rassegnata sulla soglia di un capovolgimento sociale che sconvolgerà l’intera Europa e dopo il quale niente sarà come prima.

Appartenente ad un’antichissima famiglia di nobiltà baltica di stirpe feudale, considerato oggi uno dei massimi narratori del Novecento tedesco, Keyserling, il quale scriveva: «Dopo tutto, un tranquillo suicidio è la sola cosa aristocratica che ci resti» fu amato e lodato per la schiva grandezza e la nobile malinconia da Robert Walser, Thomas Mann e Hugo von Hofmannsthal.

Ernst Jünger incontrò un discendente  di Eduard  Keyserling a Parigi nel 1942 durante l’occupazione nazista della capitale francese ed in Irradiazioni leggiamo: “Da Nostitz, in Place du Palais, tra gli ospiti notai il giovane conte Keyserling, benchè non aprisse bocca per tutta la sera. Se ne stava sdraiato in poltrona, come un gatto, con un’ aria tra sofferente e trasognata. Le antiche stirpi conservano ancora, perfino nelle sfere più intellettuali, sicurezza e senso di stile”.

Chiudo con le parole di Jan Brokken, che nel capitolo I baroni baltici del suo bellissimo Anime baltiche del quale ho parlato >>qui dice di von Keyserling:

“Era una vera anima baltica, il conte: un emarginato nel suo stesso mondo, uno sradicato che non voleva affatto esserlo, un mite derisore che cercava di nascondere quanto soffriva a essere rifiutato, e che al tempo stesso amava follemente il mondo in cui era cresciuto. Gli storici della letteratura tedesca lo hanno definito «il Fontane baltico» o «il Fontane in minore», ma in realtà – e malgrado la portata limitata dei suoi romanzi – Eduard von Keyserling è se mai il Proust baltico. Descrive gli abeti, le spiagge candide e i laghi incendiati dal sole della sera come fossero le sue più belle innamorate di gioventù, i parchi dietro i castelli come fossero il ritratto di sua madre.”

Eduard von Keyserling ritratto da Lowit

Eduard von Keyserling ritratto da Lowis Corinth, 1901 (part.)

La scheda del libro >>

Informazioni su gabrilu

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11 risposte a NELL’ANGOLO DI QUIETE – EDUARD VON KEYSERLING

  1. Kalz ha detto:

    Ma come ha fatto Junger a incontrarlo a Parigi nel 1942 se Keyserling
    è morto nel 1918?

    • gabrilu ha detto:

      Kalz
      Verissimo. Grave svista mia, e grazie davvero per avermelo fatto notare. In effetti il von Keyserling che Jünger incontrò a Parigi non era il “nostro” Eduard von Keyserling ma un suo discendente, un suo lontano nipote. Ho provveduto a correggere. Era bastato aver saltato un vocabolo perché il risultato fosse una stupidaggine…A volte non basta leggere e rileggere ciò che si scrive, per accorgersi degli strafalcioni che si commettono. Sarei una pessima correttrice di bozze, io…
      Dunque ancora grazie per avermi permesso di aggiustare la cosa 🙂

  2. Renza ha detto:

    Che titolo invitante, gabrilu! L’ angolo desiderato in cui vorremmo tutti rintanarci , in questo momento. E’ vero, come dici in un altro post, che siamo alquanto incantati e tendiamo a vagare per la casa e leggere non è più tanto facile. Un titolo come questo e un autore come questo credo siano invitanti, molto. Di von Keyserling avevo letto diversi anni fa ” Afa” e ne ho conservato il ricordo di un autore affascinante nella scrittura e nella capacità di rappresentare mondi e atmosfere. Poi, con “Anime baltiche”- a suo tempo recensito da te- ho configurato meglio la sua personalità. Sarebbe bello reperire questo romanzo, credo che il vagare troverebbe una pausa 😉. Ciao, gabrilu !

    • gabrilu ha detto:

      Cara Renza che bello rileggerti. Ti ho pensata, anche perchè mi pare che tu stia in una delle città italiane più martoriate da questa pandemia, e mi chiedevo come stessi.
      Keyserling: è il primo suo libro che leggo, è un autore che ho “conosciuto” proprio attraverso Anime baltiche ed appena mi è capitata l’occasione (in questi giorni) non me lo sono fatto scappare. Ce l’ho in ebook, quindi se vuoi e se non arretri davanti ai libri digitali fammi un digital fischio e Keyserling verrà a trovarti 🙂
      Per il resto… forse una pausa di lettura ci voleva, ogni tanto è bene anche fermarsi e resettare il cervello. Questa clausura forzata causata dalla pandemia è stato il contesto/pretesto. La prima settimana sono andata in pallone come molti di noi, immagino, ma ora ho trovato ritmi più adeguati che mi permettono di rimanere aggiornata sulle notizie essenziali ma di evitarmi di rimanere prigioniera e ossessionata dalla situazione generale.
      Ascolto motissima musica, in questi giorni, davvero tanta. Te lo dico perchè so che anche tu ami molto la musica ed un certo tipo di musica. La musica mi è molto più utile, in questo periodo, della lettura. Che comunque tornerà presto.

      “Sento [già] l’orma dei passi spietati” (citaz.) 😉
      Ciao, grazie e a presto!

  3. Renza ha detto:

    Cara gabrilu, grazie davvero! In effetti la mia regione, l’Emilia Romagna, è la seconda per contagi. Colpita molto nella parte occidentale ( Piacenza, Parma ecc…) per via della vicinanza al focolaio lombardo, a Bologna, dove abito, ha pagato un tributo forte alla sua caratteristica principale : la socialità ( carattere su cui naturalmente si fa molta retorica). Così,nelle bocciofile, nei centri sociali per anziani ci sono state molte vittime. E anche nelle case di riposo. Io sto bene e nessuno di mia conoscenza o di familiari è stato ( per ora) colpito, ma il pensiero, l’ angoscia per la situazione, le sue cause, il suo futuro sono sempre iperattivi. Il tuo messaggio mi ha fatto bene, perchè mi hai indicato alcune possibilità : essere informati senza cadere nell’ ossessione ( in cui vago abbastanza😣) e la musica. La musica come scelta di progetto. E’ vero, a volte le cose sono lì sotto i nostri occhi e non le vediamo: basta che qualcuno che stimiamo ce le indichi e il tutto si rischiara
    Farò come dici, ho già messo in cantiere alcuni dvd a portata di mano.
    Quanto al testo, davvero ti ringrazio immensamente, ma come è possibile fare? Io non sono un gran ” fenomeno” in queste cose, ma mi sono appena iscitta al prestito on line della mia biblioteca.
    Grazie di cuore, gabrilu, e un caro saluto.

  4. monicavannucchi ha detto:

    un caro saluto e un abbraccio da Roma, Gabrilù! tutti ci teniamo in piedi un po’ per convinzione un po’ per istinto di sopravvivenza; la musica aiuta tanto, a me manca non poter danzare, ma leggere leggo… parecchio!

    • gabrilu ha detto:

      monicavannucchi si, ciascuno cerca di trovare un proprio modus vivendi e un proprio equilibrio per un periodo che breve non sarà di certo…(e non prevedo niente di buono per il “dopo”, anzi, per certi versi il “dopo” lo temo ancora di più, ma lasciamo perdere, almeno per ora).
      Capisco benissimo che chi pratica sport, danza o in generale attività che comunque richiedono ampi spazi (chiusi o aperti) attrezzati la quarantena risulti molto più pesante che per altri, e la danza è sicuramente un problema.
      Però almeno tu riesci a leggere. Io, dopo parecchi tentativi con libri che di sicuro mi interessano e anche di generi diversi e di diverse lunghezza alla fine mi sono (almeno temporaneamente) dovuta arrendere, ho capito che era inutile insistere. Ma riprenderò presto, questo è certo.
      Grazie per essere passata, ciao e a rivederci presto! 🙂

  5. Dani ha detto:

    Buongiorno Gabrilü. Ogni tanto faccio un giro nel suo blog in cerca di consigli. Bella lettura questa, che feci anch’io sulla scia di Anime Baltiche. Mi ha fatto piacere ripercorrerla qui. Una perla quel libro, davvero.

    • gabrilu ha detto:

      Grazie, Dani. Sono molto contenta che il libro sia piaciuto, e vedo con altrettanto piacere che Anime baltiche non solo è apprezzato da tanti, ma che ha anche prodotto molti fruttuosi “effetti collaterali” 🙂
      A rileggerci presto, spero

  6. Winckelmann ha detto:

    E’ sempre bello vedere come le nostre esplorazioni procedono autonomamente ma parallele. Io sono arrivato a Keiserling per caso, qualche tempo fa. Non so se hai proseguito nella sua lettura, in ogni caso per me “Afa” e “Principesse” sono due piccoli capolavori.

    • gabrilu ha detto:

      Winkelmann
      innanzitutto sono molto contenta di rivederti da queste parti. Anche io è da un po’ (un po’ molto, a dire il vero) che non mi faccio viva sul tuo blog, che però leggo e guardo sempre con gran gusto. Anche io, come avrai notato, ho rallentato parecchio l’attività sul blog. Il tempo passa, molte cose cambiano…
      Ma andiamo a Keyserling: non credo sia tanto strano che sia tu che io ci siamo imbattuti in lui, anche seguendo percorsi diversi. Se si è interessati a certe aeree tematiche, ad un certo tipo di letteratura, a certe aree geopolitiche (in senso lato), a certi stili di scrittura è più o meno inevitabile che prima o poi si facciano gli stessi incontri, non credi?
      Gli altri due libri che citi Afa e Principesse non li ho ancora letti. Ma so che esistono, ed ormai Keyserling è, per me, un amico fidato.
      Ciao, grazie e alla prossima ! 🙂

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